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Non è sicuramente stata la miglior domenica di football a cui potessimo assistere.
Inutile girarci attorno, lo scheduling che ha raggruppato nove partite nella early window – kickoff alle 19.00 – ci ha lasciato solamente due partite nella fascia serale, due partite per motivi diversi noiose e piuttosto monotone: succede anche questo in NFL e nonostante lamentarsi della qualità di quanto visto possa suonare ingrato, ribadire il lapalissiano fatto di aver assistito a domeniche ben più emozionanti è sacrosanto.
A dirla tutta ieri abbiamo assistito ad una delle migliori partite della stagione, in quanto la visita dei Texans a Nashville ha prodotto uno scontro punto a punto fra due squadre che nonostante un record neanche lontanamente comparabile si sono risposte colpo su colpo: che dite, posso partire da Texans-Titans?

Una scontro fra compagne di division non è e mai sarà una passeggiata di salute, ma il 42 a 36 con il quale i Titans si sono scrollati di dosso i Texans ci ha regalato tutto quello che potevamo desiderare, punti, yards, rimonte e tante, tantissime emozioni. L’inizio ci ha lasciato presagire ad un monologo Titans, in quanto dopo il primo quarto Tennessee era riuscita a costruirsi un vantaggio di 14 punti arrivato grazie ai touchdown del tight end Firkser e del finalmente sano A.J. Brown: la reazione di Houston, sfociata in un touchdown del prolifico Fells, è stata vanificata dal terzo touchdown della giornata di Tannehill che connettendo con Humphries ha restaurato il vantaggio di 14 punti, limato poi ad 11 grazie ad un piazzato di Fairbairn.
La seconda metà di gioco, signori, è stata puro e semplice spettacolo.
Houston, di rabbia, ha messo a segno due touchdown a seguito di due turnover di Tennessee – piazzato bloccato a Gostkowski e strip sack di J.J. Watt a Tannehill – grazie a David Johnson e Cobb, portandosi sopra di due lunghezze e non tre poiché Fairbairn ha mancato un extra point che col senno di poi avrà modo di rivelarsi decisivo: Tennessee, confusa dalla sfuriata di Houston, è riuscita a muovere le catene con fluidità solo per vedere Gostkowski fallire un altro piazzato, questa volta nemmeno sporcato. A seguito di un punt dei Texans, King Henry ha deciso di prendere in mano la situazione generando dal nulla sei – sette – punti direttamente da un’unica, fantastica, corsa di 94 yards alla quale Deshaun Watson ha risposto dopo neanche un minuto con un touchdown da 53 yards lanciato a Will Fuller: Tennessee, senza ragionare troppo, ha provato a tenere vivo il botta e risposta con un’affrettata deep ball di Tannehill intercettata da Roby.

Sopra di un punto Houston ha deciso saggiamente di giocare con il cronometro e dopo quindici giocate, su quarto down dalla goal line dei Titans, Watson ha connesso con Cooks per il touchdown del più sette: l’ottima scelta di Crennel di provare a chiuderla con una conversione da due punti che li avrebbe portati sopra di due possessi non ha pagato poiché Watson non è riuscito a trovare le mani di Cobb.
Con meno di due minuti rimasti da giocare Tannehill ha dato prova di grandissima maturità e leadership conducendo metodicamente i compagni per tutto il campo fino a trovare per la seconda volta in giornata le sapienti mani di A.J. Brown per il touchdown del 36 pari: a quel punto è apparso piuttosto chiaro che l’esito del coin flip avrebbe quasi certamente determinato il vincitore e, con buona pace di Watson, la dea bendata ha guardato dalla parte dei Titans.
Pronti-via ed ovviamente a rubare la scena ci pensa quell’egocentrico di Henry che con una ricezione da 52 yards porta i suoi immediatamente in red zone e, dopo una buona corsa del sostituto McNichols, su 3&goal coach Vrabel ha deciso di dare al suo dominante running back la chance di chiuderla facendogli ricevere direttamente lo snap dalla wildcat formation: touchdown e game over per i Texans.
Tennessee al momento potrebbe essere considerata la miglior squadra della NFL in quanto il binomio Tannehill-Henry sta continuando la sinfonia di distruzione iniziata lo scorso anno e con una potenza di fuoco del genere sognare in grande non è sicuramente follia: Houston, invece, ferma ad una vittoria dopo sei partite rischia seriamente di essere spacciata, ma con un Watson così è ancora troppo presto per alzare bandiera bianca.

