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Il sempre più convinto caldo, i quasi tre mesi di astinenza dallo sport giocato e l’imperituro affetto verso i miei affezionati lettori mi hanno spinto a passare qualche piacevole ora in compagnia di due delle cose che più amo di questa vita: football americano e numeri, numeri che in questo caso non sono da intendersi come figura retorica per “statistica”, ma numeri nel senso più puro del termine.
Sarete incuriositi dal titolo immagino – o almeno, lo spero – perciò permettetemi di spiegarvi quali siano le mie intenzioni e la metodologia; stimolato da un recente video rilasciato da NFL Films, canale che definire imprescindibile sarebbe un eufemismo, ho velocemente pensato a quali possano essere i numeri che più hanno avuto successo nella storia di questa lega: ma come si può stabilire tutto ciò?
Cosa vuol dire successo?
Per trovare risposte a questi interrogativi mi sono affidato all’Approximate Value ideato da Pro Football Reference – per forza di cose la Bibbia di chiunque voglia anche solo provare a scrivere di football – e siccome sbandierare la mia fasulla laurea in lingue con un’inutile traduzione può risultare più fastidioso del mio perenne bisogno di dilungarmi in convenevoli, per le spiegazioni vi rimando direttamente al loro sito.
Sostanzialmente, l’Approximate Value – al quale all’interno dell’articolo mi riferirò con la sigla “AP” – è un tentativo di misurare concretamente il contributo/successo di un giocatore apportato alle varie squadre nelle quali ha militato durante la sua carriera: per ordinare i vari “candidati” di questa classifica, mi baserò sulla sommatoria dei dieci migliori AP – che saranno ovviamente associati al giocatore capace di guadagnarsi tale valutazione –  per ogni singolo numero di maglia.
Un po’ più chiaro?
Lasciate che sia la pratica a farvi da guida.

Decima posizione – Numero 73

Approximate Value Totale: 1162

Rappresentanti: John Hannah (147) Jahri Evans (143), Ron Yary (128), Larry Allen (119), Marshal Yanda (113), Ralph Neely (111), Joe Thomas (107), Charlie Cowan (106), Bob Baumbower (96), Doug Dieken (92).

Rappresentante più popolare: Larry Allen.

Analisi: Numero decisamente da offensive lineman ergo numero in cui difficilmente vi imbatterete fuori da uno stadio o, totalmente a caso, nel centro storico della vostra città: nonostante il ruolo non sia il più sexy in assoluto, esporvi per la settecentesima volta l’importanza di una buona linea d’attacco non ha molto senso, pertanto mi limiterò a dire di essere contento di aver incluso il reparto più sottovalutato e mal celebrato in assoluto in questa fondamentale classifica.
Spoiler alert: John Hannah non sarà l’ultimo giocatore dei Patriots a poter vantare l’Approximate Value più alto fra i portatori di un certo numero.

Nona posizione – Numero 32

Approximate Value Totale: 1163

Rappresentanti: Marcus Allen (142), Edgerrin James (136), Franco Harris (133), Ricky Watters (125), Jim Brown (122), O.J. Simpson (116), Eric Weddle (110), Mike Curtis (98), Jack Pardee (98), Maurice Jones-Drew (83).

Rappresentante più popolare: Marcus Allen.

Analisi: Qui signori c’è la storia del gioco: il numero 32 ci mette davanti agli occhi l’Immaculate Reception, il running back più dominante di tutti i tempi – Jim Brown -, uno dei giocatori più sottovalutati di sempre che fra qualche mese diventerà finalmente Hall of Famer, una delle barbe più folte ed epiche di cui abbiamo memoria ed una carriera che se non fosse stato per l’orgoglio di Al Davis… è malcostume parlare negativamente dei morti? Meglio fermarsi.
E sì, c’è anche O.J. Simpson: ve l’ho detto, nel bene o nel male in questo numero troviamo veramente di tutto, anche colui che ha reso possibile alla famiglia Kardashian di dominare tutt’oggi molti palinsesti… e che grazie alle proprie terrificanti vicende mi ha fornito l’idea per la tesi di laurea.
Grazie?

