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NFC NORTH

Chicago Bears

Record: 5-3.

Cosa è andato bene: La difesa di Chicago è tornata ad essere la difesa di Chicago, ovverosia quel reparto mostruoso in grado di compensare all’incompetenza dell’attacco e tenere a galla l’intera squadra contro chiunque: la secondaria ha concesso in media un solo passing touchdown a partita e, più in generale, muovere le catene via aria contro di loro non è assolutamente facile, in quanto ogni passaggio che lascia le mani del quarterback avversario porta in media ad un guadagno di 6.6 yards, secondo miglior dato dopo i Rams.
Nessuna squadra difende meglio su terzo down, in quanto contro di loro una conversione si verifica in una percentuale minore al 30%: non deve dunque sorprendere il fatto che concedano solamente 20.8 punti a partita, aver difficoltà a muovere le catene difficilmente porta a punti.
Il record, poi, è molto meglio di quanto potessimo prevedere a questo punto della stagione e Chicago ora come ora ha buone probabilità di raggiungere i playoff.
Notate qualche mancanza?

Cosa è andato male: L’attacco è semplicemente putrido.
Volete l’elenchino?

  • Solo i Jets guadagnano meno yards per passaggio tentato;
  • Solo i Texans concludono la partita con un minor numero medio di rushing yards guadagnate del loro orribile 85.6;
  • Solo i Jets, di nuovo, convertono terzi down con una frequenza minore della loro;
  • La difesa concede solamente 20.8 punti a partita, l’attacco ne realizza ancora meno in quanto in media ne portano a casa 20.1.

A tutto ciò aggiungiamo il fatto che il coaching staff abbia definitivamente alzato bandiera bianca con l’ex-seconda scelta assoluta Mitch Trubisky e molto probabilmente capiremo piuttosto velocemente che Chicago sia in una pessima posizione per il futuro in quanto, molto semplicemente, Nick Foles non è la risposta ad un problema endemico che vanifica l’ottimo lavoro del reparto difensivo.
Come si muoveranno da qui in avanti?

Voto8 tutto ciò che non è attacco, 3 l’attacco. Scusate, ma non saprei trovare altre soluzioni a questo dilemma: metà squadra sta performando ad un livello indiscutibilmente alto, l’altra metà è semplicemente vergognosa.

Detroit Lions

Record: 3-4.

Cosa è andato bene: Sono divertenti da vedere e Matthew Stafford, come sempre, sta facendo del suo meglio per tenerli perlomeno competitivi: spulciando fra le statistiche, però, non riesco a trovare un singolo aspetto del loro gioco che mi permetta di imbastire un discorso in questa sezione.
Oltre che al perennemente malservito Matthew Stafford, ovviamente.

Cosa è andato male: Detroit è Detroit, i Lions sono i Lions.
Arrivati all’anno terzo della Patricia Experience i problemi oramai sono sempre gli stessi, ovvero un pass rush che fatica ad arrivare al quarterback, una secondaria che non trova un modo di limitare i giochi aerei avversari causando ovvie difficoltà su terzo down, una run defense che anche se lontana dall’essere la peggiore della lega non è comunque definibile in alcun modo come punto di forza della squadra… e gli ovvi trenta punti presi in faccia ogni domenica.
Insomma, hanno preso un sedicente “genio difensivo” che in due stagioni e mezzo non è riuscito neanche lontanamente a raddrizzare il reparto.
Guardate quanto sta succedendo a Miami, dove Flores – altro discepolo di Belichick – in un solo anno è riuscito a costruire una difesa giovane ed iper-competente saccheggiando la propria ex-squadra ed investendo al draft esattamente come Patricia: perché a Miami le cose stanno funzionando mentre in Michigan, nonostante una stagione di vantaggio, i risultati sono ancora lontani dall’essere visibili?
Perché nonostante gli insistiti investimenti al draft questa difesa non riesce a compiere il benché minimo salto di qualità?
Perché più le cose cambiano più rimangono uguali in questa franchigia?
Quando libereranno Matthew Stafford?
Quando porranno fine a questa terribile inerzia che ha di fatto sabotato la carriera di un giocatore ed essere umano che avrebbe senz’altro meritato di meglio?

Voto3. Ennesima stagione mediocre da 6/7 vittorie che non porterà assolutamente a nulla se non ulteriore frustrazione nei nostri cuori colpevoli di coltivare affetto verso Matthew Stafford.
Licenziata ‘sto maledetto Patricia.

Green Bay Packers

Record: 5-2.