Ci attendavamo una grandissima partita fra due delle squadre più calde della NFL ma, purtroppo per i Browns, una partita non c’è mai stata: con una prova di forza impressionante gli Steelers hanno annientato i Browns 38 a 7. Prova totale dei ragazzi di Tomlin capaci di annullare completamente il potente gioco di corse dei Browns e di far vivere un pomeriggio da incubo a Mayfield, fatto accomodare in panchina per motivi non propriamente chiari verso la fine del secondo quarto. A mio avviso a decidere la partita ci ha pensato la precoce pick six messa a segno dal solito Minkah Fitzpatrick, e finché il pass rush riesce a produrre quattro-cinque sack con questa facilità Pittsburgh ha tutti i motivi del mondo per sedersi al tavolo delle contender, occupando anche il post dei Browns che dopo quattro vittorie consecutive tornano ad assaporare l’aspro gusto della sconfitta.

Soffrono, non convincono ma continuano a vincere pure i Baltimore Ravens, sopravvissuti alla disperata rimonta degli Eagles: 30 a 28 il punteggio finale di una partita che non può lasciare sereno coach Harbaugh. 
Dopo il perentorio 17 a 0 con il quale si è chiusa la prima metà di gioco, Baltimore ha visto il proprio vantaggio ridursi progressivamente – anche se a tenerlo in vita ci hanno pensato il solito Tucker ed una brillante corsa in end zone da 37 yards di Jackson – fino a trovarsi sopra di otto punti a seguito del touchdown – con annessa conversione da due punti – dell’idolo pagano Fulgham: incapace di guadagnare i primi down necessari ad ammazzare il cronometro, Baltimore ha permesso a Philadelphia di percorrere il campo e trovare i sei punti grazie ad un QB sneak di Wentz, reso però inutile dalla mancata conversione da due punti.
Brutta prova dei Ravens che dovranno utilizzare il bye week per cercare modi di galvanizzare un reparto offensivo lontano parente della macchina da guerra dello scorso anno: giocare così ed essere sul 5-1, comunque, è perlomeno incoraggiante.
Tornano al successo i Colts, che sopravvivono all’iniziale sfuriata dei Bengals passando 31 a 27 in rimonta: dopo poco più di quindici minuti di gioco Indianapolis era sotto 21 a 0 grazie ad un tris di rushing TD. Con estrema pazienza Rivers è riuscito a tramutare viaggi in red zone in touchdown, connettendo con Doyle, Burton e Pascal mentre la difesa ha tirato giù la saracinesca limitando Cincinnati a due piazzati in quasi quarantacinque minuti di gioco: buona, finalmente, la prova di Rivers, anche se passaggi a vuoto del genere contro squadre un po’ più esperte vengono solitamente pagati al più caro dei prezzi.
Niente da fare per i Patriots che nonostante il ritorno under center di Newton hanno dovuto chinare la testa ai Broncos – ehm, McManus – uscendo sconfitti 18 a 12: il reparto difensivo dei Broncos è riuscito a soffocare il run game dei Patriots costringendo Newton ad affidarsi al proprio braccio, non la migliore delle idee per una squadra con un parco ricevitori così indiscutibilmente povero di talento e generando tre turnover ha permesso al proprio kicker di trovare la gloria personale con sei piazzati convertiti su sei. New England, a dir la verità, ha abbozzato una reazione d’orgoglio nelle battute finali della partita grazie ad un rushing TD di Cam rivelatosi però inutile in quanto il potenziale game winning drive si è concluso con un frustrante turnover of downs. Serve di più, molto di più a questi Patriots per trovare un modo di centrare l’accesso alla postseason: quasi dimenticavo, i Broncos ieri hanno riaccolto Drew Lock nella loro formazione titolare, anche se la sua prova non è stata propriamente brillante.