Ottava posizione – Numero 74

Approximate Value Totale: 1167

Rappresentanti: Bruce Matthews (210), Merlin Olsen (160), Bob Lilly (147), Henry Jordan (114), Joe Staley (104), Ron Mix (102), Nick Mangold (90), Steve Wallace (85), Larry Hand (78), Paul Gruber (77).

Rappresentante più popolare: Bruce Matthews.

Analisi: Numero polivalente il 74, altro numero che per fortuna procura ulteriore – meritata – gloria ad alcuni offensive linemen: il 74, però, non riguarda solo le bodyguard dell’attacco, ma pure i loro diretti avversari, i defensive tackle.
Fra i più grandi portatori di questo numero troviamo infatti alcuni dei più grandi D-tackle degli anni ’60/’70, quei demoni da cui il mio amico Jerry Kramer ha dovuto proteggere il compianto Bart Starr per anni: guardargli le spalle da questi ragazzotti, però, gli è valso – troppo tardi – un posto nella Hall of Fame, per cui non tutto il male vien per nuocere.

Settima posizione – Numero 7

Approximate Value Totale: 1172

Rappresentanti: John Elway (203), Ben Roethlisberger (186), Boomer Esiason (136), Michael Vick (109), Joe Theismann (105), Ron Jaworski (102), Bert Jones (89), Ken O’Brien (86), Steve Beuerlein (80), Dan Pastorini (76).

Rappresentante più popolare: John Elway.

Analisi: Numero da quarterback, e non sarà l’ultimo.
Elway, Roethlisberger e Vick, in particolar modo, sono stati fra i più rivoluzionari interpreti del ruolo di ogni epoca ed il numero 7 dei Broncos rientra puntualmente nella conversazione dei migliori quarterback di sempre: oltre a ciò, il suo nome e di conseguenza numero sono senza ombra di dubbio il primo pensiero che fa capolino nella testa del 99% degli appassionati di football americano ogni qualvolta si menzionino loro i Denver Broncos.
Il numero 7 però è un numero ricco di controversie, in quanto porta alla mente pure le accuse per violenza sessuale di Ben Roethlisberger, i combattimenti fra cani di Michael Vick ed il pericoloso sobillatore delle masse Colin Kaepernick: senza ombra di dubbio fra tutte le offese appena citate la sua è la più grave.
Viva l’America.

Sesta posizione – Numero 21

Approximate Value Totale: 1203

Rappresentanti: LaDainian Tomlinson (157), Deion Sanders (141), John Hadl (139), Eric Allen (131), Tiki Barber (118), Cliff Branch (108), Eddie Meador (106), James Brooks (103), Frank Gore (100), Patrick Peterson (100).

Rappresentante più popolare: Deion Sanders.

Analisi: Ammetto di esserci rimasto leggermente male quando ho avuto modo di constatare il fatto che il maggior AP fra ogni numero 21 della storia della NFL lo abbia fatto registrare Tomlinson e non Sanders, anche se francamente guardando le statistiche di LT è facile farsi un’idea del perché.
Questo numero, come potete facilmente notare, è un numero indossato prevalentemente da running back o defensive back, ergo un numero da playmaker, un numero che suggerisce velocità ed agilità, o nel caso di Frank Gore consistenza: non tutti i numeri 21 possono fare scintille, no?

Quinta posizione – Numero 20

Approximate Value Totale: 1211

Rappresentanti: Ronde Barber (151), Barry Sanders (150), Brian Dawkins (140), Ed Reed (135), Mel Renfro (131), Lem Barney (121), Louis Wright (109), Gino Cappelletti (94), Bobby Bryant (91), Deron Cherry (89).

Rappresentante più popolare: Barry Sanders.

