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Come avrete notato dall’assiduità di pubblicazione, in questi ultimi giorni non ho molte cose da fare: l’imminente Pasqua ha fermato, apparentemente, il flusso delle lezioni online e siccome Madden NFL 20 non è assolutamente un bel gioco il mio power ranking di attività ha subito un radicale cambiamento et voilà, articoli come se il mio sostentamento dipendesse da loro.
Scherzi a parte, portare a termine questo episodio non sarà particolarmente facile in quanto nell’ultima settimana non è successo molto: come potrebbe essere altrimenti?
Oltre che a trovarci in un periodo già di per sé tranquillo, la crisi causata dal Covid-19 ha reso impossibili gli spostamenti e considerando che mettere sotto contratto un giocatore via Zoom non è propriamente facile, soprattutto per le difficoltà implicite nel portare a termine una visita medica approfondita, di movimenti da raccontarvi avvenuti negli ultimi sette giorni ne ho veramente pochi.

1) Un ritorno inatteso

Durante i suoi primi anni in NFL Aldon Smith sembrava potersi trasformare in un talento generazionale in grado di essere paragonato senza alcun problema a gente come Lawrence Taylor, Bruce Smith o Reggie White: nelle prime trentadue partite l’allora 49ers mise a segno 33.5 sacks, poi il patatrac personale, in quanto il numero di sack è stato agilmente superato da quello di arresti e sospensioni.
Nonostante le mille opportunità concessegli dai ‘Niners, il front office dei californiani fu costretto a tagliarlo e dopo una breve ed altrettanto problematica avventura con i Raiders nel 2015, a seguito di ulteriori sospensioni e problemi legali, fu rilasciato nel 2018, a più di due anni di distanza dall’ultimo snap: in una mossa tanto disperata quanto potenzialmente geniale – a patto che sia cambiato – i Dallas Cowboys hanno deciso di dare all’ex fenomeno quella che con ogni probabilità sarà la sua vera ultima possibilità di avere una carriera in NFL.
Attendendo il via libera dal commissioner per il reintegro, sarà interessante vedere in primo luogo se Smith riuscirà a completare una stagione senza commettere l’ennesima stupidata e poi se sarà ancora in grado di portare pressione al quarterback avversario con la consistenza tipica di un sicuro Hall of Famer.

2) Squadra che vince…

Non si cambia, e ciò è chiaro pure ai Chiefs: nonostante un rendimento mai in grado di giustificarne il contrattone, Sammy Watkins è una pedina fondamentale all’interno della scacchiera di Andy Reid, anche se non certamente un pezzo da 21 milioni di dollari nel 2020.
Al fine di confermare quanti più giocatori possibili per alzare al cielo ancora una volta il Lombardi, front office e giocatore si sono venuti incontro trovando l’intesa per un restauro contrattuale che, in caso di soddisfacimento di alcuni incentivi, potrebbe portarlo a guadagnare 16 milioni di dollari.
L’importanza di Watkins può tranquillamente essere messa in dubbio, ma guardando le stats fatte registrare nelle tre partite ai playoff – 14 ricezioni per 288 yards ed un touchdown – possiamo capire che quando ispirato l’ex Bills abbia molto da offrire a questa squadra.

3) Draft virtuale

Il Covid-19 ci ha costretto, senza troppo preavviso, a cambiare radicalmente le nostre abitudini e stile di vita: questi cambiamenti, nonostante i miliardi di fatturato, riguarderanno anche la NFL e, nello specifico, il draft.
L’impossibilità di radunare un insieme di persone nello stesso luogo ha costretto la lega a notificare le 32 squadre che quest’anno il draft si terrà “virtualmente”: la war room in quest’occasione altro non sarà che una conference call su Zoom – o chi per lui – fra i vari membri dei front office che, a loro volta, comunicheranno le loro scelte via etere a chi di dovere.
Malgrado qualche preoccupazione circa la sicurezza di tale procedura, la strada virtuale è l’unica realizzabile e sarà interessante assistere ad un evento così peculiare.

4) Pass interference

Per la sorpresa di nessuno, le chiamate di pass interference non saranno più contestabili: replay o no, abbiamo avuto modo di notare che in situazioni del genere difficilmente gli arbitri cambiano la propria chiamata iniziale, pertanto ritengo sensato eliminare la possibilità di uscire dalla partita ancora più frustrati e confusi di prima.
Come potete vedere qui sotto, questa regola era inutile.

5) Brown ai Ravens? Meglio di no

Una foto post-allenamento di Lamar Jackson insieme ad Antonio e Marquise Brown ha dato il via ad ogni possibile speculazione sull’approdo di AB ai Ravens: credo vivamente che se in campo e concentrato Antonio Brown possa ancora essere considerato uno dei migliori ricevitori della lega, ma i due se appena menzionati non possono essere trascurati, in quanto dopo un anno e mezzo di pazzia fidarsi ancora dell’ex Steelers è impossibile, così come credere che la lega non sia pronta a punirlo con una sonora squalifica pochi istanti dopo aver firmato per qualsivoglia squadra.
Alla luce di ciò il vispo e saggio DeCosta ha precocemente zittito ogni possibile voce rifiutandosi rumorosamente di rispondere a domande su Mr. Big Chest: mossa azzeccata.

