CONTENDERS

OKLAHOMA SOONERS (Previsione record 10-2)

Baker Mayfield

Baker Mayfield

Dopo un anno di transizione, Oklahoma è tornata a dominare la Big 12, come di consuetudine. La continuità che Bob Stoops ha regalato a questo programma di football è un qualcosa di straordinario, la sua capacità di recruiting è rimasta inalterata nel tempo, e la costanza dei risultati positivi ottenuti negli ultimi anni parla da sé. L’unico neo che si possa davvero reperire in questo rigoglioso ciclo è solamente un titolo nazionale che manca a Norman dal 2003, ma vista la qualità complessiva di questa nuova edizione della squadra ci sono motivi per puntare ancora una volta in alto. L’obiettivo è uno solo: College Football Playoff.

L’attacco, per eccellere, deve continuare la strada intrapresa un anno fa, quando Stoops ed i suoi collaboratori hanno installato una nuova no-huddle offense per aumentare i ritmi di gioco, tenere i punteggi alti e demolire i polpacci dei difensori avversari. La conseguenza è stata la creazione di una rete di passaggi che ha portato l’attacco aereo alla quarta posizione assoluta della nazione, ed il bilanciamento reso possibile dal possente rushing game ha tenuto la total offense nella top ten statunitense. Una delle chiavi per la riuscita favorevole dell’operazione è stato senza dubbio il quarterback Baker Mayfield, che ha tenuto un ottimo rapporto statistico realizzando 36 passaggi da touchdown contro soli 7 intercetti, fornendo nel contempo quella dimensione aggiuntiva che lo staff ricercava dal proprio regista titolare, dimostrandosi mobile al punto da racimolare poco più di 400 yard e soprattutto siglando 7 mete personali. L’affermazione del bravo Baker ha comportato la richiesta di trasferimento di Trevor Knight, accasatosi a Texas A&M, lasciando quale backup il solo freshman Austin Kendall. La salute di Mayfield verrà dunque prima di tutto il resto.

Oklahoma è anche la casa del miglior running back della Conference (e non solo), Samaje Perine, il quale ha accumulato 3.000 yard abbondanti e 37 mete in questi suoi primi due anni di carriera collegiale, grazie a caratteristiche difficilmente reperibili altrove, una mistura di potenza, rapidità e velocità (235 libbre di un dinamismo incredibile) che ha atterrato la resistenza di qualsiasi difesa, producendo 6 yard a portata. Il backfield gode altresì della presenza di Joe Mixon, reduce da una più che soddisfacente annata d’esordio (754 yard e 6.7 di media a portata, oltre alle 7 mete) e capace di non far perdere un grammo di consistenza all’attacco nei momenti in cui il titolare deve rifiatare. Se le superstar di squadra risiedono nei ruoli appena descritti, il reparto ricevitori chiede a qualcuno dei ragazzi al rientro in squadra di poter degnamente sostituire la stella Sterling Shepard, che ora ha traslocato armi e bagagli presso gli indirizzi della National Football League. E’ quindi essenziale che Dede Westbrook diventi il nuovo ricevitore primario, e che Geno Lewis, in arrivo da Penn State, si integri quanto prima nel sistema.

I Sooners hanno difensivamente terminato al nono posto per efficienza contro i passaggi, frutto di un lavoro eccellente da parte del coaching staff considerate le cifre offensive che viaggiano in questa Conference. Poche rivali di questo gruppo possono vantare un fronte così solido e versatile, che può disporsi a tre o a quattro uomini a seconda delle necessità, pur dovendo fare attenzione a non concedere eccessi contro le corse, come ad esempio accaduto contro le avversarie più forti affrontate durante il cammino del 2015. Se la presenza del tackle Charles Walker è assai rassicurante, un concreto aiuto perverrà senza dubbio da un reparto linebacker molto atletico – occhio a Jordan Evans – in grado di chiudere i placcaggi con velocità e precisione, nonché da una secondaria assai efficiente e piena di esperienza che grazie a Jordan e Ahmad Thomas può rompere giochi e raccogliere turnover.

Oklahoma avrà l’opportunità di fare la voce grossa da subito, usufruendo della possibilità di potersi misurare con Ohio State e la rivale di Conference TCU in due delle prime quattro partite. Proprio da qui si potrà comprendere la forma playoff di una squadra che non ha grossi impegni nella parte restante del calendario se non la classica Red River Rivalry contro i Longhorns, lo scontro frontale con Baylor e il season finale contro una Oklahoma State assai insidiosa, l’importante è tenere la testa a posto nelle gare apparentemente più agevoli e misurarsi con chiunque sabato dopo sabato. Le potenzialità sono da top five della nazione.

OKLAHOMA STATE COWBOYS (Previsione record 9-3)

Mason Rudolph

Mason Rudolph

Ci sono degli anni in cui gli allineamenti astrali sono favorevoli, e l’unica azione da intraprendere è quella di approfittare della situazione. Gli esperti la vedono così per Oklahoma State, che potrebbe prendere spunto dalla transizione di Baylor, dalla ricostruzione di TCU, dalla lunga e lenta risalita di Texas, per tentare la scalata al titolo di Conference.

