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Ci siamo, finalmente una parvenza di football americano: dopo più di un mese di nulla – se per nulla intendete innumerevoli report e controreport su Watson, Wilson e qualsiasi quarterback con un po’ di male allo stomaco – siamo attesi da un paio di giorni – e settimane – importantissimi nei quali verranno rimescolate per bene le carte, poiché alla fine la free agency è proprio questo, un grandissimo rimescolamento di carte scandito da assegni più o meno onerosi.

Durante la vita mi è stato insegnato che comprendere il passato, o perlomeno averlo presente, è fondamentale per provare a capire meglio il futuro, quindi oggi vi porterò un po’ indietro nel tempo e vi presenterò il miglior colpo in free agency mai fatto da ogni singola squadra: vista la mole di giocatori da prendere in considerazione vi invito a risparmiarmi nel caso di qualche clamorosa omissione, ho provato a fare del mio meglio.

Perciò, senza perdere ulteriore tempo…

Arizona Cardinals

Kurt Warner, QB

Preso tramite un contratto annuale al modico prezzo di quattro milioni di dollari, Warner è stato in grado di riscrivere la storia di una delle squadre più perdenti di questa lega: dopo un inizio alquanto complicato l’ex-direttore d’orchestra del Greatest Show on Turf ha messo insieme una delle stagioni più improbabili di sempre culminata in una partecipazione al Super Bowl rovinata dal miracolo di Santonio Holmes.

Atlanta Falcons

Michael Turner, RB

Ero tentato di mettere Tony Gonzalez in quanto stiamo pur sempre parlando di un Hall of Famer, ma la produzione di Turner durante il lustro passato in Georgia non mi ha dato scelta: in cinque anni l’ex-Chargers ha corso per più di 6000 yards mettendo a segno 60 rushing TD arrivati tramite uno stile di gioco divertentissimo poiché vederlo abbattere i vari difensori come una palla da bowling impazzita era fra le cose migliori che la NFL di dieci anni fa avesse da offrirci.

Baltimore Ravens

Rod Woodson, S

Questa è stata molto difficile, in quanto probabilmente questo prestigiosissimo riconoscimento se lo sarebbe meritato Michael McCrary, ma l’impatto avuto da Woodson sui Ravens è stato semplicemente troppo grande: in quattro anni in Maryland l’Hall of Famer ha racimolato 20 intercetti diventando uno dei leader del reparto difensivo, a mio avviso, più forte di sempre finendo poi per vincere quel Super Bowl che lo aveva eluso per tutta la carriera.

Buffalo Bills

Bryce Paup, DE

Avrei voluto premiare l’eroico Steve Tasker in quanto fiero sostenitore degli special teamer, ma come potevo ignorare il dominio perpetrato da Bryce Paup nei tre anni passati ai Bills?
In sole tre stagioni Paup ha messo a segno 33 sack, 17.5 dei quali arrivati nel 1995 quando la sua brillantezza gli valse il premio di difensore dell’anno: tutto ciò è reso ancor più impressionante dal fatto che tale annata fosse la sua prima ai Bills.

Carolina Panthers

Sam Mills, LB

Malgrado una fantastica carriera coronata da numerosi Pro Bowl ed inserimenti nelle varie formazioni All-Pro, Mills sarà ricordato come una delle icone dei giovani Carolina Panthers in quanto dietro il mantra keep pounding che li ha trascinati fino al Super Bowl non troppi anni fa troviamo la triste battaglia contro il cancro che gli è costata la vita: il suo 51 è stato il primo numero ad essere ritirato nella storia della franchigia.

Cincinnati Bengals

Adam “Pacman” Jones, CB

Il talento non è mai stato un problema per Pacman, evitare i problemi invece sì: dopo essere stato scaricato dai Dallas Cowboys – squadra che notoriamente non ha problemi a chiudere un occhio per le peripezie extracurriculari dei propri giocatori, soprattutto quelli di un certo livello – la sua carriera sembrava essere finita ma, nel 2010, Marvin Lewis decise di dargli un’ultima possibilità.
Malgrado qualche brutta giornata – Wild Card Round 2015 contro Pittsburgh su tutti – Jones per numerosi anni ha contribuito a rendere Cincinnati una delle squadre più vincenti della NFL… in regular season.

