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Non avendo avuto nessuna preseason e nessuna partita da guardare, la week 1 è stata la prima prova sul campo per le squadre, ma anche per le nostre preview. Come sono andate?

TAMPA BAY BUCCANEERS

Partiamo dalla partita più vista del weekend, quello dello scontro diretto Brady-Brees, e partiamo proprio da Brady alla prima volta non con la maglia Pats. Cosa avevamo detto dei Buccaneers? Per farla molto breve attacco temibilissimo con un veterano di eccellenza in regia che finalmente può trovare tanti ricevitori bravi e veloci con un Mike Evans d’elite come go-to-guy e una quantità di TE da far ruotare. Una difesa invece ballerina con buona pressione ma con una secondaria terribile da sistemare, che non è stata sistemata e che deve quindi essere tenuta fuori dai giochi. Ancora più in sintesi: attacco ok, difesa no.

Come andata? In super sintesi: attacco no, difesa ok.

La prima uscita di Tampa Bay ha infatti mescolato le carte in tavola e ci lascia spaesati: Tom Brady e l’attacco non hanno giocato bene, commettendo moltissimi errori e perdendo la partita. Brady è apparso estremamente nervoso e per nulla a suo agio dietro un linea migliorata apposta per proteggerlo ma che non sembra dargli nessuna sicurezza. D’altronde dopo 20 anni in un certo modo, cambiare tutto all’improvviso non è affatto facile e per riadattarsi serve tempo. L’intesa si può costruire perché la linea, pur non proteggendo alla perfezione non è nemmeno stata disastrosa e anche per loro è la prima partita. I sacks e le pressioni concesse sono state tante è vero, ma non così tante da giustificare tanto nervosismo. Brady non è mobile, men che meno a 40 anni suonati e quasi alla pensione e ha bisogno di protezione, sapevamo che questo era il fattore x della stagione, ma l’impressione avuta è brutta, forse peggio di quello che aspettavamo. Ma occhio che una partita è solo una partita, e la prima partita è sempre la prima partita.

Il lato difensivo invece mette in scena una prestazione con la P maiuscola. I numeri dei punti subiti sono davvero bugiardi perché la media dell’attacco Saints è stato solo 4.1 di media a tentativo, davvero poco per un attacco che si presenta come uno dei migliori della lega contro una delle peggiori secondarie della lega che si ha piazzato un paio di flag pesanti ma che per il resto è stato davvero fuori dai giochi grazie a un front seven con una prestazione di livello.

In particolare White e Barrett erano spesso oltre la linea a placcare qb e rb e i tackle for loss sono stati tanti. Forse più di tutti è stato White a fare la differenza che un corpaccione bello robusto ha dimostrato di avere un’agilità e una rapidità non comune riuscendo a fermare Kamara in diverse occasioni. Mi direte che questo ce l’aspettavamo, che era proprio il piano per aiutare una secondaria in difficoltà. Tutto vero, ma quello che sorprende è la solidità e sicurezza con cui questo è avvenuto e anche gli avversari perché il sistema di gioco Saints è proprio quello che mette in difficoltà una difesa così squilibrata.

Ci viene da domandarci, se contro una O-line e un attacco aereo come quello di New Orleans è andata così, come può andare contro linee meno attrezzate. Sbilanciamoci e diciamo che può andare meglio di quello che pensavamo e che potrebbero arrivare anche 2 o 3 W in più. Se fosse stato solo per la difesa quella di domenica era una W, ma è stata un L perché è stata buttata via la partita con errori assolutamente correggibili.
Occhio a Tampa Bay e occhio a questa difesa.

NEW ORLEANS SAINTS
Dei Saints abbiamo detto quello che diciamo oramai da qualche anno. Siamo di fronte a una contender, con un qb d’elite, una difesa solida, una squadra davvero equilibrata. E come è andata sul campo?
In super sintesi: Bene, ma non benissimo.

