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NFC NORTH

Chicago Bears

Record: 8-8.

Cosa è andato bene: Muovere le catene con consistenza contro i Chicago Bears non è mai facile e malgrado il loro reparto difensivo attuale non sia comparabile a quello di un paio di stagioni fa, continuano a concedere una bassa percentuale di successo su terzo down – 38.1% – ed a difendere piuttosto bene le corse, anche se l’assenza di Akiem Hicks si è fatta indubbiamente sentire.
Nell’ultima parte della stagione, quella che ha permesso loro di entrare ai playoff, David Montgomery si è espresso su livelli veramente alti trovando il modo di superare quota mille yards: nelle ultime sei partite, infatti, ha guadagnato 598 rushing yards mettendo a segno 7 TD, tutto ciò senza contare il prezioso contributo dato come ricevitore.
A proposito di ricevitori, quando è che gli dei del football premieranno la bontà di Allen Robinson regalandogli un quarterback decente? Questo è anno dopo anno uno dei ricevitori più consistenti e consistentemente sottovalutati della NFL e francamente meriterebbe di più.

Cosa è andato male: Ne abbiamo parlato ad nauseam con gli Steelers ai tempi dell’undici-zero, ho riaffrontato l’argomento trattando dei Ravens e del loro esaltante finale di stagione: un calendario “facile” non deve essere visto come una colpa, ma deve assolutamente essere tenuto in considerazione prima di esaltare acriticamente una squadra.
Trubisky potrebbe essersi guadagnato un altro anno a Chicago battendo Texans, Vikings e Jaguars, non esattamente la crème de la crème della NFL: certo, bisogna vincere anche queste partite e, ad onor del vero, Trubisky le ha giocate piuttosto bene, ma che dire dei fallimenti contro Packers e Lions? Contro Detroit, in particolar modo, Mitch ha commesso un orribile fumble nei pressi della propria end zone a circa due minuti dal termine regalando di fatto la vittoria ai Lions: Chicago, sostanzialmente, è andata ai playoff imponendosi su un cumulo di squadracce – ed i Buccaneers – e, soprattutto, vincendo solamente tre delle ultime dieci partite.
Onore a loro per esser riusciti a centrare l’obiettivo vincendo le partite che dovevano vincere, ma in tutta onestà questa qualificazione ai playoff la vedo come il concepimento di un “figlio riparatore” in un matrimonio diventato tossico da tempo: urge un divorzio.

Voto: 6,5. In un modo o nell’altro si sono trovati ai playoff, ma temo che questo risultato possa minare il progresso sul lungo termine: non vorrei che si convincessero a dare un’altra opportunità a Trubisky sulla base di un paio di partite giocate bene contro squadre nettamente inferiori. La separazione gioverebbe ad entrambe le parti.


Detroit Lions

Record: 5-11.

Cosa è andato bene: A parte qualche miracolosa rimonta di Stafford fatico a trovare un qualcosa che sia andato bene nella loro stagione.
Ammetto di essere di parte – amo alla follia Matthew Stafford – ma solo Deshaun Watson può competere con il numero 9 per il titolo di quarterback meno aiutato della lega.

Cosa è andato male: Dopo una sola giornata, anzi, un singolo episodio era già possibile prevedere con sorprendente precisione l’evoluzione della stagione dei Detroit Lions: sto ovviamente parlando del drop di Swift contro i Chicago Bears.
Cos’è andato male? Molto francamente tutto, in quanto l’attacco – ehm ehm, Stafford – è stato costantemente sabotato da un reparto difensivo indegno che malgrado un “genio” al comando ha continuato ad imbarcare trentelli da chiunque: niente da fare, gli investimenti al draft ed in free agency non hanno neanche lontanamente pagato, la difesa dei Lions rimane uno dei peggiori reparti dell’intera NFL che si posizione nella bottom five sia per rushing yards concesse che per passing yards.
Non sono in grado di portare pressione consistente al quarterback, non sono in grado di coprire i ricevitori, di contrastare le corse e di generare turnover malgrado il triennio di Patricia, allenatore messo sotto contratto esclusivamente per quello, per elevare un reparto da quasi un decennio ridicolo: ora, alla vigilia dell’ennesima rifondazione, c’è chi addirittura suggerisce di fare piazza pulita e mettere alla porta pure Matthew Stafford.
Io, da appassionato che capisce quello che capisce, non mi priverei nemmeno sotto tortura di un quarterback/leader del genere, ma la storia ci insegna che i Lions raramente prendono decisioni guidati dal buonsenso.

