Era lo scorso 14 maggio quando la stagione della WNBA, la numero 28, è cominciata.

In questo mese e poco più di basket femminile molte sono le cose viste di cui parlare e molte sono state le certezze acquisite.

La prima, non poteva essere altra, è che Caitlin Clark, una delle atlete più sulla bocca di tutti nell’ultimo anno per le sue incredibili prestazioni ad Iowa e il record di punti nella storia del basket a livello di college, si è dimostrata essere realmente un fenomeno come si era visto fino a qualche mese fa nella NCAA.

Impressionanti prestazioni, canestri da 3 punti a non finire, assist-woman spesso decisiva e talento infinito.

Di talenti entrati nella WNBA dall’ultimo draft ce ne sono stati però tanti, come Cameron Brink, Angel Reese, Kamilla Cardoso, Aaliyah Edwards, Rickea Jackson, citando solo alcune di coloro che stanno avendo un enorme impatto sulla lega di basket femminile statunitense.

Alto è il loro impatto, che porta certamente a riempire i palazzetti dove vengono disputate le partite, ma basso è poi il posizionamento in classifica delle squadre dove le rookie più forti stanno giocando. Per tutti gli sport americani è così, i migliori rookie vanno nelle squadre risultate peggiori la stagione precedente, ma qui, nella WNBA, questo fatto si nota maggiormente.

È come se la lega fosse divisa in due categorie: squadre di veterane e squadre di principianti. Non a caso sono proprio le veterane che ancora prendono le posizioni di testa della classifica, a confermare un divario qualitativo e tecnico che non era così dare per scontato, visti gli straordinari talenti delle nuovi giocatrici che sono appena entrate nella WNBA.

Caitlin Clark and the WNBA are getting a lot of attention. It's about far more than basketball

La classifica

Parlando di veterani, in testa alla classifica non potevano che non esserci le New York Liberty, nonché uno dei team super favoriti al titolo già dai nastri di partenza di questa stagione.

Al 26 giugno sono 15 le vittorie e solamente 3 le sconfitte, una in più se si considera la finale della Commissioner’s Cup, una sorta di torneo nel torneo disputato tra la squadra prima nella Eastern Conference, le Liberty stesse, e la squadra prima nella Western Conference, ovvero le Minnesota Lynx.

A uscirne vincitrici sono state proprio le ragazze del Minnesota che, nella partita di stanotte alle ore 2 orario italiano, hanno fornito una prestazione molto convincente con la miglior Bridget Carleton che porta a casa 23 punti per la squadra.

Nonostante questa sconfitta per 94-89, le Liberty si sono dimostrate sicure e anche imponenti, grazie al loro ottimo gioco di squadra ma soprattutto grazie alle loro spiccate individualità di livello tecnico indubbiamente elevato, come Breanna Stewart, che per ora ha 19,7 punti di media per partita; come Sabrina Ionescu, 19,3 punti di media per partita e 52 canestri da 3 punti, il suo forte e Jonquel Jones, 16,8 punti per partita.

Al secondo posto ci sono le Connecticut Sun, squadra a tratti molto più dominante delle Liberty, ma che viene da due sconfitte nelle ultime due partite, a marcare un evidente calo di concentrazione che nulla ha a che fare con l’indiscussa qualità del roster, DeWanna Bonner, DiJonai Carrington, Brionna Jones e Alyssa Thomas su tutte, ma solo per cominciare. Quando il periodo no finirà sarà difficile fermarle.

A seguire troviamo la vera sorpresa di questa stagione, ovvero le Minnesota Lynx che, oltre ad aver vinto la prestigiosa Commissioner’s Cup, con il loro ottimo lavoro di squadra si sono fortemente candidate ad essere anche loro possibili campionesse di questa stagione.

Dopo la scorsa, finita con uno storico con più sconfitte che vittorie (21 sconfitte e 19 vittorie), le ragazze di coach Reeve sembrano aver trovato finalmente la loro dimensione competitiva in questa stagione.