Bene perché alla fine una W è sempre una W, ma non benissimo perché questa W è più che altro un L di Tampa. La difesa ha fatto il suo, contenendo un brutto attacco, ma non ha dato l’impressione di poter contenere un buon attacco perché quando Brady ha messo la quinta ha fatto il campo da parte a parte in pochi lanci, per due volte. Una nota positiva è forse la prestazione di Lattimore che ha tenuto benissimo Evans, ma ci viene da domandarci quanto la prestazione di Evans sia influenzata dalla prestazione generale del suo reparto. Nel complesso quindi bene nell’approfittare dei regali di Tampa ma si poteva fare davvero meglio. Crediamo che anche qui che bisogna mettere un po’ di minuti nelle gambe e trovare il ritmo, ma in questo reparto e in questa squadra, che ha cambiato così poco ci si aspettava da subito un’intesa migliore di quella mostrata, soprattutto perché contro una squadra alla prima volta in tante cose.

L’attacco inoltre, Kamara a parte, ha lasciato davvero a desiderare. Brees non ha trovato i suoi ricevitori come siamo abituati anche perché ha lanciato diversi palle fuori misura, perdendo un td e un terzo down che non hanno influenzato la W finale perché come detto Tampa Bay ha fatto di tutto per perderla.
Alla poca brillantezza dei lanci corrisponde una poca brillantezza del reparto ricevitori. Thomas tenuto a 17 yard è il caso più sonoro, ma più che le stat è stato brutto vederlo pascolare per il campo a fine di un’azione di corsa che ha portato a farsi male. Sembra per fortuna niente di grave, ma la mancanza di attenzione e concentrazione sono state davvero significative. Un brutto linguaggio del corpo.

Sanders, la novità del 2020, è stato trovato poco. Vero che è il wr numero 2, vero che Brees non ha più il braccio per lanciare 40 yard, vero che un paio di palloni gli sono arrivati male, vero che è la sua prima partita coi Saints. Vero tutto. Aspettiamo la week 2 per vedere come si potrà aggiustare la sua presenza. E aspettiamo di vedere chi altri può prendere palle con continuità perché i ricevitori dei Saints, come lo scorso anno rischiano di essere il tallone d’achille dell’anno. Occhio a questi Saints, che se non correggono delle cosine potrebbero non vincere la division.

CAROLINA PANTHERS
Dei Panthers abbiamo detto, in brevissimo, che sarebbe stupido sottovalutare un attacco costruito così, e che una difesa completamente cambiata deve per forza di cosa assestarsi.
Da questo punto di vista così è stato, agli eccessi, con un attacco migliore delle aspettative e una difesa ben peggiore, pur con attenuanti.

L’attacco ha mostrato si saperci essere con un ovvio McCaffrey non fermabile è molto coinvolto, ma con un Bridgwater che ha quasi portato i suoi a una vittoria solo sfiorata mostrando di esserci molto più che non per passare la palla a McCaffrey. C’è da migliorare perché sui lanci lunghi ha mostrato un po’ troppa imprecisione e i lanci lunghi sono per Carolina importantissimi nell’ottica di allungare le difese e dare spazio a McCaffrey. Certo ad aiutare il proprio qb non ci hanno pensato in molti e poteva andare meglio se DJ Moore avesse imbroccato qualcosa di più che non penalità e drop rimanendo con 4 presi su 9 target e se Samuel fosse stato coinvolto di più. Ma sorprende e fa ben sperare la prestazione top di Anderson che ha ricevuto per più di 100 yard compreso un td da 75 yard. La sua presenza si è fatta sentire sul campo mostrando che Carolina può essere qualcosa di più che non McCaffrey dipendente e questa è la miglior notizia perché un McCaffrey senza le attenzioni di tutti addosso può spaccare le partite e poi si risparmia un po’ di botte, che domenica gli sono arrivate da tutte le parti. Creare dei diversivi per il proprio RB d’elite è il must del 2020 e possiamo dire che Carolina è sulla buona strada, ma c’è da lavorare. A cominciare dagli 0 turnover e dal solo sack concesso, questi numeri non arrivano a caso, ma c’è un’ossatura su cui costruire tutto.