Cosa è andato bene: Aaron Rodgers ha ritrovato la serenità che gli permette di rendere ai livelli da MVP ai quali ci ha abituato negli anni: il passing game dei Packers, nonostante la penuria di ricevitori affidabili all’infuori di Davante Adams, fila che è un piacere.
Rodgers sta mettendo insieme numeri da MVP portando a casa in media più di 31 punti a partita resi possibili anche da un’ottima efficienza su terzo down – 49.4% – e dal miglior tempo di possesso della NFL, quasi 33 minuti: potete facilmente capire che tenere una difesa in campo 33 minuti contro Aaron Rodgers non sia la migliore delle idee.
Jaire Alexander è definitivamente esploso e Green Bay, per la prima volta da anni, può contare su uno shutdown corner in grado di annullare il miglior ricevitore avversario.

Cosa è andato male: La difesa, come visto domenica contro Minnesota, ha ancora seri problemi a portare a termine il proprio lavoro malgrado il “poco” tempo passato sul campo: Green Bay è perseguitata dalla piaga biblica dei tackle mancati, piaga che ha trovato il proprio culmine nell’oramai “storico” touchdown di Alvin Kamara.
Il solo Alexander non basta a tenere in piedi l’intera secondaria, e ciò lo possiamo evincere dalle 8.0 yards per passaggio registrate dagli avversari, numero superiore – giusto per avere un mezzo di paragone – a quelle guadagnate da questo Rodgers formato MVP: Green Bay deve trovare un modo per risultare più efficace in pass defense perché controllando così bene il cronometro costringeranno sempre più gli avversari a ricorrere alle vie aeree per rimontare ed essere così generosi difficilmente li porterà lontano.
In generale, la difesa fino a questo punto ha deluso.

Voto8. La sconfitta contro i Buccaneers è stata frutto di una giornata no, quella contro i Vikings dei seri problemi in difesa: Aaron Rodgers è un semi-dio in grado di vincere partite con lanci all’ultimo secondo, ma senza una difesa sarà veramente difficile pure per lui.

Minnesota Vikings

Record: 2-5.

Cosa è andato bene: Minnesota sta faticando e pagando sulla propria pelle l’all-in di qualche anno fa, ma ciò nonostante questa squadra ha un’unica, magnifica, costante: Dalvin Cook.
Malgrado una linea d’attacco spesso e volentieri inadeguata Minnesota schiera il sesto run game più prolifico della NFL grazie principalmente ad un Dalvin Cook magistrale.
Le buone notizie, però, sono già finite.
Dai, se proprio devo, Justin Jefferson si sta rivelando essere dominante.

Cosa è andato male: Siccome dire “tutto” sarebbe sintomo di pigrizia, proviamo a scandagliare le statistiche dei Vikings per capire l’origine dei loro problemi servendoci del mio cavallo di battaglia, della mia unica certezza, del mio sacrosanto elenchino.

  • Solo Houston concede un passer rating medio superiore al 110.5 dei Vikings;
  • 17 TD a fronte di soli 3 intercetti non è il miglior rapporto TD/INT di questo mondo, giusto per dire;
  • Faticano veramente tanto a generare pressione e la perdita di Ngakoue altro non farà che amplificare tale problema;
  • A parte un paio di individualità di lusso come Smith e Kendricks, la difesa dei Vikings pecca d’esperienza e di star power;
  • Il -6 nel differenziale turnover commessi e turnover causati non solo ci mette davanti ad una difesa piuttosto sterile, ma sottolinea pure il fatto che Kirk Cousins non stia vivendo la sua miglior stagione fra i professionisti;
  • Esatto, il mio amato Kirk Cousins quest’anno è dolorosamente regredito.

La difesa, eventualmente, troverà un modo per reagire a tutto ciò, in quanto nonostante statistiche tutto fuorché esaltanti sta facendo un ottimo lavoro in difesa del terzo down, certo è che non mi aspettavo un anno così duro: che la vittoria sui Packers sia la svolta di cui avevano disperatamente bisogno?

Voto3. Stagione molto difficile per i Vikings del mio amato Kirkuzzo, il futuro non promette bene ed il presente è avaro di soddisfazioni e pressioni al quarterback avversario.
Che fare?

NFC EAST

Dallas Cowboys

Record: 2-6.

Cosa è andato bene: Hanno perso per tutta la stagione Dak Prescott, quarterback tanto controverso – agli occhi di tifosi terribilmente annoiati – quanto talentuoso che deve ancora firmare il proprio meritato rinnovo contrattuale, hanno perso – non per la stagione – Andy Dalton a seguito di una terribile commozione cerebrale: ora sono costretti ad affidarsi a Ben DiNucci.
Ben DiNucci.
Se in un recap di metà stagione si è costretti a parlare di Ben DiNucci molto probabilmente di cose “andate bene” non ce ne sono poi così tante.

