La scelta di ottenere al primissimo spot disponibile al draft Azzi Fudd ha mosso qualche critica tra i conoscitori e fan del campionato della WNBA, non per le indiscutibili qualità tecniche e il talento immenso di Fudd, ma perché le Wings hanno selezionato lei, già fidanzata della giocatrice Paige Bueckers, e non altre atlete reputate nettamente migliori. Fudd, uscita dalla University of Connecticut dopo aver trionfato nel National Championsip con essa, è stata preferita dalla squadra texana al posto di Olivia Miles e Awa Fam Thiam, che negli ultimi giorni pre-draft avevano scalato i ranking per essere le potenziali primissime scelte al draft.
Per le Dallas Wings sono arrivate due volte di fila la possibilità di scegliere per prime al draft: in entrambi i casi sono arrivate giocatrici da UConn
Che sia perché “all’amor non si comanda” o perché le Wings veramente volevano investire su Azzi Fudd, in ogni caso, la loro scelta sembrerebbe finalmente star ripagando. Dopo delle prime partite un po’ in sordina, con un massimo di 12 punti segnato nelle sue prime 5 partite e solamente 4 canestri da 3 punti, uno dei suoi cavalli di battaglia di solito, Fudd ha dimostrato recentemente tutto il suo valore da prima scelta al draft. L’ha fatto realizzando ben 66 punti nelle sue ultime 4 uscite, con una media conseguente di 16,5 punti a partita, oltre che 11 canestri realizzati oltre l’arco.
Nonostante le prevedibili critiche iniziali, Fudd ha messo in moto tutte le sue potenzialità, schierata ora come titolare fissa e dando il suo contributo all’ottima prima porzione di stagione delle Wings che, a sorpresa ma fino a un certo punto, sono nelle prime posizioni della classifica con 7 vittorie e 3 sconfitte. La squadra texana in tutta la scorsa stagione ottenne solamente 10 vittorie, rendendole una delle squadra più derise e di cui c’erano ben pochi elogi da fare. Quest’anno, grazie a Fudd ed altri innesti come Jessica Shepard, la storia sembra andare finalmente controcorrente rispetto alle ultime stagioni.
Anche la seconda scelta generale del draft, Olivia Miles, non sta passando un brutto periodo, tutto il contrario, anzi. Miles ha registrato il 4 giugno il suo record di punti, ben 28, affiancando a ciò un record assoluto, ovvero 8 canestri da 3 punti realizzati, il più alto numero di essi per una rookie in una sola partita nella storia del campionato.
Il fatto più curioso è che il prodotto di TCU è tutt’altro che una guardia che privilegia i tiri da 3, essendo senza dubbio più efficace e “spietata” nei cosiddetti point in the paint, quelli dell’area dei tre secondi. In tutte le altre partite giocate, ben 10, Miles ne ha realizzati solamente 3, passando quindi ad aggiungerne 8 in un colpo solo.
Non solo canestri, Miles è al momento quinta a pari merito con Plum per media di assist forniti alle compagne: per ora sono 6,4.
L’ultima volta che Miles registrò più di 20 punti grazie a canestri da 3 punti fu durante una partita di regular season nel campionato NCAA della stagione appena passata. In quel caso, dove sfidò un’altra università texana, Baylor, arrivarono per lei ben 40 punti, che è tutt’ora il suo record personale di punti segnati in carriera, contando sia quella universitaria che quella delle pro.
Miles sta dimostrando carattere e soprattutto duttilità, elementi chiave ricercati dalla head coach Cheryl Reeve, che necessitava di più sforzi e più versanti da coprire in attesa del ritorno di Napheesa Collier, ancora fuori a tempo indeterminato per infortunio.
Discorsi diversi sono da fare per quella che è stata la terza scelta del draft, non solo perché la giocatrice in questione è entrata nel vivo della stagione solo dopo alcune partite, ma anche perché arrivata da un contesto europeo diverso da quello della WNBA. Ovviamente si parla di Awa Fam Thiam, centro di 19 anni arrivato nella più grande lega statunitense di basket femminile dopo un’esperienza di circa 5 anni in Spagna.