Vincono piuttosto in scioltezza i Detroit Lions, passati 34 a 16 sui Jacksonville Jaguars: per Stafford e compagni la trasferta in Florida è stata indiscutibilmente rinfrancante, in quanto dopo mesi di frustrazione Detroit è riuscita a vincere senza inutili drammi una partita che dovevano vincere. Ottima prestazione del rookie Swift che con 116 yards e due rushing TD ha lanciato una decisa candidatura al ruolo di leader del magmatico backfield dei Lions.
Prima vittoria dell’anno per i New York Giants che l’hanno spuntata 20 a 19 contro la squadra di football: in una partita – prevedibilmente – avara di emozioni la giocata decisiva l’ha messa a segno l’ultima pick del draft di quest’anno, Tae Crowder, che riportando in end zone un fumble generato dall’onnipresente Fackrell ha messo a segno il touchdown decisivo, poiché il successivo di Washington è stato vanificato dal fallimento sulla conversione da due punti scelta da Rivera per provare a chiudere la contesa senza passare dai supplementari.
Finalmente Falcons: con una prova rabbiosa Atlanta ha schiacciato Minnesota 40 a 23 centrando così la prima doppiavù dell’anno. Garbage time a parte i Vikings ieri non sono nemmeno scesi in campo e con un Ryan da 371 yards, 4 TD e zero turnover l’attacco di Atlanta si è rivelato essere semplicemente troppo per la giovane difesa dei Vikings: grandissima la prestazione del rientrante Jones che da 8 ricezioni ha ricavato 137 yards e due touchdown. Cousins, nonostante la stima che nutro nei suoi confronti, dovrà fare molto di più, in quanto quest’anno gli intercetti lanciati stanno spesso e volentieri tagliando dalla partita Minnesota, costretta a rincorrere troppo frequentemente.
Forse è arrivato il momento in cui io chieda scusa ai tifosi dei Bears – ed agli stessi Bears – in quanto a seguito di un sofferto 23 a 16 sui Panthers i ragazzi di Nagy sono 5-1: la prestazione di ieri non è stata particolarmente brillante, soprattutto per quanto concerne l’attacco, ma la rigenerata difesa ha causato tre turnover che hanno tenuto Bridgewater e soci lontani dalla end zone. In un modo o nell’altro Chicago riesce a vincere consistentemente partite di football ed a questo punto della stagione non tenerli in considerazione per i playoff sarebbe sintomo di ottusità e pregiudizio: chiedo umilmente perdono.

Pochissimo da dire sul 24 a 0 con cui i Dolphins hanno liquidato i Jets: a Fitzpatrick è bastata una prima metà di partita da tre touchdown. Partita difficilmente commentabile, in quanto le due squadre in campo sono riuscite a convertire solamente 3 dei 26 terzi down giocati e non fosse per l’esordio di Tua, spedito in campo per l’ultima serie della giornata, non sarei nemmeno riuscito a scrivere tre righe.
Rodgers contro Brady, lo scontro fra due dei più grandi quarterback di sempre si è concluso nel modo più impensabile, ovvero con la totale annichilazione del povero Rodgers: 38 a 10 per i Buccaneers in un pomeriggio da incubo per i Packers. Eppure l’inizio era stato ottimo, in quanto Green Bay muovendo le catene con calma e metodicità si era portata sul 10 a 0 tenendo fuori ritmo l’attacco condotto da Brady, ma dopo la pick six lanciata da Rodgers – magnifico il lavoro di Dean – Green Bay si è semplicemente spenta: un ulteriore intercetto di Rodgers ha permesso a Ronald Jones di portare i suoi sopra 14 a 10 e da quel punto la partita si è trasformata in un noioso monologo dei Buccaneers, che con 38 unanswered points hanno regalato ai Packers di LaFleur la prima sconfitta stagionale.

Tornano a vincere – grazie ad un ottimo Garoppolo – i 49ers, passati 24 a 16 sui Rams: per San Francisco, però, la festa è solo parziale in quanto il brillante Mostert ha rimediato un altro infortunio alla caviglia del quale ancora non si conosce la serietà. San Francisco, dopo l’orripilante prestazione di domenica scorsa contro Miami, è apparsa completamente diversa e con un Garoppolo nuovamente deciso e preciso è riuscita a mettere insieme un numero di giocate sufficienti per avere ragione su un Goff apparso decisamente meno brillante del solito: grandissima, come sempre, la prestazione di Kittle che con 7 ricezioni per 109 yards ed un TD sta ribadendo, come ce ne fosse bisogno, che i discorsi circa il miglior tight end della NFL iniziano e finiscono con lui.

