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Cari lettori, non avete idea di quanto vorrei che il draft fosse questo fine di settimana perché, come avrete notato negli ultimi giorni, la free agency è entrata in uno stato di quiescenza dal quale è difficile ricavare qualcosa da mettere qua dentro: molto semplicemente gli affari sono scemati fino a quasi scomparire e se non mi credete fatevi un giro su Rotoworld per constatare la triste verità.
In momenti del genere l’unica cosa a cui sono in grado di pensare è «Cosa scrivo per giovedì?» e pertanto dovete scusarmi se alcuni argomenti saranno un po’ fumosi, ma dopotutto questa è la rubrica che vuole, deve accompagnarvi fino al draft e pure quest’anno conseguirà il proprio obiettivo… soprassedendo sulla qualità, ovviamente.

1) La seconda possibilità di Darnold

Lunedì sera, dal nulla, una trade ha illuminato il mondo NFL: i New York Jets hanno spedito Sam Darnold ai Carolina Panthers in cambio di una scelta al sesto round dell’imminente draft ed una scelta al secondo ed al quarto di quello del 2021.
Questa è una buonissima mossa per i Carolina Panthers che, di fatto, si sono assicurati un quarterback dall’immenso potenziale sacrificando ben poco: Darnold deve ancora compiere 24 anni e malgrado finora abbia dimostrato ben poco sono discretamente convinto che in un contesto diverso e con un coaching staff più competente rispetto a quello con cui ha dovuto lavorare negli ultimi anni possa compiere decisi passi in avanti trasformandosi, perlomeno, in uno starter affidabile.
Immagino che questo sia un po’ un contentino per i Panthers ed i propri tifosi che, dopo aver passato mesi a flirtare con l’idea di ripartire da Deshaun Watson, si trovano fra le mani un quarterback da ricostruire ed un Bridgewater da scaricare da qualche parte od al quale ristrutturare piuttosto velocemente il contratto: c’è da lavorare, e pure tanto, ma se non altro dallo sviluppo di Darnold otterremo qualche indicazione più precisa su Matt Rhule e Joe Brady.

2) Ok, Jets

A questo punto appare piuttosto chiaro che con la seconda scelta assoluta al draft i New York Jets selezioneranno un quarterback, quasi certamente Zach Wilson: ha senso, ha decisamente senso ripartire da zero con un nuovo coaching staff, anche se credo vivamente che Darnold fosse recuperabile.
Tornando un attimo indietro, sostanzialmente i Jets per assicurarsi Darnold al draft del 2018 – scelto con la numero tre assoluta –  hanno sacrificato la sesta scelta assoluta di quel draft e tre scelte al secondo round fra 2018 e 2019 con le quali i Colts – dopo ulteriori trade – si sono assicurati Quenton Nelson, Braden Smith, Kemoko Turay, Jordan Wilkins e Rock Ya-Sin, ossia due dei principali motivi per cui la linea d’attacco di Indianapolis è fra le migliori della NFL e tre solidi role player: una squadra seria, signori, opera così.

3) Quarterback by committee?

La premessa è semplice e semplicistica: rimpiazzare Drew Brees è difficile, quasi impossibile malgrado l’evidente decadimento del braccio destro negli ultimi due anni.
Sean Payton, allenatore che ha fatto della creatività la propria arma vincente, ha recentemente dichiarato di essere al lavoro per creare uno schema di gioco in grado di esaltare i punti di forza sia di Jameis Winston che di Taysom Hill, portandomi – e portandovi – a contemplare un’ipotesi tanto assurda quanto, in questo caso, plausibile: non è che il prossimo autunno vedremo giocare, ogni partita, entrambi?
Che poi, pensandoci un attimo, ciò è accaduto piuttosto regolarmente pure negli ultimi anni con Brees, spesso tolto dal campo a scapito di Hill per delle trick play che dopo un po’ sono diventate parte del gameplan di ogni settimana: ciò su cui mi sto interrogando non è tanto un “se”, ma un “quanto”, poiché potrebbe anche essere che la ripartizione di snap si avvicini ad un 65/35, numeri da committee.
Staremo a vedere, anche se confido che a settembre il “titolare”, se così si può definire, sarà Jameis Winston.