Voto: 3. Sono sempre al punto di partenza, sono la stessa identica squadra – appesantita da un paio di contrattoni inutili – di tre anni fa, prima che arrivasse Patricia: anzi, se possibile sono addirittura peggiorati.
Non so più cosa dire di loro, se non che mi dispiace per Matthew Stafford.


Green Bay Packers

Record: 13-3.

Cosa è andato bene: Doveva essere finito, bollito, qualsiasi altro participio vi venga in mente, invece… elenchino?

  • Ha trascinato Green Bay ad un ottimo 13-3;
  • In tutto l’anno ha giocato male solamente una partita, quella contro i Buccaneers;
  • Il ratio TD/int 48/5 sembra uscito da Madden che anche se odio Madden avete capito il significato;
  • Ha dato vita, insieme a Davante Adams, alla coppia più dominante e divertente da vedere della NFL;
  • Ha completato più del 70% dei lanci tentati: ha concluso la stagione con 8.2 yards per tentativo, dunque non possiamo sicuramente dire che si sia accontentato dei checkdown;
  • Il numero di touchdown da lui lanciati supera quello dei punt mandati in orbita da Scott;
  • Il suo 121.5 di passer rating stagionale è il secondo miglior dato della storia NFL… dopo il suo 122.5 fatto registrare nel 2011;
  • Ogni settimana ci regala quaranta minuti di conoscenza dall’amico Pat McAfee.

Cosa è andato male: La difesa fatica ancora a difendere le corse ma per loro fortuna quest’anno ai playoff non troveranno sicuramente San Francisco; lo sciagurato infortunio occorso a Bakthiari potrebbe farsi sentire durante la postseason, ma questi Packers sono costruiti per sopravvivere a perdite del genere, soprattutto lungo la linea d’attacco, reparto che quest’anno ha dominato.
In luce della stagione fatta per me il paragrafo può pure terminare qui.

Voto: 9,5. Mi limiterò a citare un passaggio di Green and Yellow di Lil Wayne, «Money green, yellow broad; Aaron Rodgers, MVP Awards». Mai contrariare il dio con il numero 12.


Minnesota Vikings

Record: 7-9.

Cosa è andato bene: Qualche intercetto di troppo nelle primissime partite ha contaminato – statisticamente – una stagione che a mio avviso Kirk Cousins ha interpretato con lodevole maturità: consapevole di non essere l’alpha – quello è il gioco di corse – l’ex-quarterback di Washington ha gestito con indiscutibile efficienza l’attacco coadiuvato dall’incontenibile duo Jefferson-Thielen.
A proposito di Jefferson e Thielen, che dire di Dalvin Cook? L’attacco dei Vikings pullula di talento nelle skills position e con qualche innesto lungo la linea d’attacco credo che nel 2021 possano mettere insieme di primissimo livello.

Cosa è andato male: La difesa, non troppo tempo fa cuore pulsante dell’intera squadra, ha patito l’inesperienza ed i tantissimi addii della scorsa offseason: prendere come esempio la sciagurata partita contro i Saints non avrebbe poi così senso in quanto coach Zimmer non poteva contare su quasi nessun linebacker titolare, però il livello medio tenuto durante le altre quindici partite non è stato sufficientemente distante da permettermi di definire tale scivolone come ingannevole aberrazione.
Non c’è molto da dire sul loro reparto difensivo, assenze ed inesperienza – e gravissime carenze tecniche – varia li hanno condannati ad essere una delle peggiori difese della NFL ed anche se un anno in più d’esperienza e qualche innesto via draft indubbiamente aiuteranno la strada per il successo è ancora lunga e tortuosa.
Dovranno per forza di cose cercare – e trovare – un kicker perlomeno affidabile ed investire – nei limiti del possibile – su cornerback e defensive lineman: generare punti contro la difesa dei Vikings è troppo facile e sperare che Cook riesca a tenerli a bordocampo controllando il cronometro correndo per più di 200 yards ogni domenica è semplicemente stupido.

