1) New England Patriots (11-3) (+1) I Patriots si prendono una bella rivincita sui rivali Dolphins, vendicando la sconfitta della week 1 ed estromettendoli, quasi definitivamente, dalla corsa verso i playoffs; ancora decisivo Brady, che mantiene una media piuttosto alta di yards conquistate a lancio, affidandosi ai soliti Rob Gronkowski e Julian Edelman, ormai due garanzie per il passing game di New England.

2) Arizona Cardinals (11-3) (+1) Il difficile viene adesso, perso anche Drew Stanton toccherà a Ryan Lindley guidare lo sfortunato attacco dei Cardinals, che nelle ultime due uscite stagionali dovranno cercare di mantenere la win di vantaggio sui Seahawks, con i quali si giocheranno il tutto per tutto nel Sunday Night di questa settimana; una nota positiva comunque c’è, la difesa continua a reggere, confermandosi un muro invalicabile sulle corse.

3) Denver Broncos (11-3) (+3) Vittoria difficile conquistata contro i Chargers, che consente a Manning & Co. di aggiudicarsi nuovamente la AFC West e, di rimando, staccare il biglietto playoffs con due week di anticipo sul resto del gruppo; contro i Chargers decisive anche le giocate del reparto difensivo, che chiude con 2 intercetti, siglati da Aqib Talib e Rahim Moore, ai danni di Rivers.

4) Dallas Cowboys (10-4) (+3) Romo sembra aver ormai risolto i suoi rapporti tesi con l’ultimo mese dell’anno, e lo conferma anche nel match divisionale contro gli Eagles, nel quale guida ad una win fondamentale i Cowboys facendosi spalleggiare da un DeMarco Murray e un Dez Bryant in grandissima forma, come dimostrano i 5 touchdowns realizzati in coppia; la postseason è ormai ad un passo.

5) Indianapolis Colts (10-4) (=) Ancora una volta parte maluccio Andrew Luck, che trova poi il modo di riscattarsi durante la partita, reagendo ad un pick six alla sua maniera, ovvero bombardando la difesa avversaria e trovando i TD pass utili a conquistare la vittoria; con l’AFC South ormai in cassaforte, giocheranno fino alla fine per le prime due posizioni dell’American Conference.

6) Green Bay Packers (10-4) (-5) Brutta sconfitta per i Packers, che vengono messi in seria difficoltà dalla pressante difesa di Buffalo, abile a chiudere gli spazi ed intercettare in 2 occasioni un Aaron Rodgers assolutamente poco supportato dai propri ricevitori, che si perdono in alcuni drop evitabilissimi; decisivo, probabilmente, per l’economia del match, quello di Jordy Nelson, lanciatissimo in campo aperto, nel corso del terzo quarto.

7) Philadelphia Eagles (9-5) (-3) Rimangono in corsa gli Eagles, stoppati anche dai rivali Cowboys in un Sunday Night condizionato dagli errori di Mark Sanchez, che non riesce a tenere i suoi in partita facendosi intercettare per ben 2 volte nel secondo tempo, quando Philly era già costretta a rincorrere; decisivo, a questo punto, il match di sabato contro i Redskins.

8) Seattle Seahawks (10-4) (=) Battono ancora i Niners e si mantengono in scia dei Cardinals, che affronteranno questo fine settimana, nella sfida che deciderà le sorti della NFC West, mai combattuta come quest’anno; Russell Wilson punterà alla win numero 35 della sua giovane carriera, ma, inutile anche scriverlo, la spunterà chi, tra le due rivali, saprà difendersi meglio.

9) Detroit Lions (10-4) (=) Vincono a fatica contro i Vikings e si avvicinano ai Packers, approfittando della loro simultanea sconfitta con i Bills; allontanato ormai il problema kicker, che ha tenuto banco nella prima parte della regular season, la loro stagione 2014 si deciderà in trasferta, prima a Chicago e poi a Green Bay, nell’ultima settimana di gioco.

10) Baltimore Ravens (9-5) (=) Anche per i Ravens ultime due week decisive; gli impegni, con Texans e Browns, paiono ampiamente alla loro portata, ma occorrerà tenere alta la concentrazione, soprattutto da parte di Flacco, protagonista della vittoria conquistata domenica a Jacksonville.

11) Pittsburgh Steelers (9-5) (=) Vincono contro Atlanta e rimangono incollati ai Ravens, in una lotta a tre per decidere il destino della AFC North che vede in corsa anche i Bengals, con i quali si giocheranno il tutto per tutto alla diciassettesima week, quando Cincinnati sarà ospitata in un Heinz Field più ostile che mai; Pittsburgh, logicamente, spera che l’esito sia lo stesso del loro primo scontro stagionale.

