La strada per le Final Four lastricata di emozioni e sorprese sta arrivando al termine e nel week-end appena trascorso sono state giocate le partite delle Sweet16 e poi delle Elite8 ma partiamo dai risultati suddivisi per Regional-

EAST

#9St.John’s – #1Duke 75-80

#3Michigan State – #2UConn 63-67

#1Duke – #2UConn 72 – 73

SOUTH

#9Iowa – #4Nebraska 77-74

#3Illinois – #2Houston 65-55

#9Iowa – #3Illinois 59-71

WEST

#1Arizona – #4Arkansas 109-88

#11Texas – #2Purdue 77-79

#1Arizona – #2Purdue 79-64

MIDWEST

#1Michigan – #4Alabama 90-77

#6Tennessee – #2Iowa State 76-62

#6Tennessee – #1Michigan

 

Duke riesce nuovamente a vincere senza convincere una gara dove si è trovata sotto di 10 dopo 5′ dalla ripresa ed ha ribaltato soprattutto grazie al dominio nella lotta a rimbalzo che finisce 40-27 ed al miracoloso rientro di Caleb Foster, rientrato dopo un intervento al piede sinistro subito l’8 Marzo, che realizza 11 punti tutti nella ripresa.

Ma veniamo al finale. Sul +3 con 32″ da giocare Cameron Boozer va in lunetta per un 1+1 ma sbaglia il primo, errore che non ti aspetti dalla tua superstar che in stagione tira i liberi col 79% e deve dimostrare di saper gestire la pressione. Dopo un altro libero sbagliato di Duke che lascia il distacco a 3 punti St.John’s ha ancora una possibilità di pareggio che però sbaglia e i 2 tiri di Cam Boozer allo scadere sigillano il risultato.

Oltre a quelli di Foster fondamentali per Duke sono i 25 punti di Isaiah Evans che tira 10-15 (4-8 da 3pti), Cameron finisce con l’ennesima doppia-doppia da 22+10; St.John’s porta 4 giocatori in doppia cifra guidati da Zuby Ejiofor che finisce con 7 punti, 8 rimbalzi e 6 assist.

 

Michigan State riesce nell’impresa di recuperare dal 25-6 che il tabellone mostrava dopo 10′ riportanto la partita in pareggio ad inizio ripresa ma non in quella di vincerla. Purtroppo per i ragazzi di coach Izzo la percentuale da 3pti e un paio di tiri sbagliati nei minuti finali abbinati alla precisione ai liberi di Alex Karaban e Tarris Reed Jr, uno che in stagione tira col 59% ma realizza un fondamentale 4-4 nell’ultimo minuto della gara, si riveleranno decisivi.

Gli Spartans sono guidati da Carson Cooper che finisce con 14 punti, 7 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate mentre a quota 13 si fermano Coen Carr e Jeremy Fears Jr che ha anche 7 assist ma dovrà lavorare con un mental coach perchè in partita ha rinunciato a diverse triple anche comode apparentemente per insicurezza. Per UConn Reed Jr finisce con 20 punti, 5 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate mentre Karaban a 17 punti aggiunge 7 rimbalzi e anche lui 2 stoppate; importantissima l’uscita dalla panchina di Malachi Smith, transfer da Dayton, che in 17′ segna solo 3 punti ma li condisce con 7 assist e 4 rubate. Coach Hurley deve porre l’attenzione dei suoi ai rimbalzi difensivi perchè i 13 offensivi concessi a Michigan State sono troppi.

 

Iowa riesce nella prima sorpresa del week-end vincendo una gara nella quale è andata in vantaggio per la prima volta grazie a una tripla del suo uomo chiave Bennett Stirtz con 2’10” ancora da giocare. Nell’azione successiva Nebraska sbaglia il tiro del pareggio con Rienk Mast, un tiratore col 31% da 3pti ma che in partita era 0-6, mentre nel ribaltamento di campo la tripla la mette Tate Sage portando gli Hawkeyes sopra di 6 punti con 78″ sul cronometro. Dopo che le squadre si cambiano un paio di triple, l’azione chiave nasce da un errore dei Cornhuskers del quale in conferenza stampa si assumerà la responsabilità coach Fred Hoiberg, che dopo un time-out difendono la rimessa da sotto canestro di Iowa con solo 4 giocatori: il risultato è un lancio lungo per Alvaro Folgueiras che segna in schiacciata subendo fallo e chiudendo il gioco da 3 punti.

