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Ogni settimana fa un pochino più male della precedente: certo, il valore assoluto – e la conseguenza – di una sconfitta ai playoff è sempre quello, un biglietto di sola andata per casa propria, ma vedere il proprio sogno svanire ad una sola vittoria dall’opportunità di potersi giocare l’accesso al Super Bowl aumenta sicuramente i rimpianti.
E la settimana prossima, cari lettori, sarà ancora peggio.
Quattro squadre ci hanno salutato ed oggi ci concentreremo su di loro in quanto per un paio di settimane finiranno nel dimenticatoio insieme alle altre 24 la quale stagione è terminata ben prima di questo fine settimana.

I Los Angeles Rams hanno doppiato ogni mia più rosea aspettativa: ritengo assolutamente necessario esplicitare questa premessa poiché ad agosto ero piuttosto convinto che non avrebbero mai e poi mai trovato un modo di accedere ai playoff, figuriamoci di vincere una partita una volta dentro.
Los Angeles si è presentata contro quella che reputo essere la miglior squadra della lega in uno stato d’emergenza assoluta con un quarterback a malapena in grado di lanciare – ma ciò nonostante sorprendentemente efficace ed efficiente -, il suo go-to-guy a bordocampo ed il difensore più dominante della lega gravemente limitato da un infortunio rimediato la settimana precedente e, in tutta sincerità, pensare di battere questi Packers con una squadra del genere era impossibile.
Malgrado tutto Los Angeles ha giocato una buona partita riuscendo in qualche modo a rimanere in vita fino al game winner di Lazard arrivato a pochi minuti dal termine, perciò mi sembrerebbe profondamente ingiusto sottoporli ad un processo sommario in funzione di una sconfitta che tutto sommato è legittima, se così si può dire.

Il futuro di Los Angeles, a mio avviso, è abbastanza roseo, specialmente se si tiene a mente ciò che dicevamo durante la scorsa offseason, anche se ammetto che Goff al momento mi sembra essere colui che sta limitando il potenziale di questa squadra, squadra il cui successo offensivo per forza di cose passerà dal gioco di corse: la definitiva esplosione di Akers potrebbe permettere a Goff di sfruttare a dovere la play action e ciò, come già visto con altri quarterback, potrebbe salvargli la carriera poiché le play action sono le migliori amiche di ogni quarterback, altroché cheerleader.
Ovviamente la brillantezza del running game dipenderà anche dalla decisione dell’eterno Whitworth, questa volta probabilmente arrivato al capolinea, anche se è inutile temporeggiare parlando d’attacco, appare evidente che il reparto difensivo soffrirà terribilmente la dipartita di Brandon Staley, il vero MVP della loro stagione: il brillante defensive coordinator sarà il nuovo head coach dei Los Angeles Chargers.
Aaron Donald e Jalen Ramsey rimangono Aaron Donald e Jalen Ramsey, due dei migliori giocatori attualmente presenti in NFL, però è fuori discussione che fra qualche mese, quando parleremo delle loro prospettive per il futuro, dovremo tenere ben presente il fatto che non potranno più contare su uno dei principali artefici della loro ottima stagione.
Molto importante sarà pure trovare un accordo con titolari come Leonard Floyd e, soprattutto, John Johnson, anima dell’ottima secondaria, anche se ammetto che per ora il mio interesse è tutto sul brillante defensive coordinator: dovesse rimanere il 2021 dei Rams partirebbe sotto ottimi auspici.

Quella rimediata contro i Bills è stata una sconfitta incredibilmente dolorosa per i Ravens, una sconfitta arrivata per una serie di atipici errori degli special teams ed una serie di ben più tipiche gaffe della linea d’attacco, ma andiamo con calma.
Per prima cosa Baltimore dovrà guardarsi allo specchio e fare un respiro profondo nel tentativo di comprendere una volta per tutte cosa fare di questo attacco: ad inizio stagione è apparso chiaro che l’intenzione di Greg Roman fosse quella di rendere l’attacco più pass happy rispetto al 2019 per poi, constatato il fallimento dell’esperimento, tornare a fare pesante affidamento sul gioco di corse che li ha di fatto trascinati fino a questo punto della stagione.
Quale sarà il piano per il 2021? Riprovare a rendere più imprevedibile l’attacco espandendo il passing game od insistere su ciò che viene bene? Credo che, indipendentemente dalla decisione, per Baltimore sia categorico investire sulla linea d’attacco, in particolar modo su un centro poiché la piaga degli snap sbagliati ha perseguitato i Ravens per tutto l’anno: contro i Bills non hanno perso per la pick six – anche se ha ovviamente contribuito – ma per la totale incapacità della linea d’attacco di fornire a Jackson il tempo necessario per completare le proprie letture.
Jackson è stato sotto assedio per tutto il pomeriggio e, molto semplicemente, la pressione ha distrutto il ritmo del reparto offensivo dei Ravens che non ha giocato una brutta partita come potrebbero suggerire i tre punti messi a segno.

Che fare di Greg Roman? Confermarlo dandogli piena fiducia o metterlo alla porta consapevoli che abbia dato tutto quello che poteva dare?
Indipendentemente dalla risposta a questa domanda sono oggi più che mai convinto che Baltimore dovrà investire seriamente sul receiving corps, in quanto Duvernay e Proche quest’anno non sono stati fattori: servirebbe un ricevitore in grado di vincere gli uno contro uno, portare a termine le ricezioni contestate nel traffico, un ricevitore fisico da abbinare al velocista Marquise Brown che nella parte finale della stagione – e nei playoff – ha giocato ad un livello veramente alto… insomma, servirebbe Allen Robinson.
Il reparto difensivo, reduce da ottimi playoff, molto probabilmente saluterà uno fra Ngakoue e Judon ma indipendentemente dalle partenze credo saranno costretti ad investire ancora una volta sul pass rush in quanto giovani come Bowser e Ferguson finora hanno mostrato veramente poco.
In ogni caso Jackson, malgrado un epilogo deludente, non può non ritenersi contento di una stagione nella quale ha saputo rispondere alla grande alle prime vere difficoltà della propria brillante carriera.

