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ATLANTA FALCONS

Arrivi più importanti: Hayden Hurst (TE), Todd Gurley (RB), Dante Fowler Jr. (DE), A.J Terrell (CB), Marlon Davidson (DT).

Uscite più importanti: Devonta Freeman (RB), De’Vondre Campbell (LB), Adrian Clayborn (DE), Austin Hooper (TE), Desmond Trufant (CB), Vic Beasley (DE).

Miglioramento? Non saprei dire in quanto nonostante il record finale puntualmente deludente rimangono una delle squadre più talentuose della lega.

Analisi: Offseason impegnativa, perlomeno a livello sentimentale, per i Falcons poiché il front office ha messo alla porta nomi estremamente importanti durante l’ultimo lustro: Trufant, Freeman, Beasley e Hooper hanno tutti avuto un ruolo chiave – infortunio di Trufant a parte – nel portarli a giocare i primi tre quarti di Super Bowl LI.
Passeranno mai di moda le battute sul loro clamoroso collasso? Non credo.
Atlanta ha compensato ogni dipartita affidandosi a veterani, in quanto a rimpiazzare Freeman hanno preso il forse finito Gurley, a sostituire lo strapagato Hooper il poco usato Hurst mentre prenderà il posto della meteora Beasley l’evanescente Fowler, altro giocatore difficilmente associabile al concetto di consistenza; a molti analisti non è piaciuta la decisione di spendere la prima scelta al draft per Terrell in quanto avrebbero preferito che Atlanta provasse a mettere in piedi una trade con chicchessia squadra per scalare il tabellone, entrare nella top ten ed assicurarsi un giocatore d’impatto immediato, ma a mio avviso l’ex Clemson ha tutte le carte in regola per alzare il livello della secondaria.
Come ogni anno le loro fortune passeranno dall’attacco, perennemente fiore all’occhiello di una squadra troppo talentuosa per continuare ad incappare in prime metà di stagione da una o due vittorie: la NFC South, purtroppo per loro, è diventata ancora più competitiva e gettare al vento partite per il gusto di farlo potrebbe costar loro la stagione già ad ottobre.

Voto: 7. Nulla di clamoroso quanto fatto dai Falcons e penso che vada bene così: la stima che nutro nei confronti di questo roster penso sia chiara, anche se è altrettanto lampante che Quinn e molti veterani non sopravviveranno un’altra stagione con un record negativo ed una mancata qualificazione ai playoff. Il livello medio della squadra è leggermente superiore a quello dello scorso anno e ciò, cari lettori, non coincide con un iniquo miglioramento al 7-9 con cui hanno terminato il deludente 2019, in quanto è da un paio di anni che il record dei Falcons non rappresenta minimamente il loro valore.
Starà a loro cambiare questo fatto.


CAROLINA PANTHERS

Arrivi più importanti: Teddy Bridgewater (QB), Robby Anderson (WR), Stephen Weatherly (DE), Russell Okung (T), Derrick Brown (DT), Yetur Gross-Matos (DE), Jeremy Chinn (S).

Uscite più importanti: Cam Newton (QB), Daryl Williams (T), Vernon Butler (DT), Mario Addison (DE), Dontari Poe (DT), Gerald McCoy (DT), James Bradberry (CB), Greg Van Roten (G), Bruce Irvin (DE), Greg Olsen (TE), Luke Kuechly (LB, ritiro).

Miglioramento? Sì e no, in quanto chiedere a dei rookie di rimpiazzare la produzione di così tanti veterani è ingiusto: dobbiamo vedere questa offseason come primo passo di un imponente rebuild.

Analisi: L’offseason più impegnativa in assoluto.
Dall’arrivo di Rhule è apparso chiara la volontà di front office ed allenatore di cimentarsi in una massiccia e spietata ristrutturazione iniziata con la totale epurazione dei veterani: oltre che a salutare a malincuore lo stupendo Kuechly Carolina ha messo alla porta i vari Newton, Williams, Olsen, Turner e Addison, tutte pedine fondamentali nella squadra che nel 2015 raggiunse il Super Bowl macinando quindici vittorie durante la regular season.
Fatico ancora a comprendere la scelta di mettere sotto contratto Teddy Bridgewater, in quanto dubito fortemente che i Panthers del 2020 gli forniscano una sincera e legittima opportunità di vincere e mostrare finalmente il proprio valore, ma rimango tuttora ammagliato dal loro sorprendente draft: Carolina, signori, ha speso ogni singola scelta disponibile al fine di rimpolpare la difesa, e ciò ha decisamente senso poiché nel 2019 tale loro reparto è stato senza ombra di dubbio il peggiore dell’intera NFL, sia nella prevenzione delle corse che del gioco aereo.
Brown era uno dei migliori prospetti disponibili e sotto la sua guida l’intera unità si prepara ad affrontare un processo di crescita del quale vedremo i primi frutti fra qualche anno: Roma ed una contender NFL non si costruiscono in un giorno.

Voto: 7+. È difficile giustificare la scelta di valutare positivamente una squadra reduce da una offseason così impegnativa e ricolma di addii, ma da un anno e mezzo è apparso chiaro a più riprese che Carolina avesse bisogno di premere il tasto reset e ripartire da capo: il 2020 potrebbe rivelarsi un anno lungo e doloroso, ma il futuro di questa squadra e franchigia è chiaramente promettente, anche se nutro serie perplessità riguardo la scelta di affidare le chiavi dell’attacco a Bridgewater.


NEW ORLEANS SAINTS

Arrivi più importanti: Jameis Winston (QB), Malcolm Jenkins (S), Emmanuel Sanders (WR), Cesar Ruiz (C), Zack Baun (LB).

