Alle Las Vegas Aces sono bastate solo quattro gare sulle sette disponibili nelle finals per diventare campionesse WNBA per la loro terza volta nella storia del club. Terza volta nelle ultime quattro stagioni, per altro, con l’unica stagione a secco che fu lo scorso anno, nel quale trionfarono le New York Liberty sulle Minnesota Lynx.

Proprio quest’ultime hanno chiuso la regular season al primo posto, battendo le Aces in tre delle quattro occasioni in cui le squadre si sono incontrate. Minnesota è però uscita alle semifinali dei playoff contro le rivali delle Aces a queste finals, ovvero le Phoenix Mercury. La squadra del coach Nate Tibbetts è riuscita a battere le Lynx 3-1 nei quattro incontri disputati, con tre vittorie di fila finali che hanno dimostrato tutta la qualità tecnica di Phoenix, nonostante partissero come sfavorite per agguantare il posto alle finals.

Nel primo turno dei playoff hanno peraltro battuto le Liberty, sconfiggendo quindi entrambe le finaliste della scorsa stagione. L’apporto più grande nel battere le Lynx è stato dato da Alyssa Thomas, sempre sull’onda dei 20 punti a partita conditi da assist e rimbalzi quasi sempre in doppia cifra. Quest’ultima, nominata candidata finale dell’All-WNBA First team, è stata senza dubbio un elemento di svolta per questa squadra, che dopo l’addio di Diana Taurasi ha trovato quanto meno un’altra leader capace di trascinare la squadra.

Le Aces si sono ritrovate a questi playoff dopo una regular season tutta in salita, partita decisamente male nella prima metà di stagione e conclusa a sorpresa con il secondo posto generale. Al primo turno dei playoff sono passate di un punto sulle Storm in gara 3, mettendo in questione le reali possibilità di Las Vegas di tornare a trionfare nuovamente.

Sono servite tutte e 5 partite disponibili per battere con abbastanza fatica anche le Fever, arrivate alle semifinali senza Caitlin Clark, che quest’anno ha saltato praticamente metà stagione. Con l’aiuto dei tempi supplementari A’ja Wilson ottiene proprio in quest’ultimo incontro 35 punti, segnando praticamente uno standard anche per le partite a venire.

PHOENIX MERCURY ACQUIRE ALL-WNBA FIRST TEAM FORWARDS SATOU SABALLY AND ALYSSA THOMAS, VETERAN CENTER KALANI BROWN AND GUARD SEVGI UZUN IN FOUR-TEAM TRADE

Considerando l’infortunio di Kahleah Copper, rimasta fuori per un grande pezzo di stagione, sono stati gli acquisti della off season come Satou Sabally e Alyssa Thomas a fare la differenza e portare le Mercury fino alle finals

L’approdo alle finals, nonostante quello che sarà il verdetto finale, comincia in maniera molto positiva per le Phoenix Mercury. In gara 1 trovano subito un buon vantaggio che le Aces cercheranno di riacciuffare per tutta la partita. I primi minuti delle titolari in campo non piacquero granché alla coach Becky Hammon, che dovette subito ricorrere all’uso delle riserve. A mettersi in gioco è stata proprio una di esse, Dina Evans, giocatrice che in stagione aveva ottenuto solo una volta più di 20 punti e che ha pareggiato il suo record di 21 punti del 2025 proprio quando più era necessario.

Anche Jewell Loyd si è resa subito protagonista nella rimonta delle Aces, ottenendo 18 punti totali in 35 minuti, che la rendono la sesta donna che giocherebbe titolare in qualsiasi altra squadra. Le Aces si sono quindi affidate a queste due giocatrici e alla lunga rosa per poter rimettere in piedi un risultato rimasto comunque assolutamente in bilico. Il secondo quarto perfetto delle Mercury, e soprattutto di Kahleah Copper, che poi andrà a “scomparire” nel secondo tempo, sembra poter far ben sperare Phoenix. La battaglia tra le due giocatrici migliori della stagione, Alyssa Thomas e l’MVP A’ja Wilson, non si accenderà più di tanto in questo primo incontro, ma entrambe metteranno comunque a segno una double-double (10+ rimbalzi e 10+ punti).

