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Dopo sette settimane di football – che grazie ai capricci del Covid-19 ci sono sembrate diciassette – abbiamo avuto modo di farci un’idea di cosa su cosa sia vero e cosa no, anche se guardando il record dei Bears uno potrebbe pensarli come veri e propri contender, mentre in realtà…
Il mio è un caso di recency bias o bias e basta nei confronti dei Bears?
Non ne ho idea, ma in ogni caso dopo quasi due mesi dal kickoff possiedo strumenti e numeri sufficienti per individuare quel giocatore che, in positivo o negativo, si è rivelato essere la più grande sorpresa dell’ancor giovane stagione di qualsiasi squadra: attenzione cari lettori, nell’inciso poco fa ho anche scritto negativo.

Arizona Cardinals

Christian Kirk, WR

L’innesto di DeAndre Hopkins sembrava poter sancire la fine della permanenza di Kirk nel deserto, in quanto molti si aspettavano che il terzo violino fosse qualche sophomore fra Isabella, Butler e Johnson: niente di tutto ciò, in quanto Kirk non solo si è conquistato meritatamente tale posto, ma vista l’età avanzata di Larry Fitzgerald si è trasformato nel de facto WR2.
Dopo un settembre difficile costellato da infortuni ed inevitabili assenza, Kirk ha reagito con un ottobre da 220 yards e 5 TD, numeri che se confermati per il resto della stagione gli varranno un buon rinnovo contrattuale.


Atlanta Falcons

Calvin Ridley, WR

Molti avevano iniziato a parlare la scorsa stagione della breakout SZN e, con un anno di ritardato eccola qua: Calvin Ridley, al momento, è il ricevitore 1B degli Atlanta Falcons, in quanto mettere qualcuno davanti a Julio Jones potrebbe essere visto come blasfemia e/o segnale di pazzia, pertanto concedetemi di vedere Julio come 1A e Ridley come 1B.
Ridley sta mettendo insieme numeri folli e, nonostante una stazza non propriamente imponente, si sta rivelando essere uno dei migliori specialisti della red zone della lega: il futuro dei Falcons al momento non è particolarmente roseo ma succeda quel che succeda Calvin Ridley sarà uno dei loro punti di riferimento per tanti – si spera – anni.


Baltimore Ravens

Bradley Bozeman, OG

Avrei messo Lamar Jackson come delusione, ma mi sono reso conto che effettivamente la mia acidità nei confronti dei Baltimore Ravens potrebbe un pochino aver stancato, pertanto in forza di un positivissimo 5-1 mi sono sforzato per individuare qualcosa che andasse, ed ecco qua Bradley Bozeman: l’ex scelta al sesto round del draft fino a questo punto della stagione ha concesso solamente un sack e cinque pressioni su 363 snaps offensivi giocati riuscendo a farmi smettere di sentire, per qualche secondo, la mancanza di Marshal Yanda, ché a destra la situazione è un po’ disperata.


Buffalo Bills

Devin Singletary, RB

Prima delusione del nostro viaggio.
Ingiusto? Forse, ma ammetto che coltivavo altre aspettative nei suoi confronti: 3.8 yards a portata in uno degli attacchi più esplosivi della lega sono francamente inaccettabili, e il dato più allarmante è che con un Zack Moss nuovamente in salute Singletary fa parte a tutti gli effetti di un committee nel quale il numero di tocchi garantito ad entrambi i running back è sinistramente simile.
Ha tempo per rifarsi, è indubbio, ma deve assolutamente cambiare marcia per diventare il leader indiscusso del backfield dei Bills: ai running back, si sa, non è dato molto tempo per dimostrare il proprio valore.


Carolina Panthers

Robby Anderson, WR

Alzi la mano chi aveva previsto che a quasi metà stagione Robby Anderson potesse trovarsi al secondo posto in NFL per yards ricevute: com’è che non vi vedo?
Anderson, firma sottovaluta dei Panthers durante l’ultima offseason, si è trasformato nel go-to-guy di Teddy Bridgewater evolvendosi in qualcosa più che un semplice deep threat: se continua così potrà concludere la stagione con 100 ricezioni e più di 1300 yards, numeri da vero e proprio WR1, con buona pace all’anima di D.J. Moore.


