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Nel suo puntuale ritardo ecco a voi la rassegna per i team della National Football Conference: vediamo quindi quali colpi potrebbero trasformare l’offseason della vostra squadra del cuore in un sogno da cui molto probabilmente vi risveglierete a settembre.

NFC NORTH

Chicago Bears

  • Marcus Mariota
  • Eric Ebron
  • Austin Jackson/Ezra Cleveland con la prima scelta al draft, ovvero la numero 43

Associare Marcus Mariota alla parola “sogno” potrebbe essere visto come rumoroso campanello d’allarme del mio deterioramento mentale, ma credo che fornire della competizione a Mitch Trubisky sia nel miglior interesse del team e del quarterback: Chicago ha un roster sufficientemente talentuoso per vincere consistentemente almeno dieci partite all’anno e sprecare un’altra stagione sulla falsariga di quanto fatto lo scorso autunno sarebbe un peccato mortale, quindi reputo indispensabile avere pronto fin da subito un piano B da attuare qualora Trubisky non mostrasse il benché minimo segnale di miglioramento. Mariota a questo punto della carriera necessita disperatamente di un’opportunità per riscattarsi: ciò potrebbe realisticamente costringerlo a firmare un contratto a breve termine a cifre sufficientemente basse per ricoprire il ruolo di backup e, qualora ce ne fosse bisogno, sostituire il probabilmente disastroso Trubisky.
Chicchessia quarterback dovrà contare su un tight end in grado di rispondere presente su terzo down ed in red zone e nonostante l’andamento piuttosto altalenante al quale ci ha abituato, reputo Eric Ebron un tight end – quasi – di prima fascia in grado di replicare quanto fatto vedere nel 2018 con Indianapolis: sarà difficile ripetere il numero totale di touchdown, soprattutto in un attacco così anemico, ma abbiamo buoni motivi per attenderci l’ennesimo riscatto.
Il ritiro di Kyle Long apre un cratere lungo la linea d’attacco e indirizzarlo al draft sarebbe ideale: Jackson e Cleveland nascono come tackle ma abbiamo visto più e più volte prospetti del draft – principalmente O-linemen – cambiare ruolo una volta giunti nella lega.

Detroit Lions

  • Jeff Okudah
  • Affiancare ad Okudah Chris Harris Jr.
  • Un pass rusher economico come potrebbe esserlo Everson Griffin

Indirizzerò immediatamente la storia con la esse maiscuola dell’offseason: nonostante in questa lega non si possa mai essere sicuri di nulla, trovo alquanto improbabile che Detroit scambierà Matthew Stafford in quanto chiunque può dire con discreta certezza che non siano da imputare a lui i costanti insuccessi dei Lions.
Ciò che ha condannato e relegato Detroit all’irrilevanza è piuttosto una difesa mai realmente in grado di supportare quanto di buono fatto dal proprio quarterback: considerando l’ingente investimento compiuto per arrivare a Flowers lo scorso anno, credo che questa offseason debba essere dedicata quasi interamente alla secondaria, pertanto utilizzare la terza scelta per garantirsi il miglior cornerback disponibile al draft sarebbe un buon inizio che unito ad ulteriori ritocchi potrebbe finalmente permettere all’intero reparto difensivo di guadagnare un po’ di credibilità. Assicurarsi Harris, per ovvi motivi, non sarà economico ma un veterano del suo spessore aiuterebbe senz’altro Okudah nel suo percorso di crescita dando vita ad un pacchetto di cornerback alquanto interessante.
È categorico pure un ragionato miglioramento del pass rush: garantirsi Clowney o Ngakoue non è realistico – soprattutto dopo aver rotto il salvadanaio per Flowers – quindi scommettere su un veterano ben più economico come Griffen potrebbe essere la mossa giusta.

