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L’attesa è giunta finalmente al termine. La off season si è conclusa e la nuova stagione di NCAA football è cominciata con quella che da diversi anni è ormai chiamata giornata zero, perché in campo ci sono state solo una manciata di tutte le squadre che compongono il campionato di DI di football americano.
Il primo weekend di partite può essere quindi definito come una sorta di showcase della NCAA, che lascia però riposare le squadre più importanti in vista del loro vero esordio settimana prossima. La squadra più forte ad aver giocato in questa week 0 è stata USC (University of Southern California), che ha ospitato nel suo iconico Los Angeles Memorial Coliseum San José State.
I Trojans sono arrivati all’appuntamento col posto numero 14 nel ranking e grandi favori alla vittoria della partita. Pur essendo una posizione di partenza lontana dalle migliori squadre della lega, USC ha dimostrato, principalmente nel primo tempo, che tra le migliori comunque ci potrebbe stare.
Il test contro gli Spartans di San José non è certo stato dei più proibitivi, ma diversi ottimi spunti sono arrivati dalla partita. Metterei tre giocatori sul podio dei migliori dell’esordio, quelli che a mio parere hanno inciso di più nella vittoria per 42-26 contro San Josè State.
In primis il QB Jayden Maiava, senior che ha chiuso la partita con 25 passaggi su 29 completati, 286 yard e 2 TD, che ha dimostrato precisione principalmente nei lanci corti, con diversi ricevitori, molti di loro freshman, bravi a ottenere diverse di quelle che vengono chiamate “yards after catch”, ovvero le yard corse dopo le ricezioni.
Pur essendo ancor presto per poter dare riscontri così importanti, c’é chi non esclude che questo possa essere un anno veramente importante per USC, in particolare per il suo QB a cui già è stato accostato il nome dell’Heisman Trophy (il trofeo che a fine stagione viene dato al miglior giocatore del campionato universitario).
Tra tutti i WR il migliore, ed un giocatore che sicuramente sarà da tenere d’occhio per tutta la stagione, è stato Trent Mosley, che ha chiuso con 7 ricezioni, 118 yard e 1 TD.

Le prestazioni di Mosley e di tutti i nuovi ricevitori presenti nel team, per ora, non stanno facendo rimpiangere Makai Lemon e Ja’Kobi Lane, i due migliori WR dello scorso anno dei Trojans ora approdati in NFL. Per la difesa il migliore è stato il numero 94 Luke Wafle, freshman con un carattere e una fisicità risaltanti, caratteristiche solitamente non così scontate per un giocatore dopotutto appena uscito dalle high school poche settimane fa.
USC non gioca e non vince un National Championship, il “Super Bowl” del college football, dalla ormai lontana stagione 2004. Tuttavia il loro programma di football americano è sempre rimasto tra i migliori di tutta la nazione, in particolare soprattutto nella costa ovest. I Trojans hanno anche negli ultimi anni diversi talenti che sono ora giocatori di successo in NFL: Caleb Williams, Michael Pittman Jr, Amon-Ra St. Brown e molti altri.
L’ultima grande scelta al draft di un giocatore di USC è stata quella di Makai Lemon, approdato quest’anno ai Philadelphia Eagles in NFL. Insomma, quando si parla di USC non si può non tirare fuori il discorso football, in un campus che comunque dello sport in generale ne fa un business molto grande.
Pur essendo famosa soprattutto per i suoi programmi di cinema e industria dell’intrattenimento, non sorprendente in quel di LA, i Trojans hanno infatti anche un’ottima reputazione nel baseball e nell’atletica leggera, che ogni anno ha un meeting proprio all’interno della pista di atletica di USC.
Lo stadio dove la partita è stata disputata è invece lo stesso dei giochi olimpici che furono disputati nel 1932 e nel 1984, e sarà anche protagonista nelle olimpiadi di Los Angeles 2028. Per chiunque fosse in visita in quel di LA, insomma, una tappa al campus di USC la consiglio vivamente.

Per chi ha guardato la partita non sarà passato inosservato il “dong” percettibile ad ogni score di USC. Il suono in questione arriva dalla Victory Bell, una campana che ogni anno viene contesa tra UCLA e USC, le due università rivali di Los Angeles. Per decidere chi la tiene si guarda all’esito dell’incontro della stagione precedente, che lo scorso anno fu vinto dai Trojans.
L’altra partita da tenere d’occhio che si è giocata in questo primo weekend di college football è stata tra North Carolina e TCU, due programmi fuori dal ranking che, però, ai nastri di parenza avevano tutte le carte in regola per giocarsi la top 25 del ranking.
TCU partiva come favorita, ma l’esito finale non è stato di quelli sperati. Non solo dal risultato in sé, una sconfitta per 15-10, ma anche per una offense che ha dimostrato scarsa condizione e poche idee.
Gli unici TD della partita sono arrivati da due corse per entrambe le squadre, mentre i lanci non sono stati di certo protagonisti. Il QB di TCU Jaden Craig avrà grandi rimpianti soprattutto per il suo ultimo lancio in cui aveva uno dei suoi ricevitori praticamente libero, ma per il resto si può accontentare di una modesta prestazione da 20 su 32 passaggi completati con 175 yard finali.
Pur essendo stata una partita che non andrà a incidere così tanto sulle sorti della stagione è sempre interessante ricordare che queste due università si trovano in due luoghi d’America molto iconici, sicuramente diversi ma che godono di un’ottima reputazione tra gli americani.
TCU ( Texas Christian University) è un’università privata di Forth Worth, città vicina a Dallas famosa per rappresentare l’essenza del Texas nel suo quartiere di Stockyards, ricco di diversi edifici rimasti ai tempi del far west e di persone col cappello da cowboy e stivali alti. UNC (University of North Carolina) si trova invece a Chapel Hill, città in Carolina del Nord che racchiude natura, pace e per l’appunto il campus universitario, che è stato il primo pubblico fondato negli Stati Uniti nel 1795.

UNC nelle recenti stagioni è diventata famosa perché il suo nuovo HC dalla scorsa stagione è Bill Belichick, storico allenatore dei Patriots di Tom Brady. Proprio nei Patriots che sono arrivati al Super Bowl lo scorso anno gioca invece Drake Maye, che ha giocato a Chapel Hill come QB prima di approdare in NFL
La partita tra le due squadre faceva parte dell’Aer Lingus College football classic, incontro che negli ultimi anni si è disputato in Irlanda per espandere anche la cultura del football universitario in Europa. A differenza del Coliseum di LA, praticamente vuoto, vedere l’Aviva Stadium di Dublino pieno mi fa pensare che il progetto stia funzionando.
Delle altre partite giocate in questa week 0 risalta lo scontro tra Hawaii e Stanford, da una parte un programma mai esploso nel football e dall’altra un’università definita da molti una “Ivy League” della costa ovest ( La Ivy League è il nome del gruppo delle università private più prestigiose d’America, si trovano tutte nella costa est e tra di loro ci sono Harvard e Yale).
La partita è finita col risultato di 37-27 per la squadra californiana, che batte i Rainbow Warriors grazie alle 310 yard lanciate da Davis Warren, all’esordio coi Cardinals. Negli altri scontri più importanti Virginia ha battuto per 34-8 NC State mentre Florida State ha cominciato bene la sua stagione con un trionfo su New Mexico State per 34-17.
L’appuntamento è a questo punto per il prossimo weekend, dove finalmente scenderanno in campo le prime squadre del ranking, anche la vincitrice della scorsa stagione Indiana.
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Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog, e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.


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