Chicago Bears

Anthony Miller, WR

Ricevitore che sorprende, ricevitore che delude: a questo punto della carriera definire Anthony Miller un bust non suona più clamorosamente ingiusto, in quanto in due anni e mezzo con i Bears è stato in grado di ricevere solamente circa 1300 yards, cifra che un ricevitore scelto al secondo round del draft dovrebbe raggiungere in molto meno tempo.
Miller al momento è il quarto ricevitore per yards guadagnate in stagione dietro l’indiscutibile Robinson, il rookie Mooney e l’attempato Jimmy Graham: non credo il front office di Chicago sia particolarmente soddisfatto, anche se mi sento di dargli il beneficio del dubbio in quanto militare nell’attacco dei Bears non è il miglior auspicio per una carriera di successo.


Cincinnati Bengals

Joe Burrow, QB

Il giovane ce l’ha, non c’è che dire: fa lo stesso se Cincinnati continua a trovare modi per perdere partite, Burrow sta dimostrando che per molti anni i Bengals non dovranno preoccuparsi della posizione più importante del gioco.
Preciso, tranquillo ed fin da subito trascinatore, Burrow si sta esprimendo a livelli che un rookie dovrebbe solamente poter sognare la notte, e nonostante le vittorie non stiano arrivando non oso immaginare cosa potrebbe fare con una linea d’attacco in grado di fare il proprio lavoro, ovverosia proteggerlo: il giovane quarterback ha già subito 28 sacks, QUATTRO a partita.
Salvatelo.


Cleveland Browns

Wyatt Teller, OG

I Cleveland Browns, dall’alto di un ottimo 5-2, hanno sorpreso molti addetti ai lavori, soprattutto in luce di come era iniziata la stagione: fra i principali motivi dietro l’apparente rinascita dei Marroni troviamo sicuramente Wyatt Teller, la miglior guardia del campionato secondo PFF.
L’ex scelta al quinto round del draft fino a questo punto della propria stagione non ha concesso alcun sack, costringendo i pass rusher avversari ad accontentarsi di tre misere pressioni: il 2019 ci ha insegnato quanto garantire una protezione adeguata a Baker Mayfield sia importante per farlo rendere al meglio e Teller sembra aver preso la questione sul personale.
Inserire meme di Jordan.


Dallas Cowboys

Tutto il reparto difensivo

Credo non ci sia bisogno di approfondire.


Denver Broncos

Garett Bolles, OT

Questa è la cosa più 2020 del 2020: stando a PFF Garett Bolles, un uomo chiamato penalità, è al momento il miglior tackle della National Football League.
Garett Bolles fino a questo punto della stagione ha concesso solamente tre quarterback hits ed è stato richiamato dagli arbitri solamente in due occasioni, numero che ha del miracoloso rispetto a quanto fatto vedere fino a questo punto della propria carriera: meglio tardi che mai, ma che Bolles potesse diventare il miglior tackle della NFL non credevo fosse possibile.
Sbagliavo, buon per lui.


Detroit Lions

Romeo Okwara, DE

Indubbiamente aiutato dalla presenza di Flowers sull’altro lato della linea, Okwara è al momento il giocatore dei Detroit Lions con più sack – quattro – e zitto zitto sta trovando consistentemente maniera di portare pressione al QB avversario: le 23 pressioni accumulate finora non urlano assolutamente «Aaron Donald», però Okwara sta dando linfa ad un pass rush storicamente anemico ed inefficace.


