Tra le varie fortune legate alla mia momentanea permanenza a Los Angeles c’è stata anche quella di poter assistere alla mia prima partita di WNBA dal vivo, in un iconico palazzetto sportivo come la Crypto.com Arena. Oltre essere la casa dei Lakers dell’NBA, dei Kings della NHL è anche quella delle Sparks, protagoniste di questo racconto.
L’arena si trova a pochi chilometri, o meglio, miglia dal downtown di Los Angeles, in un bellissimo spiazzo chiamato Microsoft Square, nel quale è presente, tra gli altri edifici, anche il teatro della famosa Peacock, compagnia di servizio streaming rinomatissima negli Stati Uniti. Gli elementi più belli dell’esterno dell’arena non possono altro che essere però le iconiche statue di alcune leggende dei Lakers, in primis Kobe Bryant e Kareem Abdul Jabbar.

All’ingresso premium della Crypto.com Arena si trovano anche diversi quadri con foto scattate nella storia in questo palazzetto
L’accoglienza riservataci dall’arena è stata spettacolare, neanche il tempo di sedersi per ammirare subito l’intonazione dell’inno, in uno stile punk/rock per caricare di energia un’ambiente comunque molto vivace.
Con il nostro biglietto da soli 13 dollari io e il mio amico francese Lucas ci siamo potuti aggiudicare dei posti più che egregi, scomodi solamente nel momento del classicissimo lancio delle magliette, essendo “nell’angolo” dell’arena. A sfidare le padroni di casa delle Los Angeles Sparks, undicesime con sei vittorie in tasca prima di questo scontro, ci sono state le Connecticut Sun, ultime e con sole tre vittorie prima del match.
Nonostante l’incontro fosse tra due delle squadre più deludenti fino a questo punto della stagione, la partita sarebbe stata sicuramente un fattore chiave nella possibile corsa ai playoff. Una vittoria avrebbe sicuramente potuto risollevare il morale ad entrambe e magari dare uno slancio positivo a l’una o l’altra squadra per la seconda parte del campionato. In palio c’era quindi più di una semplice vittoria, quanto più un’ultima chiamata alla speranza di poter arrivare in zona playoff prima della fine della stagione.
Con queste premesse la partita è risultata essere molto esuberante, soprattutto da parte dei due attacchi, con le due parti con tanto da guadagnare in caso di vittoria ma nulla da perdere in caso di sconfitta. La maggior parte dell’incontro si è svolta a viso aperto, soprattutto nel primo quarto, quello in cui le difese non hanno certamente brillato. Esso si è chiuso col risultato di 30-27 per le Sun, con Bria Hartley a guidare l’attacco delle titolari supportata anche dagli ottimi punti ottenuti dalla panchina della rookie Anesaah Morrow.
Il secondo quarto comincia con un ritmo decisamente più blando, nel quale le Sparks tentano di recuperare il gap senza riuscirci e, anzi, arrivando a metà gara ancora in svantaggio. La squadra guidata da Lynne Roberts è stata comunque brava a contenere le Connecticut Sun e a sfruttare le proprie incursioni offensive grazie soprattutto a Rickea Jackson, che finirà col chiudere la giornata con 19 punti, 6 rimbalzi e 4 assist.
Il terzo quarto è stato forse il migliore delle Sparks, quello dove è uscito soprattutto l’apporto delle due migliori giocatrici della stagione della squadra, ovvero Azura Stevens e Kelsey Plum. Con 8 punti per la prima e 9 per la seconda sui 22 totali nel terzo quarto dal team le Sparks prendono il comando della gara. Il risultato prima del quarto finale è di 69 a 67, un margine comunque troppo lieve di un solo possesso.
Nell’ultimo quarto Connecticut si rende spesso pericolosa, soprattutto con la rookie Saniya Rivers, protagonista del tentato controsorpasso con 8 punti. Anche Bria Hartley, che chiuderà la partita con ben 25 punti, più di chiunque altra, prova fino all’ultimo a regalare una gioia alle Sun, che non perdono terreno dalle Sparks senza però neanche guadagnarlo. La squadra di casa vince così per 92 a 88 una partita importantissima, raggiungendo così le 7 vittorie in stagione.
Le Sparks non sono state protagoniste di una partita eccellente, eppure la vittoria è arrivata lo stesso grazie soprattutto all’incredibile apporto di tutte le titolari, che chiudono tutte tranne Julie Allemand con almeno 17 punti. La panchina non ha offerto opzioni concrete se non per Rae Burrell, l’unica che ha risposto presente quando chiamata in causa. A fare la differenza è stato senza dubbio anche l’incredibile tifo dell’arena, pronta a dare il massimo in qualsiasi momento della partita.
Le Connecticut Sun collezionano così la sconfitta numero 18 della stagione, rimanendo sempre più ultime. Considerando che a questo punto nella scorsa stagione la squadra stava battagliando per il podio, cosa ha portato a questa spiacevole situazione? Sicuramente, in primis, lo stravolgimento del roster. Aver perso 4 delle 5 titolari della scorsa stagione non ha fatto per nulla bene, soprattutto se si tratta di giocatrici dominanti come Brionna Jones, DeWanna Bonner o Alyssa Thomas. L’unica delle titolari rimaste, Marina Mabrey, non ha nemmeno giocato quest’ultima partita per infortunio.
La risposta nel mercato delle Sun è stata soprattutto l’acquisizione delle veterana Tina Charles, 8 volte WNBA All-Star. Troppo poco per rimpiazzare praticamente tutto il roster della scorsa stagione. Gli altri acquisti come Jacy Sheldon o Lindsay Allen non han dato nulla in più a questa squadra, che ora si trova praticamente condannata ad una stagione di sofferenza.
La mia prima partita dal vivo della WNBA si chiude con molta soddisfazione e felicità, in un palazzetto abbastanza pieno e carico di energia. Persone di tutte le età, dai più piccoli ai più anziani, erano presenti ad assistere all’incontro, confermando quanto il movimento della WNBA sia sempre di più in crescita.
Lo testimoniano anche, d’altronde, le nuove espansioni in tre nuove città ufficializzate dalla lega nelle scorse settimane. Infatti, nei prossimi cinque anni, oltre all’arrivo della squadra di Toronto già annunciata, ci saranno tre nuove squadre per le città di Cleveland, Detroit e Philadelphia. Ma di questo e della situazione in classifica e della squadre alla pausa imminente dell’All Star Game ne parlerò con più calma un’altra volta, sempre qui, su Play.It USA, a presto!
Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog(@ParlandodiUSA), e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.




