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TOP 3

SAN FRANCISCO 49ers

Tanti motivi per inserire di diritto i Niners tra i migliori della settimana, tralasciando anche il record di 5-1 che li accompagna verso questa loro settimana di bye: la vittoria di Detroit è senza dubbio merito di una difesa che ha concesso pochissimo, in particolare nell’ultimo quarto di gioco, con 5 sacks messi a segno su Stafford. MVP tra essi forse Aldon Smith, autore di due di questi sacks e della safety che a fine secondo quarto ha riavvicinato i Niners prima del sorpasso di Akers, anche lui macchina da punti in ogni momento della partita.

Ma anche Frank Gore, che per la terza partita consecutiva raggiunge o supera le 125 yards corse, Micheal Crabtree, che oramai si sta guadagnando spazi come principale (unico?) ricevitore di un Alex Smith concentrato e deciso anche in red zone. Il tutto agli ordini di Jim Harbaugh e Vic Fangio, competenti, aggressivi ed in grado di far tornare in auge tanti oggetti misteriosi che finora non trovavano riscontri alle scelte al draft.

RASHARD MENDENHALL

Dopo le prime quattro partite non esattamente da ricordare, e l’assenza nella scorsa partita contro Tennessee, il RB da Illinois ritorna sulla retta via delle passate due stagioni con una prestazione che annichilisce i Jaguars, con 23 portate e 146 yards, con il TD che ha dato il via alla vittoria dei suoi Steelers. Forse i Jaguars non erano la squadra contro cui una prestazione del genere assume un valore di livello assoluto, ma il compito di non farsi staccare dai Ravens in attesa dello scontro diretto della week 9 è stato compiuto.

Due parole, inoltre, anche per la difesa degli Steelers, la quale risulta la migliore in diverse statistiche, tra cui quella per yards concesse su passaggio con solo 158 yards concesse per partita e 17 punti. Con un attacco che balbetta in qualche occasione, la coscienza di avere un RB di tale livello può stimolare nonchè essere di grande aiuto a Roethlisberger, il quale potrebbe così concedersi diverse soluzioni di gioco. Vedremo gli sviluppi già settimana prossima ad Arizona.

NEW YORK GIANTS

Ottima anche la vittoria dei Giants, che riescono ad avere ragione 27-24 dei Buffalo Bills e soprattutto a prendere la vetta solitaria della NFC East superando i Redskins, fermati a domicilio dagli Eagles. Merito della vittoria è, tra gli altri, del RB Ahmad Bradshaw, che con 3 TD (tutti da 1 yard, ad essere pignoli) ed una prestazione da 104 yards ha messo in croce la difesa dei Bills, incapace di trovare un valido antidoto al #44 dei Giants.

Forse ancor più che per gli Steelers, la presenza di un runningback di livello ed affidabile è ossigeno puro per un Eli Manning che si trova in difficoltà quando è costretto a lanciare per 40-50 volte a partita, anche perchè chiaramente una difesa avversaria dei Giants può concentrarsi maggiormente sui ricevitori in assenza di valide alternative. Ma con un Bradshaw tirato a lucido ed un playbook più bilanciato, i blu sono un pericolo per chiunque.

MENZIONE D’ONORE

ANDY DALTON

Il rosso di TCU inanella un’altra buona prestazione, portando i suoi Bengals a 4-2 in una stagione che poteva essere interlocutoria per il rookie in questione, per adattarsi al massimo livello di gioco. Invece, seppur contro i derelitti Colts, Dalton mette a segno 25 passaggi su 32 tentativi con 264 yards ed un TD. In una AFC North all’insegna dell’equilibrio, anche i Bengals vogliono fare la loro parte fino in fondo, nonostante gli avversari siano di livello altissimo.

