Il calendario NCAA questa notte ha previsto una #4 Arizona-#2 Houston fondamentale per la classifica della Big12 come antipasto dell’attesissima #1 Michigan-#3 Duke in un’inedita sfida incrociata fra le prime 4 squadre del ranking.
La prima sfida metteva di fronte il 13° attacco della nazione da oltre 88ppg ma per la seconda partita privo di Koa Peat, il secondo miglior realizzatore di Arizona fuori ancora qualche partita per uno stiramento muscolare, alla 2^ difesa di Houston che ne concede poco più di 61.
Zona parte forte e se a metà primo tempo i Cougars si trovano sotto solo di +7 lo devono al 3-6 da 3pti ma hanno Kingston Flemings gravato di 2 falli, il secondo “rubato” dal senior Anthony Dell’Orso uscito dalla panchina che sfrutta l’esperienza per farlo saltare su una finta e andare a cercare il contatto.
Visto che quest’anno coach Tommy Loyd ha deciso di andare in controtendenza rispetto alla NCAA prendendo tiri da 3pti solo se generati dall’azione senza forzature o creare schemi apposta tant’è che i suoi sono al 357° posto per triple tentate per partita a quota 16,6 pur realizzandole con il 35,6%, non deve stupire che all’intervanno i Wildcats siano avanti 36-31 avendo realizzato 20 punti nel pitturato tirando 10-14 e altri 10 dalle 7 palle perse degli avversari.
Houston rientra in campo molto più decisa e grazie alla difesa che costringe gli avversari a diversi errori, riesce lentamente a recuperare punto dopo punto andando poi in vantaggio per la prima volta grazie ad una tripla di Uzan.
Avanti di 2 punti con 11′ 35″ da giocare i Cougars si bloccano e nei 10 minuti nei quali non segnano canestri dal campo, concedono ad Arizona un parziale di 12 a 0 dal quale non si riprenderanno più e anche la tripla di Flemings che li riporta sotto di 4 punti con poco più di 2 minuti dalla fine è un fuoco di paglia perchè la loro pressione e il fallo sistematico vengono finalmente gestiti bene dalla lunetta dai Wildcats che tornano a segnarne oltre il 70% rispetto al 45% del primo tempo.
La sconfitta casalinga 73-66 è un evento nel piccolo Fertitta Center, un palazzetto da 8.500 spettatori dove i Cougars hanno un record di 122-7 (46-1 dal 2023 quando è entrata nella Big12) ma questa volta ma con Joseph Tugler limitato dai falli come spesso gli capita nelle partite importanti, Uzan poco produttivo, Flemings che realizza si 17 punti riuscendo a interrompere il parziale di KU solo quando è troppo tardi e 9 punti complessivi dalla panchina, il fortino di coach Kelvin Sampson deve capitolare.
Dell’Orso esce dalla panchina e con 22 punti eguaglia il suo massimo in carriera ad Arizona realizzato nella partita di Giovedì scorso contro BYU, ottime le prestazioni del tedesco Ivan Kharchenkov e di Jaden Bradley rispettivamente con 16 e 17 punti mentre non si è fatto notare Braden Burries, l’altro super freshman che con Peat formava una coppia impressionante, che finisce con 7 punti.
Nel “Duel in the District” davanti ai 20mila della Capital One Arena di Washington si affrontano in una partita di non-Conference #1Michigan e #3Duke, due squadre che portano alla memoria alcune partite entrate nella storia, una su tutte la finale del 1992 con Grant Hill e Christian Laettner contro i FabFive, che al momento sono ai primi due posti della NET.
Il primo tempo è molto combattuto con 13 sorprassi e finisce 35-33 per Duke grazie ad una ingenuità di Trey McKenney che con 0,8″ sul cronometro e le squadre in bonus commette un inutile fallo cercando di rubare un rimbalzo difensivo a Patrick Ngongba II che mette a segno i 2 liberi conseguenti. Coach John Scheyer ruota bene i Blue Devils che distribuiscono bene i punti andando a segno in 7 mentre per Michigan Yaxel Landeborg realizza da solo 16 punti con Morez Johnson Jr e L.J.Cason che ne aggiungono 13 anche perchè Aday Mara, centro di 220cm in 6 minuti aveva già commesso 3 falli andando ad accomodarsi in panchina.
Il parziale di 12 a 2 realizzato da Duke a cavallo dei 2 tempi gli permette di guadagnarsi un vantaggio di 6 punti che riesce a difendere nei due momenti della ripresa in cui i Wolverines si avvicinano pericolosamente anche quando Scheyer ha dovuto gestire Cameron Boozer dopo il suo 4° fallo.
La partita si decide comunque in volata con Duke che sul +3 con 24″ da giocare riesce a dare palla a Ngongba II sotto canestro che sbaglia l’appoggio ma riesce a prendere il suo stesso rimbalzo ed a riaprire sugli esterni che fanno girare palla facendo subire fallo a Isaiah Evans, tiratore ai liberi con l’88%.
Prima dei 2 liberi che sigillano il 68-63 finale gli arbitri hanno guardato il replay dell’ultima azione per verificare se l’appoggio sbagliato di Ngongba II avesse toccato il ferro prima del rimbalzo perchè diversamente ci sarebbe stata un’infrazione di passi ed in effetti sebbene minimo il tocco c’è.
Partendo dal presupposto che il titolo della regular season interessa relativamente, il Torneo di Conference già un po’ di più ma l’obiettivo per tutti è il Tournament cosa ci insegna questa doppia sfida?
Houston deve essere più costante in attacco e tirare meglio da 3pti (oggi 8-26 e 4-15 nel secondo tempo ma il 34% in stagione la posiziona 176^ della nazione) e con una rotazione ridotta deve tenere gli uomini chiave come Tugler lontani dal problema falli come pure deve fare Arizona col centro Motiejus Krivas perchè Sidi Gueye, il suo unico sostituto, non garantisce continuità e Tobe Awaka fa fatica da ala grande figurarsi da falso centro ma nonostante Dell’Orso stia giocando molto bene deve recuperare Koa Peat.
Michigan è la squadra più completa delle quattro con una rotazione adeguata ma deve limitare gli errori stupidi perchè nemmeno lei può sopportare un -13 nel differenziale a rimbalzo ma soprattutto deve selezionare meglio i tiri da 3pti perchè nel 6-25 di stasera diversi di quelli sbagliati erano da distanza NBA.
Infine a Duke hanno avuto la conferma di dipendere molto, forse troppo, da Cam Boozer che non è solo il miglior realizzatore e miglior rimbalzista della squadra ma anche l’anima e quello che attira le difese avversarie dando sicurezza ai suoi compagni.




