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Ed alla fine ha vinto il buonsenso, parola che purtroppo a causa degli abusi subiti da qualche forza – sulla carta – “maggiore” attualmente suona quasi come offesa: nella notte, fulmine a ciel sereno, Cam Newton ed i Patriots hanno trovato un accordo per la stagione 2020, un accordo che porterà l’ex franchise quarterback dei Panthers a guadagnare al massimo 7.5 milioni di dollari qualora dovesse riuscire a soddisfare le molte condizioni stabilite dagli incentivi.
In un mondo nel quale Sam Bradford fu messo sotto contratto dai Cardinals a 20 milioni all’anno definire questa cifra un affare sarebbe un eufemismo.
Di cose da dire ce ne sarebbero tante, troppe, anche se vi confesso che attualmente parlare di football mi sembra esercizio naif e puramente fine a sé stesso in quanto in luce degli assurdi numeri di contagi pensare che parta la regular season mi pare essere troppo stupidamente ottimista: digressione inutilmente doverosa, perdonatemi.
Dicevamo, Cam Newton ai Patriots.

Tale firma pone la parola fine all’era Stidham? Assolutamente no, in quanto avergli preferito Newton – anche se Belichick ha messo immediatamente in chiaro che la maglia da titolare dovrà guadagnarsela – non deve essere interpretato come sventolamento della bandiera bianca, ma piuttosto come plausibile presa di coscienza del fatto che l’ex scelta al quarto round avrà bisogno di ulteriore tempo per poter essere il quarterback titolare dei New England Patriots, non propriamente il lavoro più semplice nel mondo sportivo considerando chi lo ha preceduto per due decenni.
Sappiamo tutti che assimilare e padroneggiare il loro playbook può richiedere anni, pertanto non possiamo essere stupiti di fronte a questa scelta che, ripeto, non è assolutamente una bocciatura per Stidham, ma piuttosto l’ennesima istanza di Bill Belichick essere Bill Belichick, ovvero il più grande sfruttatore di opportunità della storia NFL: sfruttare un’opportunità non implica successo assicurato, ma regalare a Newton l’occasione di raddrizzare la propria carriera e, nel mentre, renderli il più competitivi possibile ad un prezzo di discount era un’opzione troppo intrigante da non esplorare.
Stidham, ne sono sicuro, avrà modo prima o poi di guidare il reparto offensivo dei Patriots, ora è semplicemente troppo presto.

Concentrandoci per un attimo su Newton, i dubbi su un eventuale matrimonio con i Patriots non erano incentrati più di tanto sul fit schematico – Belichick e McDaniels sono in grado di adattarsi a qualsiasi giocatore e/o situazione – ma piuttosto sulla convivenza fra due personalità diametralmente opposte: certo, trovare due persone così caratterialmente diverse da mettere nella stessa stanza non è impresa facile, ma per favore rimaniamo seri, non credo che nessuno dei due sia interessato ad inculcare la propria visione di vita nell’altro e con un Newton in cerca di rilancio ed un Belichick in cerca di consistenza posso garantirvi che è nel miglior interesse d’entrambi andare d’amore e d’accordo.
Occorre forse ricordarvi che uno dei più importanti Patriot dell’ultimo decennio sia stato quell’adorabile zuzzurullone di Gronkowski? Devo spiegarvi nuovamente quanto brillantemente Belichick sia riuscito a costruire attorno a lui i successi del secondo capitolo della loro dinastia?
Restiamo seri.