Si riparte dalla sconfitta al Sugar Bowl contro Mississipi e da una buonissima undicesima stagione in sella da parte di coach Mike Riley, noto stratega offensivo che per ora non ha mai sentito il bisogno di accasarsi altrove, preferendo prendersi cura della crescita di un programma che dal 2008 ad oggi ha registrato un minimo di nove vittorie in ben sei occasioni. L’attacco è attrezzato per ripetere un risultato similare e forse anche migliorarlo, il gioco di passaggi è stato il settimo di tutti gli Stati Uniti ed il quarterback Mason Rudolph è pronto a condurlo verso tonnellate di punti e yard ancora una volta per un anno da junior che potrebbe facilmente rivelarsi il migliore di carriera.

Il regista potrà disporre di numerose alternative pericolose in fase di ricezione, il settore wide receiver è capeggiato dal consistente James Washington, un ricevitore esterno in grado di creare la giocata spezza-schiena in qualsiasi momento della partita e reduce da una stagione con oltre 20 yard di media per pallone catturato, accompagnato dallo slot receiver Marcell Ateman, già autore di oltre 770 yard e 5 mete nel ruolo di seconda opzione offensiva. I potenziali problemi sono due, anzitutto la protezione in fase di passaggio, aspetto nei confronti del quale la linea non ha mostrato risultati positivi concedendo ben 32 sack, a maggior ragione sapendo che Rudolph ha bisogno di entrare in ritmo presto per poter eccellere. Il secondo settore potenzialmente problematico è un backfield che ha prodotto 3.5 yard per portata – anche qui una fetta di responsabilità va alla linea – e che ora può contare su una profondità inedita, dato che il titolare Chris Carson sarà affiancato da un transfer d’eccezione, quel Barry Sanders jr. arrivato qui da Stanford per emulare le gesta del padre.

Anche in questo caso, come scritto per altre squadre qui presenti, per primeggiare non serve una difesa eccelsa ma è più che sufficiente un reparto in grado di restare sotto i 30 punti di media a partita di passivo, il resto è tutto lavoro per Rudolph e compagni. Ci sono margini di crescita nonostante la perdita dal maestro del sack Emmanuel Ogbah, il roster propone difatti una rotazione ottimale per riuscire ad avere in campo elementi sempre freschi, e ci sarà l’opportunità di testare giocatori possibilmente determinanti come Jarrell Owens – il quale ha già mostrato fiuto per il quarterback – ora che ci sarà un maggior numero di snap a disposizione. La parte mediana della linea è più che adeguatamente ancorata da Vincent Taylor, uno dei tackle di maggior impatto della Conference.

Le secondarie sono il vero punto di forza del pacchetto, grazie alla possente combinazione di safety formata da Jordan Sterns e Trey Flowers. Sterns viene da due stagioni in fila in tripla cifra per placcaggi, miglior statistica di squadra, ciò è senz’altro determinato dalla sua ottima capacità di fermare gli avversari in campo aperto, una qualità fondamentale per contrastare attacchi che puntano su ricezioni corte per guadagni a lunga gittata. La difesa deve generalmente migliorare il fatturato nelle partite più importanti, in special modo il contrasto del gioco di corse altrui, lo dimostra il drastico calo di prestazioni patito contro le potenze della Conference nella seconda parte del campionato, giustificando in parte le tre sconfitte consecutive giunte dopo una folgorante partenza di 10-0, con l’aggravante di aver concesso a Baylor ed Oklahoma più di 600 yard a terra in combinata.

Per la stagione a venire le prospettive potrebbero essere tranquillamente ripetibili, seppure un occhio al calendario renda difficile la ripetizione di una striscia vincente come quella dello scorso anno. Tuttavia, se i Cowboys riusciranno ad essere ultra-produttivi in attacco come sanno di poter fare correggendo le lacune difensive per vincere anche le partite a punteggi vicini, allora il grande passo verso la vetta potrebbe realmente divenire realizzabile.

TCU HORNED FROGS (Previsione record 9-3)

Josh Carraway

Josh Carraway

Coach Gary Patterson è andato oltre ogni ragionevole aspettativa. Un conto è giocare nella Mountain West, realizzare regular season ai limiti della perfezione e vincere un meritato invito al Rose Bowl, un altro conto è mettersi a confronto con una realtà molto più dura ed emergere in così breve tempo. Ci vogliono capacità non da poco, e Patterson, dopo due sole stagioni di adattamento, ha rispedito gli Horned Frogs nell’orbita della rilevanza nazionale entrando nella top ten post stagionale in entrambe le ultime due stagioni, sfiorando la finalissima per il titolo assoluto.

