Ci si era illusi, o meglio, ci avevano illusi le prime cinque partite dei Falcons del nuovo head coach Dan Quinn. Pronti, via, subito cinque vittorie consecutive e la sensazione di aver ritrovato lo smalto andato perso nelle ultime stagioni della gestione Mike Smith. In sette incontri Atlanta ne vince sei, solo una sconfitta a New Orleans. Poi il tracollo: sette sconfitte e soltanto due vittorie, secondo posto nella Division e niente play off per la terza volta consecutiva.

Dan Quinn

Dan Quinn

L’assunzione di Dan Quinn aveva lo scopo di dare una scossa all’ambiente e di costruire una difesa capace di sostenere un attacco sempre rimasto all’interno delle prime dieci posizioni: i progressi ci sono stati sia dal punto di vista emotivo, ad esempio la vittoria di carattere contro i Panthers ponendo fine alla loro imbattibilità, sia tecnico perché le statistiche lo dimostrano come il campo.

Atlanta è passata dalla peggior difesa della Lega per yards concesse ad occupare la quindicesima posizione subendo circa cinquanta in yards in meno a partita. Ora rimane da capire se la squadra abbia il potenziale per fare un ulteriore step in avanti, a partire dal quarterback Matt Ryan, non trovatosi a suo agio con il nuovo sistema del offensive coordinator Kyle Shanahan, oltre alla difesa che cerca punti di riferimento e deve assolutamente migliorare la pass rush fermatasi a quota 19 sacks in sedici partite.

Matt Ryan rappresenta più di tutti l’immagine di questa franchigia di cui è la guida fin dal 2008, l’anno in cui venne scelto al Draft da Boston College. Il sistema di Shanahan basato sui blocchi a zona ha rilanciato il running game, invece il passing game sembra aver risentito partendo da un Ryan apparso meno brillante nelle decisioni condizionando ben quattro partite concluse da un suo intercetto. E’ solo una questione di adattamento? La linea offensiva ha delle responsabilità con i suoi 32 sacks concessi?

Tutti equivoci a cui si vuole ottenere una risposta: Matt Ryan ha lanciato 4,591 yards, 16 intercetti, 21 touchdown completando il 66% dei passaggi. Il numero di touchdown è il più basso dato registrato da Ryan dopo i 16 del suo anno da rookie, confermando i dubbi espressi su di lui e il nuovo sistema, magari complice il livello del personale a disposizione così come una tendenza a non essere incisivo a ridosso dalla end zone. Certo, un tempo avere Jones, Gonzalez, Douglas e White era un lusso come pochi, ora dei tre è rimasto soltanto il primo con Roddy White lasciato andare in questa off season.

Il principale target di Ryan rimarrà ancora Julio Jones, l’ultimo anno arrivato a ricevere 136 palloni per 1,871 yards e 8 touchdown. Inutile sottolineare lo spessore di Jones e dalla sua completezza nel gioco, capace di battere ogni avversario sfruttando velocità, fisico e mani delicate. Il problema è ora legato a chi affiancargli in sostituzione a White dopo un’annata in cui Leonard Hankerson non ha dato le risposte tanto attese avendo finalmente spazio per farsi notare.

La risposta si spera possa essere Mohamed Sanu, ventisettenne wide receiver uscito da Rutgers quattro anni fa e liberato dai Bengals dopo le ultime tre annate in cui non ha mai saltato una partita, chiudendo la sua avventura in Ohio finalizzando un totale di 1,793 yards e 11 touchdown. Per prenderlo sono stati necessari trentadue milioni per cinque anni, cifra sicuramente importante per un receiver che ha concluso lo scorso anno senza alcun touchdown.

Matt Ryan

Matt Ryan

Oltre a lui è atteso a un passo avanti il secondo anno Justin Hardy, quarto giro del 2015, dopo un anno da rookie segnato da poche luci dovute anche al poco spazio a disposizione. Devin Hester, Nick Williams, 159 yards e 2 touchdown lo scorso anno, il sesto giro di questo Draft Devin Fuller e Aldrick Robinson sono i nomi tra cui emergeranno i pezzi finali del core di wide receiver.

Atlanta potrebbe impiegare molto la formazione a due tight end perché a Jacob Tamme (657 yards e un solo touchdown segnato nel 2015), onesto giocatore di cui ormai si conoscono tutti i pregi e i difetti, si è aggiunto il rookie Austin Hooper, pescato al terzo giro da Stanford in un Draft che non ha di certo brillato per il valore dei tight end. Hooper porta con se fondamentali molto solidi, ha interessantissime skills da recivitore e potrebbe in pochi anni diventare un titolare interessante.