CHICAGO BEARS

L’avversario era Minnesota, per carità, però i Bears si concedono una buona e salutare abbuffata di punti riportando il loro record in pareggio. Si divertono tutti, da Cutler preciso e non intercettato, alla difesa che riesce a mettere con costanza le mani sui QB avversari, ad un Gould da 13 punti: ma il meglio è ancora Devin Hester che realizza un TD su ricezione ed un altro con l’ennesimo ritorno, questa volta di un kickoff, con una galoppata da 98 yards.

WORST 3

REX GROSSMAN

Brutte cose in quel di Washington in questa giornata per il QB titolare dei Redskins: se dopo tre quarti di gioco gli Eagles sono 20-6, il merito è anche di Grossman, capace di lanciare 4 intercetti e di concludere la sua prestazione con la miseria di nove passaggi completati. Finora il prodotto di Florida non si era comportato male, ed il record di 3-1 stava a dimostrarlo, ma questa pesante controprestazione può essere piuttosto deleteria per il morale.

Se aggiungiamo che ad un certo punto il pubblico del FedExField addirittura acclamava a gran voce l’ingresso di John Beck, non esattamente il prototipo del QB ideale, il quale non giocava in NFL dal 2007, abbiamo un quadro più preciso di quanto sia stata terribile la domenica di Rex. Il suo posto da titolare non dovrebbe essere in discussione, ma se anche in Carolina le cose non dovessero andare troppo bene, Shanahan ed il suo staff potrebbero iniziare a fare le loro considerazioni.

JAHVID BEST E JIM SCHWARTZ

Raggruppiamo il worst 2 ed il worst 3 sotto un unico tetto: se vogliamo trovare un colpevole nella sconfitta contro San Francisco, prendiamo innanzitutto il RB dei Lions, Best, e per osmosi tutto il backfield dell’attacco di Detroit: tirando le somme 18 portate per 68 yards in tre ed un supporto quasi nullo alla causa. Diamo pur merito alla linea di difesa dei niners, ma queste non sono sicuramente prestazioni degne di una squadra che punta a qualcosa di serio nell’anno nuovo.

Nota personale di biasimo all’head coach Schwartz, a mio avviso colvevole di quella sceneggiata che tutti abbiamo rivisto in ogni trasmissione sportiva americana ed in ogni highlight: va bene la troppa energia di Harbaugh nella stretta di mano, ma la reazione è stata a mio avviso spropositata, anche se figlia di una sconfitta magari immeritata ma che ha creato molto nervosismo fra gli azzurri.

DAMNATIO MEMORIAE

MINNESOTA VIKINGS

Non perdo purtroppo il vizio di sparare sulla croce rossa e questa settimana tocca ai Vikings, umiliati dai Bears. Non era sicuramente questa una stagione da playoff, ma le prestazioni dei Purple and Gold sono addirittura sotto quanto atteso, se si esclude il solito Adrian Peterson. McNabb non ha fatto malissimo finora, ma la decisione di far giocare Ponder di qui in avanti è ponderata e potrebbe portare una scossa all’ambiente.

CAM NEWTON

Non sia presa come critica personale al prodotto di Auburn per una singola prestazione, ma le statistichedi Newton sono sempre andate in calando dalla prima giornata, fino ad arrivare alla sconfitta contro Atlanta, con tre intercetti comunque lanciati. Diciamo che forse anche le difese lo tengono più in considerazione, ma dopo le prime due ottime partite (anche se sconfitte contro Arizona e Green Bay), forse ci si aspettava una classifica un po’ più sorridente.

Post By Cern (186 Posts)

Andrea Cornaglia, classe '86, profonda provincia cuneese, si interessa al football dal 2006, prendendo poi un'imbarcata per il mondo dei college dal 2010: da lì in poi è un crescendo di attrazione, inversamente proporzionale al numero di ore dormite al sabato notte

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2 thoughts on “NFL Week 6: Top & Worst

  1. Onestamente non mi sembra che il coach dei 49’ers sia stato scorretto o strafottente.
    Di sicuro il protocollo gli avrebbe imposto di dire un paio di solite parole di circostanza, ma Schwartz ha fatto davvero una scenata indegna.

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