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Diventa veramente difficile essere originali, freschi e mai banali quando si parla dei Patriots: diciamoci la verità, quanti di noi nonostante la piega presa dalla partita sapevano perfettamente che Tom Brady avrebbe rimontato pure questa volta? Cosa si può dire di “nuovo” su una squadra che parteciperà all’ottavo Super Bowl in sedici anni, sempre guidati dallo stesso quarterback ed allenatore?

Non posso preoccuparmi di essere noioso o quant’altro, in questo caso siamo davanti a qualcosa di veramente unico nella storia dello sport: non ci resta che metterci comodi a guardare -gustare sarebbe stato troppo audace come verbo- una squadra che sembra aver trovato il modo di aggirare il sistema NFL e degli sport americani, ovverosia quel sistema che garantisce equilibrio ed una costante alternanza nei vertici delle classifiche.

Prima di iniziare a filosofeggiare sul fenomeno Patriots sarebbe forse meglio spiegare come ci siano arrivati a questo Super Bowl.

Neanche il tempo di abituarsi all’idea di Romo in un Championship Game -totalmente gratuita, lo so- che arriva la prima big play della giornata: Brady connette con Cooks, bravo a trovare il corridoio nella zone defense dei Jaguars, per 31 yards.

Tempo tre giocate ed ecco arrivare la prima vera sorpresa della giornata quando Belichick rinuncia alla possibilità di calciare un piazzato da 47 yards per una conversione di un già decisivo 4&1: quando arrivano i playoff e la palla inizia a scottare, Belichick scongela dal suo arsenale il sempre affidabile Danny Amendola, che in questo caso in barba alla iarda da guadagnare ne prende addirittura 20, portando New England a sole dieci yards dal touchdown.

Ma finora, la difesa dei Jaguars? Siate pazienti cari lettori, in quanto dopo aver concesso due big play nel giro di un paio di minuti, ecco finalmente arrivare Sacksonville, che prima costringe Dion Lewis a due giocate negative su due prevedibili screen pass, e poi coprendo alla perfezione Gronkowski -chi altro poteva cercare Brady in red zone?- costringe Brady troppo a lungo dentro la tasca: contro i Jaguars queste giocate finiscono in sack, ed infatti a sbattere al suolo il numero 12 ci pensa Fowler. Piazzato di Gostkowski dunque, 3 a 0 Patriots.

Subito Lewis: vantaggio Jaguars.

Saprà rispondere immediatamente l’attacco guidato da Bortles? Sì, parzialmente, in quanto nonostante un drive finito con il primo punt della giornata di Nortman, Jacksonville è stata in grado di convertire due terzi down consecutivi e se non fosse stato per un ottimo intervento di Van Noy su un pallone rivolto ad un Yeldon con molto verde davanti a sé, probabilmente Jacksonville avrebbe tolto da subito lo zero sul tabellone.

Palla ai Patriots dunque, che muovono immediatamente le catene con un lancio da 11 yards per Cooks -oggi molto impegnato- seguito però da tre corse consecutive che li portano ad una sola iarda dal primo down: vista la posizione di campo Belichick non ci ha pensato due volte a puntare il più lontano possibile quel pallone.

Il successivo possesso dei Jaguars si apre in modo decisamente incoraggiante, poiché su un semplice screen pass Corey Grant riesce a guadagnare immediatamente 20 yards ed attenzione, perché questa non sarà l’ultima volta che il terzo runningback dei Jags sarà protagonista: dopo un paio di passaggi veloci e corse di Fournette, Bortles trova successo nuovamente con un basilare screen sempre a Grant, che in questa occasione di yards ne guadagna 24, portando così i suoi sulla linea delle 4 di New England, posizione di campo su cui sosteranno per pochi secondi in quanto su una RPO -run-pass option- Bortles decide di lanciare ad un Marcedes Lewis completamente libero in terra promessa. Esattamente, Jacksonville 7 New England 3: c’è una partita a Foxboro’!

Chi attendeva l’immediata risposta dei Patriots sarà rimasto probabilmente deluso dal successivo three&out, arrivato nel momento in cui su 3&11 Brady non è riuscito a connettere con un Hogan marcato pressoché perfettamente: con tutta l’inerzia possibile, palla nuovamente ai Jaguars, che nonostante una penalità per false start riescono immediatamente a guadagnare il primo down ancora una volta con Corey Grant.