Analisi: Scendiamo di un numero, saliamo di una posizione: il 20, lettori miei, è un numero a cui sono particolarmente affezionato in quanto sfoggiato con fierezza da Ed Reed e posso garantirvi che il suo due-zero fosse in grado di instillare terrore nel cuore di ogni quarterback, anche del più qualificato e preparato.
Il più grande numero 20 di ogni epoca è senza ombra di dubbio Barry Sanders, il giocatore più elettrizzante ed esaltante che abbia mai calcato il gridiron: data la sua incredibile elusività ed agilità, non fatico ad immaginare che in più occasioni i difensori avversari, ubriacati dalle sue finte e storditi dai suoi tagli, lo abbiano scambiato con un 26 o 28.
Come nel caso del 21, numero da running back o defensive back.

Quarta posizione – Numero 80

Approximate Value Totale: 1331

Rappresentanti: Jerry Rice (250), Steve Largent (140), James Lofton (138), Cris Carter (134), Isaac Bruce (128), Rod Smith (126), Andre Johnson (120), Irving Fryar (104), Donald Driver (96), Henry Ellard (95).

Rappresentante più popolare: Jerry Rice.

Analisi: Sei un giovane di buone speranze e vuoi cimentarti nell’arte del ricevere il pallone? Scegliere il numero 80 non è sicuramente una brutta idea, anche se ti avverto, dovrai stare attento a non disonorarlo in quanto queste due cifre sono legate indissolubilmente al più grande wide receiver di ogni epoca, Jerry Rice, l’egoista detentore di ogni record immaginabile nel ruolo: l’80 però trascende il GOAT, in quanto è pure il numero della più grande rivincita bianca ad aver mai fatto del ricevere l’ovale la propria professione, Steve Largent, del pioniere della ricezione ad una mano, Cris Carter, di alcuni fra i più produttivi WR di ogni epoca, Lofton, Bruce e Johnson nonché del giocatore meno rispettato di sempre, Rod Smith.
Se sommiamo le yards ricevute da questi dieci giocatori credo arriveremmo senza troppi affanni alle sei cifre, pertanto non dobbiamo stupirci dell’ottimo posizionamento di questo numero.

Terza posizione – Numero 55

Approximate Value Totale: 1336

Rappresentanti: Derrick Brooks (191), Junior Seau (187), Terrell Suggs (151), Chris Hanburger (127), Lance Briggs (124), Lee Roy Jordan (122), Joey Porter (115), Wayne Walker (112), Willie McGinest (104), Maxie Baughan (103).

Rappresentante più popolare: Derrick Brooks.

Analisi: Apriamo il podio con un numero che lascia poco spazio all’immaginazione: il 55 è un numero puramente da linebacker, un numero che ci permette di inserire nello stesso discorso due delle più grandi macchine da tackle dell’era Super Bowl – Brooks ed il compianto Seau – e terrificanti pass rusher del calibro di Suggs e Porter.
Il valore di questo numero è indubbiamente inflazionato dalla grandezza dei primi tre giocatori e dei loro 30 Pro Bowl cumulativi, ma come potete evincere dal fatto che ognuno dei dieci signori sopracitati possa vantare un AP a tre cifre a rendere grande il 55 ci pensa proprio la profondità: mi piace il fatto che un numero da difensori sia stato il primo ad accomodarsi sul podio.
Saliamo di un gradino.

Seconda posizione – Numero 78

Approximate Value Totale: 1354

Rappresentanti: Bruce Smith (223), Anthony Muñoz (174), Mike Kenn (138), Bobby Bell (131), Jackie Slater (129), Art Shell (121), Richmond Webb (120), Bruce Armstrong (111), Tarik Glenn (105), Walt Sweeney (102).

Rappresentante più popolare: Bruce Smith.

