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HOUSTON TEXANS

Round 2, pick 8 (40) from Cardinals: Ross Blacklock, DT, TCU
Con la prima scelta, Houston rinforza la linea difensiva. Mossa obbligata visti i pessimi risultati con Watt fuori dal campo, e visto che ogni anno Watt passa un po’ di tempo fuori dal campo… in più avendo lasciato andare DJ Reader, con Blacklock Houston guadagna un nose tackle molto versatile che piace molto al nuovo coordinatore Weaver

Round 3, pick 26 (90): Jonathan Greenard, EDGE, Florida
Ottima scelta. Anche qui Bill O’Brien lavora sulla propria difesa e sulla necessità di aumentare la pressione ai quarterback avversari. Sembra quasi che abbia un piano… Greenard ha sicuramente fatto bene lo scorso anno con 9,5 sacks e più di 20 tackle for loss e può diventare un giocatore di assoluto valore capace di prendersi il posto da titolare da subito. Una ottima scelta considerando che arriva dopo altre 89.

Round 4, pick 20 (126) from Rams: Charlie Heck, OT, North Carolina
Houston si muove per salire l’ordine di scelta e arrivare esplicitamente a Heck. Gli uomini di linea TOP sono già tutti andati, ma Heck ha dimostrato il suo valore giocando sai a destra che a sinistra. Nell’ultima stagione non ha concesso sack, ma l’impressione e che sia fisicamente un po’ sotto media in un ruolo dove il fisico conta tantissimo e il passaggio tra i pro può essergli fatale. Valeva la pena fare una trade? Soprattutto in un reparto che schiera Tunsil e Tytus Howard, preso al primo giro solo lo scorso anno.

Round 4, pick 36 (141) from Dolphins/compensatory pick: John Reid, CB Penn State
Forse la migliore scelta del draft di Houston. Reid è un ottimo copritore, molto atletico che sa anche giocare sulla palla quando serve. Al nuovo coordinatore farà davvero comodo aggiungere profondità al reparto che in un gioco sempre più dedicato alla movimentazione aerea della palla sta diventando cruciale. Aspettiamoci un anno di rodaggio, ma aspettiamoci Reid. Perchè è sceso così in basso? Infortuni. Lo condizioneranno? Il draft pensa di sì, Houston pensa di no.

Round 5, pick 26 (171): Isaiah Coulter, WR, Rhode Island
Con un draft così tanto profondo come raramente si è visto, e sopratutto profondissimo di WR la scelta 171 permette di annettere un giocatore dalla grandissima velocità che schierato sul lato opposto a Cooks può dare a Watson una ottima opzione. Certo, per vedere il campo dovrà sgomitare davvero un po’ visto la grande concorrenza in reparto.

Voto Finale: 7. Houston è intervenuta lì dove doveva senza strafare e di conseguenza senza spendere troppo, non avere nessuna chiamata al primo giro può sempre essere difficile. Le aggiunte al gruppo sono buone, vedremo cosa fare Bill O’Brien, visto che noi dei suoi piani non abbiamo capito molto…

INDIANAPOLIS COLTS

Round 2, pick 2 (34) from Redskins: Michael Pittman Jr., WR, USC
Ricevitore di assoluto valore, come molti in questo draft. Indianapolis con la prima scelta, non avendo niente da fare al primo round, punta sul reparto che più ha sofferto nella scorsa stagione dando a Rivers un’arma utile da subito da affiancare a TY Hilton. La scelta è buona sopratutto viste le sue dimensioni che completa molto bene il reparto e si presenta come un’arma per i lanci dalla red zone. Se i compagni rimangono sani e su di lui non cala troppa pressione, sarà molto divertente vederlo giocare.

Round 2, pick 9 (41) from Browns: Jonathan Taylor, RB, Wisconsin
Mossa aggressiva di Indianapolis che sale di posizione per assicurarsi questo RB davvero esplosivo. La dirigenza Colts ha l’obiettivo chiaro: potenziare l’attacco e dare a Rivers quante più armi possibile. Taylor dovrà lavorare sulle mani visto che i fumble hanno macchiato le tantissime yard corse. Dietro una delle migliori line della lega il prospetto entrerà facilmente nelle rotazioni dano la possibilità a Mack di risposare un pochino, e farlo così esplodere quando più sarà necessario. Ottima scelta.

Round 3, pick 21 No. 85 from Lions: Julian Blackmon, S, Utah
Dopo aver puntellato l’attacco è il momento della difesa. Arriva la safety Blackmoon. Nato CB nel passaggio a safety migliora tantissimo diventando una delle migliori safety del college. La sua selezione è anche necessaria in ottica delle scadenze dei compagni di reparto, evitando così di dover rinnovare con contratti troppo alti. Trovarlo alla pick 85 non è strano però perché il suo ginocchio ha fatto crack, e lo ha fatto senza contatto, un infortunio che fa storcere il naso alla NFL ed ecco spiegato perché è sceso così. Una scommessa per Indy.