Dal punto di vista schematico è difficile comprendere l’approccio che adotterà Belichick, anche se per un fautore dei principi contenuti all’interno de L’arte della guerra di Sun Tzu non sfruttare i punti di forza di Cam sarebbe assolutamente sciocco: non trasformerà il proprio attacco in quello dei Ravens così come dubito fortemente che assegnerà a Newton un carico di dieci portate ad allacciata, ma sono piuttosto convinto che terrà ben presente l’atletismo e dinamismo del proprio quarterback soprattutto in red zone, dove con qualche ben assestata read option potrebbe procurare parecchi mal di testa a molti coordinatori difensivi.
Chiedere a Newton di giocare nello stesso modo di Brady è impossibile come può esserlo chiedere a Brady di replicare l’operato di Newton, ma nonostante i tanti dubbi dell’Internet, Newton negli ultimi anni ha dimostrato di poter essere un efficacissimo pocket passer che, all’occorrenza, è in grado di portare a termine il lavoro anche con le proprie gambe: Belichick troverà il modo di sfruttare tutto ciò, posso garantirvelo.
L’unica variabile da tenere veramente in considerazione, nonché motivo per cui i Patriots sono riusciti a strappargli una firma quasi a luglio piuttosto che a marzo od aprile, riguarda la salute: dopo un anno e mezzo nel quale i suoi campi di gioco sono diventati sale operatorie, riuscirà a rimanere sano e ritrovare la forma dei giorni migliori? Nel 2018, prima che la deteriorata salute lo lasciasse a piedi, Newton si stava esprimendo indiscutibilmente su livelli da MVP come testimoniato dal record di Carolina ai tempi fra le prime forze della sempre intricata NFC.
Se in salute Cam avrà modo di riconquistare il proprio indiscutibile posto nella top ten posizionale e, perché no, guadagnarsi l’ultimo contrattone della propria carriera, con i Patriots o chicchessia.

Ciò che più mi ha colpito di questa firma, però, si ricollega al titolo: si può dire che entrambi avessero bisogno dell’altro? Possiamo dire che le varie strampalate voci – ripeto, voci – che i Patriots potessero utilizzare il 2020 come anno zero di un processo di rebuild e, quindi, tankare facessero accapponare la pelle? “Belichick” e “tanking” possono coesistere nella stessa frase solamente se posti in mezzo ad un’ampia gamma di avverbi di negazione.
Newton aveva bisogno di un’opportunità per rilanciare una carriera che a seguito di infortuni vari e del sorprendente taglio dai Panthers sembrava essere compromessa, soprattutto nel momento in cui squadre disperate come i Bears gli hanno preferito il più sano ma ben meno esaltante Nick Foles: affinché Newton possa rimettersi in carreggiata era indispensabile che a offrirgli tale opportunità ci pensasse una squadra di livello, non sicuramente i Jaguars della situazione, una squadra con un reparto offensivo in grado di produrre qualcosa, non una franchigia destinata ad una stagione da tre o quattro vittorie che lo avrebbe aggiunto semplicemente per dare ai tifosi un motivo per andare allo stadio… in una stagione nella quale gli spalti rimarranno deserti.
Dall’altra parte della barricata troviamo dei Patriots, per la prima volta da apparentemente sempre, privi di un Tom Brady che nonostante sia stato bollato dall’Internet come “quarterback di sistema” immagino se la cavasse piuttosto bene nel suo lavoro: per un maniaco del controllo come Belichick quanto sarebbe potuto essere umiliante affacciarsi alla nuova stagione senza un’alternativa di primissimo livello in grado di non fargli rimpiangere il proprio compagno d’avventure di sempre? Ad un certo punto, giusto per rendere l’idea, qualcuno parlava con insistenza della possibilità che a settembre – sperando che ci sia “un settembre” – il titolare potesse essere Hoyer.
Hoyer come post-Brady?
Non è accettabile.

Solo il campo saprà dirci se Newton sarà la risposta sul lungo termine o se la finalità ultima della sua acquisizione sarà stata quella di regalare al non ancora pronto Stidham ulteriore, preziosissimo, tempo, ma piuttosto che guardare al 2021 sarebbe meglio concentrarsi sul 2020, se mai lo avremo: con Newton la situazione in AFC East cambia completamente, in quanto se in salute Cam li rende nuovamente i favoriti, alla faccia dei poveri scalpitanti Bills finalmente pronti a spodestarli.
Con un Newton in versione “prima metà del 2018” – non è obbligatoriamente necessario quello del 2015 – i Patriots devono essere attentamente tenuti in considerazione quando si ragiona di Super Bowl, portando avanti un’abitudine di lunga durata che fino a poche ore fa sembrava destinata a concludersi mestamente.
In definitiva si può dire che il buonsenso, dopo mesi di pura follia e caos, ha avuto finalmente modo di prendersi una sostanziosa e decisa rivincita concretizzatasi in un matrimonio tanto improbabile quanto sensato: Belichick e Cam Newton per forza di cose diventano la nuova coppia più chiacchierata della NFL ma considerando le motivazioni d’entrambi credo che le uniche parole che entrambi vogliano sentire saranno quelle metafisiche pronunciate dal gridiron.

Post By Mattia Righetti (402 Posts)

Mattia, 24 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. @matiofubol sul social che cinguetta

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