Texas Christian è una delle realtà più consistenti della Big 12 odierna, e nonostante la squadra abbia patito ingenti perdite soprattutto dal lato offensivo della questione, è corretto sostenere che l’esperienza di Patterson possa mantenere vincente questo ciclo entusiasmante. Parliamo di una macchina offensiva all’interno della quale un semi-sconosciuto Trevone Boykin – uno che al camp di due anni fa non aveva la sicurezza del posto da starter – è riuscito a segnare 81 mete tra passaggi e corse personali, arrivando ad essere un serio contendente per l’Heisman Trophy. Assieme a lui mancheranno la massiccia produzione del running back Aaron Green e le gesta da superstar del wide receiver Josh Doctson, ma chi è rimasto a roster può emergere e non far perdere terreno a questa bellissima realtà collegiale.

Kenny Hill, dopo l’esperienza saliscendi a Texas A&M con conseguente richiesta di trasferimento, ha delle potenzialità interessantissime se inserito nel sistema giusto, e pare aver vinto la concorrenza di Foster Sawyer, un quarterback più propenso all’errore. Da Hill non si può certo pretendere il senso di playmaking innato che possedeva Boykin, tuttavia il ragazzo è certamente capace di ammassare statistiche in quantità e rendere produttivo un reparto offensivo, l’aveva d’altro canto già dimostrato sotto le direttive di Kevin Sumlin agli Aggies, a patto che emerga una maggiore costanza sia in campo che fuori.

La batteria di running back a disposizione dovrà rimpiazzare le oltre 1.200 yard di Green, ed il candidato corretto sembrerebbe essere Kyle Hicks, un giocatore rivelatosi molto positivo in apparizioni tutto sommato limitate, che hanno però fruttato 4.7 yard di media a portata. Se Hicks è ben strutturato per ritagliarsi un ruolo più largo, l’alternativa è fornita dallo specialista Shaun Nixon, che ha mosso le catene spesso e volentieri essendo particolarmente dotato nell’uscire dal backfield per ricevere. Altro gravoso compito? Quello di non far rimpiangere le 1.327 yard e 14 mete di Doctson, assegnazioni che gli esperti attribuiscono esclusivamente alla possibile nuova stella del ruolo, quel KaVontae Turpin a dire il vero un pò minuto a livello fisico, ma funambolico quando il pallone gli arriva tra le mani. E’ uno di quei giocatori che si possono allineare in giro per il campo trovando sempre il modo di farli produrre, senza poi contare l’impatto da kick returner, per un reparto che ritrova il senior Deante Gray, fermo per tutto il 2015 per infortunio, e che schiera nel terzetto titolare il promettente Jalean Austin.

La 4-2-5 utilizzata in difesa è molto versatile, e provvista di un back seven di livello. Il cornerback Ranthony Texada quando non disturbato dagli infortuni può chiudere la saracinesca a piacimento, Travin Howard è il leader del pacchetto linebacker grazie alla forte reattività allo sviluppo del gioco e alla tecnica nel placcare, e la linea è rassicurata dalla presenza di Josh Carraway, un end di 250 libbre che a questi livelli può giocare tratti di football dominante come dimostrano i 9 sack messi a segno nel 2015, e che quest’anno godrà della compagnia di Matt Boesen, un transfer da Boise State.

Gary Patterson ha dimostrato tantissimo in questi anni, riuscendo a plasmare la squadra a seconda della filosofia della Conference nella quale è approdata. Quest’anno non c’è nulla di radicale da cambiare, anzi, la necessità è quella di mantenere efficiente un sistema collaudato affidando maggiore spazio ai backup dello scorso anno e permettere loro di esplodere adeguatamente in un contesto che offre possibilità a tutti e tenere gli errori al minimo, facendo affidamento su una difesa atletica e consistente. I presupposti per un’altra corsa verso il top della Big 12 ci sono tutti.

PRETENDERS

BAYLOR BEARS (Previsione record 9-3)

KD Cannon

KD Cannon

La macchina perfetta ha cambiato possessore delle chiavi di accensione. E’ successo tutto all’improvviso, con il licenziamento di Art Briles, colui che ha trasformato un programma perennemente perdente in uno di alta rilevanza a livello nazionale, a seguito dei noti scandali accademici che hanno coinvolto la squadra di football, una tristissima pagina di violenze sessuali che ha spazzato via dirigenza e capo allenatore, oltre ad aver fatto perdere numerosi giocatori precedentemente reclutati a favore di dirette concorrenti.

La palla passa ora a Jim Grobe, un allenatore molto esperto e capace, basti pensare all’impresa realizzata a Wake Forest una decade fa portando i Demon Deacons a disputare un Orange Bowl, si tratta di trovare il corretto coordinamento tra un sistema offensivo tra i migliori della nazione ed una difesa che ha necessità di essere soltanto buona, dato che sulla carta i Bears possono seppellire chiunque sotto montagne di yard e soprattutto punti. La squadra è abituata al cambiamento, l’ha dimostrato nella stagione scorsa quando Briles ristrutturò un attacco privo di due dei tre quarterback disponibili appoggiandosi pesantemente sul gioco di corse, con Grobe ora impegnato anche a mantenere la credibilità qui costruita dal suo predecessore.