Con il morale sotto i piedi Nebraska sbaglia un paio di triple realizzando solo quella della consolazione a 3″ dalla fine mentre Iowa aveva segnato i liberi sui falli tattici.

Il miglior realizzatore per Iowa è Stirtz con 20 punti ma fondamentali sono stati i 19 con 8 rimbalzi di Tate e i 16 con 3 rubate di Folgueiras.

Per Nebraska non bastano i 25 di Pryce Sandfort e i 16 di Graden Fagen che complessivamente tirano 11-18 da 3pti ma purtroppo il resto della squadra contribuisce con un terribile 2-20.

 

Il secondo upset arriva sempre dal South Regional dove Illinois batte i Cougars in una gara che questi giocavano stranamente al Toyota Center di Houston che dista pochi km dal loro campus.

Dopo un primo tempo combattuto e caratterizzato da vantaggi prontamente recuperati, la gara viene decisa ad inizio ripresa da un 17-0 messo a segno in poco più di 6′ dai Fighting Illini con Houston che non riesce a chiudere se non parzialmente ma senza dare l’impressione di avere possibilità di vittoria.

Prestazioni come quelle di stasera confermano come Keaton Wagler, che ricordiamo non aveva ricevuto scholarship da nessun major college e finisce con 13 punti, 12 rimbalzi, 3 assist e 2 stoppate, se deciderà di entrare nel draft verrà scelto in una posizione molto alta del primo giro ma stasera il milgiore in campo è stato il suo compagno David Mirkovic non tanto per i 14 punti e i 10 rimbalzi ma per averne realizzati molti nel momento importante della gara.

Coach Kelvin Sampson arriva alle Sweet 16 per la 7^ volta consecutiva, ma la finalista dell’anno scorso non riesce ad imporre la fisicità dei suoi ragazzi ed a superare una pessima serata al tiro che si chiude col 34% dal campo e il 28% da 3pti; in ottica draft, Kingston Flemings finisce quella che probabilmente sarà l’ultima gara al college con 11 punti e 6 rimbalzi.

 

Arizona-Arkansas è stata l’unica partita decisa fin dai primi minuti con i Wildcats che da subito hanno iniziato ad aprire il divario che continuerà a crescere sostanzialmente fino alla fine della gara,

Purtroppo per coach John Calipari i suoi Razorbacks non hanno giocato una brutta partita ma non sono entrati mai in ritmo con le triple che hanno realizzato col 22% ma soprattutto non sono mai riusciti a trovare una soluzione per l’attacco di Arizona e il nervosismo in squadra è continuamente montato come denotano i due falli tecnici presi da Calipari e Nick Pringle e l’espulsione di Billy Richmond a seguito di un Flagrant 2 foul.

Tra i Wildcats che realizzano il 64% dei tiri dal campo, vanno 39 volte in lunetta e tentano solo 8 triple, tutti i 5 titolari e Tobe Awaka uscito dalla panchina vanno in doppia cifra guidati dai 23 di Brayden Burries e dai 21 di Koa Peat.

Darius Acuff Jr finisce la sua carriera collegiale con una prestazione da 28 punti che sommati a quelli dei primi due turni portano il suo totale nel Tournament a 88, mentre Meleek Thomas ne aggiunge 17 con rimbalzi e 4 rubate.

 

Nonostante fosse supersfavorita Texas gioca a volto scoperto in una delle gare più tirate del Tournament caratterizzata da 16 sorpassi e diverse parità, decisa solo al tap-in di Trey Kaufman-Renn con 0,7″ sul cronometro.