12) Cincinnati Bengals (9-4-1) (+1) A distanza di 8 anni i Bengals tornano a centrare un shutout, ed ora, come allora, a farne le spese sono i Browns, completamente annullati dalla difesa e annichiliti da un attacco trascinato da Jeremy Hill, che “bagna” la sua prima da starter in NFL con 148 yards e 2 touchdowns, consegnando una facile vittoria a Cinci.

13) Kansas City Chiefs (8-6) (+1) Tornano a gioire i Chiefs, che si vendicano della sconfitta subita un paio di settimane fa con Oakland, superando agevolmente i Raiders, e mantenendosi aperta una flebile chance di centrare la postseason, per la quale si giocheranno il tutto per tutto nelle prossime week, con le avversarie dirette Pittsburgh e San Diego.

14) San Diego Chargers (8-6) (-2) Altra battuta a vuoto per i Chargers, che a questo punto vedono complicarsi, notevolmente, la loro corsa verso la postseason; traguardo per il quale saranno costretti a giocarsi le, poche, chances residue negl’ultimi due appuntamenti stagionali, contro San Francisco e Kansas City, team con cui si giocheranno anche la piazza d’onore in AFC West.

15) Buffalo Bills (8-6) (+2) Difesa pressoché impenetrabile quella dei Bills, che riesce anche a fermare Green Bay e il fenomenale Aaron Rodgers, tradito dai suoi stessi ricevitori e da una offense che non riesce a mettere in difficoltà Buffalo; decisiva, oltre le giocate del reparto arretrato, la precisione del kicker Dan Carpenter, che realizza 4 field goal nel secondo tempo.

16) San Francisco 49ers (7-7) (-1) Fermati anche dai Seahawks, abbandonano quasi ogni speranza di giungere ai playoffs, traditi da un attacco che non riesce, nuovamente, ad incidere contro la rocciosa difesa di Seattle; brutta sconfitta per San Francisco, che paga anche gli infortuni subiti dai suoi due runner, Frank Gore e Carlos Hyde.

<bDolphinsHelmet17) Miami Dolphins (7-7) (-1) Contro i Patriots tengono botta per i primi trenta, prima di arrendersi alla sfuriata dell’attacco guidato da Brady, sotto i colpi di una difesa che tiene sotto costante pressione Ryan Tannehill; nella sconfitta c’è però una nota positiva, la spettacolare ricezione ad una mano di Mike Wallace, un piacere per gli occhi e per il cuore di ogni amante del football.

18) Cleveland Browns (7-7) (=) Pessimo esordio da starter per Johnny Manziel tra i professionisti, ad accoglierlo trova infatti un’agguerrita difesa dei Bengals poco propensa ad accordargli qualche bonus, ma anzi, decisa a fargli passare una domenica pomeriggio da incubo; amara, la considerazione della prima scelta di Cleveland a fine partita, che ammette ”E’ stata la mia peggior prestazione da quando gioco a football”, e se lo dice lui…

19) New Orleans Saints (6-8) (+4) Si aggiudicano il Monday Night contro Chicago e solidificano la prima posizione nella combattutissima NFC South, che ora guidano con una vittoria di vantaggio su Carolina e Atlanta, squadra che affronteranno domenica prossima, in un match fondamentale per il destino della Division; lontano da New Orleans, torna a brillare Drew Brees, che chiude con 3 TD pass, fondamentali per la vittoria sui Bears.

20) Houston Texans (6-8) (-1) Perdono un altro quarterback i Texans, costretti a virare sul rookie Tom Savage durante il match e a richiamare Case Keenum durante la settimana, per sopperire all’infortunio subito dal prodotto di Pittsburgh, anche lui out in vista del prossimo impegno con Baltimore; a corsa playoffs già archiviata, si gioca per l’onore.

21) St.Louis Rams (6-8) (-1) Dopo due shutout tornano a assaporare la sconfitta i Rams, che vengono superati dai rivali Cardinals nell’anticipo del giovedì notte; da tempo sintonizzati sulla season 2015, partono con una certezza, quella di trovato una difesa piuttosto solida su cui ricostruire. La speranza di St.Louis, ovviamente, è quella che la fortuna torni a sorridergli in attacco, riconsegnandoli un Sam Bradford in grado di fare la differenza.