Uscite più importanti: Vonn Bell (S), Teddy Bridgewater (QB), A.J. Klein (LB), Larry Warford (G), Eli Apple (CB).

Miglioramento? Pochi e mirati ma sì, New Orleans ha tappato gli ultimi buchi presenti in uno dei roster più di qualità della lega.

Analisi: Non avevano bisogno di chissà cosa in quanto un antidoto contro il braccino ai playoff non è sicuramente disponibile né in free agency né al draft: da un paio di stagioni a questa parte New Orleans è costantemente in possesso di uno dei roster più competitivi e profondi della lega e, per un motivo o per l’altro, ciò ha fruttato loro lo stesso numero di presenze al Super Bowl raccolte dai Miami Dolphins.
Aggiungere veterani come Jenkins e Sanders ci dice tutto quello di cui dobbiamo essere a conoscenza circa le loro aspirazioni e filosofia e, personalmente, credo che lanciarsi in un all-in a questo punto sia nel loro migliore interesse: devono capitalizzare gli ultimi anni di Drew Brees e di un roster senza una chiara debolezza, pertanto pensare al domani non ha assolutamente alcun senso.
Via draft sono arrivati due titolari pressoché sicuri come Ruiz e Baun che, analogamente a quanto detto per Sanders e Jenkins, migliorano indiscutibilmente il livello della posizione in questione rispetto a quello dello scorso anno; la mossa Winston l’ho trovata personalmente interessante, soprattutto perché credo che sotto il tutoraggio di Brees e Payton l’ex prima scelta assoluta possa finalmente raddrizzare la propria carriera e, nel momento in cui il numero 9 non ne potrà più di fermarsi ad un passo dal suo secondo Lombardi, prendere il controllo della truppa.

Voto: 8-. New Orleans sta flirtando con il Super Bowl da anni ed a questo punto il discorso si è fatto particolarmente semplice: Super Bowl or bust.
Le variabili da prendere in considerazione nel momento in cui si valuta una squadra o stagione in NFL sono molteplici e complesse, ma New Orleans è da tempo troppo talentuosa per non rappresentare stabilmente la NFC alla partita più importante dell’anno.


TAMPA BAY BUCCANEERS

Arrivi più importanti: Tom Brady (QB), Rob Gronkowski (TE), Joe Haeg (T), Tristan Wirfs (T), Antoine Winfield Jr. (S), Ke’Shawn Vaughn (RB), Tyler Johnson (WR).

Uscite più importanti: Jameis Winston (QB), Breshad Perriman (WR), Carl Nassib (DE), Beau Allen (DT).

Miglioramento? Secondo voi?

Analisi: Difficile commentare quanto fatto dai Buccaneers, in quanto occorrerebbe analizzare la loro offseason da diversi punti di vista.
Economicamente, iniziamo così, questi ultimi mesi sono stati un successone in quanto l’approdo del Messia Brady in Florida li ha resi improvvisamente la squadra più affascinante, interessante e “stranamente tifabile” della lega: l’arrivo di Gronkowski, quel genere di giocatore in grado di mettere d’accordo chiunque, ha elevato al cubo ogni aggettivo sopracitato.
Vi ho già esposto i miei sinceri dubbi su Tom Brady, dubbi legati principalmente all’età ed all’ultima difficile stagione in Massachusetts, ma credo che un genio offensivo come Arians sarà in grado di farlo rendere al meglio delle proprie possibilità: il supporting cast, quest’anno, non potrà essere usato da TB12 come alibi in caso di insuccesso poiché poter indirizzare la palla ad uno fra Evans, Godwin, Howard e Gronk è un sogno che per molti quarterback è realizzabile solo su Madden NFL.
Wirfs, giocatore di immenso talento ma potenzialmente non maturo come altri tackle disponibili al draft, dovrà riuscire ad esprimersi ad altissimi livelli sin dal primo snap, in quanto penso di avervi ripetuto già troppe volte l’importanza di proteggere nel miglior modo possibile un quarterback di 43 anni.

Voto: 9. I Tampa Bay Buccaneers saranno senza ombra di dubbio la squadra con più riflettori puntati addosso della prossima stagione e non potrebbe essere altrimenti: il cambio di squadra del più grande quarterback di ogni tempo, dopo vent’anni passati fedelmente in un’unica franchigia, non può che essere visto come la storyline dell’anno dalla quale attingere all’insorgenza del caratteristico blocco dello scrittore.
L’approdo di Brady alza immediatamente le aspettative e considerando che a concludere circa la metà delle sue stagioni fra i professionisti ci abbia pensato il fischio finale del Super Bowl, il mancato sollevamento del Lombardi potrebbe essere visto come un totale fallimento: ingiusto, ne sono al corrente, ma da grandi investimenti derivano grandi responsabilità.

Post By Mattia Righetti (365 Posts)

Mattia, 24 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman.

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2 thoughts on “Il pagellone dell’offseason NFL 2020: NFC South

  1. Complimenti per gli articoli! Come sempre scritti in maniera chiara e coinvolgente! Una domanda/proposta: hai per caso in programma la stesura di articoli che facciano una top 5 (sulla carta) dei vari reparti (backfield, receiving corp, secondaria ecc…)? Se non sbaglio l’avevi fatta qualche anno fa e mi ricordo che era stata una rubrica che avevo particolarmente apprezzato. Continua così!

    • Grazie Davide, veramente gentile!
      Molto probabilmente farò qualcosa, devo ancora decidermi su come impostarlo, se fare top five posizionali o top five un po’ più strambe come fatto qualche anno fa.
      Grazie ancora.

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