Storicamente, nei ranking delle prime 25 squadre del campionato NCAA di football americano, siamo stati abituati a trovare team locati nel centro-sud della costa est degli Stati Uniti, con team come Georgia, Alabama, LSU, Ohio State e Penn State dominatori assoluti di questa categoria. A far da eccezione era l’unica Texas, forse, situata nel grande spazio che il suo territorio racchiude in centro America.
Ma si sa, d’altronde, che il mondo si evolve, e in piccolo anche il mondo del football universitario sta cambiando. Avevo già parlato negli scorsi giorni delle delusioni più grandi di questo campionato, come Texas, che si è leggermente ripresa- senza cambiare significativamente le realistiche sorti della loro stagione, tuttavia- o di Penn State, che invece è completamente crollata perdendo contro Northwestern e Iowa, rinunciando alla guida di Drew Allar come QB da qui a fine stagione per infortunio.
Non posso quindi anche parlare di alcune delle sorprese più grandi di questa stagione, che presenta nuovi volti nelle prime posizioni nel ranking, coloro che stanno cambiando eccome il football americano degli ultimi anni. Andando ad osservare il ranking attuale, dopo la week 10, la prima squadra che balza all’occhio, non essendo abituati a trovarla così in alto, è Indiana, che insegue l’infermabile Ohio State.
Gli Hoosiers non hanno mai storicamente avuto successo nell’ambito del football americano, cominciando pian piano a emergere solo nelle ultimi stagioni ma fallendo sempre agli appuntamenti più importanti. Partita nella preseason dal ventesimo posto nel ranking, le speranze di potersi ritrovare al secondo erano quantomeno improbabili. Sfruttando le disfatte degli avversari e la loro momentanea imbattibilità gli Hoosiers hanno però scalato la classifica facilmente, guidati dall’head coach Curt Cignetti.
Gli esiti positivi ottenuti fino ad ora da Indiana sono stati però nelle mani del QB Fernando Mendoza, arrivato da California per sostituire Kurtis Rourke, approdato nella NFL. L’emblema della scalata alla (quasi) cima della classifica è proprio lui, che ha iniziato il campionato come uno dei QB più da tenere sott’occhio, ma comunque di seconda fascia, dietro a tanti nomi che invece, alla lunga, sono stati protagonisti di una stagione ben peggiore della sua. Basti pensare a giocatori come Nussmeier, Allar o Moore, che salvo particolari sorprese saranno dietro a lui nelle gerarchie del draft 2026.