Il prodigio di Alicante, città del sud est della Spagna, è approdato in WNBA alle Seattle Storm, squadra a cui piace sperimentare l’introduzione di nuovi volti giovani che arrivano dall’estero. La stessa situazione ci fu infatti lo scorso anno con l’introduzione della francese Dominique Malonga, ora uno dei pilastri della squadra dello stato di Washington.
Nelle sue sette partite disputate ha trovato un record di 18 punti contro le Mercury il 3 giugno, collezionandone però solo 36 punti nei primi 5 match disputati. Nonostante un inizio poco brillante Fam si è presa il posto da titolare nei confronti della compagna Melbourne ed è stata une delle migliori delle recenti uscite di Seattle, che sta avendo un inizio complicato ma prevedibile, di cui ho già discusso recentemente, dettato da alcune scelte di off-season molto discutibili.

L’esordio con le Storm per Thiam non è bastato alla squadra per riprendersi. Dopo la prima vittoria al suo debutto, la squadra ha subito 6 sconfitte di fila
Il draft del 2026 dalla quarta posizione ha visto la sfilza di scelte da parte dei team delle giocatrici più forti della squadra di UCLA, vincitrice del National Championship ad aprile. In primis non si può non cominciare con delle più grandi delusioni di quest’inizio stagione, ovvero Lauren Betts. L’ex centro di UCLA tanto aveva contribuito al trionfo della squadra californiana nel campionato universitario, dove aveva ottenuto 21 punti e 9,3 rimbalzi di media a partita, statistiche ben lontane da quelle attuali con le Mystics.
Nel suo caso non sono però solo le statistiche a parlare, ma anche il minutaggio e il coinvolgimento in campo con la squadra della capitale americana. La 22enne numero 4 al draft sta navigando su una media di 13,9 minuti a partita, conditi da 5,8 punti e 2,7 rimbalzi, dati che non rispecchiano assolutamente tutto il talento che possiede.
Il problema non è suo, però. Le Mystics sono una squadra estremamente giovane, la più giovane delle 15 di questa stagione, e la concorrenza in squadra per un posto da titolare è alta, considerando che giocatrici come Sonia Citron o Kiki Iriafen hanno preso le redini della squadra già dalla scorsa stagione.

Anche Cotie McMahon, scelta al draft sette posizioni più dietro di Betts, sta navigando su una media migliore di minuti in campo e punti rispetto a lei
Betts si ritrova in una situazione complicata, che potrebbe vederla coinvolta senza sorprese in una trade a metà stagione, considerando soprattutto il poco utilizzo in campo da parte dell’head coach Sydney Johnson. Destini diversi sono stati quelli di Kiki Rice e Gabriela Jaquez, ad esempio, subito schierate in campo da titolari e protagoniste di un ottimo avvio di stagione.
A parte la sua prima partita ufficiale contro le Mystics, Rice ha sempre realizzato almeno 10 punti, portando un grosso contributo ad una squadra come le Toronto Tempo ancora in fase di rodaggio. Rice non ha superato i 10 punti anche nell’ultimo incontro, disputato solo a metà per un infortunio alla caviglia che la terrà fuori ancora per un tempo indeterminato.
Nonostante le Tempo abbiano puntato tanto su veterane come Marina Mabrey e Brittney Sykes, Rice è stata forse il collante finale che serviva alla neofita squadra canadese per competere subito ad alti livelli. Anche la sua ex compagna di squadra ad UCLA Gabriela Jaquez ha avuto uno splendido inizio di stagione, purtroppo anche per essa accompagnato da un infortunio che l’ha lasciata fuori per quattro partite.
La guardia delle Sky ha una media di 11,5 punti e 5,3 rimbalzi a partita, ma a stupire di più é senz’altro la sua ferocia e il suo coraggio nel mettersi in gioco che molte delle nuove veterane delle Sky non sembrano affatto portare in campo. Jaquez si è trovata ad essere già una delle protagoniste, ripagando così fin da subito la fiducia della squadra che l’ha selezionata al quinto posto del draft.