Il reparto difensivo invece deve lavorare parecchio: ci si aspettava che non andasse bene, ma così proprio non va. A cominciare dai tackle sbagliati che hanno permesso a Josh Jacobs di correre dove cacchio voleva. La peggior difesa su corse del 2019, perde il pelo, ma non perde il vizio e pur cambiando faccia si trova a iniziare il 2020 sulla stessa riga. Qui il lavoro da fare non è una questione di gruppo, ma è anche e soprattutto una questione individuale. Mentre sul gruppo deve lavorare la pass rush. I Raiders non sono un buon cliente perché puntano su un rilascio veloce di Carr che predilige i lanci corti e medi, e quindi più rapidi, con conseguente poco tempo per arrivargli addosso, ma domenica non è stato impensierito mai e non può succedere altrimenti i punti subiti saranno tanti e costanti. Questa è proprio una questione di schemi e organizzazioni su cui si deve lavorare da subito perché se no si butta via la stagione e i buoni segnali dell’attacco, ma soprattutto perché con l’uscita di Jackson si perde l’unico giocatore di esperienza e la secondaria è adesso davvero esposta. Jackson non dovrebbe saltare molte partite, probabilmente solo una, ma questo mostra quanto fragile siano questi DB e in aiuto deve arrivare anche la pass rush, altrimenti negli scontri divisionali si rischiano 40 punti subiti a partita.

ATLANTA FALCONS
Di Atlanta ci aspettavamo un’attacco aereo stellare, cercando un po’ di equilibrio con Gurley arrivato apposta e una difesa che deve cambiare faccia rispetto al 2019, ma con un roster di poco livello.

Anche qui poco sorprese e purtroppo per i Falcons molte conferme di un brutto 2019. Ryan ha lanciato per 450 yard con 2 td, Ridley ha fatto felici molti fantasy owner, eppure contro Seattle è arrivata la L, ma non solo, Atlanta non è mai sembrata in grado di vincerla e non è mai stata a contatto con Seattle che ha concesso solo in garbage time.
Iniziamo dai punti deboli che sono ancora gli stessi dello scorso anno. La pass rush e la pass defense. Una combo micidiale perché lasci tempo al qb avversario di cercare la migliore soluzione e lasci al qb avversario al libertà di scegliere tra tante soluzioni migliori perché i ricevitori liberi sono tanti. Wilson ha ricevuto poche pressioni e il sack al subito al primo snap è stato solo uno specchio per le allodole. E ha trovato con costanza i suoi ricevitori, con il suo primo drive senza incompleti. La preoccupazione peggiore è che di elementi positivi su cui lavorare ce n’è sono pochi… uno è il sack di Grady Jarrett, dall’esecuzione perfetta, il problema? Manca la costanza e le partite di Atlanta sembrano più una serie di singoli episodi che la costruzione di un game plan.

A livello di attacco bisogna registrare l’ennesima prestazione pazzesca di Ryan, che ancora una volta non è stato sufficiente. Ryan ha lanciato 54 volte… quante volta potrà lanciare così tanto? Non tante. Coach Quinn deve sapere che può chiedere gli straordinari al proprio qb, ma non può farlo sempre e quindi bisogna lavorare sul gioco di corse perché un attacco per essere efficace dev’essere equilibrato. Diciamolo questo attacco può essere davvero qualcosa di straordinario e bastano poche cose da migliorare, ma non è così facile farlo e oltre al gioco di corse c’è da migliorare la realizzazione sui 3 e 4 down, che hanno ucciso la partita. La sedia di Quinn è sempre più bollente, con questo attacco si deve vincere, la speranza è che non sempre si incontra Willson in missione MVP dal minuto 0 e non sembra gli attacchi sono così, ma la difesa deve davvero fare qualcosa di più.

Post By Michele Comba (100 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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