Visto che a questo punto della stagione è prematuro stilare un Mock Draft, anche se i siti specializzati hanno già fatto uscire le prime liste nelle quali sono più o meno condivise le lottery pick per poi differenziarsi non tanto sui nomi quanto sulle posizioni delle chiamate, noi preferiamo guardare i giocatori più quotati provenienti dal Vecchio Continente.

Del nostro Dame Sarr abbiamo già parlato e se il minutaggio nelle ultime settimane è aumentato permettendogli di mettere maggiormente in mostra le superiori caratteristiche tecniche, al momento la sua chiamata viene prevista all’inizio del secondo giro.

Chi è posizionato meglio nei mock è il tedesco Hannes Steinbach (17,8ppg – 11,1rpg – 1,7apg), un’ala grande di 205cm, dei Washington Huskies formalmente un freshman ma esperto visto che nella scorsa stagione ha giocato in Bundesliga con Wurzburg e in estate con 17,4ppg e 13rpg ha guidato la Germania alla medaglia d’Argento della 2025 FIBA U19 World Cup nella quale è stato selezionato per l’All-Star Team insieme a Christian Anderson Jr del quale diremo dopo ma anche Mikel Brown Jr di Louisville e AJ Dybantsa di BYU.

Steinbach ha tutte le caratteristiche che gli scout cercano in una PF: fisicamente è già ben strutturato anche se dovrà consolidare la muscolatura superiore del corpo, ha dimostrato affidabilità in attacco e di saper prendere rimbalzi sotto entrambe le plance tant’è che in stagione sta viaggiando in doppia-doppia di media (17,9ppg – 11,2rpg) e ha dimostrato di poter tirare anche da 3pti sebbene il 30,5% sia calcolato su un numero ridotto di tiri.

Quello che al momento gli manca è il tiro dalla media perchè quando esce dal pitturato la sua pericolosità crolla vertiginosamente, deve migliorare la visione di gioco e nelle skill difensive perchè 1,7 assist e meno di 1 stoppata di media sono troppo pochi a questo livello, figuriamoci tra i professionisti.

Poco dopo di lui nei mock troviamo il suo connazionale Christian Anderson Jr (19,8ppg – 3,6rpg – 7,4apg) che gioca a Texas Tech, di nascita e di formazione statunitensa ma con la doppia cittadinanza grazie al padre, Christian Anderson Sr, che ha giocato da professionista in Europa e soprattutto in Germania.

Anderson Jr ha scelto la nazionalità cestistica tedesca con la cui nazionale dal 2022 ad oggi ha vinto l’oro nell’Europeo U16 Division B, bronzo e oro all’Europeo U18 e il bronzo in quello U19 dove ha fatto parte dell’All-Star Team insieme a Heinrichs.

Anderson è una guardia che può segnare tirando sullo scarico del penetratore o creandosi un tiro dal palleggio con un ampio raggio visto il 43,1% da 3pti in stagione, ha un controllo di palla e un’altrettanto buona visione di gioco che si concretizzano in un assist-to-turnover ratio di 2,55 nonostante sia solo un sophmore.

Per avere un impatto nei pro dovrà aumentare la massa muscolare e la velocità dei piedi per non andare in difficoltà quando si troverà ad incontrare guardie fisiche e veloci che con le sue attuali caratteristiche non potrebbe contenere.

Un altro europeo che sta guadagnando posizioni nei mock è Neoklis Avdalas (13,9ppg – 3,1rpg – 5,2apg), un’ala greca formatasi nel settore giovanile del Panathinaikos dove è entrato poco più che tredicenne e che per il passaggio in NCAA ha scelto Virginia Tech.

Nonostante i suoi 205cm Neoklis non ha problemi a giocare da n.2 e, in caso di necessità, può anche portare palla visto che come molti figli di giocatori (il padre ha giocato da professionista in Grecia) ha ottime doti di ball-handling.

Tecnicamente è privo di lacune ed è molto difficile da difendere sui pick-and-roll visto che può chiudere con un arresto e tiro, col fisico può andare a canestro senza subire i contatti mentre la visione di gioco gli permette di valutare rapidamente le scelte dei difensori e scaricare sul bloccante o su un esterno.

E’ vero che parliamo di un ragazzo di 20 anni ma per fare un vero salto di qualità deve diventare più costante visto che in stagione è andato per due volte oltre i 30 punti ma in altre nove occasioni non ha superato gli 11 punti, alti e bassi che non piacciono agli allenatori, ma anche affidabile perchè le medie da 3pti e ai liberi devono migliorare rispetto agli attuali 31,6% e 69,4%.

