Quello che stanno attraversando in questo momento i Carolina Panthers non è di certo quello che si auguravano ad inizio stagione né tanto meno quello che ci si poteva aspettare come peggiore delle previsioni. Delusione è finora la parola chiave che scandisce queste prime nove uscite stagionali e che subito dopo il giro di boa non presentano la formazione di Charlotte in piena e perfetta qualità di pretendente ad una NFC South che altro non sta facendo che dimostrarsi senza alcuna ombra di dubbio la peggiore Division della National Football League di quest’anno.

Sul record di 3-5-1 Carolina sta trovando una marea di difficoltà in svariati aspetti che non consentono al proprio gioco di sviluppare quella potenza e quella forza in grado di porla ai vertici in un numero abbastanza ampio di categorie statistiche della lega.

e058bc6ccNell’ultimo Thursday Night Football la sconfitta patita sul punteggio di 28-10 contro i New Orleans Saints ha dato un’ulteriore prova di quanto questa formazione stia trovando innumerevoli ostacoli a fronte invece di quanto andasse forte nella stagione passata. Ancora difficoltà sulle corse, sia in attacco che in difesa, ulteriori problemi in attacco ed un Cam Newton che di nuovo non si dimostra una prima scelta assoluta al draft e commette una serie di svariati errori dal quale si è bene o male sempre tenuto a debita distanza. Cosa succede alla franchigia che l’anno scorso è riuscita a sorprendere tutti?

Partendo dalla difesa buona parte delle ragioni per cui la squadra sta trovando così tante problematiche sul proprio cammino potrebbe essere riscontrato in un particolare nominativo: Greg Hardy.

I vari nonché importanti problemi che hanno condizionato il prodotto di Mississippi e che lo stanno tenendo lontano dai campi di gioco hanno intaccato tutto il resto del gioco difensivo dei Panthers. La mancanza del miglior pass rusher della formazione va senza dubbio a incidere sulle prestazioni della squadra ed un reparto che l’anno scorso era posizionato addirittura nella top 3 in un ottimo quantitativo di statistiche ora si ritrova invece tra le peggiori 10.

In questo modo Luke Kuechly, nonostante un’altra ottima stagione in cui si sta ripetendo in qualità di macchina da tackle, non ha molta libertà e meno possibilità di imporsi nel corso della partita ed inoltre gli avversari hanno un ulteriore e fondamentale vantaggio dalla propria parte. Con un quantitativo di pressione così deficitario i quarterback delle formazioni opposte possono trovare in maniera più “tranquilla” i propri compagni, anche per big gain, e di conseguenza le corse hanno margini di lavoro più ampi e spazi maggiori di cui usufruire. Non vi è neanche grosso bisogno di sottolineare che quindi le read-option diventano a questo punto un’arma micidiale contro cui i Panthers difficilmente stanno riuscendo a porre un freno e tutto questo diventa una sotto specie di circolo vizioso da cui è incredibilmente difficile uscire.

Kuechly1Le 131.9 yard di media concesse a partita ed i 97 tackle con cui Luke Kuechly guida la classifica generale della NFL rappresentano abbastanza accuratamente quanto il LB sia effettivamente abbastanza “solo” nell’importantissimo compito da svolgere ed è ovvio che un giocatore in solitaria difficilmente può contrastare un intero reparto.

Inoltre tutto questo si va a ripercuotere nei punti concessi a partita e nelle ultime 7 partite i Panthers non hanno fatto un gran lavoro. Tenendo da parte la partita persa per 13-9 contro i Seattle Seahawks, squadra che in questo momento ha enormi difficoltà in quanto a produzione, ed i New Orleans Saints con i loro 28 punti (qualcosa di estremamente vicino ai 30 quindi), la difesa di Rivera ha concesso almeno proprio 30 punti ad ogni formazione affrontata in un time span che ha portato in dote un record di 1-5-1. Qualcosa di davvero troppo esoso per cercare di ritornare a vincere una NFC South che da quando è stata formata nel lontano 2002 tutto è stata fuorché costante ed in particolar modo con un back-to-back winner.

Come possiamo notare quindi la difesa di Carolina non sta facendo un gran lavoro e non sta producendo il dovuto ed il necessario. Produzione che tuttavia sta mancando anche da un reparto offensivo che vanta uno dei quarterback con il miglior fisico, se non quello con il miglior fisico, di tutta la National Football League e che in prospettiva potrebbe presto o tardi dare un gran filo da torcere a chiunque: Cam Newton.

Nelle ultime partite il braccio del numero 1 dei Panthers trova estrema difficoltà a connettere con i ricevitori propri compagni di squadra e questo è un gravoso problema quando bisogna tenere in considerazione i problemi fisici che hanno condizionato in maniera così importante la stagione passata e l’ultima off-season del nativo di Atlanta, Georgia.

Quello che sembra una piena dimostrazione di fiducia si sta ultimamente rivoltando contro Newton e Rivera in una sorta di dimostrazione di negligenza, e ne spiegherò presto le ragioni. Newton infatti sembra quasi essere ossessionato dal rookie WR Kelvin Benjamin. In doppia cifra sono stati quantificati i tentativi di Newton di arrivare a Benjamin (10) e solo due sono stati i palloni portati a casa dal numero 13.