Cari lettori, non ho idea di come e dove stiate leggendo questo articolo, ma il mio ordine è categorico: alzatevi in piedi ed applaudite questi Cleveland Browns.
La sconfitta contro i Chiefs, visto tutto quello che è successo durante i sessanta minuti di gioco, brucerà per qualche settimana in quanto Cleveland a mio avviso ha avuto l’opportunità di vincerla: ciò non deve in alcun modo far passare in secondo piano il fatto che la stagione dei Browns sia stata un successo clamoroso spintosi ben oltre le aspettative più rosee del loro tifoso più ottimista ed allucinato.
L’esperienza maturata durante questi playoff li aiuterà nel futuro, in quanto dubito che l’anno prossimo Stefanski, ad un drive dal vincere la partita, opti per un play calling conservativo come quello di domenica scorsa: errori di gioventù, no?

Se guardiamo il quadro generale delle cose, però, non possiamo che essere entusiasti per il loro futuro: Baker Mayfield ha finalmente messo a tacere i super esperti che lo vedevano come un altro bust al draft di una franchigia che per decenni è stata la migliore in assoluto a scovare, gettare al vento scelte alte al draft per poi tagliare giocatori che definirli deludenti sarebbe un eufemismo.
Mi preme anche precisare che per la prima volta da quando è in NFL Mayfield potrà passare l’intera offseason ad affinare la propria intesa con il coach avuto l’anno prima, perciò credo proprio che a settembre sarà ancor più a proprio agio nel potente reparto offensivo costruitogli attorno, anche se al momento faccio fatica a pronunciarmi sul futuro di Odell Beckham Jr., giocatore la cui importanza nella scacchiera di Stefanski mi sembra essere diminuita fino a scomparire; il livello medio del roster dei Marroni è alto, molto alto, e qualche ritocco al receiving corp ed al reparto difensivo dovrebbe permettere loro di entrare nella ristretta cerchia delle contender.
Dopo interminabili anni di futilità Cleveland c’è e l’intera NFL farebbe meglio a prendere nota.

Concludiamo con i New Orleans Saints, la squadra che per forza di cose esce peggio da questo weekend.
Purtroppo per loro e per Drew Brees questo era l’ennesimo anno da Super Bowl or bust e sciaguratamente… è stato un bust.
Dilungarsi troppo sull’argomento, al momento, non ha senso poiché vorrei prima avere la certezza che Drew Brees si ritiri, anche se è molto, molto, molto probabile: l’Hall of Famer non ne ha chiaramente più ed uno potrebbe identificare – senza suonare ingrato nei confronti di uno dei migliori quarterback della storia del gioco – proprio in lui l’anello debole di una catena pronta a sciogliersi.
La situazione salariale dei Saints è disperata e dubito seriamente sarò in grado di rendere l’idea di quanto il loro futuro prossimo sia compromesso: se il tetto salariale per la prossima stagione dovesse seriamente essere abbassato a 175 milioni di dollari, New Orleans sarebbe sopra di CENTO milioni di dollari.
Tutto ciò in una offseason nella quale andranno in scadenza titolari fondamentali come Trey Hendrickson, Alex Anzalone, Jared Cook, Sheldon Rankins e Marcus Williams… dunque sì, la situazione è tragica.

Credo che i Saints del 2021 saranno completamente diversi dai Saints visti ieri notte e che, purtroppo per loro, possa essersi definitivamente chiuso un ciclo che ha portato a tantissime vittorie in regular season ma mai ad un Super Bowl – sto parlando ovviamente del ciclo iniziato nel 2017 -: in ogni caso predicherei prudenza, poiché pure i Los Angeles Rams durante la scorsa offseason ci apparivano come squadra finita, ed invece…

Post By Mattia Righetti (473 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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4 thoughts on “NFL Divisional Round Weekend: lo stato di salute delle squadre eliminate

  1. Spiace vedere un grande come Brees essere giunto al capolinea. La differenza con Brady è stata impietosa. L’ex patriota ha dato dimostrazione della consueta freddezza e ferocia e ha condotto magistralmente l’attacco di Tampa Bay con minime sbavature (di sicuro la gold connection con Gronk non esiste più!). Brady non è sicuramente più quello di anche solo 3 anni fa, ma ben protetto e con la batteria di buoni ricevitori che ha adesso, è ancora un ottimo timoniere per i playoffs. Il buon Drew invece ha giocato una partita inguardabile e mi è davvero dispiaciuto vederlo così. Lento, impacciato, impreciso….mai visto così male. Mi auguro che capisca che è ora di passare la mano.

    • Declino di Brees accelerato dallo stato di salute: uno normale dopo aver perso 11 costole e mezzo polmone avrebbe rimandato il discorso all’anno seguente.
      Se ha rischiato la pelle in questo immagino sia perché sarà l’ultimo.
      Saints fuori dal radar superbowl per i prossimi 10 anni (a meno che non recuperino un QB in saldo dal nulla con i numeri di un Watson).

  2. Nfc con due candidate SB toste non so chi uscira dalla AFC , buffalo è una bella squadra e chiefs senza mahomes fanno meno paura. Il “vecchio” vs il nuovo che avanza

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