Con l’aggiunta delle Toronto Tempo e delle Portland Fire in questa nuova stagione di WNBA, il numero di partite da disputare per le squadre di questa lega è aumentato, arrivando fino a 44. Con più di 30 partite alle spalle, ormai, si è già arrivati all’ultimo quarto di stagione, quello che definisce già ufficialmente i primi verdetti riguardanti la post-season.
Chi saprà già che ai playoff non ci andrà sono le Seattle Storm, complici di una off-season da brividi in termini di compravendita delle loro giocatrici che ha condizionato totalmente il rendimento della squadra dello stato di Washington in questa stagione. Dopo aver dato l’addio a Nneka Ogwumike, approdata alle sue care Sparks dove già aveva giocato, a Gabby Williams, ala francese ora in forze alle Valkyries e a Skylar Diggins, finita alle Chicago Sky, la squadra non ha saputo trovare dei rinforzi altrettanto adeguati.
Dal draft è arrivata Flau’jae Johnson in una last minute trade che ha confuso non solo tutti i presenti ma probabilmente anche le due squadre stesse, visto che Marta Suarez, la giocatrice scambiata per Johnson da Seattle, è stata poi messa fuori rosa da Golden State a cui era approdata, finendo poi a disputare qualche minuto qua e là alle Phoenix Mercury.
La prima scelta avuta al draft da Seattle è però andata su Awa Fam Thiam, scommessa che porterà certamente i suoi frutti in prospettiva futura, ma che ha marcato prestazioni ancora troppo inconsistenti da parte del centro spagnolo classe 2006. Tra le migliori di questa stagione delle Storm ci sono comunque proprio loro due, che sicuramente, grazie anche a Dominique Malonga, la più forte della squadra, fanno ben sperare per il futuro del franchise, essendo tutte loro più giovani di 22 anni.
Dominique Malonga contro Nyara Sabally e le Toronto Tempo, nuova squadra di questa stagione di WNBA
L’unica acquisizione della squadra non dal draft che si è rivelata quantomeno utile al gioco di Seattle è stata Natisha Hiedeman, che si è presa finalmente un ruolo da titolare dopo essere stata eternamente un elemento da panchina alle Minnesota Lynx, ottenendo oltre 15 punti di media a partita.
Al di fuori di esse, della stagione delle Storm non c’è stato altro di particolare da segnalare, con l’esito conseguente e prevedibile di essere state le prime ad aver abbandonato con aritmetica la corsa ai playoff. Se non altro, l’attuale ultima posizione potrebbe avvantaggiarle e non poco in vista del prossimo draft. Dalla piscina di talenti ci saranno infatti tante giocatrici di alto livello da pescare, come JuJu Watkins da USC, Madison Booker da Texas e Hannah Hidalgo da Notre Dame.
Pochi giorni dopo l’ufficialità dell’eliminazione delle Storm dalla corsa ai playoff anche le Connecticut Sun si sono unite al gruppo, essendo per ora in penultima posizione in classifica ma decisamente in alto mare come le Seattle Storm. Il prossimo anno ci sarà per forza di cose una rivoluzione all’interno di un’altra rivoluzione, che vedrà le Connecticut Sun traslocare in Texas per ridar spazio nella lega alle Houston Comets.

