Con la fine della regular season del campionato NCAA di football americano sono arrivate, come ogni anno, le finali delle varie conference, che quest’anno hanno portato a finali inaspettati che hanno anche cambiato le sorti del campionato in vista dei playoff. La premessa di queste finals era già delle migliori, essendo presenti squadre come Duke, nemmeno presente nel ranking finale, e squadre come Texas A&M invece escluse, complice la sconfitta all’ultima giornata contro Texas.

Rimanendo in tema SEC comincerei parlando della finale di questa conference, che non ha visto nessuna squadra texana partecipante bensì due tra le squadre storicamente più forti di tutto il campionato: Georgia e Alabama. Quest’ultima è arrivata alla finale perdendo tre partite in tutta la regular season ma solo una nella SEC, quella che poi ha determinato il suo secondo posto nella classifica di questa conference. A sfidare i Crimson Tide ci sono stati i Bulldogs di Georgia, invece arrivati a quest’appuntamento in una forma impressionante, avendo perso l’unica partita stagionale nel lontano settembre proprio contro Alabama.

L’esito finale dell’incontro della finale di sabato non solo ha fatto ottenere una bella rivincita ai Bulldogs, ma ha completamente sovvertito ciò che si era visto in campo a settembre. A essere stata completamente diversa è stata in primis la performance di Ty Simpson, nome rimasto nel range dell’Heisman Trophy fino a poche ore fa, che in quest’ultimo incontro ha deluso e non poco, incidendo enormemente alla sua esclusione dalla lista dei finalisti dell’Heisman. Non solo l’insicurezza, non solo l’intercetto, non solo i soli 19 lanci completati su 39 tentativi. È come se il Ty Simpson che si è visto per tutta la stagione fosse scomparso. Sicuramente un gran peccato avendo visto le sue vere abilità nel corso della stagione.

Ty Simpson tells why he isn't nervous about playoff selection

Nei candidati finali all’Heisman Trophy non ci sarà appunto Simpson. I quattro presenti sono infatti Jeremiyah Love, Fernando Mendoza, Diego Pavia e Julian Sayin

Anche il resto della offense non ha certo brillato, con il reparto di corsa che ha chiuso la giornata addirittura in negativo è che è stato completamente annichilito dall’ottima difesa di Georgia, con i ricevitori che han invece cominciato a fare sul serio solo nel terzo quarto, troppo tardi. Georgia è stata brava a partire subito in quarta, chiudendo il primo tempo 14-0 mettendo già un piede e anche più sulla vittoria finale. Gunner Stockton si è dimostrato ancora una volta un vero e proprio gladiatore, lanciando 3 TD e correndo anche 39 yard su 13 portate. A volte non serve essere il più forte per vincere, basta lottare e dare tutto sé stesso. Stockton è l’incarnazione perfetta di ciò, non sorprenderebbe se con la sua grinta potesse comandare Georgia alla vittoria finale.

Georgia Bulldogs News, Scores and Stats 2025-26 - CBS Sports

Con la vittoria contro Alabama per 28-7, i trionfi nella SEC nella loro storia salgono a 13, a 3 di distanza proprio dai Crimson Tide.

La vittoria che ha sorpreso tutti, me compreso, è però quella di Duke contro Virginia nella finale della ACC, a cui i Blue Devils sono potuti accedere grazie alle sole due sconfitte in stagione contro squadre della ACC, nonostante le 5 totali che li hanno visti fuori dal ranking. Contro Virginia è arrivata una prestazione sofferta che li ha visti trionfanti solo ai supplementari, dopo una rimonta completata negli ultimi secondi da parte dei Cavaliers. Darian Mensah, il QB di Duke, ha chiuso con 19 lanci completati su 25 con 196 yard e 2 TD per il suo TE Jeremiah Hasley, che ha così portato la squadra del North Carolina al primo titolo nella conference dal 1962. 27-20 il risultato finale

CFP: Alabama loses, Duke wins and both wait for fate | AP News

Nonostante la vittoria della ACC, Duke non andrà ai playoff. Ad accedere alla fase finale vanno infatti le prime 4 del ranking direttamente ai quarti di finale, con le restanti 8 determinate tra le seguenti nel ranking e le vincitrici per ogni conference che però facciano parte comunque del ranking finale. Per la ACC andrà infatti Miami, la migliore della conference nel ranking

Nelle finali di AAC e SBC, le conference meno importanti che han però visto partecipare squadre presenti nel ranking, ovvero North Texas e Tulane per la prima e James Madison per la seconda, hanno trionfato rispettivamente Tulane e proprio James Madison. Entrambi gli incontri hanno rispettato i pronostici e hanno visto poche sorprese. Tulane ha battuto ha battuto 34-21 North Texas, mentre JMU ha superato Troy per 31-14.