Cleveland Browns

Jamir Miller, LB

Qua prenderò in considerazione solamente i “nuovi” Cleveland Browns, quelli resuscitati nel 1999.
Miller fu un grandissimo linebacker per i Browns, una macchina da tackle che fino al 2007 fu l’unico giocatore dei “nuovi” Browns ad essere convocato al Pro Bowl: nel 2001 fu addirittura All-Pro, ma purtroppo per lui e per i Browns durante la successiva preseason la disgraziata rottura del tendine d’Achille sancì la fine della sua carriera.
Breve ma intenso.

Chicago Bears

Steve McMichael, DT

Tagliato dopo la stagione da rookie dai New England Patriots, McMichael venne firmato in sordina dai Bears nel 1981: “Mongo” in Illinois ci rimase fino al 1993 mettendo a segno 92.5 sack complessivi diventando poi uno dei volti di una difesa che non fosse per la mia fede – ed il conseguente conflitto d’interessi – non avrei problemi a definire la migliore di sempre.
Non dimentichiamoci, però, di giocatori come Julius Peppers od Allen Robinson.

Dallas Cowboys

Deion Sanders, CB

In questo caso sono più che convinto che non siano necessarie ulteriori spiegazioni.

Denver Broncos

Peyton Manning, QB

Quanto sopra, anche se mi preme far presente che prima della firma di Manning il titolare – a matita – sarebbe potuto essere Tim Tebow: Manning non solo ci ha salvati da altri anni di Tebowmania e spirali sbilenche, ma ha pure condotto i Broncos al terzo Super Bowl della propria storia al termine di un quadriennio – ehm, triennio più uno – di storico dominio.

Detroit Lions

Dick LeBeau, CB

Prima di diventare uno dei più brillanti defensive coordinator della nostra generazione, LeBeau fu uno dei più grandi cornerback della storia: tagliato dai Browns durante l’estate di quella che sarebbe dovuta essere la sua prima stagione fra i professionisti, LeBeau venne messo sotto contratto dai Lions con i quali trascorse tutta la carriera intercettando qualsiasi cosa volasse dalle proprie parti.

Green Bay Packers

Reggie White, DE

Forse stiamo parlando del più grande difensore della storia della National Football League, perciò non dovrò sicuramente servirmi di chissà quale espediente retorico per giustificarvi la mia scelta.
Sei volte Pro Bowler in sei stagioni, l’apporto di White fu fondamentale per permettere a Favre di riportare il Lombardi a casa propria; il sistema free agency come lo intendiamo noi venne introdotto nel 1993, poco prima che White si accasasse ai Packers dandoci dimostrazione di quanto questo sistema potesse mutare gli equilibri che regolavano la National Football League: la sua importanza, in definitiva, trascende quanto fatto in campo.

Houston Texans

Arian Foster, RB

Forse qua baro, in quanto Arian Foster entrò in NFL come undrafted free agent, ma siccome dopo undrafted troviamo per l’appunto “free agent” credo di poter dormire sonni tranquilli pure questa volta: Foster, molto semplicemente, fu uno dei migliori giocatori nella storia di una franchigia recentemente trasformatasi in barzelletta.
E, dato che so che vi interessa, è uno dei miei giocatori preferiti di sempre.

Indianapolis Colts

Adam Vinatieri, K

No, mi rifiuto di mettere Johnny Unitas in quanto messo sotto contratto dai BALTIMORE Colts: ho già detto di essere un amante e fedele sostenitore degli special teamer e per questo ora mi trovo costretto a premiare uno dei più grandi kicker della storia, quell’Adam Vinatieri che con la propria freddezza ha permesso ai New England Patriots di trasformarsi da feel good story a dinastia più dominante della storia sportiva americana.
Gli ultimi, difficili, anni potrebbero averci fatto passare di mente quanto fenomenale e glaciale fosse ma tranquilli, sono qua per questo.

Jacksonville Jaguars

Calais Campbell, DE

È difficile non premiare un giocatore del calibro di Jimmy Smith, ma se fra non troppi anni ci troveremo costretti a narrare ai nostri figli la leggenda di Sacksonville – probabilmente per deprimerli e bloccarne la crescita – Calais Campbell probabilmente ne sarebbe uno dei protagonisti principali: in tre anni in Florida il massiccio defensive end ha messo a segno 31.5 sack rendendo il pass rush dei Jaguars uno dei più terrificanti della NFL.
Per un intervallo temporale ridicolo, mi preme ribadirlo.