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Is It Almost Time To Play? 🥱

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Green Bay Packers

  • Austin Jackson al primo giro
  • K.J. Hamler al secondo giro
  • Un veterano in secondaria come Jimmy Smith

Ammetto che con i Green Bay Packers mi sono forse lasciato un po’ troppo trasportare dalla parola “sogno”: Austin Jackson potrebbe tranquillamente non essere più disponibile alla trentesima chiamata, ma qualora lo fosse Green Bay non dovrebbe esitare a scommettere sul rookie in quanto facilmente Bulaga riceverà l’ultimo contrattone della vita da qualche altra parte.
Ciò lo considero una buona idea anche alla luce della recente acquisizione di Rick Wagner, in quanto non credo che l’ex Lions e Ravens sia un investimento a prova di bomba.
K.J. Hamler ha la combinazione di stazza e velocità per cui potrebbe essere visto come l’ennesimo gadget player non in grado di replicare quanto di buono fatto vedere al college in NFL, ma Green Bay ha disperatamente bisogno di un velocista in grado di allungare le difese al fine di concedere un po’ di meritato respiro a Davante Adams: in tutta onestà potrei approvare – e comprendere – la scelta di utilizzare la chiamata al primo round per un ricevitore, ma credo che la combinazione appena proposta possa essere la più congeniale.
Avrei sicuramente parlato di un linebacker in sostituzione di Blake Martinez ma il front office dei Packers mi ha anticipato mettendo sotto contratto Christian Kirksey, pertanto passerò dalla secondaria, reparto in lieve miglioramento ma che per forza di cose necessiterà di altri rinforzi: un veterano d’esperienza come Jimmy Smith – salute permettendo – potrebbe fare da mentore ai vari giovanotti fornendo ad un prezzo relativamente modico esperienza e competenza.

Minnesota Vikings

  • Grant Delpit
  • Prince Amukamara
  • Non ne ho idea

I bisogni dei Vikings, in ordine sparso, sono: qualsiasi ruolo compreso nel termine “secondaria”, un paio di defensive linemen e tanto per cambiare offensive linemen in grado di dare profondità ad un reparto che per forza di cose non potrà replicare quanto fatto vedere contro i 49ers.
Considerando che secondo le ultime indiscrezioni Anthony Harris preferirebbe un cambio di scenario, rimpiazzarlo diventa probabilmente la loro priorità numero uno: l’atletismo di Delpit permetterebbe ad Harrison Smith di spendere più snap nel box ed in generale il suo profilo sembra adattarsi piuttosto bene allo schema difensivo di coach Zimmer.
Rimpiazzato Harris, sarà necessario garantirsi un paio di cornerback in grado di ravvivare una passing defense tragicamente inetta: liberatisi della zavorra Rhodes e del suo mastodontico contratto, i Vikings non disporranno comunque dello spazio salariale necessario per corteggiare il top di gamma – Jones ed Harris – pertanto dovranno spulciare la cesta delle offerte e tentare di portarsi a casa un veterano ad un prezzo ragionevole come potrebbe esserlo Amukamara.
“Non ne ho idea”? Esattamente, non ne ho idea: le necessità sono così numerose che definirei “sogno” il semplice fatto di utilizzare le scelte alte al draft per indirizzare secondaria, linea d’attacco e D-line.

NFC EAST

Dallas Cowboys

  • Trovare l’intesa con Dak Prescott
  • Non privarlo di Amari Cooper
  • Prendere un rischio con Tyler Eifert

L’Internet si inacidisce particolarmente quando si parla dei Dallas Cowboys, pertanto comprendere l’origine dei vari “Dak Prescott is overrated” non è per niente difficile: lasciando perdere i memer della domenica e la loro commovente originalità, Prescott ha dimostrato di essere un franchise quarterback e pertanto dovrà essere pagato come tale anche se il prezzo sarà eccessivo, ma ciò non dipende da lui o dall’inabilità manageriale dei Jones, è semplicemente la natura di quel meccanismo rotto che è diventato il mercato dei quarterback.
Non so voi, ma ricordo piuttosto nitidamente gli affanni dell’attacco dei Cowboys prima dell’arrivo in Texas di Cooper: non rinnovarlo rischierebbe di condannarli ad un destino simile e sinceramente visto l’investimento compiuto per rendere felice Prescott fare quel passo extra per metterlo più a suo agio possibile sarebbe nel loro miglior interesse.
Sempre parlando del reparto offensivo, troverei intrigante l’aggiunta di Tyler Eifert, tight end tanto rischioso quanto economico a causa dei molteplici infortuni che ne hanno deragliato la carriera: nel 2019 è riuscito ad evitare acciacchi e prendere parte a tutte e sedici le partite di una stagione per la prima volta in carriera, quindi dargli un prove it deal di un anno potrebbe – incrociando le dita – rivelarsi essere una mossa estremamente brillante.

