Numeri alla mano (RPI e NET) la Big XII è la miglior Conference della stagione avendo tutte le squadre nelle prime 60 posizioni della NET e 9 nelle prime 100 della RPI con la sola TCU fuori nonostante il record 10-1 per colpa del calendario molto facile.

Se i risultati di Texas, Kansas e Baylor non sorprendono, anche se nella NCAA di oggi confermare sul campo le aspettative non è così facile, Iowa State (9-2 – RPI 55 – NET 31) ma soprattutto Kansas State (11-1 – RPI 21 – NET 35) stanno superando ogni attesa.

E’ vero che stiamo parlando di record e posizioni nelle classifiche destinate a peggiorare con l’inizio delle partite di Conference, ma ad oggi sono le square sorprese dell’anno nella NCAA.

Sulla panchina di Kansas State siede Jerome Tang, all’esordio come head coach dopo un ventennio da assistente a Baylor, che deve far riportare i Wildcats ad essere abituali frequentatori del Tournament.

KSU è una squadra molto esperta guidata da Keyontae Johnson, transfer da Florida che forse ricorderete svenne nel dicembre 2020 all’inizio di una partita con Florida State venendo salvato da un cardiologo presente al palazzetto e rimanendo 3 giorni in coma farmacologico prima di essere dimesso. Lo scorso marzo Johnson chiude il quadriennio a Florida scendendo in campo da titolare per qualche secondo nella “senior night” salvo poi entrare nel Transfer portal ed accasarsi a Kansas State dove ottiene il via libera dai medici a riprendere la sua carriera sportiva.

KJ è un’ala piccola che segna 17.7ppg, terzo della Big XII, e prende 6,8 rpg tirando col 46% da 3pti ed il 58% dal campo anche grazie alla capacità di sfruttare il fisico massiccio.

Secondo miglior marcatore con quasi 14 ppg e oltre 8 apg è Markquis Nowell, al secondo anno coi Wildcats dove si è trasferito dopo un triennio a Little Rock: pur nella più difficile Big XII sta replicando i numeri che aveva nella Ohio Valley Conference.

Importante è anche il contributo di Nae’Qwan Tomlin, arrivato a KSU dal Chipola College, un junior college della Florida, che è in doppia cifra nei punti e ad oltre i 6 rimbalzi di media.

Dopo un anno con un record di 2-22 e conseguente cambio di allenatore, e successiva stagione con raggiungimento delle Sweet16 – grazie a 2 upset nel Tournament ma perdendo a fine anno i due migliori realizzatori, è naturale che ci si debba aspettare un anno quanto meno di transizione ed invece coach T.J.Otzelberger con la sua Iowa State (9-2) continua a stupire.

ISU è una squadra senza un vero leader avendo il miglior realizzatore in Jaren Holmes, guardia transfer da St.Bonaventure, a quota 13,8 ppg ed altri 5 giocatori con almeno 8ppg che si danno il cambio nel ruolo di uomo da marcare tant’è che in stagione ha avuto 5 giocatori diversi come top-scorer costringendo gli avversari a definire la tattica mentre la partita si sviluppa.

E’ vero che senza la vittoria con l’allora #1 North Carolina grazie ai 31 punti del senior Caleb Grill (massimo in carriera con 11/15 dal campo e 7/11 da 3pti) ed ai 22 di Jaren Holmes saremmo a parlare di un’altra stagione, ma Iowa State non offre punti di riferimento agli avversari e grazie alla sua organizzazione difficilmente perderà contro avversari più deboli.

Aggiungiamo poi che finalmente ha esordito Tre King, un’ala senior transfer da Eastern Kentucky dove segnava quasi 15 punti e prendeva oltre 6 rimbalzi, ed ora Otzelberger con 4 senior ha uno dei quintetti più esperti della NCAA ai quali aggiunge Tamin Lipsey, un play freshman che si sta dimostrando più che affidabile.

La forza delle squadre senza particolare talento sta nella difesa ed entrambe sono un perfetto esempio di questo concetto applicato al mondo NCAA visto che KSU è 26° nella nazione nei punti concessi a 60,8 e 33° nelle perse forzate agli avversari a 16,9 mentre ISU è 9° nei punti concessi a 56,9 e 2° nelle perse forzate agli avversari a 20,9 oltre ad essere 5° nelle palle rubate con 11 a partita.

Il modesto talento è dimostrato anche nello stile offensivo impostato dagli allenatori che prevedono un gioco corale ma, in controtendenza, principalmente interno tant’è che i Wildcats e Cyclones sono rispettivamente in 12° e 31° posizione negli assist a 18,4 e 16,5 ma soprattutto nella 270° e 275° posizione nei tiri da 3 tentati.

In quella che è la Conference più difficile della NCAA, il calendario prevede per entrambe l’esordio casalingo il 31 Dicembre e poi due trasferte con KSU che deve affrontare #24 West Virginia, #6 Texas e #12 Baylor mentre ISU ha #12 Baylor poi Oklahoma e #18 TCU, partite cardine di una stagione che chiariranno se la forza difensiva sarà sufficiente a gestire il talento degli avversari.

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