Voto: 4. Una reazione d’orgoglio dopo il pessimo inizio sembrava averli reinseriti in corsa per i playoff, ma niente da fare, troppo poco troppo tardi.
La situazione salariale è tutt’altro che ideale ed il roster necessita di moltissimi rinforzi: dopo tre anni possiamo dire che l’esperimento Cousins non abbia portato ai risultati sperati.


NFC EAST

Dallas Cowboys

Record: 6-10.

Cosa è andato bene: Malgrado tutto sono arrivati all’ultima giornata con una verosimile speranza di qualificarsi ai playoff.
Questi – come ogni offseason – erano convinti di poter arrivare fino in fondo ma, purtroppo per loro, una sfilza di infortuni ha deragliato la loro stagione.

Cosa è andato male: Di Dak ne abbiamo già parlato qualche mese fa: nel frattempo la linea d’attacco, il vero punto di forza di questa squadra da più di un lustro, è stata devastata da una moltitudine di infortuni che li hanno costretti a chiudere la stagione con Knight, Steele, Williams, McGovern e Looney come titolari.
Collins? Smith? Martin? Tutti in infermeria.
La difesa, malgrado una lieve ripresa nella parte finale della stagione, è stata semplicemente disastrosa non solo concedendo quasi 30 punti ad allacciata, ma soprattutto facendosi sistematicamente demolire dal gioco di corse avversario: solamente i putridi Texans hanno concesso più rushing yards a partita. È difficile controllare il cronometro quando non si è in grado di cacciare fuori dal campo l’attacco avversario.
Non che la situazione migliori se ci si concentra sulla secondaria, reparto che ha permesso ai quarterback avversari di terminare con un passer rating a tre cifre: ciò è particolarmente vergognoso se si considera per un attimo il fatto che hanno giocato sei partite totali contro Washington, Philadelphia e New York, tre squadre con enormi problemi under center.

Voto: 5. La NFC East ha permesso loro di arrivare all’ultima giornata in piena corsa playoff: mica male considerando l’infortunio occorso al povero Dak. La difesa, però, necessita disperatamente di rinforzi.


New York Giants

Record: 6-10.

Cosa è andato bene: Non dovevano lottare per i playoff eppure sono arrivati ad un Jalen Hurts di distanza dall’aggiudicarsi la division: il 2020 dei Giants a mio avviso è da considerare come primo passo verso una rilevanza che per forza di cose dipenderà quasi esclusivamente dal reparto difensivo.
Adoro – anche se potrebbe suonare come eufemismo – la loro D-line, perciò alzatevi in piedi e cominciate ad applaudire il vostro monitor (se state leggendo da uno smartphone mettetelo per terra) per Dexter Lawrence, Dalvin Tomlinson, Leonard Williams e B.J. Hill: correre contro di loro è tutt’altro che facile e malgrado l’assenza di un pass rusher di primissimo livello sono riusciti a portare consistentemente pressione al quarterback avversario.
Possiamo trovarli nella parte alta della classifica di quasi ogni statistica difensiva rilevante – esclusa la percentuale di terzi down convertiti dagli avversari – e vista la bassa età media aspettarsi miglioramenti ha decisamente senso; chapeau al front office per aver investito su Bradberry, che ha vissuto una stagione magica accoppiandosi sempre e comunque al miglior ricevitore avversario.

Cosa è andato male: È inutile girarci attorno, l’attacco non va: solo i cuginetti Jets hanno segnato meno punti.
Essere accostati ai Jets, di questi tempi, non è mai fonte d’orgoglio.
Daniel Jones, onore al merito, è stato in grado di limitare gli errori finendo però per limitare anche le big play: certo, gli infortuni hanno avuto un ruolo determinante, ma è lecito dire che ci si aspettasse molto di più da lui, apparso per tutto l’anno come un de facto rookie, non un sophomore pronto a compiere un legittimo salto di qualità che purtroppo per tutte le parti coinvolte non è arrivato.
Giocare dietro una delle peggiori linee d’attacco indubbiamente non aiuta – solo i quarterback degli Eagles hanno subito più sack -, però c’è anche da precisare che il livello del supporting cast a sua disposizione non è assolutamente basso, malgrado l’infortunio di Saquon: il 2021 potrebbe rappresentare la sua ultima occasione nella Grande Mela.

Voto: 6-. Hanno un enorme interrogativo nella posizione più importante in assoluto e, sinceramente, non saprei dire se Daniel Jones possa essere il quarterback del futuro.
Il reparto difensivo è ad un paio di giocatori di distanza dall’affermarsi come uno dei più terrificanti della lega.


