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Dopo averci regalato qualche necessaria, oserei dire vitale, distrazione, la marea si è nuovamente abbassata e, nostro malgrado, l’inerzia ha rimesso senza alcuna difficoltà al loro posto l’entusiasmo e la curiosità che ci hanno provvidenzialmente animato la parte centrale della scorsa settimana: il flusso di colpi bomba, come ogni anno, si è fermato e di movimenti potenzialmente in grado di ridefinire gli equilibri dell’intera lega non ne vedremo più fino a quel draft sul quale pende un macabro punto di domanda.
Neppure la NFL è immune a questa tragedia che sta sempre più sconquassando le nostre non troppo tempo fa date per scontate vite: proverò a darvi qualche minuto di distrazione raccontandovi quanto successo in questi ultimi, nonostante tutto interessanti, giorni.

1) Poveri running back!

Come già spiegato magnificamente – che novità – dal mio uomo Dave, in questo momento storico sognare di essere un running back non è propriamente la migliore delle idee in quanto, analogamente alla mia generazione con i contratti a tempo indeterminato – o più semplicemente un lavoro -, è sempre più facile e conveniente trovare un’alternativa più giovane ed infinitamente più economica: ogni singolo giocatore che prima del kickoff della stagione 2019 percepiva più di quattro milioni di dollari è stato o tagliato o scambiato o, nel caso di McKinnon, costretto a ridursi drasticamente lo stipendio.
Ogni singolo running back di questa categoria, poi, non è stato in grado di guadagnare 4.0 yards a portata, la sufficienza in grado di tenere in vita la loro carriera: a questo punto appare sempre più chiaro che la mossa migliore sia affidarsi ad un rookie o ad un veterano a prezzo di discount come per esempio hanno fatto i Ravens con Mark Ingram l’anno scorso.
Elliott, Bell e David Johnson al momento sono gli unici tre RB che guadagnano più di dieci milioni di dollari – in media – all’anno, pertanto viene naturale chiedersi se – soprattutto ai primi due – verrà chiesto di “restituire” parte del contratto o se, analogamente a quanto fatto dai Rams con Gurley, saranno sbattuti fuori di casa senza troppi complimenti.

2) Running back on the run

Dopo aver delineato il drammatico scenario nel quale loro malgrado si trovano costretti a vivere, vediamo un po’ dove si sono accasati alcuni dei running back disponibili in questa sessione di free agency:

  • La disoccupazione di Todd Gurley non è durata nemmeno un giorno, in quanto gli Atlanta Falcons lo hanno tolto immediatamente dal mercato con un contratto annuale dal valore totale di sei milioni di dollari: francamente non saprei come commentare il tutto, in quanto i problemi alle ginocchia sembrano aver avuto la meglio su quello che per un paio d’anni è stato il miglior RB della NFL.
  • I Chargers gli avevano offerto circa dieci milioni di dollari a stagione, lui ne voleva di più e per ottenere ciò non ha preso parte al training camp ed ai primi incontri della scorsa regular season: l’esperimento, purtroppo per Melvin Gordon, è fallito miseramente ed i dieci milioni offertigli dai Chargers, col senno di poi, si sarebbero rivelati essere una cifra decisamente maggiore a quella che riceverà nelle prossime stagioni. Gordon ha firmato un biennale da 16 milioni con i Denver Broncos, rinunciando – stando a quanto riferito dal diretto interessato – ad offerte più generose per restare in AFC West ed incrociare i Chargers due volte all’anno. Contento lui.
  • I New York Giants hanno messo sotto contratto per la prossima stagione l’ex Titans Dion Lewis: salvo tragici infortuni a Barkley Lewis non vedrà molto il campo, salvo in qualche sporadico terzo down.
  • Peyton Barber sarà un giocatore dei Washington Redskins per le prossime due stagioni: contratto da 3 milioni di dollari di cui solamente 600mila garantiti.
  • I Pittsburgh Steelers hanno aggiunto un Watt pure alla loro rotazione offensiva: Derek Watt, ex fullback dei Chargers, ha raggiunto il fratello T.J. in Pennsylvania tramite un triennale da quasi 10 milioni di dollari.