Che questo drive portasse a punti lo si è capito nel momento in cui, appena dopo questa -quasi- big play Bortles ha connesso con Hurns per 27 yards: un paio di corse di Fournette, fra cui una da 13 yards, hanno messo i ragazzi di Marrone nella red zone dove pure in questa occasione sono riusciti a portare a casa i sei -più uno- punti grazie ad una corsa up the middle dell’infermabile Fournette, in grado di far rimbalzare via un inerme Van Noy. 14 a 3 Jaguars: altroché Davide contro Golia, qua i Patriots devono trovare immediatamente un modo per fermare l’attacco guidato da un finora impeccabile Blake Bortles.

Se vi state chiedendo come sia possibile che in quasi due quarti di partita non abbia ancora nominato Gronkowski, ecco a voi: tre lanci consecutivi indirizzati al gigantesco tight end hanno portato ai Patriots solamente 21 yards poiché la copertura applicata dalla secondaria dei Jacksonville è stata quasi impeccabile. Dopo un incompleto -drop di Burkhead- Brady si trova per l’ennesima volta nella poco invidiabile situazione di 3&long e, non trovando nessuno libero, viene anche in questa occasione atterrato da Fowler, che portando a due i sacks messi a segno in meno di metà partita, consegna ancora una volta il pallone al suo attacco.

A questo punto della partita per New England è categorico non concedere punti e metterne a segno qualcuno prima della pausa lunga, e per quanto questo intento sembrava potesse divenire realtà, un passaggio di 26 yards ricevuto da Cole su terzo down nonostante la marcatura di Butler mette nuovamente Sacksonville nella metà campo dei Patriots, ma dopo un paio di penalità -fra cui un delay of game che ha vanificato loro un guadagno di 12 yards- ed un sack di Adam Butler vengono costretti al punt: ora per New England non c’è scelta, bisogna immediatamente segnare.

James White in postseason è una garanzia.

Una serie di giocate corte e veloci permette a New England di chiudere due down, ma ciò che ricorderemo di questo drive sarà quanto segue: su 1&10 Brady tenta di connettere in profondità con Gronk, che subito sembra riuscire ad acchiappare l’ovale, salvo poi mollarlo dopo un terrificante intervento helmet-to-helmet di Church, che seppur penalizzato di 15 yards per unnecessary roughness in una sola, sporca giocata -è stato ripreso dalle telecamere intento ad esultare- ha tolto dalla partita l’arma numero uno di Brady.

Dopo una chiara pass interference di Bouye -32 yards per New England- New England è sulla goal line quando Brady connette per 12 yards con Cooks: sono i playoff, dunque a mettere a segno il touchdown del 14 a 10 ci penserà ovviamente James White, che con una corsa da una iarda riporta i suoi sotto di un solo possesso.

La seconda metà si apre con la palla a Jacksonville che trova subito 20 yards con il fullback Bohanon, e dopo aver convertito un importante 3&8 grazie a Yeldon, con un paio di corse di Fournette si mettono in zona field goal: l’incompleto indirizzato a Lee su 3&4 costringe Lambo a calciare un pesantissimo piazzato da 54 yards, che viene però convertito apparentemente senza difficoltà alcuna, portando così Jacksonville sopra 17 a 10. Riuscirà New England a fermare l’attacco di Jacksonville ed a convertire terzi down?

Eventualmente sì, ma non ancora: Brady scongiura il rischio di un altro three&out connettendo per 17 yards con Hogan, ma nel giro di tre giocate viene costretto ancora una volta ad affidarsi al piede di Ryan Allen poiché James White viene fermato a ben quattro yards dal primo down, palla a Jacksonville sulla linea delle loro 10 yards. Finalmente sono i Patriots a costringere gli avversari al three&out, in quanto dopo un incompleto Bortles viene atterrato da Guy, e come potrete ben immaginare convertire un 3&15 sulle proprie 5 yards è abbastanza complicato.

Con poco più di 20 minuti rimasti, i giri a vuoto di New England iniziano ad essere decisamente troppi, ed il successivo three&out mette nuovamente la palla in mano a dei Jaguars che a questo punto devono portare a casa anche solo tre punti -per portarsi sopra di due possessi- consumando quanto più tempo possibile: missione compiuta, poiché dopo un drive di 11 giocate durato quasi cinque minuti, Lambo converte il secondo piazzato della sua partita portando sopra i suoi 20 a 10.

Sappiamo tutti quanto a Brady piaccia rendersi protagonista nel quarto quarto -egocentrico…- ma a questo punto sarebbe il caso di produrre immediatamente qualcosa: dopo l’ennesimo passaggio a Cooks, una improbabile trick-play che ha visto Amendola lanciare il pallone a Dion Lewis finisce nel peggiore dei modi, ovvero con un incredibile fumble recuperato da Myles Jack, bravissimo a far perdere il controllo dell’ovale ad un cadente Lewis. La situazione per New England si fa veramente dura, e serve immediatamente un three&out: questo desiderio viene esaudito nel momento in cui Hurns viene fermato prima della linea di primo down, non lasciando così altra scelta a Marrone che puntare.