Baylor prega che Seth Russell possa restare in salute per tutta la stagione, è un quarterback che possiede grande esperienza nel gestire questo sistema offensivo e lo stava concretamente dimostrando durante la stagione scorsa prima di dover abbandonare la nave per infortunio. Parliamo di un attacco che ha surclassato gli avversari nei primi quarti, riducendo il resto delle gare ad una pura gestione con notevole risparmio di fatiche, che ha perso qualche pezzo importante ma che vedrà tornare tanti responsabili dei successi passati. La batteria di ricevitori a disposizione, nonostante la perdita di Corey Coleman, è molto profonda e carica di ragazzi pieni di talento, e sarà capeggiata da K.D.Cannon, che assieme a Coleman ha terrorizzato a lungo le secondarie della nazione. Il backfield vede il rientro in blocco dell’ottima coppia formata da Shock Linwood e Johnny Jefferson, responsabili di 18 mete ed un migliaio di yard a testa, entrambi fondamentali (326 yard di media a gara) per rimanere competitivi della seconda parte del 2015 con il terzo quarterback in campo.

La difesa sembra più che adeguata per il compito che deve svolgere, ovvero contenere i danni mentre l’attacco segna a ripetizione. L’allineamento rimarrà improntato sulla classica 4-2-5 in voga nella Conference, e disporrà di un punto focale localizzabile nelle secondarie grazie alla versatilità di giocatori come il safety Travon Blanchard, un colpitore molto preciso nei placcaggi che può piazzarsi occasionalmente anche da linebacker aggiunto a seconda della situazione. La difesa possiede dei linebacker atletici, caratteristica fondamentale soprattutto in situazioni di marcatura su passaggio, mentre i punti di domanda affiorano dal fronte, che ha perso la pass rush di Shawn Oakman e l’efficienza nel mezzo di Andrew Billings, e che tenterà di rimpiazzare quest’ultimo con il tackle Jeremy Faulk, un arrivo dal junior college che si spera possa diventare il nuovo punto di riferimento della trincea.

I Bears sono probabilmente destinati a rimanere solidi nella corsa ai playoff del College Football per tutta la prima parte della stagione, grazie ad impegni più morbidi che permetteranno a Russell di riprendere confidenza con il sistema. Le partite che definiranno la stagione arriveranno ad ogni modo alla fine, quando Baylor dovrà misurarsi con due squadre che già la batterono l’anno passato come Oklahoma e TCU, oltre che dover fare i conti con una Oklahoma State in rampa di lancio.

TEXAS LONGHORNS (Previsione record 8-4)

Malik Jefferson

Malik Jefferson

Charlie Strong è il capo allenatore che sente la maggior pressione di tutta la Big 12. Ad Austin, luogo di grande tradizione a livello di college football, si è vinto tanto e lo si è fatto spesso, e la ricostruzione del dopo Mack Brown sta prendendo più tempo di quanto gli affezionati ai Longhorns possano sopportare, abituati come sono alle costanti luci della ribalta. La sensazione è che ancora non ci siamo, ma ci stiamo arrivando un po’ alla volta. Strong è un allenatore di grande leadership e carattere, pretende moltissimo dai suoi giocatori ed è molto stimato, e chi non è d’accordo viene accomodato fuori dalla porta senza troppe remore.

Sembra più una questione offensiva che altro. Possedendo la miglior difesa dell’era Strong, l’intenzione sarebbe quella di creare un gioco offensivo improntato sul possesso palla e fare uso massiccio di corse, avvalendosi di un quarterback capace semplicemente di gestire la situazione ed eseguire i lanci corretti quando serve. Da questo punto di vista Tyrone Swoopes è apparso più regredito che altro ed in carriera non è mai stato un passatore preciso pur essendo molto mobile, delle caratteristiche che potrebbero avvicinarlo molto al collega con cui ha condiviso il palco durante l’annata scorsa, Jerrod Heard. Non è esclusa una rotazione tra quarterback, così come non è da accantonare l’idea che possa essere il freshman Shane Buchele a ritirare le chiavi dell’attacco.

Maggiori sicurezze arrivano dal possente duo che compone il backfield, composto da Chris Warren III, 255 libbre, e D’Onta Foreman, 241 libbre, una coppia sulla carta potenzialmente devastante per come potrebbe demolire un po’ alla volta la resistenza delle difese permettendo a Strong di applicare al meglio la sua filosofia offensiva. La linea ha tutte le carte in regola per reggere il peso del rushing game, e queste idee si sposano bene con la debolezza del fronte difensivo di tante avversarie di questa Conference, è tuttavia necessario che il gioco aereo compia un evidente balzo in avanti rispetto ai due anni scorsi e che qualche ricevitore si faccia avanti, date le sole sei mete segnate da giocatori di quel ruolo nel 2015.

L’allineamento difensivo è la vera forza della squadra, versatile al punto di potersi adeguare ad un discreto numero di situazioni. Lo schieramento base dovrebbe riflettere fedelmente la 4-2-5 qui in voga, ma gli elementi a roster permettono di usufruire nell’eventualità di schieramenti maggiormente volti alla tradizione. La superstar del pacchetto è senza dubbio il linebacker Malik Jefferson, un giovane leader dotato di grande rapidità di movimenti e velocità di base supersonica, il che ne fa giocatore adatto per una pass rush di spicco, ma soprattutto capace di confezionare la giocata che cambia l’inerzia della partita.