3) Una trade annunciata

Dopo mesi e mesi di speculazioni e rumorosi mal di pancia, Darius Slay è finalmente un uomo libero: il più che malcontento ex cornerback dei Lions è stato spedito ai Philadelphia Eagles in cambio di un paio di scelte, una al terzo ed una al quinto round, al prossimo draft.
Il prezzo pagato da Philly mi sembra più che buono, anche se analogamente a quanto successo lo scorso anno fra Raiders e Steelers con Antonio Brown, un cambio di scenario era così ovvio che provare ad avere pretese sul suo cartellino era pressoché impossibile per Detroit: ottimo, veramente ottimo, colpo di Philadelphia che finalmente potrà contare su un vero shutdown corner in grado di dare leadership e solidità all’intero reparto.
Preoccupante invece la situazione in casa Lions, dove i modi a la Belichick di Patricia non sembrano riscuotere clamorosi consensi nello spogliatoio: è difficile pretendere che la gente ami uno stronzo con solamente nove vittorie – su trentadue partite giocate – a curriculum.

4) Totalmente random

D.K. Metcalf nella prima stagione fra i professionisti ha dimostrato di non essere solamente un ammasso di muscoli su due gambe, ma un ottimo ricevitore in grado di vincere le sempre più importanti fifty fifty ball: se possibile, Metcalf sembra aver aggiunto nuovi muscoli al suo mitologico fisico.

Wow.

5) Il deludente mercato dei ricevitori

Eravamo ben consci che la classe 2020 di ricevitori disponibili in free agency non fosse nulla per cui spellarsi le mani, soprattutto se si pensa a quanto invece esaltanti sembrino essere quelli disponibili al draft: ciò nonostante qualche acchiappatore professionista d’ovali ha ricevuto contratti alquanto interessanti.
Vediamo un po’:

  • Robby Anderson, miglior deep threat disponibile, ha raggiunto l’intesa con i Panthers per un biennale da 20 milioni di dollari. Rebuild o no?
  • Breshad Perriman, secondo miglior deep threat disponibile, ha invece messo la propria firma sotto l’ennesimo contratto annuale della carriera, questa volta con i New York Jets. Degli otto milioni che riceverà, sei saranno totalmente garantiti.
  • Corey Coleman, Laquon Traedwell e Nelson Agholor hanno tre cose in comune. La prima è che tutti e tre sono stati scelti al primo round del draft, la seconda è che – chi più chi meno – hanno infinitamente deluso le aspettative di front office e tifosi mentre la terza riguarda il loro nuovo contratto, un annuale col quale provare a raddrizzare l’apparentemente compromessa carriera. I tre giovanotti hanno firmato – o rifirmato – rispettivamente con Giants, Falcons e Raiders.
  • Emmanuel Sanders, ricevitore più che esperto ideale per una squadra in lizza per il Lombardi, ha firmato quello che con ogni probabilità sarà l’ultimo contrattone della propria ottima carriera: per l’ex 49ers biennale da sedici milioni di dollari con i New Orleans Saints che a questo punto hanno ufficialmente un ricevitore in grado di rendere la vita un pelo più facile a Thomas.

6) La fine di Flacco?

Joe Flacco, molto stranamente, non si è rivelato essere la soluzione sul lungo termine tanto bramata da John Elway e da ogni tifoso dei Broncos: dopo un anno alquanto deludente concluso con due sole vittorie su otto partite giocate, l’ex Super Bowl MVP è stato tagliato “per motivi di salute” da dei Broncos convinti di aver fra le mani qualcosa di vero chiamato Drew Lock.
Il buon Joe ha annunciato di non aver alcuna intenzione di ritirarsi, anche se a questo punto della carriera il massimo a cui può realisticamente aspirare è un posto da backup in una squadra con un giovane quarterback a cui fare da mentore su come derubare più franchigie NFL.

