TAMPA_PANTHERS0103_352Questi ultimi quattro mesi sono stati a dir poco sconfortanti per i tifosi della Carolina, in particolare per le squadre con sede nella parte nordica. Partendo dalla recente sconfitta in una sanguinosa gara 7 in downtown Miami degli Charlotte Hornets, passando per il buzzer-beater di Kris Jenkins che condanna i Tar Heels alla sconfitta nella finale del torneo NCAA contro i Villanova Wildcats. Arrivando a Santa Clara, California, quel 7 Febbraio e l’amara sconfitta contro la straordinaria difesa dei Broncos nella 50esima edizione del Super Bowl. Quest’ultima sconfitta è, probabilmente, quella che brucia di più, soprattutto per come i Panthers sono arrivati lì, quasi da favoriti e con il miglior giocatore della lega dalla propria parte.

Da dove bisogna ripartire? Può una sconfitta, o la Sconfitta,  “rovinare” una stagione intera dove hanno vinto nella NFC, prima la South Division e poi la Conference? Le domande degli addetti ai lavori sono molteplici e ripetersi non è mai facile.

I Panthers sono ripartiti da quello che hanno di più prezioso, dal roster, per capire come poter migliorare e/o perfezionare la squadra, le notizie che sono arrivate dall’infermeria, dal mercato e dal draft sono state altalenanti. A marzo cominciano proprio queste altalenanti notizie, in questo caso molto buone riguardanti il loro ricevitore Kelvin Benjamin (miglior ricevitore della squadra nell’anno da rookie con 1008 yards di ricezione di cui 73 ricezioni e 9 touchdowns), che nell’Agosto 2015 si lacerò il legamento crociato anteriore del ginocchio. Benjamin riceve il benestare dei medici e parteciperà di conseguenza – seppure limitatamente – ai cosiddetti, OTAs (Organized Team Activity) nelle settimane di maggio per poi essere a pieno regime per il training camp. Una notizia che fa brillare gli occhi di tutti i fan di Carolina e soprattutto quelli del MVP, che avrà un ulteriore bersaglio a cui lanciare quei proiettili, perché i suoi non sono passaggi, per provare ad essere, di nuovo, il miglior attacco della lega.

Il mese successivo arriva una notizia molto meno buona, i Panthers rescindono il tag esclusivo di Josh Norman, che proprio in questa ultima stagione ha consacrato il suo valore tra i migliori cornerbacks della lega con 4 intercetti, 2 touchdowns, 3 fumbles forzati e 2 recuperati. Il fallito raggiungimento tra le parti, porta Norman libero sul mercato e qualche giorno dopo firma un quinquennale con i Washington Redskins.

Maggio è il mese del draft, con la partenza di Norman, il legamento crociato rotto dell’altro cornerback Charles Tillman e il ritiro del veterano defensive end Jared Allen, le necessità dei Panthers sono sopratutto in difesa. In modo intelligente scelgono alla #30 il defensive tackle Vernon Butler dal college di Louisiana Tech, un difensore molto versatile che può giocare sia “internamente”, sia come nose tackle in caso di cambio di formazioni difensive. Le scelte #62 James Bradberry, #77 Daryl Worley e #141 Zach Sanchez, sono tre cornerbacks che si giocheranno il posto da titolare insieme a Bené Benwikere ed al neo acquisto Brandon Boykin dai Pittsburgh Steelers. Per concludere il draft, alla #252 i Panthers scelgono il grosso tight-end da Montana State, Beau Sandland, che andrà a completare, o meglio, affollare il reparto di ricezione offensiva.

lukeI Carolina Panthers, in questo momento, sembrano come un po’ un elefante in una cristalleria, si sono mossi in punta di piedi per tutta la off-season, certo la storia di Norman ha suscitato un po’ di brontolio generale, ma poi sono ritornati sui binari di coach Rivera e sono pronti, sul campo, a fare molto rumore. Infortuni e casualità a parte, Newton ha tutte le risorse per confermare quanto di ottimo ha ottenuto la stagione scorsa. Partono favoriti per vittoria della NFC South ma ripetere le quindici vittorie sarà molto difficile.

La strada per lo NRG Stadium di Houston la conoscono già, ci sono già stati nel 2004, di nuovo senza alzare Vince Lombardi Trophy e sanno che è piena d’insidie. Se quest’anno c’è una squadra che vuole una rivincita, sono proprio i Panthers e la prima possibilità ce l’hanno da subito, sarà il 9 di settembre proprio a casa di chi, a febbraio, ha ridicolizzato il miglior attacco della lega e sono certo che Rivera, Newton e Kuechly arriveranno pronti e carichi dal primo snap, poi come si dice “Chi ben comincia è già a metà dell’opera”.

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