Cosa è andato male: Oltre a quanto occorso ai quarterback Dallas è stata falcidiata dagli infortuni nel proprio miglior reparto, la linea d’attacco: Dallas ha perso per la stagione Collins e Smith, i propri prodigiosi tackle.
La linea d’attacco pesantemente rimaneggiata ha condizionato – ovviamente – le prestazioni di Ezekiel Elliott che sta probabilmente vivendo il peggior anno della propria fantastica carriera fra i professionisti: le difese avversarie, con DiNucci – ma anche Dalton – under center stanno avendo modo di riempire con maggior convinzione il box.
Non credo sia nemmeno il caso di concentrarsi sul reparto difensivo, reparto che sta concedendo più di 33 punti a partita ed una percentuale di successo sul terzo down pari quasi al 50%: gli attacchi avversari, molto semplicemente, stanno facendo quello che vogliono contro un front seven assemblato proprio male che concede più di 170 rushing yards a partita, peggior dato della NFL.
Non serve un Mattia per comprendere l’inaccettabilità di tale numero, in quanto farsi correre addosso non permette a Dallas di fare altrettanto e, nonostante il corpo ricevitori deluxe, la filosofia dei Cowboys è quella di imporre il proprio ritmo e tenere fresca e riposata la PROPRIA difesa.
Non ci siamo.

Voto2. Sfortunati, per carità, ma anche con Prescott in campo i Cowboys stavano deludendo, e non poco: credo che con Dalton nuovamente under center troveranno il modo di scroccare qualche vittoria qua e là, ma non credo ciò basterà per vincere la division.

New York Giants

Record: 1-7.

Cosa è andato bene: I Giants ormai sono un disco rotto, da qualche stagione ad oggi sembra necessario parlare di loro come squadra in “ricostruzione” sulla quale non bisogna infierire con valutazioni eccessivamente negative in quanto “è il futuro ciò che conta”: il secondo anno di Jones sta andando decisamente peggio del primo, è inutile girarci attorno, pertanto di cose positive, almeno io, non ne vedo.
Stanno difendendo piuttosto bene le corse concedendo solamente 3.7 yards a portata, ma credo che ciò non consolerà particolarmente gli affranti cuori dei tifosi.

Cosa è andato male: Daniel Jones è uno dei quarterback più inconsistenti che io abbia mai visto, una versione meno divertente di Jameis Winston in grado di alternare lanci brillanti come quello con cui ha pescato Tate in end zone contro i Buccaneers ad errori marchiani di una stupidità accettabile solamente a livello liceale, forse: Jones è terribilmente incostante, anche se tendenzialmente con il pallone fra le mani è più spesso che non scellerato e grossolano arrivando a commettere errori che molto francamente a questo livello sono inaccettabili.
New York molto probabilmente la prossima stagione sceglierà al draft dentro la top five, pertanto credo non sia fuori questione che pensino di selezionare un quarterback: a questo punto Jones dovrà usare la seconda metà della propria SECONDA stagione in NFL per convincere il front office di non aver commesso un gravissimo errore di valutazione.
Fa lo stesso se non vince le partite, deve trovare un modo per fermare questo flusso di turnover senza senso e mettere in mostra potenziale sul quale lavorare durante la lunga offseason.
Senza Barkley il gioco di corse è praticamente nullo – Jones è il leading rusher – e l’intero attacco sta faticando a mettere punti a tabellone, in quanto solo i cuginetti Jets fino a questo punto dell’anno hanno segnato meno e la linea d’attacco, nonostante i continui ed ingenti investimenti, continua ad essere disastrosa permettendo ai pass rusher avversari di arrivare senza troppi problemi a Jones aumentando così il rischio di turnover.

Voto2. Il 2020 altro non è che l’ennesimo fallimento e la cosa che fa veramente ridere è che questo non sarà un anno di transizione che porterà ad un futuro di successi, ma l’ennesimo anno “meno uno” di una franchigia che ha perso la bussola da tempo.

Philadelphia Eagles

Record: 3-4-1.

Cosa è andato bene: Il fatto che militino in NFC East.
Ed il pass rush, in quanto almeno lì gli investimenti di Roseman non si stanno rivelando essere inutili: ad essere sincero ritengo più difficile deludere che performare a livelli perlomeno adeguati per un reparto così ricco di talento.
E Travis FulGOAT… ehm, Fulgham, l’eroe che mi ha regalato una fondamentale vittoria al fantasy football.

