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In National Football League ogni giorno nascono -e spesso muoiono- decine su decine di “storie”: un lamento a mezza bocca diretto contro l’allenatore, un velato malessere riguardante la situazione contrattuale espresso tramite dichiarazioni aggressivo-passive o, anche grazie ai social network, un nuovo beef con un giocatore avversario o, nelle franchigie più disfunzionali, pure con un compagno di squadra.
La stagione dura appena cinque mesi, perciò é naturale che in questo ridotto intervallo di tempo si accumuli tutto questo drama: nel 2018, però, a prendersi settimana dopo settimana gran parte dell’immaginaria luce dei riflettori ci ha pensato il mexican stand-off fra Le’Veon Bell ed i Pittsburgh Steelers.
Non che tutto ciò si possa definire “sorpresa”, in quanto le prime avvisaglie di guerra le abbiamo viste durante l’offseason della passata stagione, quando il paziente -anche troppo!- runningback degli Steelers non ha preso parte a tutto il programma di allenamenti estivo: in quell’occasione, però, ritornò in squadra proprio in concomitanza all’inizio della stagione, non perdendo nemmeno una partita e guadagnandosi un posto nel First Team All-Pro.
Tutto ciò faceva presagire ad un meritato rinnovo contrattuale: ma cosa significa meritato?
Per Bell “meritato” ha sempre avuto un solo, seppur complesso, significato: un contratto che lo pagasse come un runningback di valore assoluto unito al salario medio di un ricevitore numero due, in altri termini una cifra intorno ai 16-17 milioni di dollari.
Anche per gli Steelers “meritato” significava qualcosa di simile, almeno a primo impatto: a luglio l’ex Michigan State rifiutò un quinquennale da 70 milioni di dollari, provocando a momenti un’insurrezione popolare di gente che non aveva fatto caso al fatto che la parte di contratto pienamente garantita ammontasse a soli 10 milioni di dollari.
Pochini, se consideriamo che il fenomenale Gurley ne recepirà ben 45 di milioni “garantiti”, ovverosia il 78.2% del suo contratto da 57.5 milioni di dollari: ora diventa più facile comprendere le ragioni dietro tale rifiuto?

Anche grazie a giocate come questa, ero piuttosto sicuro che Pittsburgh non avrebbe mai rinunciato al numero 26.

Capire le motivazioni di Bell potrebbe essere difficile, e francamente dopo mesi e mesi di scabroso tira e molla, nemmeno io saprei scegliere con fermezza da quale parte schierarmi: prendo le parti di un giocatore dipinto da società e media come bambino viziato e capriccioso o di un ventiseienne estremamente lucido ed in grado di capire che questo contratto rappresenta la sua ultima opportunità nella vita di monetizzare su tutto ciò per cui ha lavorato per lunghissimi e dolorosissimi anni?
In tutta sincerità, non ne ho idea.
Bell ha parlato troppo poco, gli Steelers troppo, ed è fondamentale ricordarsi che è lecito avere un’opinione, ma che tale opinione molto probabilmente non sarà mai supportata dalla totale verità dei fatti: non possiamo avere la presunzione di sapere veramente cosa sia successo fra giocatore e società, non sappiamo assolutamente nulla circa i loro dialoghi o sull’intero processo che ha li portati fino a questo punto.
Ciò che sappiamo con certezza è che Bell, frustrato e stufo di essere taggato, voleva presentarsi alla prossima finestra di free agency il più sano possibile, anche se ciò inevitabilmente implicava rimanere lontano dal campo: dal 2013 al 2017 solo DeMarco Murray ha ricevuto più portate -prendendo parte a 14 partite in più, però- e se al totale delle portate -quasi 20 a partita- aggiungiamo pure le ricezioni, noteremo che in media Le’Veon Bell durante la sua carriera ha toccato ben 25 palloni a partita, numeri logoranti che uniti a qualche infortunio qua e là lo rendono già un giocatore decisamente provato.
Sciorinati questi numeri, diventa un po’ più lecita la preoccupazione circa la propria salute?
Nel caso rispondeste no, rispetterei sicuramente la vostra scelta ma -deve esserci obbligatoriamente il ma!- vi invito a rimembrare quanto successo ad Earl Thomas qualche mese fa: inizia ad aver senso il suo ragionamento?

Nella sua breve carriera, Bell ha già subito diversi infortuni di grave entità.

Definire egoista il comportamento di Bell è alquanto lecito, poiché di fatto ha abbandonato il proprio team nella disperata ricerca del contratto che riflettesse quello che lui pensava fosse il suo valore e la sua importanza per la squadra: sfortunatamente per lui Pittsburgh ha trovato in James Conner un vero e proprio salvatore in grado non solo di trascinare un running game per anni Bell-centrico, ma pure di mettere insieme numeri migliori rispetto a quelli del sovversivo compagno di squadra, che nel mentre non ha mai smesso di sostenere il giovane collega.
Resosi conto della bontà di Conner, il front office degli Steelers ha via via guadagnato sempre più leverage, fino ad arrivare al punto di poter pure permettersi di rinunciare al numero 26, che nel mentre non ha mai modificato le proprie richieste: se non sono stati in grado di soddisfarlo durante i lunghi ed incerti mesi estivi in cui ancora non si era a conoscenza del valore di Conner -forse-, che senso avrebbe avuto per loro, una volta trovato un rimpiazzo più che adeguato, allentare la presa in questo braccio di ferro?
Nessuno, ed infatti da tutto questo caos Pittsburgh sembra uscita ben più forte, anche se molto del merito va dato a Conner e ad una linea d’attacco che puntualmente occupa la piazza più alta nel podio nella classifica dedicata su PFF: non è che Pittsburgh, durante tutto il processo, fosse ben conscia del valore di Conner? Difficile dirlo, in quanto sì, un team drafta un giocatore solamente se sicuro del suo valore ed intrigato dal suo potenziale, ma è ridicolo pensare che fossero sicuri che il giovanotto da Pittsburgh sarebbe stato in grado di replicare senza alcun problema la storica produzione di Bell.
Colpo di fortuna? Sarebbe pigro pensarla così, anche se più che lecito.
Possiamo tranquillamente affermare che Pittsburgh, almeno per il momento, non sentirà la mancanza di Bell e che la gestione della vicenda ha fatto trasparire un messaggio piuttosto chiaro: non importano nome e produzione, sarà la dirigenza a trattare con il giocatore, non il contrario.
Sarà curioso vedere la prossima grande disputa contrattuale che pieghe prenderà.

