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Pochi uomini nella storia del Football hanno votato l’intera loro vita sportiva ad un reparto come ha fatto Jack Del Rio, che dopo essere stato un linebacker di assoluto successo è diventato uno dei migliori allenatori difensivi nella storia di questo Sport, scrivendone pagine su pagine nel corso degli anni passati sia dentro il campo che al di fuori, sulla side, in cui il suo cappellino con sola visiera e la folta chioma bionda a fargli da contorno si è trasformato in un vero e proprio marchio di fabbrica.

E sempre con la stessa capigliatura lo si ritrova sui vecchi e ingialliti annuari della Hayward High School, in California, dove per tutta la durata del liceo ha messo in mostra le sue ottime doti atletiche dividendosi tra il football, il basket e il baseball, ottenendo successi su ogni tipo di terreno, dall’erba al parquet passando per quel diamante che per primo gli aveva aperto le porte del professionismo, nel 1981, con una chiamata al Draft MLB da parte dei Toronto Blue Jays; offerta rifiutata dal giovanissimo Jack che decise di continuare il percorso di studi presso la vicina University of Southern California, vestendo la divisa dei valorosi Trojans per i successivi quattro anni.

Dal 1981 al 1984 una crescita costante, condividendo il campo da baseball con due future leggende quali Mark McGwire e Randy Johnson e quello da football con tanti campioni che in quelle stagioni contribuirono a rendere ancora più grande la secolare storia di USC conquistando il Rose Bowl al termine di quella che fu la sua ultima season universitaria, la stessa in cui si portò a casa il Lombardi Trophy, come miglior difensore della nazione, e il titolo di MVP della sfida di Pasadena, in comunione con il QB Tim Green; con queste premesse entrare dalla porta principale della NFL non era per nulla complicato, e Del Rio infatti viene selezionato nel corso del terzo round dai New Orleans Saints.

In Louisiana il giovane talento californiano parte con il botto e da matricola, nel 1985, viene promosso titolare in nove partite, salvo poi perdere il posto nella stagione successiva ed essere scambiato nell’offseason 1987 con i Kansas City Chiefs, dove ritrova il suo primo mentore, il defensive coordinator John Paul Young, che gli aveva dato molta fiducia già a NOLA; dopo venticinque partite da starter in due anni nel 1989 passa ai Dallas Cowboys, con i quali raggiunge i playoffs solo nel 1991, pochi mesi prima di passare ai Minnesota Vikings.

Punto fermo della difesa purple&gold per quattro season, dal 1992 al 1995, con cui vince due titoli della defunta Central Division e mette a segno 504 tackles, chiude la carriera da giocatore professionista un anno più tardi, quando viene tagliato durante il training camp dai Miami Dolphins che lo avevano messo sotto contratto nel corso della free agency; laureatosi in scienze politiche nel 1990 alla Kansas University, mentre era un giocatore dei Chiefs, la sua carriera da coach parte già nel 1997, come assistente nei Saints.

Promosso allenatore dei linebacker dodici mesi dopo, nel 1999 va a ricoprire lo stesso ruolo nei Baltimore Ravens, guidando dalla sideline uno dei reparti fondamentali per la conquista del Super Bowl XXXV da parte della franchgia del Maryland, con la quale rimane fino al 2001, prima di accettare il lavoro da defensive coordinator presso i Carolina Panthers; nemmeno il tempo di disfare le valigie e prendere confidenza con l’ambiente che all’inzio del 2003 viene assunto come head coach dai Jacksonville Jaguars, diventando il secondo capo allenatore di un team più giovani della National Football League in virtù dell’ottimo lavoro fatto con la difesa del team con sede a Charlotte, portato dall’ultimo al secondo posto nel ranking difensivo della lega.

Risultati simili a quelli che otterrà in Florida nelle successive nove stagioni, in cui oltre a due apparizioni ai playoffs, 2005 e 2007, guida la defense ai vertici della NFL, sesta per yards concesse a partita (317,3) e ottava per media punti concessi agli avversari (20,3) costruendosi sempre più la nomea di genio difensivo; status che gli consente di trovare facilmente una nuova occupazione dopo il licenziamento da parte dei Jags, andando a ricoprire il ruolo di DC per un triennio, 2012-2014, nei Denver Broncos prima di tornare ad occupare la posizione di capo allenatore negli Oakland Raiders, a partire dal 2015.

Una sola season positiva, il 2016, in cui riporta la franchigia californiana ai playoffs conquistando 12 vittorie, un traguardo che i silver&black non raggiungevano dal lontano 2000, non gli consente di evitare un nuovo licenziamento nel 2017, quando viene allontanato dal team nonostante un prolungamento quadriennale di contratto firmato solo pochi mesi prima; dopo un paio di anni vissuti dietro al microfono come analista della ESPN, Del Rio è tornato a vivere attivamente il Football poche settimane fa, assunto come nuovo defensive coordinator dei Washington Redskins a fianco del HC Ron Rivera.

Nato il 4 Aprile 1963 a Castro Valley, California, ha alle spalle 32 stagioni nella National Football League, 11 come giocatore e 21 da allenatore.

Post By Andrea Cresta (422 Posts)

Folgorato sulla via del football dai vecchi Guerin Sportivo negli anni '80, ho riscoperto la NFL nel mio sperduto angolo tra le Langhe piemontesi tramite Telepiù, prima, e SKY, poi; fans dei Minnesota Vikings e della gloriosa Notre Dame ho conosciuto il mondo di Playitusa, con cui ho l'onore di collaborare dal 2004, in un freddo giorno dell'inverno 2003. Da allora non faccio altro che ringraziare Max GIordan...

Website: → FootballNation.it

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2 thoughts on “Football Graffiti – Jack Del Rio, la difesa nel sangue

  1. Del Rio e Rivera sono due signori. Spero ottengano i successi che la loro eleganza professionale merita.

  2. Ad Oakland meritava l’ultimo anno di contratto anche perchè aveva dato una intelaiatura alla squadra su cui lavorare ma Davis jr. aveva per le mani Gruden e quindi,per l’ennesima volta,s’è ripartiti da zero.
    Con Mayock g.m. sembra che le cose sul mercato-draft stiano andando bene ma comunque fin’ora altri anni buttati….’io speriamo me la cavo’ (ma anche no).

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