Cosa è andato male: Non posso che iniziare dagli infortuni, in quanto Philadelphia ha perso l’intera offensive line esclusi Kelce e Peters – comunque spesso acciaccato -, in quanto Dillard e Brooks sono fuori per l’intera stagione mentre l’ottimo Johnson è stato costretto ad assistere dalla sideline in più occasioni: il corpo ricevitori, per non essere da meno, ha replicato con le ripetute assenze di Jackson, le classiche ferie retribuite in IR di Jeffery, un paio di infortuni al rookie Reagor e, dulcis in fundo, un viaggetto nella IR sia per Goedert che per Ertz, anche se il primo è finalmente tornato in campo.
Ah sì, non dimentichiamo l’assenza di Miles Sanders.
Perché ho speso così tante parole sugli infortuni e gli infortunati? Perché nella mia testa sono l’unica giustificazione plausibile alla spaventosa involuzione di Carson Wentz, giocatore completamente irriconoscibile a quello visto lo scorso anno capace di caricarsi la squadra sulle spalle e portare Philadelphia a degli improbabili playoff: Wentz quest’anno è una macchina da turnover da fare invidia a Daniel Jones in quanto ha lanciato ben 12 intercetti totali arrivati anche grazie a cinque partite concluse con un paio di pick a referto. L’unica partita nella quale non ha lanciato un intercetto è stata quella contro i Baltimore Ravens, giusto per rendere l’idea.
La sicurezza nei propri mezzi di Wentz è assolutamente scomparsa e Pederson dovrà trovare un modo per far riacquisire al proprio franchise quarterback quella cazzimma che lo scorso anno gli ha permesso di trascinare una banda di scappati di casa ai playoff, anche se militando in NFC East probabilmente tutto ciò di cui avrà bisogno sarà un altro paio di tristi vittorie contro squadre difficilmente definibili come tali.
Assolutamente ingiustificabili, invece, l’involuzione nella meccanica, in quanto spesso il problema di Wentz più che mentale è tecnico: e se uno fosse conseguenza dell’altro?

Voto: 3,5. God – o chi per lui – bless the NFC East.

Washington Football Team

Record: 2-5.

Cosa è andato bene: Nessuna squadra concede meno yards aeree della squadra di football, in quanto i ragazzi di Rivera fino a questo punto della stagione hanno permesso ai quarterback avversari di guadagnare in media 185.9 passing yards a partita: il rapporto touchdown concessi/intercetti è sensazionale – 10:8 – e dietro la bontà di tali numeri troviamo sicuramente lo zampino del pass rush, vero e proprio fiore all’occhiello dell’intera squadra come testimoniato dai 22 sacks messi a segno in sette partite.
L’elettrizzante rookie Antonio Gibson si sta rivelando essere un playmaker in grado di attaccare la difesa avversaria in più modi grazie ad un’ottima versatilità e capacità di evadere dai tentativi di tackle, ed è impossibile non concludere senza menzionare il commovente ritorno in campo di Alex Smith, anche se dopo averlo visto essere abbracciato in modo tutt’altro che affettuoso da Aaron Donald mi auguro che stia il più lontano possibile dal rettangolo di gioco.

Cosa è andato male: L’attacco, come facilmente prevedibile, non è in grado di premiare il buon lavoro fatto dal reparto difensivo per un motivo tanto semplice quanto grave, ovverosia l’assenza di un vero quarterback: possiamo dichiarare definitivamente fallito l’esperimento Haskins?
Non ho idea se l’ex-Ohio State vedrà ancora il campo nella capitale, ma dopo essere stato spedito in panchina per questioni caratteriali – leggasi pavoneggiare per le proprie statistiche individuali dopo essere stato sculacciato dai Ravens – credo che Rivera non abbia più voglia e tempo per testare una delle scelte al primo round del draft del 2019: Washington, purtroppo, sta vincendo troppe partite per arrivare al frutto proibito Lawrence e con Haskins con un piede e mezzo fuori dalla porta il loro futuro è inquietantemente indefinito e nebuloso.
Non c’è che dire, la difesa sembra essere pronta a diventare un reparto perlomeno da top ten, ma nel 2020 vincere “senza un quarterback” altro non è che utopia.

Voto: 4+. Ammetto che non è per niente facile valutare la stagione di una squadra con lacune così importanti nei ruoli chiave: Washington, nonostante uno dei peggiori reparti offensivi della lega, è stranamente in corsa per il titolo divisionale malgrado ad inizio stagione nessuno avrebbe potuto immaginare ciò senza interrogarsi sulla propria salute mentale.
Senza la querelle Haskins forse la sufficienza l’avrebbero portata a casa.

NFC WEST

Arizona Cardinals

Record: 5-2.