Essenziale migliorare le 219 yard concesse a gara cercando di contrastare le corse, ragione per la quale si ripongono molte speranze sulla coppia di tackle composta da Paul Boyette e Poona Ford, mentre il duo formato dai corner Holton Hill e Davante Davis promette di poter diventare uno dei migliori di tutta la Conference garantendo solidità alle secondarie.

I Longhorns non sono ancora pronti a competere con le tre/quattro migliori squadre della Big 12 per la vittoria del raggruppamento, ma le premesse per un bel passo in avanti rispetto alle due stagioni da sette sconfitte ciascuna ci sono tutte. Una difesa molto forte non guasta in una Conference così votata all’offensiva, ma la vera differenza la può fare solo un maggior bilanciamento in attacco attraverso un istantaneo progresso in fase di regia, cosa che potrebbe portare alle due o tre vittorie in più che costituirebbero il passo successivo per l’operazione di risalita.

TEXAS TECH RED RAIDERS (Previsione record 7-5)

Patrick Mahomes

Patrick Mahomes

Quando il giovane head coach Cliff Kingsbury vestiva paraspalle ed elmetto marchiato Texas Tech, faceva parte di un sistema offensivo altamente produttivo, che sotto le direttive dell’allora capo allenatore Mike Leach gli aveva permesso di superare le 5.000 yard stagionali. Il figliuol prodigo è giunto alla sua quarta annata sulla sideline dei Red Raiders con un record in pareggio, 19-19, ma sembrerebbe essere sulla strada giusta per eseguire il cosiddetto passo successivo. Se difatti quelle 5.000 yard possono essere nelle corde del suo quarterback titolare del momento, Patrick Mahomes, per migliorare quanto prodotto fino a questo momento non resta che porre rimedio ad una difesa a tratti disastrosa, che ha reso esattamente in modo contrario rispetto ad un reparto offensivo da fuochi artificiali.

Il netto contrasto statistico del programma di Lubbock, Texas, sta tutto qui. Kingsbury è riuscito a plasmare un attacco in grado di segnare 45 punti a partita, che in condizioni normali sarebbero più che sufficienti per scalare le vette della Conference, ottenendo la migliore statistica della nazione in percentuale di terzi down convertiti e ben 580 yard di total offense. Peccato che poi si debba anche difendere.

Menzionavamo prima Mahomes, subentrato a stagione in corso a Davis Webb con risultati soddisfacenti e quindi fermo titolare durante il campionato scorso, nel quale ha dimostrato di avere pieno comando di una filosofia offensiva volta all’attacco aereo. Per lui, come detto, potrebbe essere una campagna numericamente astronomica con un’ancora maggiore esperienza acquisita, usufruendo di un pacchetto base a quattro ricevitori che ha perso il folletto Jakeem Grant ma che ritrova il junior Ian Sadler e vi aggiunge i due transfer Derrick Willies e De’Quan Bowman, quest’ultimo utile pure quale punt returner. La linea dovrà evitare di accumulare 27 sack per mantenere un adeguato ritmo offensivo, mentre il backfield si affiderà a piene mani verso Justin Stockton, elemento veloce, dinamico e capace di ricevere, per sostituire l’enorme produzione di DeAndre Washington.

L’altra faccia della medaglia? 43.6 punti concessi ad uscita, 548 yard di media, cifre che hanno reso impossibile il restare in gara contro le corazzate della Big 12. La presenza del tackle Breiden Fehoko, una piccola superstar, non basta da solo a sostenere una linea che genera una pass rush insufficiente e che ha concesso solo in tre occasioni meno di 200 yard su corsa, una statistica che potrà essere migliorata se le addizioni del redshirt freshman Broderick Washington e del transfer da Michigan Ondre Pipkins sortiranno il loro effetto. Le secondarie dovranno affidarsi alle qualità di colpitore del safety Jah’Shawn Johnson, che si prenderà parte delle responsabilità che l’anno passato spettavano al talentuoso linebacker Dakota Allen, cacciato dal programma per furto con scasso.

Così restando le cose, a patto che la difesa limiti i danni, i Red Raiders hanno la possibilità concreta di migliorare il 7-6 del 2015, fosse anche solo di una vittoria o due sarebbe già un passo determinante per permettere a Kingsbury di continuare a lavorare con serenità.

WEST VIRGINIA MOUNTAINEERS (Previsione record 6-6)

Rushel Shell

Rushel Shell

C’era una volta la Big East, e c’erano una volta i Mountaineers condotti da Rich Rodriguez, gli stessi che andarono vicinissimi a giocarsi il titolo nazionale. Seppure siano tempi passati – da oramai quattro stagioni West Virginia ha traslocato nella Big 12 – il metro di paragone rimane strettamente relazionato ad un’epoca dove le nove vittorie stagionali erano sostanzialmente di casa, e si giocava per obiettivi molto importanti.