Green Bay Packers

Jaire Alexander, CB

Jaire Alexander non dovrebbe essere una sorpresa, in quanto fino a questo punto della propria carriera si è sempre espresso su ottimi livelli, ma quanto fatto finora è assolutamente impressionante: Alexander, a questo punto dell’anno, è tranquillamente definibile come “miglior cornerback della NFL” e dopo il punto vi darò un paio di dati a supporto della mia banale tesi.
Oltre che ad essere il primo cornerback nella graduatoria PFF, Alexander ha finora concesso un passer rating medio di 68.4 e la miseria di 8.7 yards a ricezione: in tre partite nelle quali si è “accoppiato” con Calvin Ridley, Mike Evans e Will Fuller Alexander ha concesso ZERO ricezioni su due target.
Molto semplicemente i quarterback avversari non la lanciano al ricevitore coperto da Alexander e questo, cari lettori, significa essere il migliore nel proprio ruolo.


Houston Texans

Will Fuller, WR

Trovare qualcosa che vada bene nella stagione dei Texans rischia di essere visto come scherzo di cattivo gusto, ma è indubbio che la stagione di Fuller fino a questo punto possa essere definita come clamoroso successo, non tanto per la produzione, ma per il semplice fatto che finora sia riuscito ad evitare gli infortuni che ne hanno condizionato pesantemente la carriera: Fuller è un chiarissimo WR1 anche se la sua esplosione non può permettermi di dire che il genio al timone della franchigia fino a qualche settimana fa abbia fatto bene a spedire Hopkins nel deserto.


Indianapolis Colts

Xavier Rhodes, CB

A proposito di resurrezione, era un cambio di scenario tutto ciò di cui Xavier Rhodes aveva bisogno per ravvivare la propria carriera apparentemente deceduta?
Il sesto miglior cornerback nella graduatoria PFF sta concedendo un ridicolo passer rating di 46.6 ed in sei partite i ricevitori da lui marcati hanno messo le mani solamente su 12 palloni, numero che stride con quelli messi insieme negli ultimi anni, anni nei quali era diventato un bersaglio mobile verso il quale i quarterback avversari a momenti lanciavano pure i mobili di casa: altro ottimo colpo del genio Ballard.


Jacksonville Jaguars

James Robinson, RB

La stagione dei Jaguars è deragliata piuttosto velocemente dopo il sorprendente successo al season opener contro i Colts, ma nonostante i tanti problemi che attanagliano uno dei roster più poveri di talento della lega, Jacksonville può dire di aver trovato il proprio running back del futuro: James Robinson fino a questo momento ha giocato a livelli che molto francamente Leonard Fournette non è mai stato in grado di raggiungere, sfoggiando una versatilità che l’ex-quarta scelta assoluta non sarà mai in grado di pareggiare.
Buon per loro, anche se manca tutto il resto.


Kansas City Chiefs

L’Jarius Sneed, CB

Prima di infortunarsi contro i Ravens Sneed si stava esprimendo su un buonissimo livello trovando con continuità modi per mettere le mani sul pallone: nelle prime due partite fra i professionisti il ragazzo è stato in grado di mettere a segno ben due intercetti.
Fra non molto dovrebbe/potrebbe tornare in campo ed a quel punto, nonostante immagino dovrà lottare per gli snap, potrà riprendere da dove si era fermato.


Las Vegas Raiders

Cory Littleton, MLB

Delusione, delusione immensa: quando si parlava di Cory Littleton non si poteva che iniziare il discorso dalla propria abilità nella pass coverage, abilità che gli ha permesso di firmare un oneroso – per la posizione – contratto con i Raiders, disperatamente bisognosi di un linebacker in grado di correre con tight end e running back avversari.
Certo, diventare l’ombra di Kamara, Kelce o Robby Anderson non è propriamente facile, ed anzi, potrebbe addirittura sembrare ingiusto chiedere ciò ad un linebacker, però da un giocatore del talento di Littleton esigere di più è d’obbligo: vediamo se nella seconda parte di stagione riuscirà a trovare un modo di arginare i propri, atipici, problemi.


Los Angeles Chargers

Justin Herbert, QB

Telegraficamente: il ragazzo è un playmaker e qualsiasi cosa io abbia letto/detto su di lui prima del draft è pura e semplice spazzatura.
Wow.