Philadelphia Eagles

Record: 4-11-1.

Cosa è andato bene: Hanno avuto immediatamente modo di dimostrare al mondo che utilizzare una scelta al secondo round dell’ultimo draft per garantirsi un quarterback non sia stata assolutamente la peggiore delle idee.

Cosa è andato male: No, questa non era decisamente la stagione che si aspettavano.
Fra la moltitudine di cose andate male spicca senza ombra di dubbio l’inspiegabile regressione di Carson Wentz, trasformatosi nottetempo da franchise quarterback a zavorra in grado di compromettere il loro futuro: non invidio il front office che durante l’offseason dovrà capire cosa fare del proprio quarterback e del suo indigeribile contratto.
Infortuni, contratti sbagliati e tossicità dell’ambiente hanno deragliato una stagione nella quale partivano come indiscussi favoriti per il titolo divisionale: analizzare i numeri od isolare un singolo aspetto del loro gioco che possa in qualche modo spiegare tale fallimento è impossibile, l’unica certezza è che adesso si trovano ad un bivio e che Carson Wentz “non ha alcun interesse a fare da backup a Hurts”.
Io, nel mio piccolo, non imputo a Wentz il loro fallimento.

Voto: 2. Con i Philadelphia Eagles il dramma è sempre dietro l’angolo, specialmente dopo una stagione del genere in cui tutto quello che poteva andare male è andato malissimo: durante l’offseason, oltre che a capire cosa fare con i propri quarterback, dovranno disfarsi di molti contratti e, forse, fare piazza pulita pure in panchina.
Ricostruire blandamente attorno a Hurts od insistere un’altra volta con Wentz e Pederson?


Washington Football Team

Record: 7-9.

Cosa è andato bene: Difensivamente parlando Washington è un’ottima squadra sorretta da una mostruosa D-line che li ha trascinati ai playoff grazie a 47 sacks, numero che però non rende giustizia al loro dominio; non azzardatevi a credere che la brillantezza di tale reparto sia da additare esclusivamente al front seven, in quanto la secondaria della squadra di football si è consistentemente espressa su livelli eccellenti: solamente Steelers e Rams hanno concesso un passer rating medio più basso.
Concedono poco sia che si parla di punti che di successo sul terzo down, difendono piuttosto bene le corse e pressano il quarterback a ritmi forsennati, insomma, si può legittimamente affermare che gran parte dei meriti riguardanti la miracolosa qualificazione ai playoff siano da attribuire a questo reparto, nonostante l’attacco possa contare su qualche individualità di ottimo livello come McLaurin, l’effervescente rookie Gibson ed il reinventato Logan Thomas.

Cosa è andato male: Scusatemi, ma la storia di Alex Smith non mi permette di focalizzarmi sulla desolante inefficienza dell’attacco, uno dei reparti più sterili della lega.
Molto probabilmente la peggior cosa successa a Washington quest’anno coincide con lo sventolamento della bandiera bianca con Dwayne Haskins, quarterback che da possibile risposta sul lungo termine si è trasformato in locker room cancer messo sulla strada senza troppi complimenti: Smith lo amo/amiamo, ma è chiaro che debbano ricominciare da capo con la caccia ad un quarterback in grado di guadagnare l’attributo “franchise”.

Voto: 7. Doveva essere l’anno zero di una rifondazione totale ed invece sono finiti ai playoff vincendo la division. La storia di Alex Smith è già leggenda, ma il fallimento Haskins esacerba la necessità di un quarterback in quanto Smith è troppo avanti con gli anni per poter essere visto come qualcosa più di un – sensazionale ed eroico – quarterback ponte.


NFC WEST

Arizona Cardinals

Record: 8-8.

Cosa è andato bene: Sono cresciuti e migliorati rispetto allo scorso anno, ma per come si era messa la loro stagione temo di non essere in grado di evitare l’utilizzo del termine delusione: concludere 8-8 una stagione “iniziata” con un 6-3 cos’è, se non una delusione?
Murray sarà una star, l’attacco – a sprazzi – ha espresso un buon football ed il pass rush arriva al quarterback con sorprendente assiduità, ma come si può dilungarsi in un’analisi di “cosa è andato bene” in luce della conclusione della loro stagione?