Kansas City Chiefs

Len Dawson, QB

Prima che un certo Patrick Mahomes cambiasse tutte le regole del gioco, nel cuore dei tifosi di Kansas City la parola “quarterback” era un asettico sinonimo di Len Dawson: Dawson, molto semplicemente, è stato da uno dei migliori quarterback della storia del gioco, nonché l’unico – prima di Mahomes – capace di portare a Kansas City (Missouri) il Lombardi.
Mica male per un ex-backup a Pittsburgh e Cleveland.

Las Vegas Raiders

Rich Gannon, QB

Il testa a testa con il leggendario Plunkett è stato serrato, ma ho deciso di premiare l’MVP che proprio come Kurt Warner ha saputo sconfiggere anche un’età già importante: arrivato in California – bei tempi quelli – a 34 anni d’età, Gannon si è trasformato dal nulla in un perenne Pro Bowler capace di portarsi a casa pure il premio di miglior giocatore della lega.
Una volta perso il Super Bowl, però, per lui ed i Raiders tutto è andato a catafascio.

Los Angeles Chargers

Antonio Gates, TE

Quando passi dall’essere undrafted free agent al leader per touchdown ricevuti nella tua posizione di competenza molto probabilmente meriti di essere menzionato in un inutile articolo di Mattia.

Los Angeles Rams

Adam Timmerman, OG

La tentazione sarebbe quella di inserire per la seconda volta Kurt Warner, ed anzi, sarebbe molto più appropriato inserirlo come membro dei Rams che dei Cardinals ma visto che sono una persona profondamente ingiusta passerò oltre e premierò Adam Timmerman, ingranaggio fondamentale nel Greatest Show on Turf: la sola indicazione al Pro Bowl potrebbe trarre in inganno e non compendiare la grandezza dell’ex-scelta al settimo round del draft, ma fidatevi di me, senza Timmerman forse Faulk non avrebbe avuto il successo che gli ha permesso di diventare Hall of Famer.
Dovrebbe essere Warner, comunque.

Miami Dolphins

Jim Langer, C/OG

Creato in laboratorio da Don Shula, che lo ha promosso a titolare solamente dopo due anni di panchina, Langer è stato il centro titolare di quei Dolphins di cui noi tutti continuiamo a parlare nonché sei volte Pro Bowl, sei volte All-Pro ed Hall of Famer.
Scelta piuttosto facile in questo caso.

Minnesota Vikings

John Randle, DE

Randle è uno dei giocatori più insensati che abbiano mai calcato un campo NFL, ma lasciatemi spiegare.
Sottodimensionato al punto da non essere nemmeno selezionato al draft, il terrificante 93 dei Vikings si è trasformato in un pass rusher generazionale che grazie a ferocia, aggressività e pura pazzia si è guadagnato un posto fra i migliori cento giocatori della storia NFL.
Tutto ciò, per un undrafted free agent, è semplicemente insensato.

New England Patriots

Rodney Harrison, S

Ingranaggio fondamentale della difesa dei Patriots, Harrison è stato messo sotto contratto appena scaricato dai Chargers dando a Belichick la tranquillità necessaria per scaricare il rispettato ed amato Lawyer Milloy: per nulla intimorito dall’enorme responsabilità, Harrison si è guadagnato due All-Pro consecutivi nelle stagioni 2003 e 2004, ossia quelle in cui i Patriots completarono l’ultimo back to back di Lombardi ad oggi.

New Orleans Saints

Drew Brees, QB

Fa sorridere pensare che il volto di una franchigia ed icona di una città sia piombata in tale città grazie alla free agency.

New York Giants

Plaxico Burress, WR

Dovrebbe essere stato Emlen Tunnell, ma come il mondo pure io so essere terribilmente ingiusto.
Malgrado un epilogo a metà fra il tragico ed il patetico, senza Burress probabilmente i Giants non sarebbero stati in grado di rendere imperfetti i New England Patriots.
Se Eli Manning è diventato qualcosa più del fratellino di Peyton è anche grazie a Burress, ricevitore fondamentale nelle prime fasi della carriera del mio amato Eli.

New York Jets

Curtis Martin, RB

Penso che Curtis Martin possa essere visto come uno dei più grandi rimpianti della carriera di Bill Belichick: l’attacco dei Patriots del primo Brady con Martin nel backfield sarebbe stato indubbiamente migliore.
Una volta arrivato ai Jets Martin non si è fatto contagiare dall’inettitudine che ha probabilmente contaminato le acque delle loro docce continuando ad inanellare stagioni da ben oltre mille yards: dal suo ingresso in NFL nel 1995 la prima stagione conclusa sotto quota mille è arrivata dieci anni dopo, nel 2005, a causa di un infortunio.