Nonostante tutto il loro rapporto è rimasto ottimo.

E di Bell che ne sarà?
Non credo avrà problemi a trovare una squadra, in quanto è sì vero che ha “perso” una stagione, ma considerano il folle carico di lavoro che ha dovuto sopportare fino allo scorso gennaio, probabilmente un anno sabbatico gli avrà fatto più che bene; l’aspetto più interessante sarà vedere quanto il nuovo team sarà disposto a pagarlo: i contratti oramai stanno aumentando in maniera esponenziale anno dopo anno, ma dopo una stagione di totale inattività, chi è che sarà disposto a pagarlo “come un runningback elite e un buon ricevitore”?
Vorrei saper rispondervi, ma non ne ho la più pallida idea.
Ma soprattutto, dove lo vedremo giocare?
Si parla di squadre come Ravens, Packers, Texans, Colts, Eagles, Jets ed ovviamente Raiders: andiamo con ordine.
Passare dall’altra parte della barricata e firmare con Baltimore darebbe a Bell l’opportunità di giocare due volte all’anno contro “l’odiata” ex e, nell’era in cui trollare è diventata una parola sulla bocca anche di mia nonna quasi novantenne, indossare i colori dei Ravens sarebbe la più grande trollata possibile per Pittsburgh ed i suoi tifosi; Packers ed Eagles sono due squadre con potenziale ed un ottimo quarterback alle quali negli ultimi anni sono stati spesso e volentieri associati runningback ogni qualvolta questi entrassero in free agency, ma sinceramente non mi sembrano squadre in grado di soddisfare le sue onerose richieste. I Texans, invece, rappresentano una contendente piuttosto interessante, in quanto molti giocatori hanno espresso il desiderio di giocare con DeShaun Watson e con un po’ di ginnastica salariale potrebbero riuscire a pagarlo in modo “adeguato”; se i Jets sono a ben più di un Le’Veon Bell di distanza dal diventare una squadra seria, altrettanto non si può dire dei Colts, che con un Luck finalmente in salute ed una delle migliori linee d’attacco -almeno in questa prima metà di stagione- in circolazione potrebbero garantirgli un contratto adeguato e metterlo in un contesto competitivo fin da subito.
I Raiders li ho messi in quanto di soldi da gettare al vento ne avranno parecchi e, soprattutto, perché chiunque vuole diventare un Raider, o almeno così ha detto il buon Jon Gruden.

Che sia questo il suo futuro?

In definitiva, Bell da questa vicenda ne esce ovviamente male, in quanto il suo valore si è inesorabilmente abbassato e la sua persona è stata messa in discussione -decisamente troppo, a mio avviso- da addetti ai lavori e tifosi vari, però mi sento di spezzare una lancia in suo favore per un semplice motivo: in tutti questi mesi il numero 26 è rimasto coerente ed ha lanciato un fortissimo messaggio il cui eco probabilmente sarà udibile anche fra anni, ovvero che i giocatori sono stufi di non aver potere quando si inizia a negoziare un contratto nuovo.
E fidatevi che quando si discuterà il nuovo CBA, questa storia verrà immediatamente a galla: i giocatori sono stufi.

Post By Mattia Righetti (195 Posts)

Mattia, 22 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. Ogni tanto credo di essere Julian Edelman. Per gli insulti ci sono su Twitter.

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2 thoughts on “Pittsburgh Steelers e Le’Veon Bell: ora è veramente finita

  1. Bell’articolo, complimenti! (sottolineo il BELL’articolo XD)

    Sportivamente parlando, Bell a Pittsburgh aveva tutto per alzare le sue statistiche, sia con una linea di attacco molto potente, sia con un numero di portate decisamente alto. Poi è chiaro, lo stesso numero di portate diventa logorante fisicamente.
    Secondo me nelle valutazioni degli Steelers ha inciso anche l’amicizia tra Bell e Maria.. che l’ha portato ad esser squalificato 2 volte, oltre a una situazione di cap intasato per i contratti con le altre stelle della squadra.
    Che dire.. in questa vicenda ci perdono e ci guadagnano tutti: gli Steelers si ritrovano con un RB e una star in meno, in una stagione in cui si lotta per far più strada possibile nei play off (prima cmq bisogna arrivarci), ma al tempo stesso risparmiano sul cap, che col rinnovo di A.Brown la prossima stagione sarebbe stato problematico.
    Bell ha perso 14 mil. di $, ma arriva alla prossima stagione sano fisicamente.

    ..per noi è andata bene aver trovato in Conner un RB molto molto produttivo ed efficace, vediamo se andrà bene anche a Bell di trovare la squadra giusta col contratto giusto.

    in ogni caso, trovo che un Franchise Tag ci può anche stare, 2 diventano decisamente troppi.

  2. Magari venisse ai ravens, ma se vuole vincere meglio gli eagles o i packers.
    Staremo a vedere

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