Cosa è andato bene: Il secondo anno fra i professionisti di Kyler Murray ci ha definitivamente permesso di dimenticare il fatto che questi abbiano draftato un quarterback al primo round del draft in due anni consecutivi: Murray si sta mostrando maturo, imprevedibile e sempre più in grado di portare a termine il proprio lavoro sia con il braccio che con le proprie gambe. Murray, signori, è un playmaker ed ovviamente l’innesto di uno dei ricevitori più prolifici del nostro secolo ha reso estremamente più facile il tanto annunciato salto di qualità: il reparto offensivo dei Cardinals è uno dei più letali della lega – 29 punti a partita – e con circa 160 rushing yards a partita si sta dimostrando dinamico ed imprevedibile mixando sapientemente corse e lanci.
L’infortunio di Chandler Jones pesa come un macigno ma la definitiva esplosione di Budda Baker ed il costante miglioramento di Reddick stanno progressivamente aumentando il livello del reparto difensivo che, con un paio di innesti durante la prossima offseason, potrebbe smettere di essere ingiustamente considerato “trainato” dall’attacco; non credo che Murray riuscirà a vincere l’MVP ma il fatto che Arizona sia nella mischia playoff in quest’inferno di division mi permette di definire la prima metà di stagione sua e dei Cardinals come indiscutibile successo.

Cosa è andato male: Sono consapevole che “se” ed i “ma” facciano parte della vita – senza mi chiamerei “ttia” – ma non del football americano, MA non fosse per la propria – legittima – immaturità Arizona potrebbe essere sul 7-0: le sorprendenti sconfitte arrivate contro Lions e Panthers in partite nelle quali erano iper-favoriti ci hanno ribadito che considerata l’età media della squadra di incidenti di percorso simili nel loro cammino ce ne saranno inevitabilmente altri.
Credo proprio che arriveranno altre sconfitte che ci porteranno a chiederci se questi qua siano legit o no, ma il fatto che abbiano battuto i Seahawks in pieno stile Seahawks non può che lasciare ottimisti: ma questa non era la colonna nella quale dovevo vociare le mie perplessità?
Il front seven è ancora troppo permeabile e generoso – 131.1 rushing yards a partita – ma credo che Kingsbury ne fosse pienamente consapevole e, spulciando fra le statistiche, fatico a trovare un aspetto del loro gioco che possa essere definito problematico in quanto Arizona al momento non ha un chiaro punto debole sfruttabile dagli avversari, a parte l’intermittente immaturità.

Voto8,5. Ovviamente l’esaltante vittoria sui Seahawks influisce e non poco, ma non dare loro un voto estremamente positivo è impossibile in quanto sono riusciti a compiere quel salto di qualità sul quale abbiamo speculato per tutta l’offseason: ora serve continuità.

Los Angeles Rams

Record: 5-3.

Cosa è andato bene: Mi aspettavo molto meno dai Los Angeles Rams, soprattutto in luce delle dolorosissime perdite della scorsa offseason, ma siccome di football ci capisco gran poco sbagliavo: McVay, in qualche modo, ha trovato una maniera per rendere nuovamente imprevedibile un reparto offensivo che usa tantissimi movimenti pre-snap per creare confusione nella difesa avversaria e, tranne che contro i Dolphins di Flores, ciò sembra funzionare.
Nonostante l’assenza di un vero RB1 stanno correndo con estrema brillantezza sfruttando la freschezza della mano – o gambe? – più calda del committee formato da Henderson-Akers-Brown, dando così modo a Goff di sfruttare appieno la play-action: certo, finora Goff non è sempre stato particolarmente brillante, ma il reparto da lui guidato sta comunque avendo successo su terzo down con il 44% di conversioni.
Che dire poi del loro sistema di screen play? Credo che le squadre del college dovrebbero andare studiarli attentamente.
La difesa, trascinata dal solito incredibile Donald, sta concedendo la miseria di 19.0 punti a partita – grazie ad un calendario che li ha già fatti giocare contro le quattro sorelle della NFC East – portando assiduamente pressione al quarterback avversario e limitando ad un patetico 6.3 il guadagno medio su ogni passaggio: se a tutto ciò aggiungiamo il fatto che stiamo parlando della quarta miglior run defense della NFL, Los Angeles di motivi per gioire ne ha veramente tanti.
Solo Chicago, per concludere, permette agli avversari di convertire una minor percentuale di terzi down.