In quarta posizione, leggermente staccate dal bronzo attuale delle Lynx, ci sono le Seattle Storm, altra squadra che di veterane ne ha tante, tra cui spiccano in questa stagione Jewell Loyd con con 18,4 punti per partite e Skylar Diggins-Smith, leader nella costruzione di gioco della squadra con 6,1 assist per partita di media.

Leggermente sotto le aspettative ci sono le Las Vegas Aces, con uno storico di 8 vittorie e 6 sconfitte, di cui 4 accumulate in un periodo unico qualche giorno fa, a confermare il fatto che il basket sia uno sport le cui prestazioni sono altamente influenzate dal cosiddetto momentum. Nonostante lo storico per ora non impeccabile, guardare giocare le Aces, soprattutto la fuoriclasse A’ja Wilson e l’instancabile Kelsey Plum, rimane uno spettacolo.

Anonima rimane invece la stagione delle Phoenix Mercury e delle Atlanta Dream, rispettivamente sesta e settima in classifica, che alternano prestazioni convincenti ad altre decisamente meno accattivanti.

In ottava posizione ci sono le Chicago Sky, una squadra che al draft ha selezionato due dei migliori talenti della scorsa stagione a livello universitario, ovvero Angel Reese da LSU e Kamilla Cardoso, fresca vincitrice del titolo NCAA di basket femminile con le South Carolina Gamecocks.

Di quest’ultima si è visto ancora poco il contributo nella WNBA, complice l’infortunio alla spalla nella prima partita stagionale di pre-season. Della prima si è visto eccome, invece, il contributo. Per Reese sono 8 i double-doubles, ovvero almeno 10 punti e 10 rimbalzi per partita. La qualità per Chicago non manca; non sempre, però, le stelle della squadra, come la leader Marina Mabrey, riescono a dare il contributo necessario per portare a casa la vittoria.

Molto interessante e molto accesa è la forte rivalità nata tra le Chicago Sky e le Indiana Fever, none in classifica, grazie anche al duello nato a livello universitario tra Angel Reese e Caitlin Clark, sempre più protagonista delle Fever e donna copertina della WNBA. Come prevedibile, nonostante l’inizio ostico, è servito solo un po’ di tempo per far esprimere a questo gruppo le sue vere potenzialità che, nonostante le 5 vittorie nelle ultime 7 rimane nelle zone basse della classifica, viste le sue 11 sconfitte totali acquisite finora.

Non a caso la risalita in classifica è poi coincisa con un rincalzo a livello di statistiche di attacco di Aliyah Boston, che dovrà essere ancora più decisiva nell’aiutare Caitlin Clark a portare il team in zona playoff.

Difficile finora la stagione delle Los Angeles Sparks, al decimo posto, che ora hanno anche perso per infortunio la seconda scelta al draft Cameron Brink e delle Washington Mystics, le quali si sono rialzate dopo l’inizio di stagione a dir poco disastroso grazie alle ultime recenti vittorie contro l’ultima squadra in classifica, le Dallas Wings.

Nonostante le magie e giocate straordinarie della fuoriclasse della squadra texana Arike Ogunbowale, le Wings, complici anche i molteplici infortuni, dopo un’inizio discreto sono sprofondate in ultima posizione.

2024 WNBA season preview: New York Liberty - The Next

Olimpiadi

A breve, circa a metà luglio, la WNBA si fermerà in vista dei Giochi Olimpici di Parigi. Gli Stati Uniti hanno dovuto costruire due squadre di pallacanestro femminili, una per la nazionale 5v5, basket classico, e una per il 3×3, il formato cestistico “rimpicciolito”, il quale si gioca in un campo solo con un unico canestro.

Le giocatrici della WNBA che faranno parte del roster olimpico della nazionale cestistica “classica” sono: la veterana Diana Taurasi, alla sua sesta olimpiade, Napheesa Collier, Kahleah Copper, Chelsea Gray, Brittney Griner, Sabrina Ionescu, Jewell Loyd, Kelsey Plum, Breanna Stewart,  Alyssa Thomas, A’ja Wilson e Jackie Young.