Los Angeles Rams

Darious Williams, CB

Los Angeles non ha bisogno di uno shutdown corner, in quanto per tale mansione stanno pagando profumatamente Jalen Ramsey, ma di un giocatore affidabile in grado di non diventare anello debole della catena da bombardare a ripetizione: Williams, sta giocando tanto e bene e tranne una singola giornata no contro San Francisco sta concedendo pochissimo, in quanto finora il numero di intercetti messi a segno supera quello di touchdown dei quali è stato spettatore.
Muovere le catene via aria contro Los Angeles non è facile.


Miami Dolphins

Bobby McCain, S

Fino a questo punto del proprio 2020 Bobby McCain – quando l’ovale è stato indirizzato ad un giocatore da lui personalmente marcato – ha concesso solamente una ricezione per 4 patetiche yards: McCain probabilmente è il giocatore meno celebrato della nuova e costosa secondaria dei Dolphins, pertanto colgo l’occasione per tributare un meritato riconoscimento individuale ad un ragazzo che sta eccedendo enormemente le aspettative.


Minnesota Vikings

Justin Jefferson, WR

A proposito di eccedere le aspettative… che dire di questo rookie?
Il giovane ricevitore dei Vikings si sta rivelando essere un bersaglio più che affidabile – 77.8% dei target convertiti in ricezione – in grado di generare big play a proprio piacimento, in quanto in media porta a casa 19.2 yards per ricezione: oltre ai numeri c’è anche un it factor difficilmente esplicabile che gli permette di essere sempre libero e, nei rari casi in cui non lo sia, di completare ricezioni veramente complicate.
Siamo davanti ad una star.


New England Patriots

Michael Onwenu, OG

Steal dell’ultimo draft?
Troppo presto per dirlo, tuttavia posso affermare che:

  • Onwenu al momento è la seconda miglior guardia della NFL secondo PFF;
  • Ha concesso un solo sack in sei partite;
  • Ha concesso cinque sole pressioni in sei partite;
  • È già una delle migliori guardie per quanto concerne il run blocking.

Ve l’ho già detto che per assicurarselo i Patriots hanno dovuto spendere solamente ad una scelta al sesto giro?


New Orleans Saints

Michael Thomas, WR

Chi l’avrebbe mai detto che colui che ha riscritto il record di ricezioni in una singola stagione, dopo sette partite, fosse ancora fermo a quota tre?
Certo, gli infortuni fanno parte del gioco – e della vita – e non gli vanno chiaramente rinfacciati ma altrettanto non si può dire dell’inutile dramma extra-sportivo per il quale sta prendendo a pugni avversari e mandando a quel paese allenatori… com’è che mi ricorda un altro ricevitore molto bravo nel proprio lavoro?
Cose del genere confermano i pregiudizi sui ricevitori visti come impegnative prime donne in grado di spaccare spogliatoi a proprio piacimento.


New York Giants

James Bradberry, CB

Definire deludente e problematica la stagione dei Giants sarebbe un grosso e semplicistico eufemismo in quanto Danny Dimes, purtroppo per lui e per la franchigia che ci ha investito così tanto, sta continuando a commettere errori che mi danno sempre più legittimi motivi per compararlo a Jameis Winston: un investimento andato a buon fine è però James Bradberry, cornerback arrivato durante la free agency a cifre che al tempo io stesso definì “esagerate”.
Dopo un esordio molto difficile contro gli Steelers Bradberry ha abbassato la saracinesca non concedendo più nessun touchdown e mettendo le mani su tre palloni: dai che anche Gettleman ha fatto qualcosa di buono!


New York Jets

Adam Gase

Lol.