Cosa è andato male: La seguente azione può essere vista come la fotografia del loro campionato.
Season finale contro i Rams, win to get in, sotto di undici con poco più di cinque minuti rimasti da giocare, 3&18: Murray, di nuovo in campo dopo essere stato costretto a bordocampo per quasi tutta la partita dall’aggravamento dell’infortunio rimediato contro San Francisco la settimana prima, gioca una pitch option con Chase Edmonds che, ovviamente, viene fermato pressoché istantaneamente finendo per perdere tre yards.
Una pitch option su 3&18?
Una pitch option con un quarterback a malapena in grado di camminare?
Una pitch option con un quarterback a mezzo servizio contro una delle migliori difese NFL?
I Cardinals, molto semplicemente, si sono complicati la vita da soli peccando di presunzione schematica, se così la si può definire, giocando sempre e solo in un modo, ovverosia utilizzando allo sfinimento quei maledetti passaggini corti colonna vertebrale dell’air raid offense di coach Kingsbury: Murray è un atleta diverso da Lamar Jackson, ma io dico, perché non farcire il playbook con concetti simili a quelli dei Ravens? Perché ostinarsi a correre in modo noioso e prevedibile, salvo che su quarto down, quando Kingsbury con l’acqua alla gola ha spesso deciso di affidarsi al poderoso atletismo del proprio quarterback?
Arizona durante l’offseason dovrà riflettere, fare mea culpa e sfruttare quest’occasione per crescere, in quanto hanno gettato alle ortiche la possibilità di farsi le ossa ai playoff andando a perdere contro squadre dal record negativo come Detroit, Carolina, New England e San Francisco di Beathard.
Potevano, dovevano fare di più.

Voto: 5. Ci aspettavamo troppo? Ci hanno dato troppo poco?
Non saprei esprimermi sui Cardinals, l’unica certezza è che dopo l’Hail Murray sono spaventosamente involuti terminando la stagione con un deprimente 2-5: non sono stati capaci di capitalizzare due ghiotti match point playoff giocati contro due backup e ciò, francamente, inquieta.
Troppo presto per esprimersi con certezza su coach Kingsbury, ma come già detto l’interpretazione ultime due partite non può lasciare sereni per il futuro.


Los Angeles Rams

Record: 10-6.

Cosa è andato bene: Brandon Staley is the real f***ing deal.
Poter contare su fenomeni generazionali come Jalen Ramsey ed Aaron Donald indubbiamente aiuta, ma la difesa dei Rams merita sicuramente un elenchino poiché:

  • Prima scoring defense della lega;
  • Minor numero di passing yards concesse;
  • Solo Pittsburgh ha concesso un passer rating medio più basso;
  • Solo Pittsburgh ha messo a segno più sacks dei loro 53;
  • Solo Miami e Baltimore hanno permesso agli avversari di convertire terzi down con una percentuale inferiore del loro 35.4%;
  • Solo Tampa Bay ed Indianapolis hanno concesso meno rushing yards;
  • La corsa più lunga concessa ad un running back avversario si è protratta solamente per 27 yards.

Se a tutto ciò aggiungiamo la bontà di un running game rivitalizzato dall’acume tattico di McVay, è facile capire quale sia la ricetta dei Rams per tornare ai playoff.

Cosa è andato male: Giudicare un quarterback solamente dalle statistiche rischia di essere troppo semplicistico, però guardando i numeri di Jared Goff difficilmente qualcuno inizierà a spellarsi le mani: Goff, a questo punto della carriera, può essere visto come un quarterback il cui lavoro consiste principalmente nel non far perdere le partite alla propria squadra.
Ciò è un po’ triste se si considera il suo stipendio, la posizione in cui l’hanno draftato e l’ottimo receiving corp a sua disposizione: se prendiamo in esame tutte e sei le sconfitte, sarà piuttosto facile notare come in nessun Los Angeles abbia perso “nonostante” un’ottima prestazione del proprio quarterback.
Discorso un po’ troppo semplicistico, ripeto, ma mi aspettavo decisamente di più da lui.

Voto: 7+. Una settimana sembrano i principali antagonisti dei Packers, quella dopo vanno a perdere contro i New York Jets: squadra indecifrabile quella di McVay, l’unica certezza è che Goff, numeri alla mano, ha deluso.
Hanno comunque centrato la qualificazione ai playoff che, dopo la difficilissima offseason vissuta, appariva tutt’altro che scontata.