Round 4, pick 16 (122): Jacob Eason, QB, Washington
Mossa top. Eason era finito anche tra le prime 32 in alcuni mock draft e a Indianapolis avrò occasione di fare panchina e osservare Rivers, imaparando da lui ed essere così il qb del futuro. Braccio forte, talento certo. Da sgrezzare e da conquistare continuità. Ma sopratutto un carattere da limare, motivo della sua caduta fino al quarto giro. Il rischio vale la candela e Indianapolis sembra anche per Eason la soluzione migliore.

Round 5, pick 3 (149) from Lions: Danny Pinter, G, Ball State
Indianapolis drafta il proprio centro di riserva. Come detto prima i Colts vantano una ottima linea offensiva e questo ragazzo avrà poco spazio. Nel passaggio alla NFL verrà spostato a ruolo di guardia/centro rispetto alla posizione di tackle tenuta al college. Il cambio di posizione è spesso un punto a favore dei giocatori che guadagnano in versatilità, ma il suo compito sarà quello di guardare (e imparare), almeno per il primo anno.

Round 6, pick 14 (193): Rob Windsor, DT, Penn State
Un’altra chiamata per rinforzare la linea, questa volta però quella difensiva. I piani dei Colts di avere le migliori linee su entrambi i lati della palla sono chiari e la offseason ha portato grandi nomi. Questa scelta serve per dare profondità a un reparto che la dirigenza ritiene fondamentale. D’altronde le scelte basse al draft servono proprio a questo, rimpolpare la panchina con giocatori che hanno qualcosa, ma ancora tutto da dimostrare e la gavetta che li attende assomiglia un po’ al servizio militare.

Round 6, pick 32 (211) from Jets: Isaiah Rodgers, DB, Massachusetts
Scelta classicissima da fine sesto giro. Un cornerback che colpito qualcuno, ma con tutto da dimostrare. In questo reparto Indianapolis è ben coperta e la scommessa è totalmente priva di rischi. Avrà incuriosito il fatto che ha seguito il training del cugino Rodgers-Cromartie?

Round 6, pick 33 (212) from New England/compensatory pick: Dezmon Patmon, WR, Washington State
Quesa pick sembra il fratello sfigato di Pittman scelto con la prima chiamata. A cominciare dal nome! I due giocatori sono similissimi e denota la voglia dei Colts di dare a Rivers ricevitori fisici da end zone, Patmon però deve mettere in mostra tutto quello che Pittman ha già messo in mostra. Gli anni di college infatti sono viaggiati nell’anonimato. Sarà il fisico sufficiente? Uhm… sicuramente deve lavorare sulle ball skills.

Round 6, pick 34 (213) from New England/compensatory pick: Jordan Glasgow, LB, Michigan
Questa scelta è il risultato di un draft con troppe scelte… Un linebacker troppo piccolo per fare il linebacker con qualce chances in più da safety. La usa dote però non è de escludere. Viene descritto come una specie di bulldog, un tipico giocatore troppo piccolo per fare sul serio ma con una cazzimma da far paura.. Lo pecial team lo aspetta, dove può esplodere tutta la sua carica!

Voto Finale: 7,5 ma che può essere di più. Tutto dipende da Eason e da come crescerà. Il draft di Indianapolis è solido, sopratutto se incastrato con le mosse della offseason. La dirigenza si è mossa bene e se Eason tra uno o due anni sarà pronto questo del 2020 potrebbe essere un draft da ricordarsi. Una menzione per le ultime scelte che non coprono punti di necessità, ma sono scelte con tutto da dimostrare ma tutte con un non-so-che di intrigante. Staremo a vedere.

TENNESSEE TITANS

Round 1, pick 29 (29): Isaiah Wilson, OT, Georgia
Scelta perfetta! I Titans con un gioco di corse micidiale, posso diventarlo ancora di più. Wilson potrebbe partire da subito vista l’esperienza nella SEC contro difensori di tutto rispetto e potrebbe da subito essere un fattore viste le dimensioni unite a un’agilità sorprendente per quelle dimensioni. In più è un giocatore fisico, inserito in una squadra il cui coach non ha mai fatto mistero di voler puntare su un gioco molto fisico. La stessa scelta in un altra squadra forse non mi avrebbe esaltato così tanto. Inoltre gli analisti sottolineano come gli schemi di gioco di Georgia siano molto simili a quelli dei Titans e il ragazzo non dovrebbe impiegare molto ad adattarsi. Dennis Kelly, proiettato a sostituire il partito Conklin, non può dormire sonni tranquilli.