Il più esperto del gruppo è l’estone Henri Veesaar (17,2ppg – 9,1rpg – 2,1apg) che a 15 anni si è trasferito in Spagna nel settore giovanile del Real Madrid dove ha sviluppato le sue caratteristiche messe poi in mostra durante l’European Challengers U18 del 2021 che ha chiuso con 16,2 punti e 11,6 rimbalzi di media.

Anche grazie a quelle prestazione si era guadagnato un’offerta da Arizona, college che ha lasciato dopo 3 anni, uno dei quali da redshirt, trasferendosi a North Carolina dove ha trovato il playing time che cercava.

Ala grande-Centro di 210cm dal fisico massiccio che utilizza bene in difesa anche se la sua limitata mobilità lo porta troppo spesso ad avere problemi di falli nelle partite che contano, in attacco sa sfruttarlo vicino a canestro dove realizza con una percentuale vicina al 70% ma è diventato anche molto pericoloso oltre l’arco visto che in stagione ha il 49% da 3pti.

Henri dovrà lavorare molto sulla sua mobilità in ottica difensiva dove è fondamentale per aiutare sui blocchi e sul lato debole, dovrà dimostrare che l’ottima percentuale da 3pti ora realizzata con quasi 3tiri per partita può rimanere tale anche incrementando i tentativi e deve indubbiamente migliorare ai liberi perchè il 62,7% potrebbe creare problemi nelle partite importanti ed è inammissibile in NBA.

Tomislav Ivisic (10,5ppg – 4,8rpg – 1,1apg), gemello di Zvonimir che in questa stagione l’ha raggiunto a Illinois dopo aver giocato a UK e Arkansas, è un Centro di 213cm nato in Bosnia Erzegovina che, avendo giocato come professionista per la squadra montenegrina del SC Derby, lo scorso anno è entrato in NCAA come sophomore avendo solo 3 stagioni di elegibilità.

Lungo utile nei finali di partita in quanto realizzando i liberi col 74% non è un target del fallo sistematico, ha un fisico ben strutturato che lo rende difficile da limitare vicino a canestro ed è affidabile anche 3pti visto che mette le triple con un interessante 37% calcolato su oltre 4 tiri per gara.

Tomislav ha più esperienza di quasi tutti i centri NCAA ed in prospettiva NBA offensivamente è già pronto per un ruolo da sostituto del titolare piuttosto che da giocatore di situazione ma è in difesa che dovrà lavorare molto perchè se come stoppatore è ampiamente sotto la media, non rappresentando già a questo livello uno spauracchio per i penetratori avversari, non sembra ancora in grado di fare scelte veloci nei giochi a 2 e dovrà riuscire a gestire dinamicità e verticalità degli avversari ai quali non è abituato.

Un altro europeo del quale sentiremo parlare probabilmente nel draft 2027 è lo spagnolo Aday Mara (10,8ppg – 7,2rpg – 2,4apg), un centro di 218cm nato e cresciuto cestisticamente a Saragozza che si è sentito sottoutilizzato a UCLA e dopo due anni è entrato nel transfer portal accettando l’offerta di Michigan pur sapendo che coach Dusty May pretende intensità anche tramite una rotazione superiore alla media (anche una stella come Lendeborg supera di poco i 27 minuti per partita).

Presenza difensiva sopra la media che quando non stoppa gli avversari in penetrazione li costringe a modificare i tiri abbassandone la percentuale, pur non potendo cambiare sui blocchi ha una discreta gestione della difesa sui giochi a due, deve mettere su massa muscolare perchè avversari più bassi ma che sanno usare il fisico lo mettono in difficoltà sotto entrambi i canestri.

In attacco deve essere sfruttato in area o nel pick-and-roll perchè l’assenza di un tiro affidabile ne limita la pericolosità ma basta utilizzarlo per quello che può dare e fare che ti ricambia con il 68% dal campo anche se il 44% dai liberi lo rende sostanzialmente inutilizzabile nei finali punto a punto.

Aday dispone di un rarissimo rapporto mezzi tecnici/altezza e di un indubbio talento ma ha ancora margini di miglioramento e se fino a un paio di anni fa sarebbe stato automatico il passaggio in NBA per continuare il suo sviluppo, ora il NIL ha sparigliato le carte concedendo ai college uno strumento economico per tenersi i giocatori più forti.

 

 

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