Cosa è andato male: L’attacco, nonostante le buone statistiche sciorinate poc’anzi, sta faticando a concludere i propri drive con i sei punti in quanto finora ne ha messi a segno in media 24 a partita, dato discreto al massimo, soprattutto in un anno nel quale altri reparti offensivi stanno producendo fuochi d’artificio.
Non voglio essere eccessivamente severo con una squadra che ha doppiato le mie aspettative, ma sinceramente visto l’esito negativo delle partite contro Bills – anche se quella sconfitta mi era “piaciuta”, anche se non ha molto senso -, ‘Niners e Dolphins mi viene naturale chiedermi se la loro ottima partenza sia stata resa possibile “dalla” NFC East.
Dopo il bye affronteranno Seahawks, Bucs, ‘Niners e Cardinals ed immagino che a quel punto mi sarò fatto un’idea più precisa su una squadra che nonostante tutto finora mi è piaciuta veramente tanto.

Voto7,5. Ti è piaciuta tanto e dai loro sette-e-mezzo? Esattamente, questo sono io come persona.

San Francisco 49ers

Record: 4-4.

Cosa è andato bene: Jimmy Garoppolo fuori per il futuro prossimo – dopo aver già perso un paio di partite -, Raheem Mostert e Tevin Coleman infortunatisi più volte, Deebo Samuel rientrante dalla IR solo per farsi nuovamente male un paio di partite dopo, Jalen Hurd in IR, Kittle nuovamente infortunato e fuori almeno otto settimane, Jeff Wilson Jr. in IR, Richburg e Garland fuori, Jordan Reed in IR, Bosa, Thomas e Ford tutti in IR, ché intanto il pass rush non è così importante per loro, assolutamente no, Sherman in IR, Blair, Taylor ed Ansah fuori.
E nonostante tutto questo sono riusciti a vincere quattro partite.

Cosa è andato male: Jimmy Garoppolo fuori per il futuro prossimo – dopo aver già perso un paio di partite -, Raheem Mostert e Tevin Coleman infortunatisi più volte, Deebo Samuel rientrante dalla IR solo per farsi nuovamente male un paio di partite dopo, Jalen Hurd in IR, Kittle nuovamente infortunato e fuori almeno otto settimane, Jeff Wilson Jr. in IR, Richburg e Garland fuori, Jordan Reed in IR, Bosa, Thomas e Ford tutti in IR, ché intanto il pass rush non è così importante per loro, assolutamente no, Sherman in IR, Blair, Taylor ed Ansah fuori.
Che futuro può avere una squadra privata di gran parte dei suoi titolari e della totalità delle stelle?
Shanahan è un miracle worker ma che senso ha la stagione dei 49ers, squadra che ogni volta che scende in campo perde almeno tre o quattro titolari?
Nel football americano gli infortuni non devono essere un alibi, ma francamente una stagione così sfortunata non la ricordavo.

VotoS.V. Mi dispiace, non riesco a valutare la loro stagione.

Seattle Seahawks

Record: 6-1.

Cosa è andato bene: Russell Wilson quest’anno ha deciso di offrirci la propria personalissima interpretazione della tanto amata e compianta Beast Mode, mentre Metcalf si è offerto di portarla fuori dal backfield: in tutto ciò non dimentichiamo Tyler Lockett.
Segnano in media più di 34 punti a partita e Wilson quest’anno sembra intenzionato a ricevere il primo voto MVP della propria carriera: vincerlo?
Non lo so.

Cosa è andato male: Per quanto sia brillante l’attacco altrettanto non si può dire della difesa, reparto totalmente Wilson-dipendente: contro Arizona, infatti, è stato sbandierato al mondo intero il fatto che in caso di giornata “negativa” – ha pur sempre lanciato tre TD – del proprio quarterback Seattle sia tutt’altro che imbattibile principalmente a causa di un reparto difensivo finora non in grado di esprimersi a livelli da contender.
Una squadra che segna più di 34 punti a partita non deve concederne 28.4 agli avversari, in quanto rischia di concludere la stagione in modo analogo a quanto fatto dai Chiefs versione 2018, compagine tanto infermabile in attacco quanto mediocre in difesa: ai playoff non potranno contare sul trentello abbondante automatico dell’attacco, i Chiefs lo scorso anno ci hanno insegnato che vincere senza la benché minima parvenza di un reparto difensivo è impossibile, indipendentemente da quanto dominante sia l’attacco.
Devono trovare una maniera per applicare pressione al quarterback avversario.

Voto9-. Let Russ Cook – che ha anche un po’ rotto, come tutti i motti da bomber – quanto volete, ma questi devono migliorare ed alla svelta in difesa. Così secco dopo un 9-? Leggete cos’ho detto nel voto dei Rams.

NFC SOUTH

Atlanta Falcons

Record: 2-6.