Nel corso della partita Newton ha concluso con 10 completi su 28 tentativi per 151 yard e un intercetto. Di facile connotazione che il quarterback di Carolina sia quindi andato dalla 28esima scelta assoluta dell’ultimo draft per quasi metà delle volte. Un quantitativo decisamente troppo esoso considerando che l’attacco di Carolina ha in dote altri tre ottimi ricevitori come il TE Greg Olsen e i due WR Jerricho Cotchery e Jason Avant.

Ma se dobbiamo considerare un comune denominatore tra questi ultimi due possibili target uno importantissimo è di estrema facilità di esportazione: nessuno dei due è un grande playmaker. Caratteristica invece di molto facile connotazione in quel Steve Smith lasciato così agevolmente andare via per fare le fortune dei Baltimore Ravens, e tutti sappiamo cosa l’ormai ex ricevitore di Carolina stia facendo in quel del Maryland. In situazioni del genere in cui bisogna affrontare quarterback capaci come Russell Wilson, Drew Brees, Ben Roethlisberger, Aaron Rodgers e affini è chiaro ed evidente che la mancanza di un veterano come Smith, tipo di giocatore di cui tutte queste squadre sono dotate, viene a porsi in essere e la differenza e disparità di produzione salta facilmente agli occhi. La negligenza intesa precedentemente riguarda proprio questo aspetto tralasciato così malamente nella produzione del roster. Porre in capo ad un rookie la responsabilità di ricevitore numero uno si sta girando contro i Panthers e di ciò ne risente l’intero reparto offensivo.

A circondare il tutto bisogna ricordare che per un importante quantitativo di settimane la squadra di Ron Rivera ha dovuto sopperire all’importantissima assenza di quel DeAngelo Williams in grado di effettuare qualche importante big play in grado di accendere quella miccia che ormai sembra spenta in quel della North Carolina. La sua ricezione fuori dal backfield con annesso cutback e susseguente guadagno di 30 yard è ciò di cui Newton ha estremo bisogno e proprio questa è stata una delle maggiori differenze non solo con i Saints, ma anche con tutte le altre formazioni che hanno costretto Carolina a cedere il passo. Mark Ingram dopo una serata da career high contro i Green Bay Packers ha giocato un’altra ottima partita scandita da due touchdown (uno dei quali che ha siglato il punteggio sul 28-10 finale) e terminata con 100 yard in 30 portate.

Una nota positiva è possibile riscontrarla nell’unico touchdown della serata dei Panthers in cui Newton è riuscito grazie al proprio estro ed alle proprie poderose gambe a trovare il varco in grado di lanciarlo lungo la sideline sinistra e toccare il pylon per il touchdown della speranza, successivamente fugato dalla prima vittoria esterna di Drew Brees e dei New Orleans Saints tutti.

hi-res-2d2f7400b35ab3c5850b148943bdc31c_crop_northMa ancora: il numero 1 prodotto di Auburn non è stato in grado di porre la squadra sulle proprie spalle in qualità di volto e leader della franchigia e portarla alla vittoria che avrebbe potuto girare la stagione. Volendo riprendere il discorso di Kelvin Benjamin va anche sottolineato che in svariate occasioni i lanci calibrati male da Newton non hanno permesso la connessione tra i due e aggiungo anche che dopo una settimana in cui Olsen ha ricevuto solo un pallone questa settimana il quantitativo è aumentato solo a tre.

I career low per percentuale di completi (35.7) e per passer rating (39.4) misti ai due turnover commessi nel corso dell’ultimo Thursday Night Football non sono prestazioni che ci si aspetterebbe da colui che dovrebbe essere non solo la superstar della squadra ma anche uno dei volti principali della NFL.

L’autocritica che Newton ha fatto dopo la partita (“Non critico nessuno se non me stesso”) potrebbe in fin dei conti essere il primo passo per cercare di rigirare la frittata. Ma come la mettiamo con le trasferte di Philadelphia (settimana prossima nel Monday Night Football), New Orleans (Week 14) ed Atlanta (gara conclusiva della regular season)?

Come ho detto prima la NFC South non è mai stata costante e ribadisco che dal 2002 non ha mai visto un back-to-back winner. La Division è stata vinta tre volte da ogni singola formazione che la compone e nell’ultima occasione è toccato proprio ai Carolina Panthers. In questo momento dopo la sconfitta casalinga contro i New Orleans Saints, balzati in questo momento in vetta alla stessa, sembra molto difficile (ricordando di nuovo anche il difficile calendario esterno che attende la formazione di Charlotte) che i Panthers possano risollevarsi con tale impeto da ricacciare indietro la Who Dat Nation. La stagione però è ancora molto lunga e anche i Saints non hanno un calendario semplicissimo, e non dimentichiamo che hanno già goduto del bye per cui dovranno fare una lunga e molto stancante tirata fino alla fine della regular season.

La NFC South in questo momento è come detto la peggior Division del parco della National Football League e la situazione attuale non ha ancora apparecchiato la vittoria per alcuna fazione in gioco. I Carolina Panthers in qualità di seconda forza in questo momento possono benissimo contendere il titolo ai New Orleans Saints, comunque indiscussi favoriti, ma la lotta sarà acerrima e dura. Una netta inversione di tendenza in quanto a gioco e risultati sarà necessaria a Ron Rivera per cambiare trend e dare una decisiva svolta ad una stagione sinora indubbiamente deficitaria, ma come tutto l’insieme della NFC South. Non resta che attendere il prossimo Monday Night Football e scoprire se le Pantere saranno in grado di porre le fondamenta per tale scopo e riuscire in questa ambiziosa e difficile sfida.

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