San Francisco 49ers

Record: 6-10.

Cosa è andato bene: Il loro cuore.
Sì, sono consapevole che stiamo parlando di atleti professionisti profumatamente pagati per performare al massimo delle loro capacità indipendentemente dal contesto, ma dopo la pletora di infortuni che hanno stravolto ogni singolo reparto allentare la presa sarebbe stato assolutamente umano: non per loro, in quanto ogni maledetta domenica sono scesi in campo per vincere indipendentemente dal quarterback under center e dal numero di assenze.
Li ho genuinamente amati e sono convinto che con un po’ più di salute – non che ci voglia molto – l’anno prossimo potranno tornare ai fasti del 2019.

Cosa è andato male: Gli infortuni fanno parte del gioco ed usarli come alibi potrebbe essere considerato intellettualmente pigro, ma coraggio, nominatemi una squadra più sfortunata di quella di Shanahan.
Sto aspettando.
San Francisco è stata costretta a rinunciare per intervalli di tempo più o meno vasti a Nick Bosa, Dee Ford, Richard Sherman, Solomon Thomas, Jaquiski Tartt, Weston Richburg, Jimmy Garoppolo, Raheem Mostert, Jeff Wilson Jr., Jalen Hurd, Brandon Aiyuk, Deebo Samuel, George Kittle, K’Waun Williams, Akhello Witherspoon e addirittura il quarterback di riserva, Nick Mullens.
Per Dio, sono stati addirittura costretti a rinunciare alla propria casa – vuota – per gli imponenti focolai di Covid-19 in California.
NB: malgrado l’infortunio al backup, questi sono riusciti a vincere contro i Cardinals – dominandoli – schierando il TERZO quarterback.
Credo di aver detto abbastanza.

Voto: 7. Un voto assolutamente positivo malgrado un record tristemente negativo arrivato a neanche un anno di distanza dal Super Bowl?
Assolutamente.


Seattle Seahawks

Record: 12-4.

Cosa è andato bene: Sì Russell Wilson lo chef, lasciatelo cucinare e bla bla bla, ma parliamo per un attimo della loro difesa.
Durante le prime undici settimane Seattle era:

  • 28esima per punti concessi;
  • Ultima in yards totali e passing yards;
  • 28esima in red zone defense.

Nelle ultime cinque partite, quando la secondaria titolare ha finalmente avuto modo di giocare insieme senza limitazioni dovuti ad infortuni e/o Covid:

  • Minor numero di punti concessi;
  • Secondi per total yards;
  • Terzi per passing yards;
  • Seconda miglior red zone defense della NFL.

L’attacco, nonostante il fisiologico ed umanissimo calo, è stato liberato dall’opprimente responsabilità di dover trascinare l’intera squadra al successo finale.

Cosa è andato male: Se fondiamo la prima metà di stagione dell’attacco e l’ultimo mese della difesa, Seattle rischierebbe di dare del serio filo da torcere ad i New England Patriots del 2007: purtroppo per noi – soprattutto per loro – questo è fantasy football nell’accezione più utopica del termine “fantasy”.
Esclusa l’ovvia sfuriata contro i deboli Jets, nell’ultimo mese e mezzo l’attacco guidato da Wilson non mi è sembrato essere particolarmente in palla e se consideriamo che ai playoff si affronteranno con i Rams e la loro spaventosa difesa, fossi un loro tifoso non mi sentirei particolarmente ottimista.
Statisticamente parlando, però, è difficile muovere particolari obiezioni, in quanto come già detto entrambi i reparti hanno vissuto due stagioni in una.

Voto: 8+. Il raffreddamento di Wilson è coinciso con l’esplosione del reparto difensivo che malgrado non sia neanche lontanamente comparabile alla leggendaria Legion of Boom ha concluso l’anno veramente bene lanciando segnali più che incoraggianti per la postseason.
Per questi raggiungere i playoff oramai è diventato automatico.


NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Record: 4-12.

Cosa è andato bene: Younghoe Koo… finché non ci – mi butto in mezzo giusto perché lo avevo al fantasy football e l’errore di domenica scorsa contro Kansas City mi è costato parecchi punti – ha traditi, Calvin Ridley, il più grande worst kept secret della lega ufficialmente esploso e Grady Jarrett, defensive tackle costantemente dominante malgrado l’infimo livello del reparto in cui gioca.
La situazione è drammatica quando le note positive coincidono con poche individualità.

