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Quest’anno la situazione è tornata ragionevolmente normale piuttosto velocemente poiché mi sembra che il flusso di milioni sia già notevolmente rallentato: è troppo presto per parlare di seconda tranche di free agency?
Perdonatemi per il “tranche”, ma francamente di parlare di seconde/terze ondate su articoli del genere non ne ho alcuna voglia, questi inutili articoli sono una sorta di spazio sicuro grazie ai quali evadere dal mondo reale per essere catapultati in un mondo fatto di incompetenza, previsioni sbagliate e grossolanità ed al momento sono più che convinto che una scelta lessicale del genere sarebbe di pessimo gusto: scusatemi per il tanto dovuto quanto non necessario inciso.

Lo spazio salariale ridotto, in tal senso, non ha ovviamente aiutato poiché questo è l’anno in cui noi tutti abbiamo compreso il valore di ogni singolo milione all’interno dei 180eppassa che un GM può spendere per dare forma al proprio roster, anche se credo sia necessario mettere in evidenza uno scenario alquanto interessante: la pletora di contratti annuali elargiti in questi giorni farà sì che la free agency dell’anno prossimo sia una delle più ricche e profonde della storia e se finora siete rimasti delusi dalla relativa assenza di fuochi d’artificio vi invito a pazientare che di questi tempi, l’anno prossimo, potremmo essere testimoni di un qualcosa di così frenetico da costringermi a redigere episodi di questa rubrichetta costituiti da venti punti.

1) Kenny G-Man

Ha dovuto aspettare forse un po’ più di quanto credessimo, ma non si può dire che Kenny Golladay non sia uno dei vincitori di questa free agency: complice la penuria di ricevitori di livello – ringraziamo i tag di Godwin e Robinson – Golladay è riuscito a stabilire le condizioni di mercato e portarsi a casa un quadriennale da 72 milioni di dollari di cui 40 garantiti.
Golladay è un buonissimo ricevitore, non certamente uno da 18 milioni l’anno, che sfruttando con pazienza la volubilità di Fuller e la relativa mancanza di curriculum di Davis e Samuel ha avuto modo di affermarsi come miglior ricevitore disponibile in free agency e di portarsi a casa il contratto dei propri sogni, regalando nel mentre a Daniel Jones un receiving corp profondo e completo che permetta a chi di dovere di compiere le proprie valutazioni con la consapevolezza di averle provate veramente tutte: nel 2021 non avrà più particolari scuse – linea d’attacco a parte – per giustificare un ulteriore eventuale fallimento e noi, dall’alto del nostro nulla, non potremo puntare il dito contro la povertà del corpo ricevitori nel tentativo di difenderlo.

2) A proposito di Giants

I New York Giants in questi primi dieci giorni di free agency hanno messo a segno un paio di colpi importanti, oltre a quello appena discusso: la settimana scorsa hanno infatti rinnovato a cifre mostruose l’ottimo Leonard Williams ed acquisito il dimenticato ma ancora utile alla causa Kyle Rudolph mentre questa settimana, lunedì, hanno dato a Adoree Jackson un triennale da 39 milioni di dollari che permetterà all’esplosivo ex-Titans di formare una coppia di primissimo livello con un James Bradberry reduce da una stagione semplicemente fantastica.
A questo punto mi sembra chiaro che New York nel 2021 voglia puntare con decisione ai playoff, non accontentarsi semplicemente di vincere un paio di partite consecutive giocando un buon football, e sta facendo il possibile per sfruttare al meglio il contratto da rookie del proprio enigmatico quarterback arrivato al crocevia della propria giovane carriera: il roster dei Giants a questo punto si presenta talentuoso e moderatamente profondo con però un paio di enormi punti di domanda che attanagliano linea d’attacco e quarterback.

3) Il perdente della free agency

Oh, Anthony Harris, mi dispiace per te.
Solo un anno fa il futuro per Anthony Harris era incredibilmente radioso e reduce da una stagione quasi da All-Pro conclusa con sei intercetti è stato messo sotto franchise tag dai Vikings nella speranza di riuscire a trovare l’intesa per un rinnovo pluriennale nei mesi seguenti: purtroppo per i Vikings e soprattutto per lui le due parti non hanno trovato l’accordo ed il buon Harris ha approcciato il 2020 come ulteriore contract year nel quale guadagnare qualche milioncino in vista del futuro.
Purtroppo – sono costretto ad utilizzarlo più e più volte questo avverbio – la scorsa stagione è stata un disastro per lui, per il reparto difensivo dei Minnesota Vikings e per i Minnesota Vikings in generale e, purtroppo, gli acquirenti sono scomparsi: qualche giorno fa Harris si è rimesso in discussione accettando un “mesto” contratto annuale da cinque milioni di dollari con i Philadelphia Eagles nella speranza di rimettere in carreggiata la propria carriera e ricevere il contratto sul lungo termine ad anni trenta d’età.
Ahia.