Le Aces, grazie ad un ultimo tempo offensivamente disastroso delle Mercury, che sbagliano punti importanti, ribaltano completamente il risultato nell’ultimo quarto, chiudendo poi l’incontro col risultato di 89 a 86. Nonostante l’equilibrio generale, a decidere l’esito è stato certamente il calo mentale e fisico delle Mercury, che avevano ampiamente alla loro portata l’agguantare gara 1.

Diversa è stata la situazione in gara 2, dove nonostante il risultato finale le Mercury sono comunque partite con lo stesso spirito e grinta di gara 1. Ad iniziare bene per Phoenix è stata Kahleah Copper, giocatrice che è mancata ad inizio stagione per infortunio, ma che poi ha avuto eccome il suo zampino nell’arrivo alle finals delle Mercury. A non brillare fin dai primi minuti è invece Alyssa Thomas, che chiuderà la giornata con soli 1o punti e soprattutto perderà quel duello contro A’ja Wilson che ancora una volta era tenuto d’occhio dai tifosi di entrambe le squadre. Dopo una gara 1 discreta, in cui aveva comunque ottenuto 21 punti, per lei però consuetudinali, A’ja ha deciso di mettersi la squadra sulle spalle e iniziare la rimonta che sarà già completata a fine primo tempo.

Con un vantaggio di 9 punti e sul 46-37 di parziale le Aces riescono a mettere un’importante ipoteca sull’esito finale di gara 2, che nel secondo tempo vede le Aces allungare ancora di più il risultato, grazie ad una prestazione mostruosa anche di Jackie Young. Quest’ultima chiuderà invece con 32 punti e 8 rimbalzi. La facilità con cui la numero 0 ha trovato canestri da tre è stata imbarazzante, con le Mercury che non hanno potuto far altro che arrendersi a delle Aces in forma decisamente smagliante.

Il distacco di Las Vegas continua così ad aumentare e la partita finirà poi sul 91 a 78, per quello che sarà poi l’incontro più dominato dalle Aces di tutta la serie e quello con anche più più punti di separazione dall’avversario al fischio finale. A’ja Wilson chiude la giornata con 28 punti e 14 rimbalzi, migliorando ampiamente la prestazione avuta in gara 1. Quando sembrava che più di così non potesse fare, la MVP si è completamente scatenata in gara 3, senza dubbio la sua migliore partita di queste finals.

Jackie Young joins A'ja Wilson as Aces representatives at All-Star Weekend

A’ja Wilson e Jackie Young chiudono gara 2 con 60 punti combinati sui 91 totali di Las Vegas

Dopo due partite che hanno visto una partenza sprint delle Mercury, a comandare l’inizio di gara 3 sono state invece le Aces. Il primo tempo di Las Vegas è quanto di più plausibile ci si potesse aspettare da loro. 55 sono stati i punti realizzati in questo periodo di gara, oltre che triple come se piovessero, soprattutto da Jewell Loyd. L’ex Storm ne trova addirittura 4 solo nel primo quarto, cominciando a cementare una separazione di punti netta ai danni di Phoenix.

Con un vantaggio di 12 punti all’intervallo il risultato sembrava sigillato, a maggior ragione quando è anche poi aumentato di altri 5 punti alla fine del terzo quarto, il migliore della difesa delle Aces nel quale hanno concesso solo 16 punti. Evidentemente troppo sicure del distacco, le giocatrici di Becky Hammon si sono però adagiate troppo sul loro parziale, lasciando le Mercury recuperare totalmente lo svantaggio.

Dopo che Phoenix si è affidata solo ad Alyssa Thomas, che chiuderà la giornata con “soli” 14 punti, la rimonta è guidata da quella che forse è stata la migliore delle Mercury in questa post season, ovvero Kahleah Copper. L’ex Chicago Sky a un certo punto dell’ultimo quarto ha addirittura messo in saccoccia 11 punti di fila per la sua squadra, spingendo anche le sue compagne a credere alla rimonta. Anche DeWanna Bonner ha dato un contributo non irrilevante, timbrando 9 punti nell’ultimo quarto e firmando il pareggio per le Mercury, oltre che chiudendo la giornata con 25 punti.