Nel minuto finale le squadre si sono scambiate una serie di canestri e Purdue si è trovata sul +3 a 19″ dalla fine solo per essere raggiunta da un gioco da 3 punti di Dailyn Swain che purtroppo per Texas non è stato sufficiente per andare in OT.

Tra i Longhorns Tramon Mark finisce con 29 punti tirando 11-15 dal campo e 5-7 da 3pti mentre Swain ne aggiunge 15 con 9 rimbalzi e 5 assist per una squadra che esce sconvitta tirando col 52% dal campo e col 44% da 3pti. Nei Boilermakers Braden Smith ha una prestazione per lui mediocre finendo con 16 punti (6-16 dal campo) e 5 assist ma ci pensano Kaufman-Renn con 20 punti e Fletcher Loyer con 18 punti e le uniche 4 triple realizzate dai Boilermakers su 20 tentativi a tenere in gara la squadra.

 

Michigan-Alabama ha portato emozioni solo nel primo tempo visto che dopo l’intervallo i Wolverines hanno registrato la difesa limitando i Crimson Tide a soli 28 punti, dominando a rimbalzo dove è finita 46-32 e riuscendo a dare spazio alle loro riserve che li hanno premiati con 17 punti di Trey McKenney e 16 di Roddy Gayle Jr.

Ricordiamo che coach Nate Oats di Alabama è arrivato al Tournament senza Aden Holloway, un ragazzo da 16,5ppg e 3,8aps, sospeso dal College a seguito del suo arresto per possesso di droga il 16 Marzo e del tanto discusso Charles Bediako ritornato ad Alabama dove aveva giocato fino al 2023 prima di tentare il salto nei pro giocando per tre squadre della NBA G League, che dopo 5 partite di regular season era stato dichiarato inelegibile da un giudice di Tuscaloosa.

In maglia UM Yaxel Lendeborg mette nuovamente in mostra tutti suoi mezzi fisico-tecnici finendo con 23 punti, 12 rimbalzi e 7 assist tirando 4-5 da 3pti ai quali si aggiungono i 17 punti, 5 rimbalzi e 7 assist di Elliot Cadeau.

Un altro che salvo sorprese ha terminato la carriera collegiale è Labaron Philon Jr che saluta Alabama con 35 punti, 7 rimbalzi e 4 assist guadagnando posizoni nei taccuini degli scout NBA.

 

Anche Tennessee-Iowa State dura un tempo visto che ad inizio ripresa i Volunteers lentamente ma inesorabilmente iniziano a prendere un vantaggio che riescono a mantenere fino alla fine senza grossi patemi anche grazie al dominio a rimbalzo visto il 43-22 finale con 16 offensivi che hanno compensato le 17 palle perse. Quando la partita si è fatta dura i Cyclones hanno patito oltre misura l’assenza di Joshua Jefferson, un giocatore da 16,4ppg, 7,4rpg e 4,8apg con il 35% da 3pti, che si è infortunato dopo pochi minuti della prima partita del Tournament e non è più rientrato. Nate Ament guida UT alla terza consecutiva apparizione alle Elite8 con 18 punti ma viene ben sostenuto dai 12+10 con 3 stoppate di Felix Okpara e dall’11+10 di Jaylen Carey uscito dalla panchina. Oltre all’assenza di Jefferson Iowa ha anche una serata negativa del suo top-scorer Milan Momcilovic, l’altro Cyclones da oltre 16ppg che si ferma a quota 6, mentre a 18 si fermano sia Tamin Lipsey che Nate Heise.

 

La prima partita delle Elite8 tra Iowa e Illinois per tre quarti di gara è caratterizzata da sorpassi e controsorpassi fino a quando i Fighting Illini mettono a segno un piccolo parziale di 10-2 che gli Hawkeyes non riescono a recuperare nei 5′ che rimangono da giocare. Anche questa gara è decisa dalla lotta a rimbalzo dove Illinois finisce con un +17 avendone presi ben 16 in attacco e dalla migliore percentuale dal campo. Oltre al solito Keaton Wagler che realizza 25 punti finalmente si mette in mostra Andrej Stojakovic, figlio di Peja campione NBA, 3 volte All-Star e vincitore del Three-Point Contest per 2 volte consecutive, buon tiratore anche se non ai livelli del padre che ne mette a segno 17 tirando 7-9 dal campo. Per coach Ben McCollum questa prima stagione a Iowa dimostra che i suoi successi in Div.II e il Tournament raggiunto con Drake lo scorso anno all’esordio in Div.I non sono dovuti a fortuna, ora dovrà però ricostruire la squadra non potendo più contare su un tiratore come Bennett Stirtz che termina la carriera collegiale con 24 punti.