7) Cam?

La situazione riguardante Cam Newton ha purtroppo preso pieghe decisamente imbarazzanti: l’ex franchise quarterback dei Panthers è stato di fatto scaricato dalla stessa franchigia che grazie alla sua maturazione era tornata ad essere più o meno rilevante e, dopo una settimana di attesa nella quale nessuno ha avanzato proposte di trade soddisfacenti, la sua carriera nella Carolina del Nord si è conclusa con un poco glorioso taglio.
Sono più che convinto che Newton sia ancora in grado di guidare una franchigia ai playoff e di giocare ai livelli di uno dei migliori dieci quarterback della lega e sarà alquanto interessante vedere chi si farà avanti dandogli una chance: se riuscirà ad evitare gli infortuni che di fatto gli hanno deragliato la carriera nell’ultimo biennio, Newton potrebbe tranquillamente rivelarsi uno dei più grandi affari di questo decennio.

8) Un tight end per Ben

Roethlisberger, come potete vedere nel video qui sotto, rimembra sempre più Chuck Noland di Cast Away ed il front office di Pittsburgh, per aiutarlo a riconnettersi con la civiltà occidentale, gli ha fatto un regalo che credo avrà modo di apprezzare: dopo anni di precarietà in un posizione per secoli coperta magnificamente dall’iper-affidabile Heath Miller, Big Ben potrà finalmente contare su un tight end di livello in quanto il GM Colbert ha messo sotto contratto per i prossimi due anni il mai costante ma infinitamente talentuoso Eric Ebron nella speranza di riuscire a replicare quanto fatto nel prodigioso 2018, anno in cui trovò i sei punti in ben tredici occasioni.

9) What the hell is going on out here?

Qualcuno può spiegarmi come mai martedì sera nel mio Twitter fra i top trend si trovasse “Deshaun Watson Patriots”?
Mi sono perso qualcosa?!

10) Nuggets!

Buonissimo colpo dei Cowboys che sostituiranno il mai convincente Jeff Heath con l’esperto ed affidabile, seppur non spettacolare, Ha Ha Clinton-Dix. Tyler Eifert, tanto sfortunato quanto talentuoso ex tight end dei Bengals, ha firmato un biennale con i potenzialmente disastrosi Jacksonville Jaguars: pover’uomo. Panthers e Redskins hanno raggiunto l’accordo per una trade che riunirà il “quarterback del futuro per almeno un mese” Kyle Allen a Ron Rivera nella capitale: Carolina riceverà una scelta al quinto round e per sostituirlo si affiderà al prodigioso – in XFL – P.J. Walker.
Jimmy Smith non si muove: l’esperto e solido cornerback rimarrà a Baltimore per un altro anno grazie ad un contratto che gli permetterà di guadagnare fino a sei milioni di dollari.
I magmatici Patriots hanno tagliato i ponti con un altro pezzo della loro storia: il franchise-leader per punti fatti Stephen Gostkowski è stato rilasciato dopo tredici anni trascorsi a Foxborough.

Post By Mattia Righetti (365 Posts)

Mattia, 24 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman.

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3 thoughts on “Eligibles, seconda settimana: affari, storie e curiosità dalla free agency NFL del 2020

  1. Mattia sembra che siano rimaste in tre per newton. Jaguars, broncos e patriots.
    Tralasciando le prime due, può cam adattarsi secondo te al sistema belichick? Piuttosto che rischiare di finire nel dimenticatoio la sua carriera?

    • Jaguars spero vivamente per lui di no.
      Broncos non credo proprio, mi sembrano (Elway) convinti che la risposta per il momento possa essere Lock.
      Patriots… lo sapremo dopo il draft, immagino.

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