4) Juju, lealtà o realismo?

Juju Smith-Schuster, dato in partenza dalla quasi unanimità di analisti ed affini, ha sorpreso tutti accettando l’ennesimo prove it deal da un anno di questa finestra di free agency rimanendo così per almeno un’altra stagione a Pittsburgh: ciò che ha più sorpreso, però, è che i candidati principali ad assicurarsi le sue prestazioni fossero i Baltimore Ravens, rifiutati in extremis per rimanere “a casa”.
Fra le altre squadre interessate alla vostra star di Tik Tok preferita troviamo anche Chiefs ed Eagles, fieramente rifiutate da Juju che verosimilmente tornerà a ricoprire il ruolo dello scorso anno, ossia quello di bersaglio prediletto sul corto – cortissimo – per il vegliardo Roethlisberger: per aumentare il proprio valore il chiacchierone degli Steelers dovrà trovare modo di riportare in doppia cifra il numero di yard per catch perché concludere la stagione con poco più di 800 yard malgrado 130 target è inaccettabile per un ricevitore di 24 anni, indipendentemente dal suo ruolo nel proprio attacco.

5) Una firma che non ho capito

Qualcuno può spiegarmi il senso del contratto elargito dai Raiders a Kenyan Drake?
Va bene, un biennale dal valore massimo di 14 milioni di dollari non manderà a rotoli i piani a lungo termine della franchigia, ma che senso ha investire con cotanta convinzione su un running back quando solamente due anni fa proprio questo front office decise di utilizzare una preziosissima scelta al primo round per assicurarsene uno che al momento ha 23 anni?
La mossa perde ancor più di significato se si mette a fuoco il fatto che dietro Jacobs ci siano già a roster Jalen Richard e Theo Riddick, due running back il cui lavoro consiste esclusivamente nel ricevere il pallone: cosa sta succedendo a Las Vegas?
Qual è il piano della premiata ditta Mayock-Gruden?
Questi soldi non si potevano investire per provare a rattoppare la disastrosa e disastrata difesa?

6) Un paio di contratti più che meritati

Elenchino puntato o no?
Ma sì, che episodio sarebbe senza almeno un elenchino puntato nel quale vi illustro un paio di contratti che mi sono piaciuti/che mi hanno scaldato il cuore.

  • Il quadriennale da 61 milioni di Justin Simmons, finalmente rinnovato da dei Broncos che hanno saggiamente compreso che senza di lui la vita in difesa sarebbe molto più grama;
  • C’è chi si innervosisce quando vede un running back ricevere la giusta ricompensa per i propri sforzi, io non sono uno di quelli poiché ritengo il biennale da circa 15 milioni firmato da Chris Carson con i suoi Seattle Seahawks sia più che meritato poiché quando in salute Carson è fra i running back più duri e concreti della NFL;
  • Kyle Fuller ai Broncos con un annuale da circa 10 milioni di dollari: il buon Fuller non ha nemmeno fatto in tempo a diventare free agent che Denver – Fangio – era già all’uscio di casa con un contratto pronto. Ottima mossa questa dei Broncos che, zitti zitti, stanno costruendo un reparto difensivo che potrebbe diventare il sequel della No Fly Zone del 2015;
  • Riley Reiff ai Bengals che così mi dimostrano di essere veramente interessati al benessere psicofisico del fantastico Joe Burrow;
  • Troy Hill ai Cleveland Browns con un quadriennale da 24 milioni che garantisce ai Marroni uno dei migliori slot defender della NFL ad un prezzo più che ragionevole OMMIODDIO MA COM’È CHE QUESTI NON SBAGLIANO PIÙ UNA MOSSA?

