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Il secondo weekend di playoff si apre con una giornata di neve al Lambeau Field in cui verranno ospitati i Los Angeles Rams. Tra le avversità che dovranno affrontare per provare ad accedere alla finale di conference, almeno non c’è il gelo per cui Green Bay è famosa: la temperatura supera il grado centigrado. A commentare sulle reti Fox sono Kevin Burkhardt e Daryl Johnston. Kickoff, come di tradizione, alle 4:35 pm – 22:35 italiane. 

Durante la settimana, le aspettative sui due rivali sono alte. Due squadre che, sulla carta, potevano portare al pubblico una partita potenzialmente combattuta. L’attacco élite di Green Bay si sarebbe scontrato con quella che quest’anno è la difesa numero uno dell’NFL. I Packers, riposati con il bye, schierano in campo un QB che ha chiuso la stagione con un rating superiore a 121, 48 TD e il 70% di passaggi completati. I Rams ribattono con una difesa che, solo nella scorsa partita, ha portato a casa cinque sacks, ma Green Bay, a sua volta, è la squadra che ha concesso meno sacks in questo campionato. Alte sono le aspettative anche riguardo il match tra Davante Adams e Jalen Ramsey che decreterà chi sia effettivamente il migliore nel proprio ruolo. 

L’altra metà della partita, al contrario, presenterà lo scontro tra una difesa nella media e un attacco anch’esso nella media. LaFleur sa di poter contare su Za’Darius Smith per fare pressione su Goff e McVay punta molto su Cam Akers, vista la strabiliante performance della settimana precedente e l’infortunio al pollice del quarterback. 

Assenze importanti sono David Bakhtiari per Green Bay e Cooper Kupp per Los Angeles. Per quanto concerne Aaron Donald, Sean McVay ha assicurato che non intendono limitare il suo tempo di gioco nonostante l’infortunio alle costole subito contro i Seahawks. 

Il primo quarto non vede molti punti sul tabellone. Le due squadre, mentre si misurano l’una con l’altra, riescono a segnare un field goal rispettivamente. Emerge subito che Donald, a discapito di ciò che ha dichiarato McVay, non sarà in campo per tutti gli snaps, e per una difesa costruita quasi interamente sulla sua figura la differenza è notevole. Nonostante riescano ad impedire un TD di Lazard grazie ad una formidabile giocata di Troy Reeder, è evidente che continuino a soffrire i giochi di corsa. In più, non solo l’OL di Green Bay concede a Rodgers il tempo di effettuare molteplici letture del campo, ma spesso il numero 12 riesce a sgusciare via da un potenziale sack con facilità. 

Aspetti che si protrarranno per tutta la partita. Green Bay gestisce il tempo con estrema scioltezza, trova subito il ritmo di gioco sia in attacco che in difesa. Los Angeles, al contrario, deve ancora capire come contenere gli avversari. Sicuramente non aiuta la presenta del pubblico, benché siano solo 9000 persone. 

Il secondo quarto si apre con la palla a Green Bay che, al minuto 11:37 segna il primo TD della partita con un quick throw di Rodgers su Adams, risultato di un’ottima chiamata offensiva che Jalen Ramsey non riesce a leggere in tempo. I Rams, purtroppo, seguono con un three and out a causa di un sack di Za’Darius Smith. Segue un drive lungo dei Packers che si conclude con un altro touchdown, questa volta una corsa di Rodgers che inganna Leonard Floyd con una finta di lancio – non un bel segno per la difesa. Un bad snap non permette alle teste di formaggio di segnare il punto di conversione e la partita va a 3-16 con 3:29 minuti rimasti. 

Los Angeles, finalmente, riesce ad andare in meta. Alla fine del primo tempo Goff si destreggia bene tra Akers, Reynolds e Woods e i punti vengono segnati da un lancio su Jefferson, sostituto di Kupp durante gli allenamenti settimanali. Confermandosi l’attacco migliore dell’NFL, Green Bay prova ad avvicinarsi all’endzone con 00:29 secondi e due timeout. Un passaggio su Adams e uno su Tonyan portano la squadra in raggio da field goal e, dopo il rischio di due intercetti, vanno negli spogliatoi con un vantaggio di nove punti.

