Come da tradizione verso i primi di Aprile il basket NCAA arriva alla fine della sua stagione che quest’anno ha visto giocare oltre 6.400 partite e chiude in bellezza con una UConn-Michigan giocata nel Lucas Oil Stadium, la casa degli Indianapolis Colts della NFL, davanti a 70.720 spettatori.

Solo il campo deciderà se Michigan riuscirà a vincere il suo secondo titolo della storia, cosa sfuggita per due volte ai FabFive, oppure Alex Karaban vincerà il terzo titolo raggiungendo due miti come Kareem Abdul-Jabbar e Bill Walton?

La partita inizia evidenziando le scelte tecniche degli allenatori: quella di Dusty May che prevede il cambio sistematico sui blocchi fuori dall’arco da 3pti fuori in modo da limitare gli spazi ai tiratori degli Huskies anche a costo di creare dei mismatch e quella di Dan Hurley che, come era immaginabile, ha fatto tenere ai suoi ragazzi un ritmo controllato così da ridurre la velocità delle azioni, il numero dei possessi e quindi il punteggio.

 

Dopo pochi minuti UCconn ricade nel problema falli che già in altre occasioni li aveva penalizzati e dopo 8 minuti sia Silas Demary Jr che Solo Ball, le guardie titolari, sono a quota 2 e devono accomodarsi in panchina.

I Wolverines non riescono a sfruttare questo vantaggio per colpa dei grossi problemi nel tiro da 3pti (il primo tempo finirà 0-8) e se anche Lendeborg gioca tutto il primo tempo lo fa con un’intensità non sua. Probabilmente influenzato dalla scavigliata della semifinale, nell’unica occasione in cui si lancia in penetrazione durante una delle poche transizioni veloci, perde l’equilibrio e cade a terra non per un contatto col difensore ma apparentemente perchè non hanno tenuto caviglia o ginocchio.

La partita scorre con i ritmi bassi voluti da UConn e anche il tentativo di coach May di alzarli pressando a tutto campo non porta i successi sperati perchè quando gli avversari passano la metà campo devono solo scegliere il tiratore e nell’unico caso in cui Michigan mette in difficoltà i portatori di palla Braylon Mullins li punisce con la sua unica tripla del primo tempo.

Alla sirena sul 29-33 Michigan paiono evidenti 2 dati: i Wolverines tirano 11-14 nel pitturato e 0-16 da fuori perchè gli Huskies non hanno contromisure all’agilità di Aday Mara ed alla fisicità di Morez Johnson Jr, mentre UConn ha una rotazione ridotta con le guardie di riserva che non riescono a compensare l’assenza di Ball e Demary Jr rimasti in campo solo per 10 e 7 minuti ma soprattutto non ha alternative ad Alex Karaban che giocherà tutti i 40′ e Tarris Reed Jr che arriverà a 34′.

La ripresa parte nel peggior modo possibile per UConn che dopo 30″ si vede fischiare il terzo fallo a Ball che ferma un contropiede di Michigan, dopo altri 2 minuti un dubbio terzo fallo a Demary Jr e dopo un altro minuto il quarto di Ball che concede anche un gioco da 3 punti a Cadeau.

Con le guardie in panchina in attacco Hurley decide di dare palla sotto a Reed Jr ma la scelta di attacare Aday Mara rinculando fino allo smile per fermare il palleggio e cercare un tiro ruotando sul piede perno si rivela inefficace perchè Mara è troppo più alto e non ha bisogno di saltare sulle finte per cui lo costringe a modificare la parabola dei tiri riducendone la percentuale.

Al 7′ del secondo tempo Elliot Cadeau realizza la prima tripla di Michigan che si porta sul +11, vantaggio che troviamo con meno di 6 minuti da giocare dopo che un tentativo di recupero di UConn era stato rapidamente ribattuto.

L’azione decisiva è quella con 2′ da giocare quando, dopo una tripla di Karaban, su una palla rubata Solo Ball va in contropiede ma viene contrastato e sbaglia il layup del -4 dopodichè nel ribaltamento di campo Trey McKenney realizza la seconda tripla di Michigan della partita riportando a 9 il vantaggio.

 

A quel punto i Wolverines difendono ottimamente sull’arco impedendo il tiro da 3pti di UConn e facendo scorrere il cronometro danno l’impressione di aver chiuso la partita ma gli Huskies hanno dimostrato di non essere mai morti e grazie a 2 liberi e una tripla dopo una rubata sulla seconda brutta rimessa di UM, che nella prima si era salvata con una palla a due, tornano a 4 punti.

Lo 0-2 ai liberi di Roddy Gayle Jr, uno che in stagione li ha tirati col 75%, consente a Karaban di avere la tripla per ridurre il distacco a un punto ma la sbaglia ed a quel punto i 2 liberi di McKenney servono solo a definire il 69-63 finale.

C’è chi ha detto che il titolo è stato vinto da una squadra di mercenari visto che dei 5 titolari nessuno ha iniziato la carriera a Michigan e in 4 sono arrivati la scorsa estate tramite il transfer portal: Lendeborg da UAB, Johnson Jr da Illinois, Mara da UCLA e Cadeau da UNC.

Questo è un dato incontrovertibile ma Michigan ha fatto la squadra rispettando le regole che valevano per tutti e sul campo ha vinto con merito.

“The Road (2026) ends here” ma continuiamo a seguire l’NCAA perché il prossimo Novembre si aprirà un’altra strada che sarà sicuramente bella e intensa almeno quanto questa appena chiusa e tutti sono già al lavoro per essere loro ad arrivarci in fondo.

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