Come detto in apertura, il cambio di sistema ha rivoluzionato il sistema di corsa costruendo il diciannovesimo attacco via terra con 100.4 yards di media guadagnate a giornata. Devonta Freeman è stato uno dei principali benefattori durante la parte iniziale finendo poi in calando la stagione: in 265 portate ha saputo guadagnare 1,056 e ben 11 touchdown distanziando il rookie Tevin Coleman, il suo principale outsider dato da molti in corsa per lo spot da titolare, fermato a quota 392 yards ma con una media yards a portata migliore (4,5 contro 4).

Essendo tutto al primo anno, si spera che l’intero attacco possa migliorare ancora partendo da una linea finalmente dotata di un centro di livello e di un tandem di tackle ormai tra i più solidi della Lega. Alex Mack ha voluto fuggire da Cleveland ed è finito nel punto dove più c’era bisogno di lui, ovvero Atlanta, pur firmando un contratto molto ricco da quasi 47 milioni in cinque anni. Soldi che pure Jacksonville provò a offrire, pareggiati dai Browns ora impossibilitati di tenerlo.

Jake Matthews sta finalmente ripagando la scelta spesa in Top 10 per portarlo sul lato cieco di Ryan mentre il quarto anno Ryan Schraeder si è guadagnato lo spot da titolare dopo essere stato un undrafted da Valdosta State nel 2013. L’inserimento di Mack potrebbe essere la soluzione giusta per unire una linea ancora non paga nel ruolo di guardia: Andy Levitre è stato preso via trade lo scorso Settembre dai Titans, Chris Chester invece rimane un titolare medio con poco upside e l’età non più dalla sua.

Entrambi non hanno convinto nella scorsa stagione, infatti al sesto giro è stato preso Wes Schweitzer di San Jose State: interno mobile, adatto a questo schema di gioco . Sarà la riserva di maggior spessore insieme a Mike Person e Tom Compton. La continuità si spera possa essere l’elemento decisivo per alzare il livello di un reparto finalmente dotato di una vera guida, un centro abile nelle letture e nell’organizzazione del reparto.

Julio Jones

Julio Jones

Ovviamente vista la specialità di Quinn è giusto aspettarsi un ulteriore miglioramento della difesa, specie della pass rush. Si pensava di veder scelto un altro edge rusher al primo giro mentre la scelta è caduta su Keanu Neal, strong safety moderna capace di giocare linebacker. Diventa fondamentale per Quinn e il defensive coordinator Richard Smith riuscire a sviluppare Vic Beasley, la prima scelta del penultimo Draft.

Beasley non è riuscito subito a portare l’impatto sperato, ha giocato spesso infortunato e quindi ora è lecito aspettarsi una produzione migliore dei 4 sacks, 2 fumble forzati e 26 placcaggi messi a segno. Con Beasley schierato spesso da linebacker rusher, la linea difesa di base sarà composta da Adrian Clayborn, 3 sacks nel 2015, Tyson Jackson, il neoacquisto da Miami Derrick Shelby e dal quinto giro sophomore Grady Jarrett.

Dopo quattro anni in Florida, Shelby ha cercato una piazza dove potesse esprimersi con maggiore continuità per migliorare i 105 placcaggi e 9 sacks ottenuti a Miami in tutta la sua esperienza, oltre ai due fumble forzati lo scorso anno più un intercetto. Accanto a lui Tyson Jackson continua a essere un buco nero nel portare pressione al QB, invece piacevole è stata la crescita di Grady Jarrett, pescato da Clemson, nella posizione di nose tackle con 24 placcaggi effettuati oltre a un sack.

Shelby potrebbe essere un rusher prezioso da schierare in campo continuamente, aiutando Beasley nel suo compito. Dietro i quattro partenti ci sarà rotazione tra Ra’Shede Hageman, terzo anno, purtroppo fino ad oggi non all’altezza delle belle parole spese su di lui in sede di Draft e dopo la sua chiamata al secondo giro. Anche Brooks Reed è chiamato a un contributo più significativo dei 17 placcaggi compiuti nel primo anno in Georgia, mentre  Jonathan Babineaux e il neo acquisto Courtney Upshaw daranno il loro contributo contro le corse.

Devonta Freeman

Devonta Freeman

Nella difesa del coordinator Richard Smith ci sono ancora preoccupazioni per quanto riguarda il reparto linebacker: assieme a Beasley schierato più da rusher che da backer puro, Paul Worrilow ha chiuso un’annata un po’ in calando (95 placcaggi e due intercetti) confermando le abilità non eccelse in pass coverage. Justin Durant è stato inadatto al ruolo designato quindi lasciato andare, invece Sean Weatherspoon è ritornato alla nave dopo una stagione deludente in Arizona dove non ha mai conquistato lo spot da titolare o un adeguato numero di snap.