Philadelphia Eagles

Troy Vincent, CB

La storia di Troy Vincent è molto particolare, in quanto l’attuale Executive Vice President of Football Operation della NFL ha saputo trasformarsi da cocente bust al draft in uno dei migliori giocatori della storia dei Philadelphia Eagles: selezionato dai Dolphins con la settima scelta assoluta al draft del 1992, Vincent non ha saputo guadagnarsi un secondo contratto con la squadra della Florida venendo invece acquisito dai Philadelphia Eagles.
In otto anni a Philly tutto ciò che ha saputo fare è stato guadagnarsi cinque convocazioni al Pro Bowl, due All-Pro, vincere il Walter Payton Man of the Year Award e l’NFLPA Alan Page Comunity Award, ossia il premio dato al giocatore che più si è impegnato nella propria comunità: da bust a papabile candidato Nobel per la pace, mica male.

Pittsburgh Steelers

James Farrior, LB

Analogamente a Vincent, Farrior è stato selezionato al primo round da una squadra – Jets – diventando poi il volto della squadra con la quale ha firmato il secondo contratto, in questo caso i Pittsburgh Steelers: se durante la metà degli anni zero la difesa degli Steelers è stata costantemente fra i reparti più dominanti dell’intera NFL è anche grazie alla leadership di Farrior, macchina da tackle con l’hobby del sack.

San Francisco 49ers

Justin Smith, DE

I 49ers di Harbaugh, oltre che ad essere una delle squadre più belle che io abbia mai visto, passeranno alla storia come uno dei più grandi what if: a rendere possibile la trasformazione dell’intera compagine in contender ci ha pensato anche Justin Smith, anima del terrificante reparto difensivo.
Il fatto che abbia concluso la carriera senza un anello è un mezzo crimine contro l’umanità, ma ciò nonostante rimane uno dei migliori giocatori del ventunesimo secolo.

Seattle Seahawks

Michael Bennett, DE

Bennett è un mio giocatore fetish per il quale ho sempre avuto una platonica attrazione resa possibile anche dalla sua armatura da kicker indossata per sgusciare meglio attraverso le linee d’attacco avversarie: se si parla del Super Bowl dei Seahawks il discorso – giustamente – si concentra immediatamente sulla Legion of Boom, ma forse senza Bennett a portare pressione al quarterback avversario e piantare le tende nel backfield la Legion of Boom sarebbe stata meno esplosiva.
Forse.

Tampa Bay Buccaneers

Tom Brady, QB

Passiamo ai Titans.

Tennessee Titans

Delanie Walker, TE

Delanie Walker non è mai stato e mai sarà ai livelli di Kevin Mawae, Hall of Famer che tra le altre cose ha aiutato Chris Johnson a concludere una stagione con più di 2000 rushing yard, ma in quanto appassionato di underdog non potevo esimermi dal parlare un po’ di uno dei miei giocatori preferiti di sempre.
Ottimo blocker con due mani incredibilmente educate, Walker si è rapidamente trasformato nel punto focale del gioco aereo dei Titans malgrado nelle sette stagioni passate a San Francisco sia stato usato veramente poco come ricevitore – 29 ricezioni nel 2010 il suo career high durante gli anni passati nella Baia -: a quasi 37 anni Walker non sembra intenzionato a ritirarsi.

Washington Football Team

London Fletcher, LB

Dovrebbe essere Riggins, ne sono pienamente consapevole, ma London Fletcher è uno di quei giocatori per i quali ho sempre avuto una mezza crush: schifosamente sottovalutato per tutto il corso della sua carriera, Fletcher è stato uno dei linebacker più produttivi di sempre concludendo la carriera con numeri non troppo distanti da quelli di un certo Ray Lewis.
In sedici anni non ha mai perso una singola partita e dal 2007, anno del suo approdo nella capitale, Fletcher ha messo a segno in media 122 tackle a stagione.
Credo sia necessario fare una piccola precisazione: è stato messo sotto contratto da Washington a 32 anni d’età e ciò credo renda ancora più impressionanti i suoi numeri.

Post By Mattia Righetti (488 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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3 thoughts on “NFL: il miglior colpo in free agency nella storia di ogni squadra

  1. Pats very aggressive sul mercato, può darsi sará così anche al draft per il nuovo qb. Vedrei bene Trey Lance.

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