22) Minnesota Vikings (6-8) (-1) Ci provano anche con i Lions, ma sono costretti ad arrendersi alla maggior solidità di Detroit, che riesce a cambiare volto del match dopo aver fermato in due occasioni, con altrettanti intercetti, Teddy Bridgewater; di li in avanti, l’attacco dei Vikings si perde, e gli avversari hanno vita facile per condurre in porto un’altra vittoria.

23) Carolina Panthers (5-8-1) (+2) Proseguono la striscia vincente i Panthers, che dopo il bye sembrano tornati a volare, trascinati da un Derek Anderson che non fa assolutamente rimpiangere Cam Newton, fermato da un incidente stradale, dal quale è uscito fortunatamente illeso, durante la settimana; domenica con Cleveland, tappa importante per rimanere in corsa nella South.

24) New York Giants (5-9) (+2) Vincono anche con i rivali Redskins dei Giants che sembrano aver trovato, finalmente, le chiavi di lettura ideali per far girare l’attacco, ovvero affidare l’ovale alle ottime mani di Odell Beckham Jr., ancora protagonista indiscusso del match, con 12 prese per 143 yards e 3 touchdowns; con la stagione ormai andata, si preparano a fare da ago della bilancia per la East, nella sfida divisionale dell’ultima week con Philadelphia.

25) Chicago Bears (5-9) (-3) Sconfitti anche dai Saints alzano bandiera bianca i Bears, che da domenica proveranno a cambiare quarterback, con Jimmy Clausen che prenderà il posto di Jay Cutler, nel tentativo di dare una scossa all’ambiente; in difficoltà coach Marc Trestman, che potrebbe giocarsi la riconferma in queste due ultime uscite stagionali.

26) Atlanta Falcons (5-9) (-2) Battuti da Pittsburgh, i Falcons perdono il treno della NFC South, sul quale avranno comunque la possibilità di risalire questa settimana, in caso di vittoria sui rivali Saints; in difficoltà l’attacco, che senza Julio Jones fatica a tenere il passo con gli Steelers, decisamente superiori nei primi due quarti di gioco.

27) New York Jets (3-11) (+1) Continuano a svolgere il compitino i Jets, che senza infamia ne lode si impongono contro i Titans, in una giornata in cui le difese la fanno da padrone per quasi tutto il match, limitando la produzione di due attacchi già di per se poco produttivi; a rompere l’equilibrio ci pensa Chris Ivory, con una corsa da 1 yard nel finale.

28) Tampa Bay Buccaneers (2-12) (-1) Vendono cara la pelle contro i Panthers, ma alla fine sono costretti ad arrendersi per 2, miseri, punti; una stagione praticamente da archiviare il più presto possibile, resa meno amara dalla perla pescata nell’ultimo Draft, che risponde al nome di Mike Evans, ancora a segno, per l’undicesima volta in stagione, domenica.

29) Washington Redskins (3-11) (=) Si ferma McCoy e in attacco torna Robert Griffin III, che regala alcune giocate che non si vedevano dalla sua rookie season; la speranza, estrema, è quella di recuperare un talento che aveva infiammato le folle, e non solo a Washington, team che, molto probabilmente, senza una decisione poco condivisibile da parte degl’arbitri, avrebbe potuto scrivere un altro epilogo contro i rivali Giants.

30) Oakland Raiders (2-12) (=) Ormai è un dato di fatto, se non gira Derek Carr difficilmente l’attacco di Oakland riesce a combinare qualcosa e, di rimando, se lui si perde negl’errori, è altrettanto facile che i Raiders debbano digerire un’altra amara sconfitta, cosa accaduta anche la scorsa settimana, nel rematch contro Kansas City.

31) Jacksonville Jaguars (2-12) (-1) Lottano punto a punto con i ben più quotati Ravens, ai quali si arrendono solo nel finale, quando Blake Bortles viene fermato da Jeromy Miles in un drive che avrebbe potuto portare al pareggio i Jaguars, nelle ultime settimane parsi decisamente più competitivi.

32) Tennessee Titans (2-12) (=) Continua il trend sfortunato dei Titans e, soprattutto, di Jake Locker, che subisce l’ennesimo infortunio della sua ancor giovane carriera professionistica ed è costretto a lasciare spazio a Charlie Whitehurst, nuovamente trovatosi catapultato nel ruolo di starter a causa dei problemi fisici dei colleghi; un cambio di guida che comunque non produce alcun frutto, in una partita priva di emozioni con i Jets.

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