Oggi i Mountaineers di Dana Holgorsen stanno ancora cercando di ambientarsi all’interno di una Conference molto più competitiva rispetto a quella dove primeggiavano anni fa, e prima di poter contendere per un titolo debbono necessariamente pensare di cominciare a vincere le partite che contano. Un record di 26-25 dell’ultimo quadriennio e soprattutto lo 0-4 contro Oklahoma dal momento dell’inserimento nella nuova Conference non era ciò che il programma di football locale si attendeva, ma se non altro vi sono degli aspetti che hanno senza dubbio funzionato.

Uno su tutti è il reparto offensivo, il pane quotidiano di un coach inventivo e fantasioso come Holgorsen, il quale ha forgiato la sua versione della Air Raid Offense, un attacco molto potente dal punto di vista dei passaggi proprio come il nome suggerisce, il che costituisce con pochi dubbi la prima opzione tra quelle disponibili fermo restando che un equilibrato gioco di corse resterà fondamentale per mischiare le carte per bene. Il quarterback Skyler Howard ha disputato una buonissima prima stagione completa da titolare ed ha ulteriori margini di crescita, gli si chiederà prima di tutto di tagliare qualcuno dei 14 intercetti lanciati nel 2015, aumentare la percentuale di completi, e di ripetere le cifre esplosive messe in scena nel Cactus Bowl contro Arizona State (532 yard, 5 TD), tutti traguardi che sembrano raggiungibili grazie alla presenza di una batteria di ricevitori di sicuro talento, capaci sia di distinguersi sul profondo che con la ricezione breve e la conseguente esplosione in campo aperto, una delle specialità di casa.

Da questo punto di vista le opzioni si chiamano Shelton Gibson e Daikiel Shorts, coppia molto produttiva durante la trascorsa stagione, alla quale si aggiunge un Ka’Raun White che avrà un maggiore numero di snap per dimostrare le sue capacità. Il reparto running back dovrà sopperire alla perdita di Wendell Smallwood, determinante per il successo dell’attacco un anno fa, ma la squadra può fare affidamento sull’ultimo anno di eleggibilità per Rushel Shell, il quale avrà l’opportunità di migliorare le 708 yard registrate con 8 mete a corredo disponendo di un palcoscenico più grande, nonché disponendo delle caratteristiche fisiche utili a sobbarcarsi la maggior parte delle portate previste. Il cambio di ritmo è garantito da un giocatore di cui in primavera si è parlato incessantemente bene, Kennedy McCoy, le cui caratteristiche tecniche ricordano proprio quelle di Smallwood. La linea capitanata dal centro Tyler Orlowsky è solida e coesa, atletica a sufficienza per i movimenti richiesti da questa tipologia di attacco.

La difesa in questi anni si è comportata abbastanza bene, considerato che ha dovuto affrontare in ogni settimana degli attacchi ad altissimo voltaggio. Nel 2015 in ben sette occasioni il reparto non ha concesso più di 24 punti, la cattiva notizia è che molti elementi chiave sono andati persi per termine di eleggibilità e andranno adeguatamente sostituiti. L’intimidazione fornita da Karl Joseph s è trasferita al piano di sopra, il settore linebacker è da rifare, ed il fronte sembra la parte più consistente, dato che vi circolano attorno due playmaker come l’end Noble Nwachukwu (8.5 sack) ed il tackle Darrien Howard.

Per poter competere ad alti livelli i Mountaineers dovranno appaiare all’ottimo attacco una difesa in grado di eseguire le giocate giuste nelle gare più consone, segnare punti da queste parti non è mai stato un problema, ma con così tanti nuovi inserimenti difensivi il rischio di prendere valanghe di segnature dalle avversarie più forti è molto alto.

KANSAS STATE WILDCATS (Previsione record 6-6)

Dante Barnett

Dante Barnett

In un modo o nell’altro il leggendario coach Bill Snider ha sempre trovato il modo di far funzionare l’attacco di Kansas State durante questo suo secondo ciclo sulla sideline dell’università, studiando le opportune alternative in caso di fallimento del piano principale. In previsione dell’arrivo della nuova stagione si crede tuttavia opportuno il dover aggiustare più di qualche aspetto per rendere competitiva una squadra che non ha rispettato gli standard del quadriennio precedente, complice anche qualche infortunio di troppo, cercando di trovare una maggiore continuità in tutti i settori del roster.

Il fulcro del funzionamento del meccanismo offensivo dei Wildcats rimane un florido gioco di corse, che non sempre è stato tale mettendo in difficoltà i principi della option qui praticata. La situazione d’infermeria non è certo stata d’aiuto, dato che ci si è dovuti arrangiare con Joe Hubener nella posizione di quarterback per tutta la stagione rinunciando al maggior talento di Jesse Ertz e Alex Delton e giungendo nei bassifondi nazionali per efficienza del gioco di passaggi, senza peraltro trovare confronto da un rushing game fermo a 158 yard di media, che a livello collegiale sono davvero poche. Verrebbe da dire che nulla è andato bene stavolta, ma se non altro è arrivata la fatidica sesta vittoria che ha permesso di continuare la striscia di presenze ad un Bowl, pur dovendo sottolineare una sola affermazione negli ultimi sei tentativi.