7) La velocità oltre che ad uccidere rende ricchi

Un ricevitore di quasi 35 anni d’età, reduce da due stagioni nelle quali ha giocato complessivamente otto partite ed incapace di superare quota mille yard dal 2016 non dovrebbe essere in grado di trovare spazio in NFL, salvo che il suo nome sia DeSean Jackson, recentemente messo sotto contratto dai Los Angeles Rams.
Malgrado l’avanzare degli anni Jackson, quelle rare volte che è in campo, continua a trovare il modo di scivolare dietro le difese avversarie ed inanellare big play grazie ad una velocità che non sembra voler diminuire: il fatto che l’ultima stagione sopra quota mille sia arrivata nel 2016 a Washington quando l’offensive coordinator era Sean McVay dovrebbe mettere immediatamente in chiaro il fatto che probabilmente il ciuffo più impomatato del West abbia un paio di idee su come usarlo.

8) Patriottismi

Dopo aver dominato l’inizio della free agency a suon di colpi esplosivi i New England Patriots si stanno concentrando sui propri free agent avendo già rinnovato i contratti al kicker Nick Folk ed al centro David Andrews, tornato all’ovile dopo aver tastato l’arido terreno della free agency: ora è stato pure ufficializzato pure il rinnovo di James White, l’eroico James White che malgrado il ruolo ridotto con Newton under center rimane un giocatore estremamente versatile in grado di fare la differenza quando chiamato in causa ma che indipendentemente da tutto due milioni e mezzo di dollari sicuramente li vale.
Che offseason signori, che offseason.

9) Fermateli per favore

A proposito di Patriots e Tom Brady, che dire di questi Tampa Bay Buccaneers?
Dopo aver rinnovato più o meno tutti i protagonisti della cavalcata dello scorso anno il GM Licht è riuscito a tenersi stretti pure Ndamukong Suh e Rakeem Nunez-Roches, due pedine fondamentali di quella che è stata la miglior run defense della lega e, come non bastasse, ha pure rinnovato il left tackle Donovan Smith.
I Tampa Bay Buccaneers del 2021, sostanzialmente, saranno i Tampa Bay Buccaneers del 2020 – senza Antonio Brown e Leonard Fournette, per il momento – più un intero draft: per favore, FERMATELI.

10) Nuggets!

Fantastico colpo dei Seattle Seahawks che rubacchiando dai fratelli di Santa Monica si sono assicurati Kerry Hyder per i prossimi tre anni a poco più di cinque milioni a stagione: Hyder non è assolutamente un fenomeno in grado di rivoluzionare la difesa ma un pass rusher che si sbatterà fino all’ultimo in ogni singolo snap, quel genere di giocatore in grado di compensare ai limiti tecnici con tanto, tantissimo cuore.
Che dire invece dei Broncos? Questi folli hanno appena (ri)messo sotto contratto pure Kareem Jackson che con Justin Simmons andrà a posizionarsi alle spalle dei neo-arrivati Fuller e Darby donando così a coach Fangio una secondaria di primissimo livello; attenzione ai Falcons che sono andati a prendersi Mike Davis, al momento favorito per essere il titolare il prossimo autunno, anche se credo vivamente che aggiungeranno talento al draft ché presentarsi a settembre con Mike Davis titolare è un po’ troppo anche per i Falcons.
I Titans, nel tentativo di tamponare l’emorragia che ha colpito il parco ricevitori, hanno messo sotto contratto l’ex-Rams Josh Reynolds che essendo stato chiamato a sostituire Corey Davis potrebbe avere la prima opportunità in carriera di vedere un numero consistente di palloni.
Attenzione agli ex-safety degli Atlanta Falcons, squadra così forte in difesa da potersi permettere di lasciare andare i propri titolari degli ultimi anni: Keanu Neal ha firmato per i Dallas Cowboys mentre Ricardo Allen per i Cincinnati Bengals.

Post By Mattia Righetti (454 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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3 thoughts on “Eligibles: tutta la free agency NFL in una rubrica, prima settimana

  1. Reynolds era una delle soluzioni low cost che non mi sarebbe affatto dispiaciuto fosse stato firmato dai miei Ravens. Come si spiega questo immobilismo?? Il senso delle ultime restrucuture?? X firmare i vari Dunlap, Ingram, Watkins (pare assurdo ma è l’ultimo FA WR decente rimasto) bastava lo spazio che già c’era.. Come pensano di risolvere il problema Wr?? C’è da aspettarsi qualche trade?? Sono piuttosto scoraggiato..

  2. Dopo JuJu anche T Y Hilton sembra aver declinato un’offerta dei Ravens. Forse questi wr non sono molto attirati da un attacco orientato soprattutto sulle corse.

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