 

Anche la seconda gara della nottata segue la falsariga della precedente con Purdue che rimane in partita fino al settimo minuto della ripresa quando la difesa ha un netto calo consentendo ad Arizona di segnare con un’impressionante regolarità che continua fino alla sirena finale. Arizona torna alle Final Four dopo 25 anni di assenza ma coach Tommy Lloyd avrà solo questa carta da giocarsi perchè il prossimo anno non avrà i suoi 3 migliori giocatori con Koa Peat che finisce con 20 punti e 7 rimbalzi e Braden Burries che ne aggiunge 14 con 6 rimbalzi e 4 rubate destinati in NBA mentre è un senior Jaden Bradley che ne porta altri 14 con 6 assist. Anche a Purdue si chiude un ciclo visti i 4 senior del quintetto che coach Matt Painter sperava di onorare con qualcosa di più rispetto al record di assist di Braden Smith che finisce con 13 punti, 5 rimbalzi e 7 assist ma purtroppo in questa partita Trey Kaufman-Renn viene limitato dai falli e tira solo 5-14 e il 14+10 di Oscar Cluff non sposta l’ago della bilancia.

 

Di Michigan-Tennessee il 95-62 finale scatenato da un 21-0 che i Wolverines realizzano in meno di 5′ a metà del primo tempo dice già tutto facendo diventare UM il primo college a vincere 4 partite nel Tournament con distacchi in doppia cifra segnando almeno 90 punti in ognuna di queste e registrando il maggior margine di vittoria in un Regional dal 1989. Coach Dusty May porta Michigan alla prima Final Four dal 2018 dove lui aveva già portato nel 2023 Florida Atlantic ma per qualche motivo in questa partita non risparmia i suoi titolari anche quando l’atmosfera in campo aveva iniziato a scaldarsi, tenendo in campo Lendeborg per 35′ e Cadeau per 34′. I ragazzi di coach Rick Barnes si fermano nelle Elite8 per il terzo anno consecutivo in una serata storta di Nate Ament che viene limitato a 7 punti che non viene compensata da quella ottima di Ja’Kobi Gillespie che a 21 punti aggiunge 4 rimbalzi, 4 assist, 0 perse e 6 rubate.

 

L’attesa per l’ultima partita del week-end viene ampiamente ricompensata se sei un appassionato di basket college mentre è un dramma se sei un tifoso dei Blue Devils che ha visto i suoi ragazzi gettare al vento una partita già vinta. Sopra di 19 punti con 3′ da giocare nel primo tempo, ancora di 14 verso metà ripresa e infine di 5 con meno di 2′ dalla sirena, Duke fa di tutto per concedere a UConn una possibilità che il freshman Braylon Mullins non si fa scappare realizzando una tripla dal margine del logo di centrocampo con 0,4″ sul cronometro.

Che la colpa principale sia di Cayden Boozer è indubbio perchè quel tentativo di passaggio è dilettantesco ma anche i suoi compagni che anzichè fornirgli un facile appoggio sul raddoppio scappano entrambi verso il canestro avversario non hanno la coscienza a posto.

Cameron Boozer pensava di finire la sua carriera portando Duke almeno alle Final Four ma anche questa volta nonostante il suo tabellino registri 27 punti, 8 rimbalzi e 4 assist, sembra mancargli il carisma necessario per guidare una squadra di alto livello. Tarris Reed Jr continua a rilanciare le sue chance in ottica draft e con 26 punti per la terza volta su quattro partite del Tournament arriva almeno a 20.

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