L’attacco dovrebbe guadagnare di consistenza dal rientro di Ertz, un quarterback senza dubbio più portato al gioco aereo dell’impreciso Hubener, e capace di decidere quando passare e quando correre di persona. Nel caso in cui il backfield dovesse rivelarsi nuovamente poco produttivo la differenza la dovrebbe fare proprio un regista come Ertz, più propenso a centrare la giocata nel momento di necessità dando respiro e produttività al reparto, esattamente ciò che il pur mobile Hubener non era riuscito a fare per tutta la scorsa annata. Dietro una linea dal talento ordinario correrà di nuovo Charles Jones, potenzialmente produttivo ma troppo spesso imbottigliato nel traffico, mentre una batteria di ricevitori senza una superstar ben identificata come fu a suo tempo Tyler Lockett, dovrà poggiare le proprie speranze su Byron Pringle, acquisito dal junior college e potenzialmente problematico fuori dal campo, che se gestito bene potrebbe trasformarsi in una serie minaccia per tutte le difese della Conference.

Spesso, durante la stagione scorsa, la difesa è caduta sotto i tremendi colpi degli attacchi aerei avversari, che hanno trovato ogni tipo di smarcatura possibile per fare male ai Wildcats, i quali hanno concesso ben 100 yard in più rispetto a quante siano riusciti a sfornarne attraverso il loro reparto offensivo. E’ senza dubbio gradito il ritorno da infortunio del safety Dante Barnett, che se non altro regalerà un minimo di leadership ed intimidazione ad un settore molle, con la missione primaria di evitare la concessione di oltre 300 yard aeree in così tante circostanze, vero ago della bilancia tra vittorie e sconfitte della squadra. I Wildcats hanno spesso dominato il tempo di possesso grazie alla gestione del cronometro, da sempre pallino di Snyder, ma sono nel contempo stati letteralmente bombardati dai quarterback altrui senza peraltro possedere playmaker difensivi, come dimostrano i soli cinque intercetti rimediati l’anno passato.

Salvo nuovi affollamenti dell’infermeria, il record finale di questo 2016 dovrebbe essere migliore rispetto al 6-7 del gennaio scorso, e se non altro dovrebbe tornare quella produttività offensiva che negli ultimi anni ha sempre contraddistinto il programma di football ponendolo in competizione con le migliori squadre del lotto, uno dei fattori che maggiormente sono mancati durante un 2015 a tratti disastroso. Chiudere con una vittoria ad un Bowl anche minore fornirebbe già un sospiro di sollievo bello profondo.

THE OTHERS

IOWA STATE CYCLONES (Previsione record 4-8)

Allen Lazard

Allen Lazard

Oltre una decade di pressoché totale irrilevanza e la necessità di cambiare la cultura del programma di football in fretta sono due fattori che si abbinano molto bene all’arrivo al campus del nuovo capo allenatore Matt Campbell. Il trentasettenne proviene da alcune stagioni di successo a Toledo, dove ha costruito un ottimo sistema di corse basato sulla potenza affermandosi nel contempo quale stratega difensivo in grado di bloccare i backfield avversari, una combinazione che ha fruttato una duplice conquista della Mac West, ed ora tutto ciò che gli viene richiesto è di poter traslare queste caratteristiche presso questa sua nuova destinazione.

L’intento è chiaro, da queste parti si bombarda spesso e volentieri, quindi gli attacchi è meglio farli restare a guardare un po’ da fuori. Come fare? Creando anzitutto un rushing game altamente produttivo, permettendo la gestione del cronometro e lo sfiancamento progressivo della difesa avversaria, un accorgimento che può diminuire drasticamente i punti al passivo e far vincere qualche partita in più. A leggere il curriculum del suo nuovo head coach dev’essere scesa l’acquolina dalla bocca a Mike Warren, un running back uscito dal nulla ma capace di impossessarsi a pieno diritto il ruolo di running back titolare terminando l’anno con sei uscite delle ultime dieci sopra le 100 yard, e pronto per un palcoscenico possibilmente più ampio del precedente.

Sarà lui la chiave di un attacco che possiede una linea più brava a bloccare che non a difendere il quarterback (42 i sack concessi nel 2015), al regista Joel Lanning non si chiedono numeri fantascientifici ma solo una maggiore efficienza complessiva, contribuendo a muovere le catene quando la situazione lo richiede confidando su un vero e proprio bersaglio affidabile come Allen Lazard.