Nonostante l’ampia distanza da qui al draft nei primissimi mock draft Mendoza è visto come probabile prima scelta assoluta. Vedendo le prestazioni delle squadre NFL che avranno sicuramente bisogno di un nuovo QB, i team che potrebbero trovarlo a disposizione se arrivassero ultimi nella NFL sono senza dubbio i Jets o i Saints.
Parlare di draft è però forse ancora presto, considerando che Mendoza avrebbe potenzialmente un altro anno di eleggibilità per giocare a football nella NCAA. Un altro pilastro del successo momentaneo di Indiana è la difesa, elemento emerso ampliamente anche dalla scorsa stagione e di invidia dalle altre squadre. Salvo lo scontro diretto contro Oregon, vinto poi da Indiana per 30-20, in tutte le altre occasioni la difesa degli Hoosiers non ha mai concesso più di 15 punti.
La squadra di Curt Cignetti ha una concreta possibilità di arrivare nella post season da imbattuta. Ad aspettarla da qui in avanti ci saranno infatti solo avversari ampliamente abbordabili: Maryland, Penn State, Wisconsin e Purdue.
Non basta scendere di molto, solo di un gradino, per trovare l’altra grande sorpresa di questa stagione NCAA. Si passa dall’Indiana al Texas, per trovare la nuova regina del Lone Star State, ovvero Texas A&M. Nel ranking prestagione gli Aggies comparivano al posto numero 19, proprio davanti ad Indiana.
Le abilità tecniche offensive della squadra si erano cominciate a vedere già dalla scorsa stagione, a cui sono stati aggiunti pezzi importanti che ora la stanno rendendo grande di nuovo dopo tanti, tanti anni. Il football che propongono è forse il più moderno delle squadre dell’alta classifica, consistente in una accurata preparazione atletica che fa risaltare velocità ed esplosività nei giocatori della squadra.
Il loro QB, Marcel Reed, si era fatto positivamente notare nella sua scorsa e prima stagione, lanciando per 1864 yard e, soprattutto, correndone anche 543. Quest’anno, con ancora quattro partite di regular season davanti, le yard lanciate sono 1972 e quelle corse 349, che han portato a 23 i suoi TD combinati ad oggi in questa season. Sa lanciare bene e sa anche essere molto, molto veloce in caso di corsa, due qualità che, in prospettiva futura, potrebbero portarlo a palcoscenici molto importanti.
Il reparto dei loro ricevitori è un altro che della velocità fa tutto, con KC Concepcion, arrivato da NC State, e Mario Craver, da Mississippi State, che stanno impanicando le difese avversarie con 11 TD combinati sulle loro 76 ricezioni. Anche i due RB, Rueben Owens II e Le’veon Moss, sono protagonisti di un’ottima stagione, avendo portato a casa 9 TD di corsa sulle 8 partite disputate. La vittoria contro LSU è stata la loro ufficiale consacrazione a possibile candidata alla vittoria finale, che sarebbe ampliamente alla portata di questo team con una offense così esplosiva ed esuberante.
Fa ridere e anche riflettere sapere che prima dell’inizio stagione Txas A&M si ritrovava dietro nelle gerarchie rispetto a squadre come Florida e South Carolina
Nonostante Georgia sia in una discreta e tutto sommato positiva quinta posizione nel ranking attuale, anche nel loro stato c’è una nuova regina, che, pur essendo dietro di loro nel ranking, è ancora imbattuta. Famosa per essere un importante polo tecnologico e scientifico Georgia Tech quest’anno è davvero competitiva anche nel football americano, uno dei punti di forza dei super rivali Bulldogs.
Nonostante il calendario non esattamente proibitivo gli Yellow Jackets hanno dimostrato convinzione e dominio nella maggior parte dei loro incontri disputati fino ad ora, con l’unica eccezione nella partita contro Wake Forest, vinta di un punto dopo un incontro alla pari coi Deamon Deacons.
Il loro QB, Haynes King, si era messo già in mostra nella scorsa stagione, ma in questa ha fatto il passo necessario che lo potrebbe portare ad avere quanto meno posizioni più rilevanti in vista del draft della NFL, essendo lui senior. Positive sono sicuramente le sue 1480 yard lanciate per 7 TD, ma ad impressionare sono le sue 651 yard corse condite da ulteriori 12 TD.
Continuando a questo ritmo Georgia Tech le vincerà facilmente fino alla penultima, con lo scontro coi rivalissimi dei Bulldogs all’ultima giornata che sarà il vero turning point della loro stagione. Se vincessero, in quel caso, difficilmente li vedremo fuori dai playoff.
Nel caso di Georgia Tech non si possono fare paragoni rispetto al loro posizionamento nel ranking prestagionale. Infatti gli Yellow Jackets non ne facevano nemmeno parte, avendo inoltre solo 63 voti, circa la metà di quanti ne aveva Baylor, ad esempio
A chiudere le sorprese delle prime posizioni del ranking c’è Vanderbilt, un programma universitario famoso in varie aree come arti, scienze e musica che, anche in questo caso, non ha mai eccelso negli sport e in particolare nel football. Il loro ultimo titolo nazionale, tuttavia non rivendicato, risale al 1922, più di 100 anni fa. Lo scorso anno si è fatta conoscere battendo Alabama, ma finendo comunque con uno storico di 7 vittorie e 6 sconfitte.
Il volto di questa nuova rinascita dei Commodores è ancora una volta il loro QB, Diego Pavia. Uscito dalle high school come prospetto da 0 stelle (su 5) è diventato col tempo un giocatore capace di trascinare da leader con il suo carisma e la voglia di lottare fino alla fine la sua squadra verso un posto nella top 10 del ranking. Pavia è un QB atipico, uno di quelli che non scivola dopo una corsa ma che preferisce il contatto con il difensore, uno che mette tutto se stesso a disposizione per la squadra. Con il suo fisico da running back non potrebbe che essere altrimenti, d’altronde.
Tutti si divertono a guardarlo giocare in campo, me incluso, eppure dopo questa stagione difficilmente lo vedremo protagonista nella NFL. Pur essendo un idolo e leggenda della sua squadra, il suo fisico non ideale e i suoi quasi 25 anni sono grandi ostacoli per fare il grande passo nei pro. Il suo nome non sarà chiamato prima della terza giornata del draft ma, in ogni caso, la squadra che se lo aggiudicherà potrà essere certa di avere con sé un vero e proprio guerriero.
L’unica sconfitta arrivata in questa stagione è stata contro Alabama, ma le altre 7 vittorie, di cui 3 contro team presenti nel ranking al tempo dell’incontro, sono un segnale chiaro di quanto questo team faccia sul serio. Da qui a fine stagione i Commodores troveranno altre due squadre presenti nell’attuale ranking, le arancioni Texas e Tennessee, oltre che due impegni imprevedibili contro Auburn e Kentucky.

Anche Vanderbilt, che ha sede a Nashville, è la regina di uno stato che aveva come ledaer principale una squadra di questo stato rimasta storicamente forte, ovvero i Tennessee Volunteers, ora quattordicesimi nel ranking
Le possibilità di arrivare a fine stagione con quell’unica sconfitta contro i Crimson Tide in saccoccia sono comunque discretamente alte. Le armi offensive le ha tutte, considerando oltre allo stesso Pavia un reparto di ricevitori ottimo, in cui è anche presente uno dei possibili All-American Tight End che potrebbero finire addirittura nel primo team, ovvero Eli Stowers.
Nel ranking, dopo la week 10, rimangono fuori nomi importanti, sostituiti però da altre squadre emergenti. Tra di esse, che meritano una nomination sono Texas Tech (13), Virginia (15), Louisville (16), Cincinnati (17) e Houston (22), tutti programmi che nel football americano stanno ritrovando un nuovo campo in cui eccellere.
Il campionato non è ancora però finito, e altre squadre potrebbero riuscire a strappare a sorpresa un posto nella top 25. Da seguire con interesse questo weekend ci saranno Vanderbilt (9) contro Texas (22), Oklahoma (18) contro Tennessee (14) e Ohio State che sfiderà la fuori ranking Penn State, in uno scontro che non sarà mai noioso da seguire.
Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog(@ParlandodiUSA), e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.


Non avendo ancora trovato una squadra da tifare nel college football, seguo un po’ la simpatia del momento: l’anno scorso mi piaceva Boise State, quest’anno sono stato davvero coinvolto da Vanderbilt. Vediamo se saranno capaci di sorprenderci ulteriormente!