A decidere l’incontro è un canestro all’ultimo secondo disponibile di A’ja Wilson, rimasta in campo praticamente per tutta la partita e avendo collezionato 34 punti al fischio finale. Gli ultimi due di questi sono proprio stati quelli decisivi, arrivati dopo un bellissimo fadeaway che ha creato lo spazio decisivo per trovare il canestro. Con qualche decimo di secondo le Mercury non riescono a trovare un altro canestro finale e le Aces, grazie soprattutto alla sua giocatrice migliore, che avrà anche 14 rimbalzi a referto, portano a casa anche gara 3.

Se c’era un aspetto su cui le Mercury dovevano puntare per cercare di portare a casa gara 4 e riaprire i conti era la compattezza difensiva. Considerando l’esito finale di gara 4, il loro obiettivo, purtroppo, non è stato per nulla centrato. Nel solo primo quarto le Aces collezionano infatti 30 punti, di cui 12 della solita Wilson. Il secondo quarto ha un ritmo decisamente più tranquillo, tale grazie alla gestione del vantaggio da parte delle Aces, che però trovano altri 24 punti.

I 54 punti incassati dalle Mercury sono il secondo peggior numero di punti subiti nel primo tempo in questa post season, a confermare come la difesa non abbia affatto migliorato rispetto alle partite precedenti.

L’unica a provarci per Phoenix sembra Alyssa Thomas, che chiuderà infatti con un’ennesima triple double stagionale. Le Mercury chiudono il primo tempo con 38 punti, entrando negli spogliatoi con un destino che ormai era a quel punto già segnato. A confermarlo è stato anche un divertente spot della Nike, che “festeggiava” l’ennesimo trionfo delle Aces prima ancora che si avverasse ufficialmente. Le Aces ottengono poi 22 punti nel terzo quarto e 21 nell’ultimo, quanto semplicemente è bastato per far scorrere più tempo possibile e aspettare il fischio finale.

La partita si chiude col risultato di 97 a 86, quella in cui le Aces sono alla fine riuscite a trovare più punti. Il contributo più importante in essi, ma non serve più neanche dirlo, è ancora una volta di A’ja Wilson, che finisce con 31 punti.

Led by A'ja Wilson, the Las Vegas Aces have become a WNBA dynasty – WWLP

Con il terzo titolo in quattro anni, le Aces entrano ufficialmente nella leggenda. In passato riuscirono in quest’impresa solo le Rockets e le Lynx

Nonostante il 4-0 sulla serie non mi sento di dire che le Mercury siano state completamente surclassate dalle Aces. Partite come gara 1 potevano essere gestite in maniera più accorta, soprattutto a livello difensivo. Las Vegas è inoltre una squadra abituata già dagli scorsi anni a vincere e la differenza è stata nelle singolarità, soprattutto quella di A’ja Wilson.

La giocatrice ex Università del South Carolina ha dimostrato non solo di essere la miglior giocatrice di tutta la lega del presente, ma sicuramente anche una delle migliori della storia del basket femminile nel mondo. A soli 29 anni Wilson si ritrova con già tre titoli, oltre che in uno stato di forma semplicemente sensazionale.

In questa stagione è stata nominata MVP della regular season, miglior giocatrice difensiva dell’anno e MVP delle finals. Considerando anche il titolo ottenuto è la prima giocatrice a conquistare questi 4 obiettivi nella stessa stagione. Un plauso va sicuramente anche alla coach Becky Hammon, che dal vincere giocando è passata al trionfare anche dalla panchina in veste di allenatrice, facendolo in tutte queste stagioni con le Aces.

Tra le favorite iniziali della stagione alla vittoria del titolo c’erano soprattutto le Fever, le Lynx e le Liberty. Invece, alla fine, a vincere è stata la squadra che alla pausa per il WNBA All-Star Game si ritrovata addirittura in ottava posizione con 11 vittorie e 11 sconfitte. Credo, a questo punto, che ciò che si dice soprattutto in ambito sportivo sia vero: “Mai perdere la speranza, mai”.

 

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