Analisi: Piazzamento d’onore riservato ad un numero assolutamente ibrido, in quanto i primi due AP provengono da due giocatori che hanno avuto modo di darsi battaglia in campo per anni, Bruce Smith ed Anthony Muñoz.
Entrambi i signori appena menzionati trovano posto senza alcun problema nel Mount Rushmore della loro posizione, ma il 78 ha molto di più da offrirci: questo numero è stato indossato da uno dei più grandi Falcon di sempre, Mike Kenn, da un linebacker anomalo per i propri tempi – e non solo -, Bobby Bell, da quel Jackie Slater padre del più grande special teamer di sempre, Matthew, e dall’icona Raiders Art Shell.
Il numero 78 ci ha dato veramente tanto, ma è ora di fare l’ultimo salto e vedere chi si porta a casa la palma di “miglior numero della storia NFL”.

Prima posizione – Numero 12

Approximate Value Totale: 1457.

Rappresentanti: Tom Brady (280), Aaron Rodgers (184), Bob Griese (139), Terry Bradshaw (137), Jim Kelly (132), John Brodie (129), Roger Staubach (128), Joe Namath (115), Ken Stabler (107), Joe Ferguson (106).

Rappresentante più popolare: Tom Brady.

Analisi: Perché deve esserci sempre Tom Brady di mezzo?
Perché non si può parlare di football americano senza tirare in mezzo quel maledetto Brady?
Molto semplicemente perché TB12 è il giocatore più titolato di ogni tempo e ciò è riscontrabile pure nel suo AP, il più alto fra tutti i professionisti che abbiano mai giocato in questa lega: mica male.
Ad aiutare il 12 nella sua impresa ci hanno sicuramente pensato i vari Aaron Rodgers, Bob Griese, Terry Bradshaw, Jim Kelly, Roger Staubach, Joe Namath e Ken Stabler, un plotone di quarterback che può vantarsi del fatto di aver vinto quasi la metà dei Super Bowl giocati fino ad oggi: mica male parte seconda.
Il numero 12, cari lettori, è un numero da quarterback e la schiacciante vittoria di questo ambitissimo trofeo non può che testimoniarci per l’ennesima volta l’importanza della posizione in questa disciplina.
Chissà perché prima di cimentarmi in questa avventura avevo il sentore che mi sarei trovato costretto a cantare il successo riscosso da queste due cifre: bambini, se volete avere successo nella vita provate a diventare quarterback indossando il 12.
Se poi volete comprarvi una maglietta del vostro paladino, fate in modo che non sia Brady ché di sue maglie in giro se ne vedono già troppe.
E non dimentichiamoci che è pure il numero degli scalmanati tifosi dei Seahawks, nonché di Paxton Lynch ai Broncos.

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2020, and still here. #LFG

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Bonus: il “peggior” numero in assoluto – Numero 2

Approximate Value Totale: 530

Rappresentanti: Matt Ryan (179), Aaron Brooks (72), David Akers (43), Steve Christie (39), Mason Crosby (37), Rob Bironas (34), Dustin Colquitt (34), Tim Couch (32), Todd Peterson (32), Mike Horan (28).

Rappresentante più popolare: Matt Ryan.

Analisi: Che sorpresa, chi se lo sarebbe mai aspettato che il mio giorno di nascita – e pure del mese dell’anno, in quanto nato “il due del due” – nonché il mio numero preferito fosse il numero peggio rappresentato di tutti i tempi? Matt Ryan a parte, dimenticato MVP, la seconda cifra dell’alfabeto numerico la si trova perlopiù sulle spalle di kicker o punter, non certamente i ruoli più determinanti ed esaltanti della disciplina: se vedete qualcuno sfoggiare con non curante fierezza una maglia di David Akers o Mason Crosby, porgetegli i miei più sinceri ed affettuosi complimenti.
Potevo facilmente risparmiarmi questo finale amaro, ma non ho resistito, volevo condividere con voi la sfortuna intrinseca alla mia esistenza: piangetemi.

 

Post By Mattia Righetti (366 Posts)

Mattia, 24 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman.

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One thought on “I migliori dieci numeri di maglia nella storia NFL

  1. E io che pensavo che vedere il 3 di Russ là sopra me lo faceva ritrovare in classifica. Così tanto pe ave una gioia nell attesa

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