Come di consuetudine ogni anno, nei primi giorni di aprile si svolgono le finali NCAA di basket sia maschile che femminile, a conclusione di uno dei tornei più attesi e guardati dagli amanti degli sport in America. La traduzione letterale del nome di questo torneo in italiano sarebbe “la follia di marzo”, che ritrova in March Madness, il nome originale, un’allitterazione più orecchiabile conosciuta anche ai non addetti al settore sportivo in tutti gli Stati Uniti d’America.
Pur essendo un torneo universitario, la fase finale, soprattutto la final four, viene spesso più seguita e attesa del campionato principale di pallacanestro negli USA, ovvero l’NBA.
Oltre al torneo maschile, di cui si è ampiamente discusso e analizzato la sua continuazione, con la vittoria finale della University of Michigan, si è giocato anche quello femminile. Lontani dai tempi degli scontri tra Iowa e South Carolina e dalle incredibili prestazioni di nuovi fenomeni ormai affermati nella WNBA come Caitlin Clark, Angel Reese o Paige Bueckers, il campionato femminile ha comunque regalato tanto spettacolo, oltre che darci uno sneak peek sui nuovi talenti che approderanno a brevissimo nel campionato madre.
Prima di parlare della finalissima tra UCLA e South Carolina è utile fare un passo indietro alla regular season, cominciata a novembre da dove era esattamente finita lo scorso anno, con quattro squadre nettamente superiori alle altre e con un prevedibile dominio assoluto scontro dopo scontro di UConn, vincitrice del torneo la scorsa stagione. Le altre tre squadre presenti nella top 4 del ranking prestagionale erano ovviamente South Carolina, Texas e UCLA, tutte le partecipanti della scorsa final four.
Nel corso della stagione regolare UConn si era dimostrata senza dubbio la migliore e una forte candidata al back to back nella vittoria della National Championship, nonostante senza più Paige Bueckers, approdata in WNBA alle Dallas Wings nel draft del 2025.
Quando si tratta delle Huskies, tuttavia, i talenti continuano a persistere anno dopo anno, con nuove entrate dalle high school e promozioni di giocatrici già presenti nella squadra. Le principali fautrici del successo nella regular season delle Huskies sono state Sarah Strong, che ha chiuso il suo anno con 18,4 punti e 7,7 rimbalzi di media a partita e Azzi Fudd, che ha chiuso con 17,3 punti e 2,6 rimbalzi, oltre che con un 44,7 % di canestri realizzati su tiri da 3 punti, che sono arrivati ad essere 117 in totale a fine stagione.
Pur essendo arrivata alla final four da imbattuta, alle semifinali è arrivata l’unica sconfitta che ha deciso la loro eliminazione dal torneo contro South Carolina, squadra impossibile da sottovalutare anche nelle loro non migliori stagioni. Le Huskies non potranno contare più su Azzi Fudd per la prossima stagione, essendo lei una delle più papabili alla primissima scelta al prossimo draft della WNBA. Il roster rimane comunque uno dei più competitivi anche in vista della prossima stagione, che certamente lo vedrà ancora protagonista.
L’altra squadra che si è fermata alle semifinali del torneo è Texas, quest’anno senza alcun dubbio alla loro miglior stagione di sempre. Dopo aver battuto in regular season UCLA, South Carolina ed LSU, oltre che aver vinto la finale della SEC sempre contro South Carolina, questa stagione sembrava poter essere quella definitiva.
Fino alle elite eight, ovvero i quarti di finale della March Madness, era oggettivo affermare che le Longhorns fossero le più in forma rispetto a tutte le altre squadre. All’approdo nella final four si erano presentate avendo realizzato 340 punti in 4 partite, con una difesa che aveva concesso solo 41 punti a Michigan, un avversario molto temibile a livello offensivo.
Come nella season precedente, la miglior giocatrice della squadra, Madison Booker, è stata la principale trascinatrice del team nel corso di quest0 2025-26. Con 18,9 punti di media e 50,8 % di canestri realizzati sui totali, ha timbrato nuovi record della sua carriera. Purtroppo per lei la sua giornata più negativa della stagione è arrivata alle semifinali contro UCLA, dove sono arrivati solo 6 punti realizzati da 3 canestri sui suoi 23 tentativi totali.
La squadra, nel complesso, non ha fatto tanto meglio, ottenendo 44 punti totali, contro i 51 di UCLA. Nella prossima stagione Texas ritroverà Madison Booker e altre protagoniste di questa stagione, come Jordan Lee, ma allo stesso tempo perderà pezzi fondamentali del puzzle vincente, come Rori Harmon. Essendo la prossima stagione, con molte probabilità, una delle più competitive degli ultimi anni, sarà difficile ritrovare le Longhorns a questi livelli.