Round 2, pick 29 (61): Kristian Fulton, CB, LSU
Giocatore tosto. Uno dei migliori del draft in quanto a velocità e copertura dell’uomo. Ha qualche mancanza nei tackle, ma Tennessee potrebbe pensare di farlo partire, soprattutto se Ryan se dovesse cambiare squadra. Sicuramente i Titans aggiungono un altro giocatore molto aggressivo e dal gioco fisico, come piace al coach. L’impronta di Vrabel su questo draft si fa sentire.

Round 3, pick 29 (939): Darrynton Evans, RB, Appalachian State
Altra scelta sull’onda del gioco fisico, un po’ controcorrente. Spieghiamo meglio. Evans è un running back ottimo ad allargare il campo e correre quegli schemi a zona tipici delle corse in end zone. E un giocatore diverso da Henry e per questo perfetto perché obbliga le difese avversarie a giocare largo e stretto in base allo schieramento senza dare opportunità di prendere la mano su Henry che perderà sensibilmente portate, ma questo è un bene, perché si può riposare.. una scelta perfetta in ottica squadra.

Round 5, pick 29 (174): Larrell Murchison, DT, North Carolina State
Iniziano le scelte per rimpolpare la panchina. In questo caso Tennessee si assicura un buon difensore sulle corse che potrebbe da subito entrare nelle rotazioni e dar respiro ai titolari. Anche in questo caso gli analisti sottolineano la prestanza fisica e il potenziale di crescita. Ancora una volta una scelta di senso.

Round 7, pick 10 (224): Cole McDonald, QB, Hawaii
Al settimo giro più che scelta si tratta di esperimenti, in questo caso Tennessee vuole cercare un backup di rilievo per Tannehill. Non sarà McDonald, ma il coaching staff vuole vederci chiaro. Difficilmente il prodotto di Hawaii entrerà nel roster finale ma a Tennessee interessa prendersi del tempo per decidere e valutare fino in fondo quanto le sue statistiche siano “truccate” da un sistema di gioco totalmente volante o se invece sotto sotto si nasconde qualcosa.

Round 7, pick 29 (243): Chris Jackson, DB, Marshall
Questa scelta non ha molto senso visto quando la difesa sia già puntellata nelle posizioni di safeties. Gli analisti si aspettano che se Jackson dovesse entrare nel roster, vedrebbe il campo quasi esclusivamente negli special team. Una vita da mediano.

Voto finale: 7,5. Un draft solido, coerente e con le idee chiare anche per noi profani che conosciamo il football infinitamente meno di coach e GM. Attenzione a Tennessee che ha una stagione di fronte con molta pressione addosso dopo il davvero ottimo risultato della scorsa stagione, ma che può incidere soprattutto con un gioco di corse letale.

JACKSONVILLE JAGUARS

Round 1, pick 9 (9): C.J. Henderson, CB, Florida
La secondaria era per Jacksonville la necessità numero uno. Dopo le partenza di Jalen Ramsey e di AJ Bouye era quasi scontata questa scelta. L’interesse per Henderson era molto alto, al punto da rinunciare a una trade con Atlanta che ha provato a muoversi per arrivare proprio a lui. I Jags si portano a casa quello che molti hanno definito il miglior cornerback di questa classe, e se questa affermazioni è discutibile, è difficilmente discutibile che invece sia il migliore sulle coperture a uomo.

Round 1, pick 20 (20) from Rams: K’Lavon Chaisson, LB, LSU
Giocatore esplosivo e versatile va a coprire il secondo grande bisogno di Jacksonville, quella della linea difensiva. Chaisson può infatti giocare sia in schemi 3-4 che nel 4-3 dando diverse opzioni al proprio coaching staff. Indipendentemente dalla situazione di Ngakoue, Chaisson troverà spazio da subito, in una difesa che si candida a tornare la Sacksonville di poco tempo fa.

Round 2, pick 10 (42): Laviska Shenault Jr., WR, Colorado
Dopo aver giocato in difesa, Jacksonville passa all’attacco selezionando un ricevitore da dare a Minshew. Anche qui mossa obbligata perché le strette del salary cap fremono e i ricevitori in scadenza il prossimo anno sono tantissimi! Questa mossa infatti guarda al futuro perché se è vero che nell’immediato un giocatore di queste dimensioni offre un ricevitore che Jacksonville non ha avuto, ma è altrettanto vero che proprio per questo motivo i Jags hanno sviluppato un gioco molto preciso, che richiede di correre traiettorie molto precise ai suoi ricevitori. E sulla precisione Shenault ha da lavorare. Aspettiamoci di vederlo in situazioni cariche di ricevitore, e magari pure in endzone, ma è fuori di dubbio che deve un pochino farsi le ossa.