Philadelphia Eagles

Travis Fulgham, WR

Trovare qualcosa di positivo riguardo gli Eagles – senza essere ironico – è alquanto difficile e, sinceramente, non avevo alcuna intenzione di scrivere “Carson Wentz” e parlarne in modo negativo: Wentz sta faticando, è indiscutibile, ma è altrettanto vero il fatto che il supporting cast sia comparabile a quello di una squadra XFL, non NFL.
L’unica arma sulla quale ha potuto contare finora è Travis Fulgham, ricevitore uscito dal nulla che in una manciata di partite ha messo insieme numeri da primo della classe: bisognerà vedere come cambierà il suo ruolo una volta che Wentz avrà a disposizione i propri titolari, ma vista la brillantezza sfoggiata finora non credo che il numero 11 smetterà improvvisamente di rifornirlo di target.


Pittsburgh Steelers

Chase Claypool, WR

Ennesimo ricevitore non selezionato al primo round del draft da parte degli Steelers che sembra aver tutte le carte in regola per essere una stella in NFL.
Dov’è la novità?


San Francisco 49ers

Jason Verrett, CB

Ho paura a spendere troppe parole su Jason Verrett in quanto siamo tutti consci della sua sfortuna e di quanto fino a questo punto della carriera sia stato perseguitato da acciacchi fisici che lo hanno tenuto lontano dal campo, ma in cinque partite ha concesso la miseria di sei ricezioni per 46 yards, numeri che se li traslassimo su una singola partita farebbero comunque la loro sporca figura.
Verrett è sempre stato un ottimo giocatore, spero solo che abbia modo di concludere la stagione in campo.


Seattle Seahawks

Damien Lewis, OG

No, non parlerò di Wilson pure qua.
Damien Lewis sta faticando a garantire una protezione sempre adeguata al proprio quarterback, ma per essere un rookie se la sta cavando più che egregiamente risultando particolarmente efficace nel run blocking e sinceramente non saprei come andare avanti visto che non credevo fosse umanamente possibile spendere parole di encomio per un O-lineman di Seattle.


Tampa Bay Buccaneers

Jamel Dean, CB

Verso il finale della scorsa stagione aveva iniziato a dimostrare di poter diventare un buon giocatore, ora sta semplicemente esagerando: subito dopo Alexander, nella graduatoria di Pro Football Focus, troviamo Jamel Dean, sophomore che fino a questo punto della propria stagione ha concesso solamente 19 ricezioni per 9.4 yards ed un touchdown, numeri assolutamente mostruosi se si mette in luce il fatto che spesso e volentieri a Dean tocchi marcare il miglior ricevitore della squadra avversaria.


Tennessee Titans

Jeffery Simmons, DT

A quanto pare Tennessee aveva le idee ben chiare quando ha scaricato a Denver Jurrell Casey, anche se era palese ben prima di tale trade che nel 2020 il defensive tackle titolare sarebbe stato Jeffery Simmons, giocatore scelto al primo round del draft del 2019: Simmons è un D-tackle moderno in grado di portare pressione dall’interno – cosa sempre più importante nella NFL dei nostri giorni – e di boicottare con brillantezza e facilità il gioco di corse avversario.
Il ragazzo ha un ottimo futuro davanti.


Washington Football Team

Dwayne Haskins, QB

Poco più di un anno dopo che gli allora Redskins investirono una scelta al primo round per quello che per forza di cose avrebbe dovuto essere il “quarterback del futuro”, gli oggi Football Team hanno già alzato bandiera bianca, non tanto per quanto mostrato in campo – poiché giocare bene con un supporting cast del genere sarebbe stato difficile pure per Elway -, ma piuttosto per l’inquietante immaturità con la quale approccia i compagni nello spogliatoio: apparentemente a costargli il posto ci hanno pensato un paio di commenti inappropriati sulla sua prestazione contro i Ravens, partita nella quale ha lanciato più di 300 yards… in una giornata in cui Washington non è mai stata veramente competitiva.
Un cambio di scenario potrebbe salvargli la carriera, ma è fuori questione che a questo punto la strada sia in salita per lui e che problemi caratteriali del genere a volte possano essere più seri di problemi di meccanica.


 

Post By Mattia Righetti (470 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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One thought on “NFL 2020: il giocatore più sorprendente di ogni squadra finora

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