4) Affittasi pass rusher d’esperienza

La quiescente free agency, malgrado tutto, pullula di pass rusher iper-esperti che per un motivo o per l’altro sono ancora a caccia di lavoro e che, molto probabilmente, non firmeranno un contratto fino a qualche settimana dopo il draft, se non dopo.
Permettetemi di esibirveli tramite un elegante e raffinato elenchino puntato:

  • Jadaveon Clowney (28 anni, ultima stagione ai Tennessee Titans): Clowney probabilmente firmerà verso l’inizio della prossima stagione accettando una volta per tutte il fatto che il contratto che crede di meritarsi non arriverà mai a causa di numeri modesti sotto la voce sack e tanti, troppi infortuni;
  • Justin Houston (32 anni, ultima stagione agli Indianapolis Colts): Houston non è attanagliato dai problemi che stanno limitando la produzione di Clowney, è semplicemente un iper-veterano che probabilmente firmerà con una contender a ridosso del training camp;
  • Ryan Kerrigan (33 anni, ultima stagione al Washington Football Team): Kerrigan è uno dei giocatori più sottovalutati della nostra generazione che probabilmente potrà ancora contribuire, seppur in un ruolo ridotto, in una contender;
  • Melvin Ingram (32 anni, ultima stagione ai Los Angeles Chargers): forse è il migliore della lista, anche se gli infortuni negli ultimi anni lo hanno rallentato; fatico a comprendere se a questo punto della carriera sia più interessato ad un ultimo grande assegno od alla possibilità di giocare per una contender;
  • Olivier Vernon (31 anni, ultima stagione ai Cleveland Browns): attenzione a Vernon, ok che non avrà più Myles Garrett dall’altra parte, ma questo è un giocatore il cui contributo va ben oltre il numero di sack.

Quale vorreste per la vostra squadra? Fatemelo sapere nei commenti, suvvia.

5) This is it?

Secondo un cospicuo numero di insider, Larry Fitzgerald il 2021 non lo passerà con gli Arizona Cardinals, anzi, non lo passerà proprio in National Football League poiché, fra non troppo, annuncerà il ritiro.
Ammetto che ad un certo punto avevo iniziato ad autoconvincermi che Fitz si sarebbe ritirato solo dopo aver vinto un Super Bowl, anche se diciamocelo, nel 2020 ha ampiamente dimostrato la propria età ricevendo 54 palloni per 7.6 yard a ricezione, numeri che molto asetticamente ci hanno messo davanti ad un giocatore senza esplosività – ma dalle mani sicure – sul quale i difensori avversari non perdevano certamente il sonno.
L’arrivo di A.J. Green, poi, sembra aver chiuso le porte ad un’ultima rimpatriata con i suoi Arizona Cardinals e quindi, quando sarà il momento, preparatevi ad un lungo articolo di encomio per una delle più grandi bandiere di questa lega.

6) Sossoldi

Verso la fine della scorsa settimana i Seattle Seahawks hanno ricoperto d’oro Tyler Lockett dandogli un quadriennale da più di 69 milioni di dollari di cui 37 garantiti o, come li chiamo io, soldi veri.
L’arco della carriera di Lockett è incredibilmente affascinante, in quanto nei primi anni l’ex-scelta al terzo round era poco più che un returner in grado di mettere a segno qualche ricezione lunga qua e là, mentre nelle ultime stagioni si è trasformato in un ricevitore completo pericolosissimo sia sul corto sfruttando la propria esplosività dopo la ricezione che in profondità grazie ad una velocità difficilmente contenibile: dal 2018 in poi Lockett ha guadagnato circa 60 yard a partita, numero che gli permette di navigare attorno a quota 1000 ogni stagione.
Se l’attacco dei Seahawks troverà un modo per non diventare stagnante nella seconda metà di stagione, il 2021 potrebbe essere il suo miglior anno della carriera.

7) L’importanza di chiamarsi…

I Pittsburgh Steelers, i miei amatissimi Pittsburgh Steelers hanno messo sotto contratto Mathew Sexton, un ricevitore della quale esistenza non ero consapevole fino a qualche minuto fa.
Mathew Sexton, che nome.
Datemi un attimo che vado a reperire la gif del “Nicccccce” di South Park: fatto.