Cosa è andato male: Molto semplicemente, tutto.
Si sono inventati modi di perdere partite mai visti prima nella lunga storia NFL, sono stati surclassati, rimontati, sbeffeggiati e addirittura capaci di perdere una partita a causa di un touchdown involontario: se cercate modi innovativi per deprimervi, guardatevi qualche ora di highlights dei Falcons degli ultimi tre anni.
Il talento non manca, soprattutto in attacco, ma per un motivo o per l’altro da quel maledetto Super Bowl non sono stati più in grado di vincere sfruttando a dovere i migliori anni di fenomeni assoluti come Matt Ryan e Julio Jones: ora, all’alba di un nuovo ciclo, entrambi potrebbero essere messi alla porta al fine di aumentare il numero di scelte al draft dei prossimi anni e liberare del necessario spazio salariale.
La rifondazione è imminente e permettetemi di dire che è un vero peccato che una squadra così talentuosa sia stata rovinata da una ventina di minuti di una singola partita.

Voto: 2. Lottano, ci provano, a volte danno addirittura spettacolo, ma il risultato finale è sempre quello.
Mi sento particolarmente triste a pensare che potremmo aver assistito agli ultimi snap di Ryan con la maglia dei Falcons, ma credo che premere il tasto rosso sia la miglior soluzione per entrambe le parti.


Carolina Panthers

Record: 5-11.

Cosa è andato bene: Poche squadre mi hanno impressionato quanto i Carolina Panthers: non nutrivo particolari aspettative nei loro confronti, soprattutto in luce del fatto che durante la scorsa offseason avessero smantellato in fretta e furia un roster oramai a fine ciclo, ma questi hanno dato prova di grandissimo carattere e disciplina arrivando a giocarsi fino all’ultimo – quasi – ogni partita.
La difesa, uno dei peggiori reparti in assoluto della scorsa stagione, ha compiuto netti passi in avanti posizionandosi a metà classifica in qualsiasi categoria statistica: considerando la bassissima età media del reparto – per la quale ristrutturazione hanno utilizzato ogni singola scelta dello scorso draft – questo salto di qualità non può lasciarci indifferenti.
Teddy Bridgewater non è e mai sarà uno dei migliori dieci quarterback della NFL, ma con le prestazioni di quest’anno ha allungato di almeno cinque anni la propria carriera e, se realizziamo che il reparto è stato privato del proprio miglior giocatore per quasi tutta la stagione, constatare immenso upside non è poi così difficile: qualche miglioria lungo la linea d’attacco potrebbe aiutare.

Cosa è andato male: Il record è negativo, ma ad inizio stagione nella mia testa erano ai livelli dei Jacksonville Jaguars, una squadra da due-massimo-tre vittorie potenzialmente favorita nella poco esaltante corsa per Trevor Lawrence: sbagliavo – e di tanto – poiché con un po’ più di fortuna avrebbero potuto concludere con un incredibile 8-8.
Sono costretto ad inserire Bridgewater pure in questo paragrafo, in quanto nonostante un receiving corp di primissimo livello l’ex-Saints non ha mai impressionato limitandosi spesso e volentieri a non sbagliare: vorrei vedere un po’ più d’aggressività, un po’ più di convinzione nello spingere il pallone in profondità e soprattutto vederlo giocare per vincere la partita, non per non perderla.

Voto: 6,5. Hanno intrapreso la strada giusta.
L’unico dubbio riguarda il quarterback, poiché non sono sicuro che in un futuro non troppo lontano potranno elevarsi a contender guidati da Bridgewater, ma per quanto fatto vedere quest’anno potrebbe essersi guadagnato la maglia da titolare anche nel 2021: modo condizionale, in quanto questi potrebbero selezionare un quarterback al primo round del prossimo draft.
Altro condizionale.


New Orleans Saints

Record: 12-4.