Un’altra chiave positiva di lettura sarà la ristrutturazione della difesa aerea, la quale ha concesso generosi guadagni ad ogni attacco affrontato e che vede i defensive back andare puntualmente in difficoltà anche a causa di una pass rush inadeguata, che all’attualità non possiede un defensive end in grado di impensierire seriamente il quarterback avversario. Nonostante il rientro del safety Kamari Cotton-Moya restituisca un minimo di fiducia, le secondarie devono necessariamente produrre un maggior numero di turnover con l’aiuto della linea difensiva, il cui elemento di spicco è il nose tackle Demond Tucker, in quanto non è possibile vincere tanto quando si perdono sistematicamente molti più palloni di quanti se ne riescano a recuperare.

Iowa State è una squadra lacunosa sotto molti punti di vista ma speranzosa di poter cambiare le prospettive a medio termine, una visione resa rosea dall’arrivo di un coaching staff tutto nuovo e molto giovane, che ha voglia di affermarsi e di vincere tanto. Le idee sono molto chiare, ora non resta che applicarle come si deve e chissà, magari un Bowl minore strappato all’ultima giornata potrebbe anche essere alla portata.

KANSAS JAYHAWKS (Previsione record 2-10)

Fish Smitson

Fish Smitson

David Beaty non è invidiato proprio da nessuno. Certo, un’opportunità di occupare la posizione di head coach è sempre l’occasione di una vita, ma l’ingente somma di problematiche da affrontare in quel di Kansas spaventerebbe chiunque, perlomeno pensando alla stagione da incubo terminata lo scorso dicembre a quota 0-12, contornata da due dei peggiori reparti di tutti gli Stati Uniti. Tutto da rifare? Sostanzialmente sì.

Cominciando dall’attacco, le notizie più confortanti paiono provenire dalla possibile maturazione del giovane quarterback Ryan Willis, il quale ha fatto ciò che ha potuto con il materiale che gli è stato dato e trovandosi inserito in un contesto di talento mediocre. Una linea difensiva tutt’altro che dominante non lo ha protetto a dovere e non è riuscita a creare varchi per un gioco di corse quasi inesistente, il running back Ke’Aun Kinner non ha dimostrato le capacità, al di là delle responsabilità dei ragazzoni davanti, di potersi sobbarcare l’intero peso dell’attacco ed avrebbe bisogno di un cambio di ritmo che non c’è, ed il gruppo ricevitori è tutto da testare, anche se pure qui potrebbero esistere dei margini di progresso, essendo il tight end Ben Johnson l’unico elemento davvero affidabile del gruppo.

Per capire veramente a fondo la situazione offensiva di Kansas è sufficiente riflettere sui dati statistici sulle yard totali, quasi dimezzate rispetto a quelle degli avversari, al -141 nel divario tra punti realizzati e subiti nei soli primi quarti, nonché all’esiguo numero di primi down ottenuti. In una Conference dove chiunque riesce a mettere in piedi attacchi spettacolari, i Jayhawks debbono trovare rimedio immediato, oppure non avranno diritto di cittadinanza.

Il reparto difensivo si è rivelato un letterale incubo, 561 yard a gara e 46 punti di media non sono cifre che possono permettere di restare al passo con nessuno. Sarebbe già un discreto successo cominciare a fermare qualche corsa, dal momento che gli avversari hanno goduto di enormi successi nell’attraversare la linea difensiva potendo permettersi di gestire secondi e terzi down con poche yard da prendere, un fattore che ha sfiancato una difesa già precaria. Il safety Fish Smithson, probabilmente il miglior giocatore di squadra, ha tappato quasi tutte le falle del front four arrivando a quota 111 placcaggi stagionali, frutto di un mucchio di interventi straordinari, che hanno coperto pure le lacune dei due linebacker Marquis Roberts e Joe Dineen, giocatori assolutamente nella media.

A meno di clamorosi stravolgimenti positivi l’obiettivo è di tenere botta anche quest’anno, in attesa di poter rinsaldare il processo di reclutamento e portare l’unica cosa che manca: il talento. Kansas deve costruire per il futuro, il traguardo del 2016 può essere ragionevolmente quello di vincere le tre o quattro partite abbordabili e limitare i danni nelle gare rimanenti.

PRESEASON ALL BIG 12 TEAM

Attacco: Baker Mayfield (QB, Oklahoma), Samaje Perine (RB, Oklahoma), Mike Warren (RB, Iowa State), KD Cannon (WR, Baylor), James Washington (WR, Oklahoma State), Ben Johnson (TE, Kansas), Joseph Noteboom (OT, TCU), Connor Williams (OT, Texas), Patrick Vahe (OG, Texas), Cody Whitehair (OG, Kansas State), Tyler Orlowski (C, West Virginia)

Difesa: Josh Carraway (DE TCU), (Charles Walker DT, Oklahoma), (DT, FSU), Al Quadin Muhammad (DE, Miami), Malik Jefferson (LB, Texas), Jordan Evans (LB, Oklahoma), Elijah Lee (LB, Kansas State), Jordan Sterns (S, Oklahoma State), Fish Smithson (S, Kansas), Dante Barnett (CB, Kansas State), Davante Davis (CB, Texas)

Special Team: Clayton Hatfield (K, Texas Tech), Austin Seibert (P, Oklahoma), KaVontae Turpin (Returner, TCU)

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