Ha fatto discutere, e non poco, l’esclusione dalle convocate di Caitlin Clark, ritenuta ancora troppo acerba per rappresentare gli Stati Uniti a livello olimpionico. Per la versione 3×3 le convocate sono invece Cierra Burdick, cestista statunitense in forza alle Basket Landes in Francia, Rhyne Howard, guardia delle Atlanta Falcons, Hailey Van Lith, giocatrice ancora al college, dove giocherà la prossima stagione per TCU e dopo aver giocato per LSU e, infine, Dearica Hamby, cestista delle Los Angeles Sparks che sostituisce la compagna Cameron Brink, la quale era stata scelta per far parte della squadra 3×3 prima della rottura del legamento del crociato. Entrambe le squadre sono molto favorite al titolo olimpionico, sarebbe difficile pensare altrimenti osservando i roster delle avversarie.

Van Lith Selected to 2024 USA Basketball 3x3 Women's National Team - TCU Athletics

Nuove squadre nel prossimo biennio

Intanto, a stagione in corso, la lega della WNBA ha annunciato che nella prossima le squadre saranno 13. Ad aggiungersi alle già presenti ci sarà una squadra californiana che ha già un equivalente maschile nei Warriors. Si tratta delle Golden State Valkyries, le quali avranno una divisa violetta e nera.

Molto interessata ai colori e alla novità di un nuovo team nella WNBA sembra essere Paige Bueckers, cestista in forza a UConn, la quale sarà, salvo sorprese, la prima scelta assoluta al draft del 2025. Sfortunatamente per lei, difficilmente le Valkyries avranno la prima scelta nel prossimo draft.

L’anno dopo, nel 2026, le squadre saliranno a 14.  A unirsi alla lega della WNBA sarà questa volta una squadra canadese, che avrà sede a Toronto. Ad oggi non è ancora stato rilevato il brand e il nome ufficiale della squadra. Queste nuove entrate nella lega fanno parte di un nuovo progetto di espansione che dovrebbe portare la lega ad avere almeno 16 squadre al proprio interno entro il 2028.

Paige Bueckers gives Golden State fans hope after unveiling of Valkyries WNBA team | Marca

6 thoughts on “Uno sguardo alla stagione WNBA

  1. Ciao. Non seguo la lega da un po’ di anni questo tuo bell’articolo mi ha fatto chiarezza su come sta andando. Grazie. L arrivo di nuove squadre fatto molto positivo. 👍 🙋‍♀️Ciao.

    • Ciao, grazie! Consiglio di ricominciare a seguirla, il divertimento e la competitività non stanno mancando! Concordo sulla positività di avere nuove squadre, 12 sono davvero poche

  2. Il “buon” Auriemma in realtà le nuove arrivate le ha abbastanza stroncate.
    Di CC ha detto che non ha il fisico e la velocità per imporsi e che dovrà sopperire con l’esperienza.
    Delle altre che complessivamente non hanno tutto questo talento.
    Non credo sia molto lontano dal vero.
    CC è palesemente piccola rispetto alle pari ruolo, la Reese, che di suo è una rimbalzista eccezionale, soprattutto in attacco, ha una mano quadrata spaventosa, tanto che fatica a segnare col 50% pur tirando da un metro e spesso tira due volte perché sbaglia e si prende il rimbalzo. La Cardoso forse è anche peggio.
    La Brink mi pare la più completa del lotto.
    Dubito però che Clarke e Reese possano essere le nuove Bird e Magic. Se la loro rivalità arriverà a quel livello, sarà una questione di rivalità, ma non certo di valori in campo.
    La Clarke, più che Bird, credo possa aspirare ad essere una specie di John Stockton (e già adesso si sta indirizzando verso quel tipo di giocatore), la Resse al massimo può essere un David Robinson, se va bene, altrimenti la vedo come un Rudy Gobert e nulla più.

    • Sicuramente, in parte, è vero. Di strada ne devono ancora fare d’altronde, però poi ognuno ha un proprio pensiero su di ciò, chiaramente. Il tempo saprà dare risposte più certe in merito, per ora, in questo mesetto e poco più, è ancora difficile capire se e quale futuro avranno queste giovani atlete all’interno della lega

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