 

E se tutto ciò fosse un sottile – ma non troppo – stratagemma per indurvi a seguirmi su Twitter?
Vi prego, seguitemi, voglio diventare famoso come twitstar: se non è povertà di contenuti questa…

8) Una chicca interessante

Mike Clay di ESPN ha riportato una statistica estremamente interessante, ovvero che dall’inizio del 2019 solamente 14 running back sono stati in grado di prendere parte a tutte e 32 le partite di regular season e, udite udite, nessuno di questi running back è titolare: fra i vari nomi quelli più di spicco sono Gus Edwards, J.D. McKissic, Dion Lewis, Giovani Bernard e Nyheim Hines, non propriamente Barry Sanders – salvo Edwards.
È facile intuire che i titolari, chiamati a toccare il pallone anche una trentina di volte a partita, siano particolarmente esposti ad infortuni e che quindi i vari Dalvin Cook, Christian McCaffrey, Joe Mixon, Saquon Barkley e Chris Carson incorrano più frequentemente in acciacchi fisici in grado di costar loro partite rispetto a Dion Lewis e Giovani Bernard, running back a malapena da terzo down.
Credo che a fronte di dati del genere non sia poi così difficile comprendere la riluttanza dei vari front office a compensare adeguatamente i propri corridori, che molto umanamente non possono eludere gli infortuni con carichi di lavoro del genere: anche per questo motivo non rimaneteci male quando la vostra squadra del cuore seleziona un running back al draft nonostante ne stia già pagando uno, non si sa mai.

9) Un saluto a Gio

I Bengals, mercoledì, hanno rilasciato Giovani Bernard, uno dei running back più sottovalutati e servizievoli dell’ultimo decennio: dal 2013 Bernard ha accumulato più di 6500 yard totali, numero che impallidisce dinanzi a quelli di altri running back più blasonati ma che, secondo me, la dice lunga sulla sua versatilità poiché queste di queste 6500 yard quasi la metà vengono da ricezione, specialità della casa.
Non è mai stato uno dei migliori running back della lega – non c’è mai nemmeno andato vicino – ma durante la sua permanenza ai Bengals ha sempre risposto presente quando chiamato in causa subentrando, nel 2020, all’infortunato Joe Mixon e trasformandosi in fantaeroe, per qualche fugace settimana.
Un saluto a te ed al tuo glorioso baffo, fratello Gio!

10) Nuggets!

Questa non è una buona settimana per i nuggets, ma non era nemmeno una buona settimana per l’intera rubrica, eppure in qualche modo siamo arrivati alla fine: permettetemi di concludere l’episodio con un rinfrescante elenchino puntato.

  • I Buffalo Bills hanno messo sotto contratto il poco costante Forrest Lamp, ex-guardia dei Chargers selezionata al secondo round del draft di non troppi anni fa: credo che la cura Bills possa renderlo un utile giocatore di rotazione;
  • Quinton Dunbar, l’avventuroso Quinton Dunbar, proseguirà la sua carriera ai Detroit Lions portando necessaria esperienza in una delle peggiori secondarie della NFL;
  • I Jaguars si sono assicurati le prestazioni di Damien Wilson, linebacker proveniente dai Chiefs e che durante la sua tenuta in Missouri ha coperto un ruolo spesso sottovalutato nella rotazione difensiva di KC;
  • I Detroit Lions hanno raggiunto un accordo con Corn Elder, giocatore che se non fosse per Mathew Sexton sarebbe stato protagonista di uno dei dieci punti grazie al proprio fantastico nome;
  • Sean Davis, safety abusato da Gronkowski negli anni passati, è un nuovo giocatore degli Indianapolis Colts.

Post By Mattia Righetti (477 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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2 thoughts on “Eligibles: tutta la free agency NFL in una rubrica, terza settimana

  1. Darnold è un buon giocatore, tuttavia Douglas e Saleh hanno preferito un restart nella posizione, anche perchè gli ultimi 3 anni dei Jets avrebbero lasciato scorie nella mente di chiunque.
    Per i Ravens vedo Justin Houston + pass rusher al primo / secondo giro.

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