6) Provaci ancora Dez

Analogamente a Brown, pure Dez Bryant sta facendo il possibile per rianimare la propria carriera NFL: a differenza di Brown, però, Bryant ha optato per una strategia diametralmente diversa basata su serietà, silenzio e lavoro, tanto lavoro.
Al posto di schizofrenici cinguettii, l’ex ricevitore dei Cowboys sta quotidianamente postando video di allenamenti che seppur da prendere con le pinze ci mettono davanti ad un giocatore incredibilmente motivato che sta chiedendo disperatamente un’altra possibilità: a ridosso del training camp – Covid-19 permettendo – se fossi un GM tale rischio me lo prenderei più che volentieri, in quanto a mio avviso nel contesto giusto Bryant potrà tirare su qualche X in end zone.

7) Povertà di contenuti parte prima

Le maglie di Tampa Bay – soprattutto il font dei numeri – erano oggettivamente inguardabili e, visto il nuovo quarterback under center, apportare qualche miglioria era d’obbligo se si tiene in considerazione la diffusione che stanno per avere: simili a quelle indossate dal 1997 al 2007, le nuove divise dei Buccaneers incarnano alla perfezione lo spirito del less is more risultando a mio avviso infinitamente più gradevoli – e meno pacchiane – delle precedenti.

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8) Povertà di contenuti parte seconda

Pure gli Atlanta Falcons hanno optato per un cambio di stile e, personalmente, non sono particolarmente entusiasta del loro nuovo swag: mi – falso – pagano per scrivere di football, non di moda quindi non dilungherò ulteriormente il mio parere estetico.
Signori, cosa posso farci, quest’anno va così!

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Atlanta, this is for you.

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9) A.J. Green is back

Zac Taylor ha recentemente detto che A.J. Green, il miglior ricevitore del quale con ogni probabilità ci siamo tutti dimenticati, è finalmente sano: «Tutto è positivo per quanto riguarda A.J., sta lavorando duro ed è pienamente in salute. È stato ad Atlanta. Per quanto concerne la salute, tutto positivo.»
Resta da capire se il sette volte Pro Bowler sia effettivamente contento di prolungare la propria convivenza con i Bengals, in quanto un Green con il mal di pancia non aiuterebbe sicuramente la maturazione Joe Burrow: un Green motivato e sereno, invece, darebbe al giovane quarterback un go-to-guy di primissimo livello con il quale dare vita ad un asse che per almeno il prossimo lustro potrebbe terrorizzare la NFL intera.

10) Nuggets!

Piccoli ma interessanti movimenti dei campioni Chiefs: KC ha messo sotto contratto DeAndre Washington e Ricky Seals-Jones, giocatori che chiaramente dovranno guadagnarsi il proprio posto nel roster ma che, nell’esplosivo reparto offensivo di Kansas City, potrebbero trovare il modo di rendersi utili. Dopo che la firma con Eli Apple è saltata “a causa del Coronavirus”, i Las Vegas Raiders hanno trovato in Damarious Randall il sostituto ideale: l’ex scelta al primo round è reduce da un ultimo anno difficile a Cleveland nel quale, tra le altre cose, è stato esiliato in panchina verso fine stagione. A proposito di scelte al primo round che deludono: il mai franchise quarterback ma sempre e comunque occupato Blaine Gabbert sarà il backup quarterback di Tom Brady a Tampa Bay: nonostante il suo nome sarà sempre associato al poco pregevole aggettivo “bust”, Gabbert è uno dei backup più affidabili ed esperti che possiate trovare.

Post By Mattia Righetti (471 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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6 thoughts on “Eligibles, quarta settimana: affari, storie e curiosità dalla free agency 2020 NFL

  1. Piuttosto strana la ristrutturazione di Watkins con no trade clause.. Sicuramente è stato fondamentale nella cavalcata playoff dell’anno scorso ma con già un top TE, T.Hill, D.Robinson ( rifirmato pure lui), Hardman in rampa di lancio,un buon mestierante come Pringle, i pochissimi soldi a disposizione in cap, forse era il caso di spendere quei soldi in difesa, magari in secondaria dove qualcuno è partito..

  2. Mattia, grazie davvero per la continua prolificità nel pubblicare i tuoi articoli: è un piacere che nel suo piccolo ci permette di svagarci per qualche minuto. E non è poco in questi giorni.

  3. Grazie per continuare a pubblicare e aggiornarci, con la NBA ferma, la MLB neppure partita, almeno possiamo leggere qualcosa. Sembra che i numeri assurdi dei Bucs siano finiti dritti dritti sulle maglie dei Falcons…

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