Cosa è andato bene: New Orleans è in possesso di uno dei roster più talentuosi, profondi e meglio assortiti della lega pertanto il risultato finale non mi sorprende, in un certo senso un 12-4 era il “minimo sindacale” per loro: ovviamente l’infortunio di Brees ha – forse – complicato le cose, perciò kudos a loro per aver trovato un modo di vincere con Taysom Hill under center, ottimo atleta ma senza ombra di dubbio non ottimo quarterback.
La difesa, dopo un inizio di stagione più che complicato, sembra aver trovato pure quest’anno la quadratura del cerchio, nonostante qualche brutto scivolone come quello di Natale con Minnesota: correre contro questo front seven continua ad essere difficile per qualsiasi squadra e la secondaria, coadiuvata da un pass rush che in Trey Hendrickson ha trovato una stella, salvo qualche umanissimo svarione è perlomeno fra le migliori dieci della NFL.
In definitiva l’esito della stagione dei Saints dipenderà esclusivamente dalla durata della loro cavalcata playoff: vista la disastrosa situazione salariale, questa potrebbe essere la loro ultimissima – e migliore – possibilità per arrivare fino in fondo.

Cosa è andato male: Il braccio destro di Drew Brees è defunto e coach Payton dovrà trovare un modo per proteggerlo dai defensive coordinator avversari bramosi di sfruttare questo debilitante punto debole: Brees al comando di questa squadra cinque o sei anni fa avrebbe vinto più di un Super Bowl senza troppi problemi.

Voto: 8. Non mi hanno mai particolarmente convinto e nella seconda metà di stagione – a causa di vari infortuni – sono indiscutibilmente calati, ma ciò nonostante sono stati in grado di vincere con apprezzabile autorità la propria division: riuscirà però questo Brees a portare a termine il lavoro ai playoff?


Tampa Bay Buccaneers

Record: 11-5.

Cosa è andato bene: L’attacco, specialmente nelle ultime settimane, ha girato alla perfezione ed il quarantatreenne Tom Brady raramente ha giocato… da quarantatreenne.
Poter contare su un receiving corp composto da Mike Evans, Antonio Browns, Chris Godwin e Rob Gronkowski sicuramente lo ha favorito, ma non dobbiamo in alcun modo sottostimare la bontà della stagione di TB12: sempre nelle ultime settimane il suo braccio destro ha dato incoraggianti segnali di vita connettendo con apprezzabile consistenza sul profondo, aspetto mai da sottovalutare in un quarterback, specialmente in uno che milita che risponde agli ordini di Bruce Arians.
Il front seven, malgrado la gravissima perdita di Vita Vea, continua ad essere uno dei più arcigni della lega e muovere le catene via terra contro di loro è semplicemente impossibile: nessuno ha concesso meno rushing yards e meno yards per portata.
Tutto sommato, salvo qualche scivolone qua e là, Tampa Bay è stata protagonista di una buona regular season, anche se con l’arrivo del GOAT qualificarsi ai playoff in un certo senso era l’obiettivo minimo.

Cosa è andato male: Un quarterback di 43 anni dovrebbe poter contare su un gioco di corse in grado di togliergli pressione dalle spalle ma, vuoi per testardaggine di Arians o per inefficacia del reparto, Tampa Bay ha faticato notevolmente a correre con brillantezza: Ronald Jones, in particolar modo, ha alternato partite da vero e proprio fenomeno a prestazioni insipide.
La secondaria mi lascia qualche perplessità e non mi sembra in grado di contenere i migliori ricevitori della lega.

Voto: 7,5. Con Tom Brady i playoff erano scontati… no?
Deve preoccupare che tutte e cinque le sconfitte siano arrivate per mano di squadre qualificate ai playoff, fatto non sicuramente incoraggiante viste le ambizioni da loro coltivate: gennaio, però, è solitamente il mese dell’anno preferito di Tom Brady.


 

Post By Mattia Righetti (469 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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5 thoughts on “NFL 2020: le pagelle di fine stagione per ogni squadra NFC

  1. Be’, Staley HC + McVay in vacanza a tempo indeterminato e i Rams possono tornare al Superbowl in carrozza. Lo capiranno in tempo?

  2. I miei giudizi:

    Chicago Bears: 6
    Detroit Lions: 4
    Green Bay Packers: 8
    Minnesota Vikings: 5

    Dallas Cowboys: 4
    New York Giants: 5
    Philadelphia Eagles: 4
    Washington Redskins: 6

    Arizona Cardinals: 5
    Los Angeles Rams: 7
    San Francisco 49ers: 5
    Seattle Seahawks: 7

    Atlanta Falcons: 4
    Carolina Panthers: 5
    New Orleans Saints: 7
    Tampa Bay Buccaneers: 7

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