Weatherspoon prenderà molto probabilmente il posto da titolare insieme a Worrilow, però rimane un titolare di medio livello rispetto a quello di inizia carriera, per cui il primo giro Keanu Neal potrebbe spesso giocare in questo settore grazie alla sua tenacia nell’affrontare le corse e una completezza nei drop sicuramente più alta dei due sopracitata. Neal avrà grosse aspettative per quanto riguarda l’impatto immediato: non dovrà far rimpiangere l’aver passato un buon edge rusher come Shaq Lawson, oltre a migliorare lui nella comprensione del gioco.

Phil Wheeler sarà il back up più esperto dopo una prima annata in Georgia da 29 placcaggi, però probabilmente alla lunga crescerà l’impiego del rookie preso al secondo giro da LSU, Dion Jones: linebacker veloce, duro contro le corse, potrebbe ritagliarsi presto uno spot importante facendo perdere snap preziosi a Worrilow. A dimostrazione di come il GM Thomas Dimitroff voglia offrire profondità a questo reparto, quest’anno al Draft si ha speso anche un quarto giro per De’Vondre Campbell, prodotto di Minnesota, in cui si spera di trovare un back up affidabile.

E’ ovvio che una pass rush sterile comprometta il rendimento delle secondarie: Desmond Trufant è probabilmente nel gruppo dei migliori cornerback in circolazione dopo soli tre anni nella Lega. Capace di giocare contro ogni tipo di avversario, avrebbe bisogno di maggior pressione da parte del front seven per sfruttare meglio le sue abilità di hawk dopo aver prodotto 6 intercetti e recuperato 4 fumble in tre stagioni. Lo scorso anno ha deviato 11 palloni, messo a segno 42 placcaggi e cancellato spesso gli avversari dal campo. E’ l’anima di questa difesa dove spesso è sembrato giocare con compagni inadeguati ad dargli una mano per incrementare i suoi numeri già importanti.

Opposto a lui ci sarà ancora Rober Alford, ormai giunto al quarto anno tra i pro, dimostrando un buon fiuto per il pallone con 2 intercetti realizzati e 15 palloni deviati oltre ai 52 placcaggi realizzati. Ma vista la carta d’identità che reciterà 28 anni il primo Novembre, sembra che in futuro il suo posto verrà preso dal secondo giro sophomore Jalen Collins, rimasto a lungo sulla sideline anche per la sua preparazione tecnica molto grezza in uscita da Louisiana State, ancora da raffinare per completare dei istinti per il pallone molto interessanti.

Desmond Trufant

Desmond Trufant

Akeem King dovrebbe essere il quarto cornerback della rotazione, invece in partenza la safety titolare affianco a Neal sarà il confermato Ricardo Allen dopo un terzo anno da 68 placcaggi realizzati. L’altra safety Kemal Ishmael  prenderà snap quando Neal giocherà vicino alla linea di scrimmage, portando qualche dote da playmaker in più visto l’intercetto e i 46 placcaggi messi a segno lo scorso anno. E’ ovvio che sostituire un playmaker come William Moore sarà difficile, ma i numerosi infortuni hanno indotto la dirigenza a rinunciarci.

Gli special team guidati dal coordinator Keith Armstrong vedranno probabilmente l’ultima annata di Devin Hester in Georgia con Devin Fuller pronto a sostituirlo nei ritorni. Il PK Matt Bryant ha toccato quota 41 anni e viene da una stagione dove non ha più brillato come gli scorsi anni,14 field goal realizzati su 18 e una gamba non più giovane come prima. Si ha ingaggiato Shayne Graham per dargli maggiore pressione, invece il punter sarà ancora Matt Bosher, tra i migliori della Lega.

Il record di 8 vittorie e altrettante sconfitte a relegato Atlanta alla settima posizione della Conference a due vittorie dal poter entrare con una Wild Card. La schedule di quest’anno prevede di incotrare Oakland, Broncos, Seahawks e Philadelphia tutte in trasferta prima del bye all’undicesima giornata, mentre nell’ultima stagione del Georgia Dome verranno ospitate le sfide coi Chargers e i Packers. Un vantaggio potrebbe essere quello di giocare tre dei primi scontri divisionali (Tampa all’esordio e Panthers alla quarta giornata) in casa, cercando di vincere partite preziose in ottica division.

Con i forti Cardinals e Chiefs da incontrare sempre in casa subito dopo il week, i Falcons sembrano avere una dose di partite chiave in casa abbastanza buona per provare a migliorare il record dello scorso anno. E’ ovvio che servono dei miglioramenti da Matt Ryan e dalla difesa nel portare pressione e provocare qualche turnover in più, ma tutto il roster avrà un anno in più con il coaching staff quindi si spera di sopravvivere alla deph non profondissima in alcuni ruoli.

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