La finalissima ha quindi visto affrontarsi South Carolina contro UCLA, le rosse contro le blu, la costa est contro quella ovest, in un match tanto atteso che ha trovato le Bruins alla loro prima apparizione nella finale della loro storia.
Le Gamecocks erano invece alla loro quinta, di cui la quarta negli ultimi cinque anni. Come la scorsa stagione la squadra di Dawn Staley non ci è arrivata da favorita, ma dimostrando sempre un’enorme qualità tecnica e un roster pieno di talenti, nonostante sia mancata per tutta la stagione una giocatrice fondamentale della squadra come Chloe Kitts, rimasta fuori tutto l’anno per infortunio.
Dopo l’addio nelle scorse paio di stagioni di giocatrici chiave come Kamila Cardoso o Te-Hina Paopao la squadra aveva infatti integrato nuovi innesti dal portale dei trasferimenti, in particolare Madina Okot, arrivata da Mississippi State, e Ta’niya Latson, approdata da Florida State. A completare il gruppo vincente delle 5 titolari ci sono state Raven Johnson, al suo ultimo anno, Joyce Edwards e Tessa Johson, promosse a titolari inamovibili proprio questa stagione.
Le Gamecocks sono arrivate alla fase finale con tre sconfitte, due contro Texas e una contro Oklahoma, che avevano fatto quantomeno pensare a loro come non favoritissime al titolo nazionale. Esattamente come lo scorso anno, però, una grandissima prestazione alle semifinali contro UConn, sconfitta per 62-48, le ha portate alla finale a giocarsi il tutto per tutto.

Dopo aver vinto il titolo da imbattute nel 2024, nelle ultime due stagioni sono arrivate due sconfitte in finale per le Gamecocks, che avranno come unico obiettivo ritornare ad essere le numero 1 la prossima stagione
Pur prospettandosi uno scontro alla pari, sfortunatamente per loro, in finale hanno poi trovato la UCLA più affamata, forte e ricca di veterane che potessero mai trovarsi contro.
Tutte le titolari delle Bruins sono infatti arrivate al loro ultimo incontro universitario da senior, di cui molte di loro previste essere possibili scelte al primo round del draft di aprile. Il gruppo del gigante Lauren Betts, di Gianna Kneepkens, di Gabriela Jaquez, di Kiki Rice e di Charlisse Leger- Walker aveva sotto mano l’occasione più grande della loro vita, che certamente non è stata sprecata considerando l’esito finale.
La partita di UCLA è stata sotto molti punti di vista impeccabile, sia a livello offensivo che difensivo, ma soprattutto a livello schematico. Il punto cardine su cui si basava il loro gioco la scorsa stagione riguardava la centralità di Lauren Betts, l’unica che riusciva veramente a contribuire in maniera concreta a ottenere tanti punti per la squadra.
Quest’anno le cose sono però decisamente cambiate, con giocatrici come Gabriela Jaquez e Kiki Rice alla loro miglior stagione di sempre e un nuovo innesto, Kneepkens, che ha portato costanza e strategia all’interno del gruppo, una mente che ha collegato il gruppo che proprio lo scorso anno mancava.
Dopo una partita dominata dall’inizio alla fine e un vantaggio arrivato fino a 35 punti di distanza durante l’incontro, le Bruins hanno così battuto le Gamecocks per 79-51, assicurandosi il loro primo titolo nazionale della storia.

La vittoria finale di UCLA è stato un grande lavoro di squadra: tutte e 5 le titolari hanno timbrato almeno 10 punti e portato 2 assist alle compagne, un dato che conferma l’ottimo lavoro della HC Cori Close col suo team
UCLA non ripartirà certo da favorita, non dopo che metà squadra lascerà il campionato universitario, quantomeno. Certamente inizierà una nuovo ciclo vincente che passerà curiosamente anche da Sierra Betts, sorella di Lauren che quest’anno era alla sua prima stagione e che con ogni probabilità sarà uno dei punti cardine della UCLA del futuro.
Pur essendo assolutamente presto e quasi imprevedibile, tra le favorite della prossima stagione ritorneranno sicuramente UConn e South Carolina, oltre che Michigan, LSU e USC, che ritroverà finalmente la tanto attesa JuJu Watkins, assente per tutta la stagione per infortunio.

L’ultima partita di JuJu Watkins risale a marzo 2025, durante il secondo turno della March Madness della scorsa stagione. Col suo ritorno USC potrebbe ritornare a competere per arrivare in fondo al torneo nella nuova stagione 2026-27
Nonostante il campionato universitario sia finito, il basket femminile ha solo scaldato i motori. A breve ci sarà infatti il draft della WNBA, che si svolgerà a New York City nella giornata di lunedì 13 aprile, con l’inizio della pre-season della lega fissato per il 25 aprile con un match tra Indiana Fever e New York Liberty.
Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog(@ParlandodiUSA), e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.