Cosa è andato bene: Calvin Ridley è definitivamente esploso dando vita insieme a Julio Jones al miglior duo di ricevitori della National Football League.
Gurley fa touchdown, buon per lui.
Riescono a far sentire meno peggio con sé stessi i tifosi dei New York Jets.
Bene, sono riuscito a mettere insieme ben tre proposizioni di “cose andate bene” agli Atlanta Falcons.

Cosa è andato male: “Tutto” sarebbe troppo vago e pigro?
Questi potrebbero tranquillamente essere in grado di vincere tutte le prossime otto partite e concludere sul 10-6 per poi rimanere fuori dai playoff in virtù di tie-breaker della cui esistenza nessuno era al corrente.
Ha senso analizzare statistiche per corroborare la tesi che il reparto difensivo continui ad essere fra i peggiori della NFL?
Dopo le sconfitte contro Cowboys, Bears e Lions ha veramente senso parlare di loro in modo razionale provando a rispondere ai dodicimila perché nel tempo diventati sinonimo di “Falcons”?
Sono sinceramente dispiaciuto per Matt Ryan e Julio Jones, entrambi meriterebbero di meglio, ma è chiaro che a questo punto Atlanta, squadra costruita per contendere, debba avere il coraggio per smantellare tutto e ripartire da capo.

VotoQualsiasi voto io possa dare molto probabilmente lo scialacquerebbero negli ultimi cinque minuti di gioco. Se non faccio ridere non mi interessa, non credo esista squadra più frustrante degli Atlanta Falcons, lo giuro.

Carolina Panthers

Record: 3-5.

Cosa è andato bene: Nonostante Teddy Bridgewater non possa essere definito in alcun modo come franchise quarterback, credo stia dimostrando di essere un buon starter, anche se nell’ultimo mese il rendimento suo e dei Carolina Panthers è drasticamente calato: ciò nonostante i Panthers hanno compiuto innegabili progressi in difesa, compiendo enormi passi in avanti soprattutto in difesa sui passaggi.
Considerando quanto giovane sia il reparto difensivo, reparto al quale hanno devoluto l’intero draft, Carolina ha tutte le ragioni del mondo per attendersi ulteriori miglioramenti nel corso dei prossimi anni e, almeno per il momento, il punto di partenza sembra buono; l’attacco, nonostante l’assenza del pilastro McCaffrey, gira piuttosto bene – anche se mette a segno pochi punti – grazie anche all’ottimo Robby Anderson, free agent arrivato in sordina che sta giocando ad un livello consistentemente ottimo: per quanto concerne gli skills player coach Rhule non può che essere soddisfatto, in quanto i vari Anderson, Moore, Davis e McCaffrey forniscono a Bridgewater tutto il supporto di cui ha bisogno per giocare consistentemente a buoni livelli.

Cosa è andato male: Nelle ultime partite Carolina ha faticato a mettere punti a tabellone e, purtroppo per loro, ad aspettarli troviamo Kansas City e Tampa Bay, due squadre che fino a questo punto non hanno avuto particolari problemi a confezionare trentelli senza sforzi.
Sono consapevole che ad inizio anno nessuno si attendesse una qualificazione ai playoff, pertanto nella valutazione probabilmente sarò più clemente rispetto a quanto possa esserlo con altre squadre e, nonostante ora stia per esporvi i loro tasti dolenti, credo che quanto fatto finora dai Panthers non sia considerabile in alcun caso come fallimentare.
Il promettente reparto difensivo necessita disperatamente di linfa nel pass rush, in quanto finora sono stati in grado di mettere a segno solamente otto sacks in otto partite, fatto che contribuisce a spiegare l’estrema generosità su terzo down, in quanto gli avversari finora hanno mosso le catene nel 54.2% dei tentativi: hanno sicuramente tempo e modo di migliorare, ma credo che coach Rhule debba trovare un modo per spedire in panchina gli attacchi avversari con maggiore assiduità.

Voto6. Sono competitivi ogni settimana e, cari lettori, durante l’offseason credevo ciò quest’anno non fosse possibile: il loro record potrebbe essere decisamente migliore ma i Panthers finora mi hanno dato l’impressione di essere una squadra in crescita che nel giro di qualche anno potrà dire la sua in NFC.
Con Bridgewater? A questa domanda risponderò – forse – fra un paio di mesi.

New Orleans Saints

Record: 5-2.