New York Giants

  • Tristan Wirfs
  • Denzel Mims
  • Per quanto riguarda la free agency, Jadaveon Clowney

New York, senza mezzi termini, ha bisogno di tutto: nella chilometrica lista delle priorità troviamo al primo posto la voce “mettere a proprio agio Daniel Jones” e ciò a mio avviso inizia dal garantirgli una protezione adeguata.
Tristan Wirfs, specialmente dopo l’exploit delle Combine, può essere al momento considerato il miglior tackle disponibile al draft e nonostante la più che realistica possibilità di selezionare Simmons preferirei rafforzare il lato cieco di Jones in modo da evitare qualche fumble… ehm, sack.
Per mettere Jones nella posizione di avere successo sarà altresì fondamentale fornirgli qualche paia di mani e soprattutto gambe in grado di macinare yards dopo la ricezione: Denzel Mims potrebbe essere ancora disponibile al secondo round e se così fosse non ci penserei due volte a mettere il suo talento a disposizione del buon Danny Dimes.
La difesa, reparto totalmente da ricostruire, potrebbe giovare dell’esplosività e leadership di Clowney e considerando l’abbondante spazio salariale a disposizione tutto sommato questa mossa potrebbe aver senso.

Philadelphia Eagles

  • Henry Ruggs III o qualsivoglia ricevitore con la prima scelta al draft
  • Byron Jones
  • Cornerback veterani potenzialmente “economici” come Jimmy Smith o Bashaud Breeland

Come abbiamo avuto modo di notare guardando All or Nothing, la stagione degli Eagles con DeSean Jackson sano avrebbe preso una piega completamente differente: l’attacco di Pederson necessita disperatamente di un deep threat in grado di allungare le difese e fortunatamente per loro questo draft offre Henry Ruggs III. La fulminante velocità di Ruggs, però, ha attirato l’attenzione di molti altri front office pertanto le possibilità che scivoli fino alla scelta numero 21 non mi sembrano particolarmente alte: qualora l’ex Alabama non dovesse essere più disponibile Philadelphia dovrebbe comunque essere in grado di assicurarsi qualcuno fra Lamb, Jefferson, Mims e Higgins.
Sempre dallo show offertoci da Amazon Prime Video abbiamo compreso la necessità di restaurare completamente la secondaria, in particolar modo il pacchetto cornerback: fare uno smacco a Dallas portandosi a casa l’iper-atletico Jones infonderebbe nuova linfa vitale ad una secondaria che si trova a ben più di un cornerback di distanza dal poter essere considerata competente.
Veterani come Smith, Breeland e Waynes potrebbero fare al caso loro.

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It all starts in Indy. #TBT

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Washington Redskins

  • Chiarezza
  • Unione d’intenti
  • Ulteriore chiarezza

Amo scrivere, pensare e parlare di football americano, ma in tutta sincerità i Washington Redskins sono un mistero permeato da una cortina di fumo e disfunzionalità che non mi permette di comprendere il fine ultimo delle loro azioni: vogliono già gettare la spugna con Haskins ed affidare la franchigia a Tua?
Prenderanno il miglior non quarterback disponibile al draft, ovvero Chase Young?
Sarà Rivera a prendere le decisioni?
Dan Snyder, finalmente, sarà messo in un angolo a colorare il libro che ha acquistato nel 2017 e che deve ancora completare per metà?
Come vedete tanti, tantissimi interrogativi a cui trovare una risposta è al momento impossibile: ne riparleremo dopo il draft.