Round 3, pick 10 (73): Davon Hamilton, DT, Ohio State
Anche questa è una mossa che guarda al futuro, anche se immediato in un certo senso, perché lo scorso anno la difesa sulle corse è stata una delle peggiori della lega. Non dovrà caricarsi di pressione nell’immediato, ma sicuramente si farà le ossa e sarà pronto per il prossimo anno. Jacksonville dimostra di avere pazienza e di avere un piano sul lungo periodo, dando sempre un occhio al salary cap, con l’impressione di saper gestire situazioni al limite senza farsi sovrastare.

Round 4, pick 10 (116): Ben Bartch, OT, St. John’s (Minn.)
Scelta oculata per rinforzare la profondità della linea offensiva. Bartch ha iniziato come TE, passando poi a tackle. Jacksonville lo ha selezionato per metterlo alla prova un po’ come tackle e un po’ come guardia e nell’immediato sarà un backup d assoluto valore con la possibilità di subentrare il prossimo anno.

Round 4, pick 31 (137) from Broncos: Josiah Scott, CB, Michigan State
Scott ha impressionato per la velocità messa in mostra e ancora una volta Jacksonville guarda al salary cap dell’immediato futuro assicurando il possibile rimpiazzo per DJ Hayden in scadenza nel 2021. Scott può quindi lavorare sui punti deboli per presentarsi pronto al 2021, ma nel frattempo la sua velocità saranno moooolto utili nello special team. Questa chiamata alla fine del 4 giro, è davvero una buona chiamata.

Round 4, pick 34 (140) from Bears/compensatory pick: Shaquille Quarterman, LB, Miami (Fla.)
Buona chiamata anche questa per riempire da subito la profondità nel ruolo. Quartermann può aiutare, ma difficilmente giocherà tanti snap, può dire il suo come solida riserva.

Round 5, pick 12 (157) from Ravens: Daniel Thomas, S, Auburn
Questa chiamata sembra quasi andare proprio a favore degli special team che lo scorso anno non sono andati benissimo.. Thomas può da subito calcare il campo in punt e kickoff e allo stesso tempo essere una buona alternativa in caso di infortunio per i titolari tra le safeties. Jacksonville ha capito che da qui in giù e il caso di rinforzare le seconde e terze linee che seppure lontane dal campo, quando chiamate a entrare devo essere all’altezza.

Round 5, pick 20 (165) from Rams: Collin Johnson, WR, Texas
Il ricevitore più alto e pesante a roster. Questa chiamata anche è in prospettiva 2021 essendo il terzo ricevitore con un contratto che superi il 2020. Jacksonville chiama intelligentemente per non essere nei guai il prossimo anno.

Round 6, pick 10 (189): Jake Luton, QB, Oregon State
Iniziano a farsi sentire gli effetti di avere tante chiamate. Luton è un migrante. Ha girato diversi programmi in tutto il paese è ha subito un brutto infortunio spinale. Qui più che di progetto si parla di azzardo, però se hai 12 scelte… un po’ di azzardo te lo puoi giocare, il rischio vale la candela. Luton lotterà per guadagnarsi il posto in squadra, noi facciamo il tifo per lui perché ci piacciono le comeback stories..

Round 6, pick 27 (206) from Seahawks: Tyler Davis, TE, Georgia Tech
Per dirla con un francesismo, Jacksonville si apra il culo. I TE a roster, molti, hanno tutti storie di infortuni alle spalle. E per pararsi il culo, la free agency era troppo esosa, meglio una delle mille pick a disposizione.

Round 7, Pick 9 (223): Chris Claybrooks, CB, Memphis
Avendo mille scelte… perché non provare anche a guardare da vicino uno che al college ritornava kickoff? Mai dire mai

Voto finale 8+: il miglior draft della division. Complice anche l’abbondanza di scelte Jacksonville ha tappato i buchi necessari, rimpolpato la panchina con solidi special teamer e buttato nella mischia esperimenti. Il tutto con un sguardo al prossimo anno dove la free agency e il salary cap rischiano di essere difficili da gestire. I Jags devono sistemare parecchie cose dalla passata stagione, ma al draft, il processo sembra partito bene.

Post By Michele Comba (97 Posts)

Si avvicina agli sport americani grazie a un amico che nel periodo di Jordan e dei Bulls tifa invece per gli Charlotte Hornets. Gli Hornets si trasferiscono in Louisiana ed è amore a prima vista con la città di New Orleans e tutto quello che la circonda, Saints compresi, per i quali matura una venerazione a partire dal 2007 grazie soprattutto ai nomi di Brees e Bush. Da allora appartiene con orgoglio alla "Who Dat Nation".

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One thought on “NFL Draft Grades 2020 – AFC South

  1. Ti e’ scappato un “apra” invece che un “para”… direi che è un lapsus di quelli importanti 😂😉

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