Cosa è andato bene: Pure quest’anno l’attacco dei Saints è fra i più prolifici in NFL – quasi 30 a partita – e, finalmente, Alvin Kamara sembra aver ritrovato lo stato di forma che ci aveva fatto innamorare di lui nei suoi primi due anni di carriera: anche a causa degli infortuni e malumori di Michael Thomas, che finora ha giocato solamente una partita ricevendo tre palloni, Kamara è sostanzialmente il cuore dell’attacco Saints venendo impiegato quasi più come ricevitore che come vero e proprio running back, anche se negli anni abbiamo avuto modo di notare quanto fluido sia diventato questo concetto.
Convertire terzi down non è assolutamente un problema per questo reparto offensivo – 49.5% di successo – ed una volta che Brees avrà a disposizione sia Thomas che Sanders aspettarsi ancora più efficienza e punti ha totalmente senso.
Il reparto difensivo, da un paio d’anni a questa parte, è trascinato da un front seven in grado di annullare il running game avversario, in quanto solo Colts e Bucs concedono meno rushing yards a partita.

Cosa è andato male: Per quanto brillante possa essere la difesa contro le corse, New Orleans fatica veramente tanto a contenere il gioco aereo avversario: oltre che a concedere un passer rating a tre cifre stanno faticando a cacciare il reparto offensivo avversario in panchina concedendo un deprimente 48% sui terzi down.
Ora, però, vado off-script.
Durante l’offseason New Orleans ha messo insieme un buon numero di mosse che hanno permesso a coach Payton di avere in mano il roster più profondo e di livello dell’intera NFL: 5-2 è un buonissimo record, non sto provando a dire il contrario, ma non vi aspettavate un po’ di più dai Saints? Faticano tantissimo a vincere con autorità partite che, molto semplicemente, una squadra con certe ambizioni non dovrebbe aver problema a chiudere ben prima dei supplementari e, soprattutto, sembrano arrivati al punto in cui Drew Brees rappresenti l’anello debole del roster: le statistiche, come sempre, sono eccellenti, ma è piuttosto chiaro che il braccio destro di Brees abbia una gittata molto limitata e che rinunciare a priori alla profondità finirà per compromettere le possibilità di successo dei Saints.
Mi aspettavo qualcosina di più, anche se comunque stanno continuando a vincere.

Voto7,5. Io li vedevo come i veri favoriti – perlomeno della NFC – alla vigilia, dopo un paio di mesi è chiaro che sono sì ben costruiti ed attrezzati ma per arrivare veramente fino in fondo avranno bisogno di qualcosa in più di quanto fatto vedere finora.

Tampa Bay Buccaneers

Record: 6-2.

Cosa è andato bene: Non è perché sono tremendamente stanco e vedendo finalmente il traguardo finale voglio solo liquidare il più in fretta possibile l’ultima squadra rimasta prima di pubblicare, assolutamente no, è solo perché amo gli elenchi puntati, pertanto…

  • Concedono poco più di 20 punti a partita;
  • Il numero di touchdown concessi ed intercetti è lo stesso, e ciò cari lettori è sempre una buonissima cosa;
  • Sono in possesso della miglior run defense della NFL;
  • In generale, in difesa, stanno esplodendo definitivamente giovani come White e Dean;
  • Segnano quasi 31 punti a partita;
  • Tom Brady sembra aver perso miracolosamente dieci anni essendo tornato ad esprimersi a livelli da MVP;
  • La linea d’attacco sta facendo un ottimo lavoro nel mantenere sano e bello il proprio quarterback;
  • Quando una squadra può permettersi di ignorare Mike Evans e ciò nonostante continuare a vincere, beh, quella squadra è in possesso di uno dei migliori corpi ricevitori mai visti insieme in un campo NFL.

Tanti punti, no?

Cosa è andato male: Ripeto, non è perché sono stanco e non vedo l’ora di concludere questo suicidio, ma curiosando fra le loro statistiche non riesco a trovare un singolo aspetto del loro gioco che possa costituire una preoccupazione legittima.
Il braccio di Brady, avendo una certa età, potrebbe spegnersi da un momento all’altro più o meno come successo a Manning durante la penultima stagione in NFL, ma questa squadra sembra costruita in modo da sopravvivere anche a tale evenienza: sono innamorato della loro difesa e, pertanto, li considero una squadra prima di tutto difensiva.
Forse è la stanchezza.

Voto8,5. Vincono e convincono e non hanno ancora mostrato un chiaro punto debole. Va sempre bene tutto a questo Brady.

 

Post By Mattia Righetti (424 Posts)

Mattia, 24 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Seguite @matiofubol sul social che cinguetta

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One thought on “NFL 2020: le pagelle di metà stagione per ogni squadra NFC

  1. San fran senza voto è ridicolo si sincero e dagli un bel 2 visto che in pre season erano i grandi favoriti dell nfc

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