NFC WEST

Arizona Cardinals

  • Kenyan Drake
  • Utilizzare l’ottava scelta assoluta per un tackle, possibilmente Willis o Wirfs
  • Reshad Jones

I Cardinals sono una di quelle squadre che si affacciano al 2020 con buone ragioni per coltivare un tiepido ottimismo: Murray ha dimostrato di possedere margini di miglioramento in grado di trasformarlo, prima o poi, in uno dei cinque migliori quarterback della lega e quanto visto nel 2018 sembra appartenere ad un passato senza alcun collegamento al presente.
Uno dei migliori colpi della scorsa stagione, tenendo in considerazione pure l’offseason, è senza dubbio stato lo scambio che ha permesso a Drake di sfuggire da Miami ed accasarsi nello stranamente ospitale deserto: Drake sembra essere il running back perfetto per lo schema offensivo di coach Kingsbury ed il suo meritato rinnovo non dovrebbe essere particolarmente impegnativo, pertanto prolungare la convivenza è la miglior soluzione per entrambe le parti coinvolte.
Seppur non disastrosa come nel 2018, la linea d’attacco necessita comunque di ulteriori miglioramenti e con l’ottava scelta assoluta Keim avrà la possibilità di assicurarsi un tackle di primissimo livello come Willis, Wirfs o Becton: certo, resistere alla tentazione di selezionare un ricevitore o un possibile Okudah/Simmons – anche se non credo saranno ancora disponibili – potrebbe rivelarsi impossibile, ma proteggere il minuto Murray a questo punto deve essere la loro priorità.
La secondaria, ancorata da ottime individualità come Peterson e Baker, potrebbe giovare dell’innesto di un veterano voglioso di riscatto come Reshad Jones e considerando quanto tale cambio di scenario abbia portato bene a Drake…

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The sweet sound of silence 🤫

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Los Angeles Rams

  • Jalen Ramsey
  • Daryl Williams
  • Utilizzare il draft per indirizzare i tanti bisogni della linea d’attacco

Togliamocelo subito di torno: il rinnovo di Jalen Ramsey, nonostante il suo approdo non abbia certamente sortito gli effetti desiderati, deve essere portato a termine quanto prima possibile per più motivi, primo fra tutti il fatto che innervosirlo potrebbe causare controversie e malumori di cui questa versione dei Rams sicuramente non ha bisogno.
Gli addii di Sullivan e Saffold hanno di fatto condannato l’intera squadra all’insuccesso dello scorso anno in quanto la linea d’attacco è stata il motore che li ha trainati fino al Super Bowl: correre con efficacia ed efficienza è di vitale importanza per l’attacco, Goff e la difesa e con il senno di poi è semplice comprendere che ciò che li ha condannati alla sorprendente esclusione dai playoff coincide con il desolante calo di prestazioni della linea d’attacco, reparto che a questo punto deve essere più rifondato che rafforzato.
L’età di Whitworth è un problema ed il fatto di non possedere scelte al primo round preclude loro l’opportunità di garantirsi un tackle di primissimo livello con il quale sostituirlo, anche se questo è lontano dall’essere l’unico problema ad affliggerli: il ridotto spazio salariale non permetterà loro di corteggiare free agent come Conklin o Thuney, pertanto sarà necessario scommettere su giocatori in cerca di riscatto come Daryl Williams.
A fronte di quanto appena detto appare evidente che il draft dovrà quindi essere dedicato principalmente a rimpolpare la linea d’attacco nel disperato tentativo di rianimarla.

San Francisco 49ers

  • Arik Armstead
  • Sfruttare il meglio possibile la scelta al primo round
  • Ha Ha Clinton-Dix

C’è chi parla di tag n’ trade – nel caso in cui dovesse diventare idiomatico per piacere aiutatemi a reclamarne la paternità -, c’è chi suggerisce di lasciarlo andare senza pensarci due volte e poi c’è chi come me ne ritiene vitale il rinnovo: perdonatemi la banalità, ma squadra che – quasi – vince non si cambia ed anche lo spettatore più distratto ed incompetente avrebbe notato che il principale motivo per cui San Francisco è arrivata a dieci minuti dal Lombardi altro non è stato che il formidabile pass rush di cui Armstead è pedina fondamentale.
Che senso avrebbe privarsene? Personalmente tenterei di tenere intatto il più a lungo possibile il prodigioso front seven, in modo da garantirne continuità perlomeno per il futuro più prossimo.
Per sfruttare al meglio la scelta al primo round San Francisco, volente o nolente, sarà costretta a scambiarla per un numero indefinito di chiamate al secondo-terzo-quarto round in quanto la scelta in loro possesso più vicina alla numero 31 è la 156: potrebbe essere un vero peccato, soprattutto nel caso fosse disponibile un safety come Delpit o McKinney, ma in questo caso è necessaria la quantità.
Il probabile addio di Ward li costringerà ad affidarsi alla free agency per cercarne il sostituto e credo che un veterano d’esperienza – e qualità, a volte – come Clinton-Dix possa fare al caso loro, nonostante non sia allo stesso livello del giocatore in probabile uscita.

