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Mi disgusta riferirmi ad un quarterback come Cam Newton utilizzando questo termine, ponte, che poi, cos’è un ponte?
Un “quarterback ponte” è un quarterback provvisorio, un quarterback destinato ad essere il titolare della squadra per un periodo di tempo limitato in attesa che chi dietro di lui, vuoi per infortunio o per inesperienza, sia pronto a prendere il controllo della propria squadra: come potete vedere non è esattamente la miglior posizione nella quale trovarsi, soprattutto se si parla di un ex-MVP, ma ciò nonostante il rinnovo di Cam Newton con i New England Patriots mi ha regalato una gioia genuina che seppur scemata con il passare delle ore rimane comunque gioia, merce rara di questi tempi.

Cam Newton, ieri, ha firmato un contratto annuale dal valore massimo di 14 milioni di dollari con i New England Patriots, un contratto – mi preme precisarlo – ricolmo di bonus basati sulla produzione che, alla fine dei conti, trasformano questo contratto in quello di un backup lautamente pagato in caso di overachieving: ripeto, non fatevi suggestionare da quel quattordici, ben più della metà di quei milioni sono bonus, i garantiti non sono poi così tanti.

I soldi di un Chase Daniel qualsiasi più vari bonus – a mio avviso difficilmente raggiungibili -: meno di così, francamente, sarebbe stato ridicolo ed irrispettoso.

Il ruolo di Newton nei Patriots sembra essere piuttosto chiaro, dovrà fare da ponte in attesa che il quarterback del futuro – immagino che il suo nome lo scopriremo solo al draft – sia pronto alla vita da titolare in NFL: non esattamente il ruolo che uno si sogna la notte, ma credo che questo affare possa soddisfare entrambe le parti coinvolte, in quanto un’eventuale annata positiva potrebbe rilanciare la carriera di Newton e convincere qualche altra squadra a dargli le chiavi del proprio attacco, mentre New England proverà l’assalto ai playoff con un quarterback che, ragionevolmente, dovrebbe esprimersi su livelli molto più alti di quelli dello scorso anno.

Comprendo e non condanno i tanti dubbi che vi attanagliano, i numeri di Newton nel 2020 sono stati atroci, una sorta di canto del cigno di uno la cui unica credenziale per essere ancora visto come titolare in questa lega è il proprio passato, ma devo forse ricordarvi che parlavamo in modo – lontanamente – simile pure del Super Bowl MVP Tom Brady in avvicinamento alla scorsa stagione?
Le inadeguatezze del reparto offensivo di New England vanno ben oltre il quarterback, poiché backfield a parte negli ultimi anni i Patriots hanno costantemente schierato uno dei receving corp più tristi della lega, un raffazzonato e goffo mix di giovani come Harry, Meyers, Asiasi e Keene, giocatori mediocri come Byrd, LaCosse e Moncrief e l’eroico – ma attempato – Julian Edelman: sarebbe difficile per qualsiasi quarterback eccellere con un aiuto del genere ed un supporting cast simile, per qualche mese, ci aveva spinto a pensare che per Tom Brady fosse scoccata la mezzanotte.
Sbagliavamo.

Newton, chiaramente, non è stato esente da colpe, in più circostanze è apparso lento ed impreciso, ma definirlo bollito basandosi su un campione così mendace sarebbe profondamente ingiusto nei suoi confronti, oltre che intellettualmente pigro: con una linea d’attacco potenzialmente dominante – malgrado la probabile dipartita di Thuney – Belichick potrà garantirgli una pass protection migliore e, immagino, che il gioco di corse riuscirà ad imporsi sui front seven avversari domenica dopo domenica dandogli eventualmente l’opportunità di sfruttare la play action.
Occorrerà, questo è palese, investire con convinzione sul receiving corp poiché presentarsi a settembre con i giocatori sopracitati farebbe passare il tutto come velato tentativo di sabotare la carriera del proprio quarterback: a tal proposito ritengo l’acquisizione di Newton fondamentale per il futuro a breve termine dei Patriots, in quanto con un quarterback – segnato a matita – under center, ed una parvenza di progetto, un free agent sarà più propenso a firmare con loro, soprattutto perché dubito fortemente che Belichick strapperà assegni folli per facilitare la sua decisione.

Credo che a questo punto sia piuttosto chiaro che i suoi migliori giorni facciano parte del passato, però sono piuttosto convinto che Cam Newton abbia ancora qualcosa da dire e da dare a questa lega e che con un’intera offseason alle spalle, un sempre crescente numero di mesi dalla serie di operazioni dell’anno scorso ed una stagione nella quale il rischio di perdere tempo prezioso a causa del Covid sarà pressoché impossibile, Cam potrebbe tornare a mettere insieme numeri da starter: nel mentre, molto probabilmente, farà da chioccia a qualche giovane che avrà l’ingrato ruolo di far dimenticare ai tifosi dei Patriots quel Tom Brady che laggiù in Florida ha ripreso a vincere dandoci l’idea di poter giocare per sempre.
Credo che Cam sia ben consapevole del suo ruolo ai New England Patriots, anzi, ne sono sicuro poiché immagino che il buon Belichick non abbia avuto problemi a mettere immediatamente in chiaro il proprio piano d’azione ed il 2021 sarà un importante banco di prova per l’ex-MVP, che di fatto potrà determinare il suo futuro in NFL.

Il matrimonio, come già detto sopra, ha decisamente senso per entrambe le parti coinvolte, anche perché in tutta sincerità al momento in free agency non vedo alternative migliori – salvo vogliate veramente credere che Ryan Fitzpatrick sia in grado di essere fitzmagico per sedici partite consecutive – e se a ciò aggiungiamo per un attimo l’incommensurabile stima che l’Incappucciato nutre per il ragazzo capire il perché di tale mossa è alquanto facile.
Non ditemi che credevate seriamente che Houston o Seattle fossero disposte a spedire Watson o Wilson a Foxborough, mi deludereste: il divorzio con Brady ci ha appena liberati dalla più grande dinastia della storia sportiva americana, figuriamoci se altre squadre andranno consciamente a gettare nuova benzina sul fuoco offrendo loro la possibilità di iniziare il nuovo capitolo.

In definitiva dubito che questa firma sposterà gli equilibri in NFL – od anche solo in AFC -, ma sono convinto che a questo punto della offseason New England non potesse fare di meglio, a patto che tramite il draft arrivi qualcuno da mettergli alle spalle ad imparare il mestiere ché se gli ultimi anni ci hanno insegnato qualcosa è proprio che non caricare di eccessive pressioni il proprio futuro franchise quarterback dal season opener sia spesso la migliore strategia – salvo nel caso di fenomeni come Herbert e Burrow – per garantirgli un futuro ricco di successi in questa lega.

Nel mentre Cam, se messo nella posizione di farlo, potrebbe aver modo di togliersi grosse soddisfazioni e dimostrarci una volta per tutte che il 2020 altro non è stato che la naturale conseguenza di circostanze chiaramente sfavorevoli.

Post By Mattia Righetti (476 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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5 thoughts on “Un ponte chiamato Cam Newton

  1. Si ma la domanda rimane, dove lo prendono o il qb del futuro? Sperano in un’annataccia per pescarlo al draft?

    • Possono prenderlo al draft di quest’anno, ad un mese e mezzo di distanza le opzioni sono infinite, per quello che ne sappiamo noi potrebbero pure fare trade up!

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