Jaquez è la giocatrice più giovane delle Chicago Sky, nonostante ciò per ora è stata una delle migliori della squadra
Per le altre rookies arrivate dalle Bruins è stato un inizio di stagione decisamente sotto le loro aspettative, con Dugalic, spesso di compagnia a Betts nella panchina delle Mystics, che ha ottenuto fino ad ora solo 5 punti di media a partita e Leger-Walker e Kneepkens che di certo non stanno beneficiando di essere nelle Connecticut Sun. La squadra più in crisi della WNBA, infatti, la prossima stagione verrà addirittura rilocata a Houston, che così ritroverà uno spazio nella WNBA dopo diversi anni di assenza.
Un altro ambiente al momento poco entusiasmante è sicuramente quello delle Seattle Storm, in cui si trova Flau’jae Johnson, approdata nella squadra dello stato di Washington dopo una trade arrivata pochi secondi più tardi della sua selezione da parte delle Golden State Valkyries, che l’hanno voluta mandare a Seattle in cambio di Marta Suarez e una scelta futura al draft.
A rendere ancora più controversa la trade c’è da sottolineare il fatto che poi Suarez stessa sia stata esclusa anche dal roster della squadra di San Francisco, per poi finire alle Mercury dove ha giocato solamente 3 partite. Johnson ha quantomeno beneficiato di questa trade, non tanto per il rendimento complessivo della squadra ma delle sue più che positive prestazioni in campo, con una media di 11,6 punti e 4,8 rimbalzi a partita fino ad ora.
A completare il quadro delle rookies dal draft che già sono attive nel campionato c’è Raven Johnson, numero dieci al draft che per ora sta avendo un ruolo marginale alle Indiana Fever, squadra in costante ricerca del grande passo per arrivare a competere nelle prime posizioni. In un ambiente al momento solamente discreto, l’ex guardia di South Carolina sta navigando su una media di 4,5 punti a partita.
Le rookies quest’anno, come anche negli ultimi, non arrivano però solamente dal draft. Molte giocatrici approdano nel massimo campionato statunitense dopo diversi anni di esperienza in Europa o altre parti del mondo, come nel caso principalmente di Jovana Nogic e Pauline Astier.
La prima, cestista ventottenne serba, è arrivata alle Mercury come una vera e propria scommessa della società, dove per ora ha collezionato 11,8 punti di media a partita, con una particolare affinità coi canestri da 3 punti (27 realizzati fino ad ora). Nonostante le Mercury abbiano avuto un inizio di stagione ampliamente differente dalle aspettative, un roster pieno di qualità e di veterane come il loro continuerà a beneficiare a Nogic, che in caso potrebbe essere ampiamente in corsa per il premio della miglior rookie dell’anno.
Pauline Astier gioca invece per le New York Liberty ed è francese. La squadra di Brooklyn nelle ultime stagioni sta puntando molto sulle giocatrici che arrivano dall’Europa, e anche in questo caso la scelta sembra star ripagando. Astier si è presa un posto da titolare in una delle squadre più forti della lega, facendosi spazio tra giocatrici di altissimo livello come Sabrina Ionescu e Satou Sabally, grazie anche ai loro infortuni.
Se l’esperimento di Astier andrà a buon fine come quello fatto con Leonie Fiebich lo scorso anno, le Liberty avranno certamente anche in questa stagione la possibilità di competere per la vittoria finale, grazie a quello che è quindi un roster pieno di veterane e giocatrici di talento.
Nonostante un avvio di stagione non memorabile per tutte le rookie, il campionato è ancora ai suoi albori e, con altre eventuali trade, le strade di alcune di esse potrebbero deviare in ambienti più consoni per le loro caratteristiche. Al momento, guardando alle prestazioni, Miles potrebbe essere la favorita numero uno al premio di miglior rookie dell’anno, ma Fudd è certamente in fase di ascesa e altre giocatrici come Kiki Rice e Jovana Nogic non rimarranno certo a guardare.

Chi sarà alla fine la miglior rookie della stagione?
Per fortuna la stagione WNBA è ancora parecchio lunga, e tra pochi giorni verrà già assegnato il trofeo della Commisioner’s Cup, la competizione all’interno della competizione che sarà il primo punto di svolta della stagione.
Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog(@ParlandodiUSA), e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.