Seattle Seahawks

  • Graham Glasgow
  • Austin Jackson/Ezra Cleveland
  • Rinnovare Clowney

Tanto per cambiare Seattle ha bisogno di investire lungo tutta la linea d’attacco: nonostante i buoni risultati ottenuti dal running game, Wilson è apparso sotto costante assedio per la maggior parte della scorsa stagione ed il front office ha 35 milioni di buone ragioni per fare il possibile per garantire quanta più salute possibile al perenne candidato MVP.
Sebbene non glamorous come Thuney o Scherff, Graham Glasgow potrebbe immediatamente alzare il livello medio della linea d’attacco ad un prezzo tutto sommato ragionevole: Glasgow a parte, credo sia doveroso spendere la prima scelta al draft sempre per un O-lineman e realisticamente Jackson o Cleveland alla numero 27 potrebbero essere visti come value pick che andrebbero ad indirizzare un annoso problema che anno dopo anno mina la competitività di una squadra ciò nonostante consistentemente in lotta per i playoff.
I bisogni in secondaria non devono passare in secondo piano, ma considerata l’importanza del pass rush nella NFL d’oggi credo che garantirsi altri anni di Clowney sia fondamentale: tenendo ben presente il probabile prezzo chiesto dai Jaguars per Ngakoue e la penuria opzioni del livello dell’ex prima scelta assoluta, credo che rinnovare un giocatore troppo spesso (sotto)valutato solo in funzione del numero di sack sia nel loro miglior interesse.

NFC SOUTH

Atlanta Falcons

  • Un pass rusher economico come Carl Nassib
  • Un pass rusher al draft
  • Utilizzare le scelte al secondo round per la secondaria

L’esperimento Beasley è ufficialmente fallito e, purtroppo, sembra proprio che a breve potremo dire altrettanto di McKinley: servono assolutamente pass rusher ma purtroppo per loro lo spazio salariale è rasente allo zero, pertanto sarà necessario armarsi di fantasia e creatività.
Autore di 12.5 sacks nelle ultime due stagioni, Carl Nassib rappresenta sicuramente un’opzione tanto intrigante quanto economica, anche se il suo eventuale approdo sarebbe ben lontano dal risolvere totalmente i problemi del reparto: sarà quindi necessario investire su un pass rusher – o due – pure al draft e realisticamente Atlanta con la sedicesima scelta assoluta potrebbe portarsi a casa Chaisson o Epenesa, universalmente considerati i migliori pass rusher dopo Young.
Nonostante pure l’interno della linea difensiva necessiti di rinforzi – non mi stupirei se con la sopracitata chiamata selezionassero Blacklock o Kinlaw -, sarà altrettanto necessario utilizzare almeno una delle due pick al secondo round per un defensive back: fossi in loro mi porterei a casa Trevon Diggs da Alabama e Kyle Dugger da Lenoir-Rhyne, due giovani in grado di rivoluzionare una secondaria che da poche ore è orfana pure di Trufant.

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Happy birthday, 🆓!