Nella finale della Big 12,invece, a farla da padrona con ampio margine è stata Texas Tech, che si è imposta per 34-7 contro BYU. Dopo un primo quarto abbastanza pietoso chiuso con 0 punti i Red Raiders si sono messi in moto guidati dal QB Behren Morton, sicuramente non tra i più blasonati del campionato che però si è dimostrato molto bravo nell’essere una macchina da TD nel corso della sua stagione e di tutte le 5 passate in generale a Texas Tech, con la quale ha collezionato 71 TD lanciati.

Il resto dell’attacco ha chiuso altrettanto bene, soprattutto con il RB J’Koby Williams, che ha ottenuto 80 yard con 15 portate, e il ricevitore Coy Eakin, che ha ottenuto 2 TD con sole 3 ricezioni. Come dice il detto “la difesa è il miglior attacco” però, a farla da padrona è proprio la difesa, che al momento, numeri alla mano, è la migliore della lega.

Tra le prime quattro Texas Tech è sicuramente la squadra con meno livello tecnico, ma anche quella che sottovalutare sarebbe un errore grandissimo. Per i Red Raiders si tratta del primo titolo vinto nella Big 12, ora a loro non resta che aspettare chi tra Oregon e James Madison andrà a sfidarli ai quarti di finale di playoff.

La partita più attesa non poteva però che essere la finale della Big Ten, che ha visto opporsi la numero uno nel ranking Ohio State contro la numero due Indiana. Il risultato finale di 13-10 per Indiana potrebbe ingannare e far pensare che sia stata una partita noiosa, in realtà così non è stato. Sicuramente a fare la migliore prestazione sono state le difese, ma i lanci dei due quarterback Mendoza e Sayin sono stati null’altro che spettacolari. Il primo non ha avuto un semplice inizio, ma nel terzo e ultimo quarto ha trovato fortuna nei suoi lanci soprattutto per il suo WR Charlie Becker, che ha ottenuto 126 yard su 6 ricezioni. Sayin ha potuto invece contare sulle braccia del miglior reparto di ricevitori di tutta la lega, con Jeremiah Smith leader in yard ricevute e Carnell Tate protagonista del TD che ha portato in vantaggio i Buckeyes.

Nonostante gli svariati tentativi tutto il secondo tempo dei Buckeyes è però risultato in 0 punti e un field goal sbagliato, che sicuramente avrebbe potuto rimettere in piedi le sorti della partita a pochi minuti dal termine. Indiana si è dimostrata sicuramente più scaltra e più cinica a non sbagliare i field goal, mentre Ohio State si è semplicemente appoggiata troppo sui suoi ricevitori, variando poco le giocate. Nonostante la sconfitta i Buckeyes rimangono positivi e fiduciosi in vista dei playoff, dove la corsa alla finale non tiene conto di questa finale.

Fernando Mendoza ha giocato l’ennesima gara entusiasmante della sua stagione.

Il quadro dei playoff

Dopo il classico incontro tra Army e Navy e i vari Bowls, le prime sfide dei playoff del 19 dicembre vedranno scontrarsi:

  • Alabama contro Oklahoma
  • Miami contro Texas A&M
  • Tulane contro Ole Miss
  • James Madison contro Oregon

A riposarsi saranno invece le prime quattro del ranking, ovvero in ordine Indiana, Ohio State, Georgia e Texas Tech. Al loro rientro Indiana sfiderà la vincente tra Alabama e Oklahoma, Ohio State la vincente tra Miami e Texas A&M, Georgia la vincente tra Tulane e Ole Miss e infine Texas Tech la vincente tra James Madison e Oregon.

College Football Playoff bracket, schedule, rankings, seeds | NCAA.com

Ecco il quadro completo dei playoff

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