Post By Mattia Righetti (403 Posts)

Mattia, 24 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. @matiofubol sul social che cinguetta

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7 thoughts on “Il riassunto della sesta domenica del 2020 NFL: le idee chiare

  1. Foles porta buono, nonostante sia ancora arrugginito.
    McVay surclassato per l’ennesima volta. Con lui in cabina di regia i Rams vinceranno qualche partita per abbondanza di talento ma niente di più.
    Performance orrorifiche di Newton e Jackson, due molto simili (ma la difesa di Baltimore lavora il doppio).
    Mayfield era infortunato ed è sceso in campo solo per farsi menare: missione compiuta.
    Atlanta stellare: dimostrazione di quanto un coach scarso possa zavorrare una squadra (cfr. McVay).
    Le squadre di New York servono solo ad annullare lo 0 nella casella W del resto della NFL.
    Tannehill dopo tanti anni giustifica la sua classifica al draft 2012 (peraltro complessivamente eccellente): bravo lui e bravissimo Vrabel.

  2. Avevo la diretta steelers browns sotto gli occhi e propio prima del kickoff da bordocampo mi pare di aver sentito che mayfield fosse infortunato allo sterno, e ogni volta che lanciava sentiva dolore. O meglio sono sicuro di quello che ho sentito, non ho prestato troppa attenzione alla zona dolorante. I risultati si sono visti

  3. I miei Packers!!! Non avevo mai visto quest’anno Rodgers a terra tante volte (manco avessero davanti gli Steelers) :(

    Texans che hanno dato qualche segnale e spero in una loro ripresa (sempre una 40ina abbondante i punti concessi eh!), soprattutto per Watson. Henry semplicemente incontenibile. Ieri ad ogni tocco sembrava potesse arrivare il touchdown, da ogni zona del campo (ed infatti, arrivato a 94Y al momento giusto).

  4. Vabbe io non avrei neanche giocato il quarto down e mi sarei preso il fg, trovata la metà a maggior ragione ho trovato assurdo il tentativo di conversione da 2 pts dei Texans
    Male Lamar, mi pare chiaro lo staff abbia capito che per avere una carriera longeva non può giocare come l’anno scorso e stanno cercando di migliorarlo nei lanci anche a costo di prestazioni come ieri. Intanto siamo 5-1 e si spera partite come questa servano a farlo crescere
    Infortunio o no Mayfield debole coi forti, decente coi deboli. I Browns sono 4-2 ma con quel parco ricevitori e la nuova o-line sarebbe lecito aspettarsi di più da qualsiasi starter qb, figuriamoci una prima scelta assoluta
    Difesa Tampa mostruosa
    49ers perdono con gli Eagles, umiliati dai Dolphins, e poi vincono con i Rams.. boh
    Bears in attacco sono indecenti però finora non c’è modo di trovare la meta contro di loro
    Mi è piaciuta invece la scelta di Rivera di giocarsi la conversione da 2 pts: se vinci fai bella figura, se perdi ti avvicini ancora di più al tuo reale obiettivo di quest’anno, il draft dell’anno prossimo
    I Jets perderebbero pure contro i Rhinos di Milano in questo momento. Ieri sul 21-0 nel secondo tempo su un 4&1 Gase ha deciso di tentare un fg dalle 55 mi pare. Quando pensi di aver già detto tutto su quanto sia scarso, lui ogni domenica riesce a smentirti

    • Lamar deve migliorare ancora non c’è dubbio , ma cmq i ravens rispetto agli anni passati vanno una bellezza, almeno in regular season :))

  5. Più la carriera di Rodgers avanza, più trovo sinistre somiglianze con quella di Payton Manning: SB Champion, SB MVP, Season MVP, hall of famer… carriere da incorniciare… ma la tendenza a spegnersi nelle partite che sentono di più in stagione e ovviamente nel playoff…

    • La differenza è che Manning non credeva di essere Dio ed è riuscito a vincere un superbowl con una performance tipo quella di Rodgers contro Tampa.
      Non credo Aronne sarà così fortunato.

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