Con la rilocazione delle Sun in Texas, il Connecticut perderà l’unica squadra professionistica che ha un team all’interno delle lege sportive d’America. Nessun team tra NBA, NFL, NHL, MLB e MLS ha una squadra in questo stato
Per una cifra intorno ai 300 milioni di dollari, infatti, la proprietaria delle Houston Comets, apparse per l’ultima volta nella lega nel 2008 quando il franchise è stato dichiarato fallito, ha comprato la squadra per riportarla in Texas dopo quasi vent’anni. Le Sun ci tenevano a fare un’ultima stagione ad alto livello, ma la qualità tecnica della squadra era indubitabilmente diversi gradini inferiore a tutte le altre squadre della lega.
Nella seconda parte della loro stagione c’è stato un netto miglioramento rispetto alla prima grazie a Brittney Griner, entrata in stagione più tardi per un infortunio, che però ha trovato poco aiuto dalle compagne. Chi aveva fatto abbastanza bene ma che inspiegabilmente non aveva trovato un ruolo fisso da titolare è stata Aneesah Morrow, indubbiamente la giocatrice con più talento che però si è ritrovata a partire dalla panchina per più del 50% delle sue partite disputate in stagione con le Sun.
Non sorprende dunque la scelta di Morrow di aver cambiato piazza a metà stagione, quando è passata alle Toronto Tempo in cerca di un ruolo più da protagonista. Nessun’ altra giocatrice è riuscita particolarmente a lasciare il segno, né i nuovi acquisti dalla off season né tantomeno le scelte dal draft quali Leger-Walker e Kneepkens, che arrivavano alle Sun dopo aver vinto il titolo universitario con UCLA.
Chi invece ha già timbrato un posto ufficiale nella postseason sono le Minnesota Lynx e le Las Vegas Aces, senza dubbio due delle tre/quattro squadre più favorite a vincere il titolo WNBA di questa nuova stagione.
Le Aces sono le campionesse in carica della scorsa stagione e cercano il back to back grazie alla solita A’ja Wilson, leader della lega in media di punti segnati per partita, ben 26,1, e ancora proiettata ad una stagione da MVP. Pur essendo stata un’ottima stagione quella di Las Vegas, non poche difficoltà si sono intraviste in assenza di Wilson stessa da un paio di partite in regular season.
Se Jackie Young e Chelsea Gray non sono in giornata, le Aces non possono sempre contare solo su di lei, e questo può essere un grande limite soprattutto nei playoff dove ci sarà poco tempo per riposare e servirà un grande contributo anche dalla panchina, decisamente più qualitativa dalle parti di Minneapolis.
L’unica giocatrice capace di spaccare in due una partita dalla panchina che le Aces avevano, Chennedy Carter, è stata rilasciata dalla squadra dopo circa un terzo di stagione, lasciando principalmente a Jewell Loyd il compito di incidere dalla panchina e dare supporto alla squadra. Se le Aces faranno le Aces sarà difficile tenere a bada tutta la qualità tecnica che possiedono. La post season, tuttavia, sarà completamente un’altra storia, e la squadra di Becky Hammon dovrà trovare il massimo delle energie per superare le vere favorite di questa stagione: le Minnesota Lynx.
Con il secondo miglior attacco della lega, dietro solamente alle Indiana Fever, le Lynx sono state una macchina da punti e un team capace di rinnovarsi nonostante le partenze e gli infortuni che hanno segnato la prima metà di stagione. Una su tutte, in particolare, Napheesa Collier, è rimasta fuori quasi per tutta la stagione, tornando giusto in tempo per lo sprint finale e per quelli che saranno poi i playoff.
In sua assenza, però, a trascinare la squadra e a macinare punti su punti è stata la rookie Olivia Miles, che con 19,9 punti e 6,1 assist di media a partita si è presa a carico una squadra in cambiamento che mancava della sua leader principale. Queste statistiche le varranno al 99,9% il titolo di Rookie of the year, ma nel mentre le hanno già garantito la presenza all’All-Star Game da titolare e, chi lo sa, tutto ciò potrebbe incidere anche in corsa al titolo MVP, seppur ancora presto per pronosticarlo.
Nonostante abbia disputato solo 9 partite Collier è già diventata seconda nel roster per media di punti a partita, nonostante in grande spolvero in questa stagione sia stata anche Kayla McBride, veterana che sembrava oltre il suo momento di prime che, invece, grazie alle sue triple si è dimostrata elemento fondamentale nello scacchiere della squadra di Cheryl Reeve.
McBride, per altro, ha ottenuto un record unico nella storia della WNBA quest’anno, ovvero quello di realizzare almeno 10 triple in una partita sola, elemento che la rende una delle migliori di sempre nei tiri fuori dall’arco. Anche Natasha Howard si è dimostrata un’ottima acquisizione dalla off season, avendo aiutato spesso le Lynx nei rimbalzi e nei punti realizzati sotto canestro.
Al momento le Lynx, oltre ad essere il secondo miglior attacco sono senza dubbio anche tra le migliori nella difesa. Le poche sconfitte stagionali, solamente 7, dimostrano tutto ciò, portandole ad essere la squadra favorita tra le più papabili a vincere il titolo.

Da sinistra, Courtney Williams, Olivia Miles e Natasha Howard in una partita di regular season contro le Atlanta Dream
Chi sicuramente potrà dire la sua in post season saranno anche le Golden State Valkyries, che al momento sono in seconda posizione in mezzo tra Lynx e Aces, pronte anche loro a trovare i playoff con aritmetica in caso di vittoria stanotte contro le Dallas Wings, in una partita tutt’altro che facile.
Le Valkyries hanno creduto in un progetto vincente partito lo scorso anno con l’ingresso nella lega fatto di giocatrici escluse dagli altri team e di una difesa che concede pochi punti, nonostante un attacco che sia solo il dodicesimo per punti di media realizzati a partita. Golden State ha saputo poi vincere e convincere anche contro le big, grazie soprattutto a Gabby Williams e Veronica Burton dal roster delle titolari e a Janelle Salaun, che partendo sempre dalla panchina è diventata comunque la seconda migliore scorer della squadra.
Pur non essendoci ancora altre ufficialità, con ogni probabilità le altre squadre che vedremo in post season saranno le Indiana Fever, le Atlanta Dream, le New York Liberty, le Washington Mystics e le Dallas Wings, considerando il gap importante che c’è al momento tra quest’ultime e le Portland Fire, none in classifica e prime escluse al momento dalla post season.
Per le Fire, nonostante tutto, sarà una prima stagione da non dimenticare, certamente sopra le aspettative considerando anche un roster non così competitivo come altri team in quella zona dal nono posto in poi. Finché l’aritmetica non le condannerà provare a inseguire quell’ottavo posto rimane comunque l’obiettivo, in una WNBA che ogni anno diventa sempre più coinvolgente e competitiva.

Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog, e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.