Primo touchdown della giornata di Danny Amendola.

Momento della verità per i Patriots: Brady trova immediatamente, ancora una volta, Cooks libero per 18 yards, e dopo un sack ed un incompleto, su 3&18 con Gronk ufficialmente fuori dalla contesa, secondo voi chi cercherà Brady?

Ovviamente Amendola, che ricevendo per 21 yards tiene ancora in gioco i Patriots, che galvanizzati da questa big play vanno a pescare dal playbook l’ennesima trick play dell’era Belichick: il flea-flicker porta a Brady e compagni ben 31 yards grazie ad un’ottima ricezione del finora mai nominato Dorsett.

Dopo aver guadagnato 14 yards, Amendola mette la firma sul primo passing TD della giornata di Brady ricevendo un passaggio corto portato in end zone nonostante l’opposizione dei difensori di Jacksonville: 20 a 17, i Pats ci sono.

Ed ecco a voi il secondo, meraviglioso, touchdown di Danny Amendola.

Ora a Jacksonville servirebbe un drive lungo e fruttuoso, ma dopo un illusorio passaggio di 20 yards ricevuto da Hurns, due incompleti consecutivi hanno costretto i Jags al punt: lo stesso destino tocca a New England, che nonostante una gigantesca pass interference che ha regalato loro ben 36 yards, non riescono a completare nessuno dei seguenti tre lanci, restituendo ai Jags la palla sulle 10 yards.

Evidentemente a corto d’idee, i Jaguars hanno giocato con il cronometro, non per guadagnare primi down: punt e palla ai Patriots, che a questo punto di margine di errore ne hanno veramente poco, anche se le 20 yards di return guadagnate da Amendola hanno regalato loro una posizione di campo fantastica, le 30 dei Jaguars. P

ronti via e passaggio da 15 yards a White, seguito da uno di 8 ad Amendola e poi da un quarterback sneak di Brady valso loro il primo down: sulla successiva corsa White guadagna solamente una iarda, ma poco male, in quanto pure in questo caso ci pensa Amendola, che con uno sforzo sovrumano riesce a tenere entrambi i piedi in campo ed a riportare sopra, dopo quasi tre quarti, i suoi. 24 a 20 New England, Brady potrebbe avercela fatta ancora.

Il drive della disperazione di Jacksonville parte nel migliore dei modi, in quanto dopo 8 yards guadagnate da Lee, Dede Westbrook ne guadagna a sua volta ben 29: il pallone sul successivo primo down cade a terra risultando incompleto, mentre nella giocata successiva Bortles viene atterrato dal veteranissimo James Harrison, che riesce pure a causare un fumble recuperato però dal tackle Robinson. Su 3&19 arrivano solamente 4 yards, quindi il 4&15 che Jacksonville sta per affrontare può essere la giocata della partita: Bortles cerca Westbrook su una corner route, ma Gilmore in questa occasione è impeccabile e batte a terra un pallone pesantissimo.

Per vincere ai Patriots basta un primo down, che puntualmente arriva quando su 3&9 Dion Lewis riesce a guadagnare ben 18 yards: l’ottava fourth quarter comeback ai playoff per Brady vale lui l’ottavo viaggio al Super Bowl della propria leggendaria carriera, ma onore ai Jaguars, che nonostante l’inesperienza in postseason hanno costretto New England a sudare le proverbiali sette camicie per avere ragione di loro.
La palla della partita va ovviamente a Danny Amendola: oltre ad aver messo a segno due TD, il numero 80 dei Patriots si è pure guadagnato un ottimo 86.8 di PFF, reso possibile dal surreale 145.1 di passer rating che Brady ha fatto registrare nei passaggi indirizzati verso di lui.

Facciamocene una ragione, i Patriots sono al Super Bowl pure quest’anno: possiamo odiarli, metterli in dubbio, costruirci scandali attorno, ma alla fine è tutto inutile, nessuno gioca un situational football migliore.