Le interviste dei coach rivelano che LaFleur, ovviamente, è soddisfatto di come la squadra sta giocando, vuole però che entrino ancora più nel ritmo di gioco, mentre McVay sa che il suo team deve crearsi più opportunità e approfittare di quelle che si presentano. In più, la difesa deve cercare di non essere destabilizzata dalla gestione del tempo e lo snap count per cui Rodgers è famoso. 

L’opportunità di cui parla McVay si presenta alla fine del terzo quarto. I Packers hanno cominciato con una corsa di 60 yards di Aaron Jones, che susseguentemente, ha concluso il drive con un TD. Conversione da 2 punti mancata e il tabellone segna 10-25. I Rams, finalmente, riusciranno a bloccare l’attacco di Green Bay nel drive successivo – aiutati anche da errori grossolani dei Packers stessi – e, con la terza wild cat della partita e una conversione da 2 punti su trick play, portano il match a 18-25: solo una possessione di palla per andare a pareggiare. 

All’inizio del quarto down i Packers sono costretti a fare un altro punt e questa potrebbe essere la svolta per Los Angeles. Purtroppo non colgono l’opportunità di cui tanto avevano bisogno e Kenny Clark travolge Goff con un sack, portando i Rams al punt. Si ha un altro drive da più di quattro minuti di Green Bay, terminato con una play fake: Rodgers lancia in profondità su Lazard che, tutto solo e dimenticato, va in meta. Questa volta, tanto per cambiare, riescono a segnare 7 punti e la partita va a 18-32. I Rams non ribattono con altri punti e, quando i Packers riprendono la palla a 4:59 minuti dalla fine, si può parlare di garbage time. Come per tutta la partita gestiscono egregiamente il tempo tra corse e lanci e, una volta che i Rams finiscono i timeout terminano con una victory formation. 

In fin dei conti, i Rams hanno giocato e perso dignitosamente. Non scendevano in campo con una squadra in perfetta forma e non solo dovevano affrontare una franchigia che arrivava da due settimane di riposo, ma una franchigia che quest’anno sembra invincibile con Rodgers che, a 37 anni, ha portato a termine la sua regular season migliore di sempre. 

Nonostante le quasi 500 yards di corsa subite, McVay è soddisfatto di come la sua squadra abbia risposto e tenuto testa agli avversari. Si congratula con l’amico LaFleur e riconosce lo stacco di livello tra le due franchigie. L’unica cosa, infatti, che fatica a digerire è l’opportunità mancata del 18-25 in cui pensava veramente di poter pareggiare – e poi chissà – dopo aver fermato l’attacco di Green Bay per la seconda volta consecutiva. 

È da confessare, però, che risulta difficile pensare alla partita con un risultato diverso. Green Bay è una squadra che sicuramente in campo presenta degli atleti con doti a tratti ultraterrene ma, ciò che fa la differenza, è l’intelligenza con cui giocano. Intelligenza dovuta sicuramente dal gameplay ma anche dall’esperienza di Rodgers e dalla coesione della squadra. Intelligenza che spesso permette a Rodgers di guadagnarsi yards per la semplice lettura del campo e l’individuazione di free play – come è successo all’inizio del primo quarto. Un’infallibile lettura del campo che si riconferma in ogni snap. 

Green Bay gioca come una vera squadra. Osservandola in campo si può effettivamente parlare di team effort, una macchina in cui gli ingranaggi sono tutti oliati e si incastrano alla perfezione, come pezzi di un puzzle che, per il momento, sembrano andare a formare l’immagine del Lombardi Trophy. 

Post By Benedetta Sirelli (6 Posts)

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4 thoughts on “I Packers sono troppo per i Rams: Green Bay al Championship Game

  1. No Donald (1 tackle + 1 pressione su qb), Ramsey pessimo, 5 sacks Green Bay contro gli 0 messi a segno da LA.
    Impossibile anche solo pensare di equilibrarla, così.
    3 scandalosi placcaggi mancati dai Rams su conversioni dirette di down.
    Comunque football al massimo livello, e hanno vinto i migliori.

  2. Si hanno vinto i migliori.
    Davvero una convincente prestazione di squadra quella dei Packers.
    Ma è tutto l’anno che giocano così.
    Impressiona la sicurezza con cui AR guida l’attacco e controlla il tempo.
    E se metti fuori gioco una difesa così puoi andare davvero molto molto lontano

  3. Vertamente impressionante la trenquillità e il controllo di AR, non è mai sembrato in difficolt

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