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Carolina Panthers

  • Un biglietto di scuse a McCaffrey
  • Come nel caso dei Jaguars vendere tutto ciò che ha un valore
  • Accumulare scelte al draft

Siete al corrente di quale sia la mia squadra preferita e deo gratias ho avuto la fortuna di essere stato abituato a competitività – semi – costante e massima serietà garantita dalla sinergia del front office: sinceramente fatico a comprendere i processi di rebuilding, soprattutto la parte del tanking, in uno sport così ricco di variabili in cui un roster è composto da più di cinquanta giocatori, ma credo che se si voglia ripartire da capo sia necessario farlo nel modo più “brutale” e deciso possibile.
Vogliono tankare per Trevor Lawrence? Perfetto, lo facciano, ma affinché ciò sia possibile è fondamentale che il roster non abbia talento a sufficienza per vincere partite mettendo così a repentaglio il diritto di possedere la prima scelta assoluta nel draft del 2020: è quindi necessario che Carolina spedisca altrove ogni giocatore in grado di influenzare attivamente l’esito di un incontro grazie al proprio talento e nel mentre sarebbe appropriato porgere le più sentite scuse al magnifico Christian McCaffrey, individuo che sta sacrificando i migliori anni della carriera – ed il fisico – in una squadra che per almeno un paio di stagioni non potrà neanche lontanamente pensare di competere.
Sarà un processo lungo e doloroso, ma piuttosto di tenere Newton controvoglia credo sia nel miglior interesse di entrambe le parti arrangiare una trade che permetta al quarterback di tornare ai livelli del 2015 ed ai Panthers di perdere il più possibile.

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New Orleans Saints

  • Robby Anderson
  • Kristian Fulton
  • Almeno quest’anno, per favore, l’erede di Brees

Per un motivo o per l’altro New Orleans continua a collassare – più o meno sfortunatamente – ai playoff ed a questo punto non resta che insistere il più testardamente possibile sacrificando il sacrificabile per mettere Brees nelle migliori condizioni per vincere in questi ultimi(o?) anni(o?) di carriera: investire su un deep threat d’esperienza come Robby Anderson semplificherebbe immensamente la vita a Michael Thomas che, soprattutto ai playoff, non può trascinare la carretta da solo.
La difesa non è neanche lontanamente paragonabile a quel disastro ambulante che solamente un paio di stagioni fa li condannava a sprecare talento a suon di 7-9, ma è chiaro che affiancare a Lattimore un cornerback come Kristian Fulton li metterebbe nella posizione di compiere il definitivo salto di qualità: a seconda del rinnovo di Vonn Bell potrebbero decidere di utilizzare tale scelta per garantirsi un safety, anche se non escludo che desistere dalla tentazione di aggiungere ulteriore potenza di fuoco a Brees selezionando un ricevitore come Justin Jefferson o Denzel Mims possa rivelarsi troppo difficile.
A proposito di Brees, con Bridgewater quasi sicuramente in partenza, non sarebbe ora di trovargli definitivamente un erede al draft?

Tampa Bay Buccaneers

  • Teddy Bridgewater
  • Javon Kinlaw
  • Jadaveon Clowney

Non mi vergogno ad ammettere che nonostante i trenta intercetti, nonostante le sospensioni e nonostante decisioni che mi portano ad interrogarmi sulla sua facoltà di intendere e volere, io creda ancora in Jameis Winston: sfortunatamente per lui, però, Arians dopo una sola stagione sembra averne già abbastanza delle folli decisioni del quarterback che avrebbe dovuto “mettere a posto”, pertanto fossi in loro mi assicurerei l’esatto contrario di Jameis Winston, ovverosia quel Teddy Bridgewater così conservativo ed affidabile che sembra essere stato creato in risposta all’ex Florida State.
Il front seven dei Buccaneers ha giocato a livelli sensazionali per tutto il 2019 annullando completamente i running game avversari: perché non insistere? Perché non rendere ancora più spaventoso un reparto che solamente la scorsa primavera guardavamo con ben motivato sospetto? Sono consapevole che il tackle Dotson potrebbe migrare altrove in quanto free agent, pertanto non escluderei selezionare un tackle al primo round, ma rimpiazzare Suh con Kinlaw ed aggiungere Clowney – confermando nel mentre il sorprendente Barrett – potrebbe rendere i Buccaneers i 49ers del 2020.
Forse ho esagerato, ma avete capito: Tampa Bay sembra essere ad un paio di giocatori dal contendere, pertanto perché non compiere l’ultimo grande passo?

Post By Mattia Righetti (324 Posts)

Mattia, 24 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman.

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