Post By Mattia Righetti (472 Posts)

Mattia, 25 anni. Una versione più irsuta e povera di Larry David, ma il concetto è lo stesso. A volte Julian Edelman. Se non mi seguite su Twitter (@matiofubol) ci rimango male

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9 thoughts on “Morte, tasse e Tom Brady nell’ultimo quarto: Patriots al Super Bowl

    • Solito suicidio dei coach conservativi contro Belichick: 4°e 1 in vantaggio a 4 min dalla fine e vanno di punt invece di sfondare.
      Ma allora te le cerchi.
      Sembra che nessuno guardi le partite di playoff dei Patriots prima di giocarci contro…

  1. Hai ragione chiamare il punto sul 4to &1 a quel punto è stato un vero suicidio. Se vuoi andare al SB contro i Pats quella yard te la devi saper prendere.
    Ma trovo che i due momenti davvero decisivi siano stati altri.
    Il TD concesso alla fine del 2do quarto. Con due penalità stupide: Gronko aveva perso il pallone di suo e non fai quell’entrata (tralascio l’esultanza che spiega da se lo stato di trance in cui stava Church) e ancor più la successiva interferenza di Buoye. Inutili regali da 17-3 a 17-10 cambia il mondo.
    Il secondo è il drive culminato nel TD del 20-17 quello che ha aperto il Brady-Time. Una difesa come quella dei Jags non può concedere la conversione del 3&18 a New England. Passi cadere nel trucco che il gioco dopo ha regalato alla flea-ficker di Brady e Dorsett ben 31yds, ma sul 3&18 c’è stato un calo di concentrazione imperdonabile. Quella conversione a quel punto non la puoi concedere. Se lo fai …. il grande ballo lo guardi da casa.
    Sono però considerazioni che, viste dall’altro lato, ribadiscono una verità inconfutabile: quando arriva lì nelle partite che contano e, ancor più in un Championship o un SB hai solo due scelte: o non sbagli mai in 60 minuti di football e soprattutto nei passaggi decisivi oppure a te restano tanti complimenti per tutto quello che hai fatto e Brady va al ballo o si mette l’anello.
    Credo sia la verità che sancisce, una volta di più, la forza di quella franchigia.

    • Concordo su tutto. E’ davvero inconcepibile come ancora ci siano coach in NFL che abbiano paura a giocarsi un 4th e 1 in quel frangente! Contro i Pats poi! La partita poi è stata davvero persa con quel criminale 3th e 18 concesso così…con un lancetto comodo, comodo! Follia! Ai Jaguars è venuto il braccino negli ultimi due drive offensivi poi, con una squadra incapace di uscire dal buco in cui li avevano cacciato i Pats alla fine (sulle loro 5 yds): qui è mancato tutto, dalla linea offensiva ad un QB di classe! Però solo io ho visto un certo permissivismo arbitrale nei confronti dei Pats? Insomma, hanno beccato solo 10 yds di penalità a fronte di 98 per i Jags. Su Gronkowsky sacrosanta la chimata arbitrale per unnecessary roughness da casco, ma prima, a fine secondo quarto, quella pass interference chiamata a me è sembrata un po’ troppo generosa…soprattutto perché la palla non sarebbe mai stata ricevuta… a mio parere. In ogni caso, li puoi odiare, ma i Pats nei momenti caldissimi, sono sempre superiori. Spero in Foles….

      • Vogliamo parlare di cosa è successo contro Pitts nella partita che ha cambiato la stagione per il bye e il Field advantage? Per non parlare della regular contro Jets, Buffalo e Texans. Quest’anno ci sono stati più episodi del solito a favore dei Pats. Troppi a mio avviso. Sono curioso di vedere al Superbowl cosa succede….ma credo che non ci sarà partita e non ci sarà bisogno di aiuti. Pats vincenti di almeno 2 td di scarto…ma che epilogo triste. sono la Juve del football….anche lì dicevano che si malignava che erano solo forti…e invece….

          • Scusa Mattia, ma è vero o no che ogni volta che la partita è sul filo di lana partono chiamate e flag a favore dei patriots? Dai…stiamo parlando di 400 yards di penalità guadagnate in tutta la stagione! Se avessero dato quel TD a james dopo una review di 10 minuti (…insoliti tempi) come sarebbe andata la stagione? Se avessero dato quel TD regolare ai Jets…col cavolo field advantage ecc. Poi il loro valore c’è ovviamente. Brady è brady, la difesa fa paura. Ma siamo onesti quest’anno era l’anno di jacksonville…sarebbero arrivati al SB e l’avrebbero vinto….Sinceramente fa gioco pure alla lega avere il QB (brady) paragonato a Michael Jordan…la legacy dei Patriots ecc…

          • Posso darti ragione sul dubitare di alcune chiamate arbitrali, in quanto hanno alzato il sopracciglio pure a me, però caro mio Ric, per vincere 13+2 partite in stagione serve altro oltre che tanta fortuna sulle chiamate -che rimango a volte sospette-: che ci vogliamo fare, questo è il mondo dei Patriots.

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