Shares

Vincitrici rispettivamente dei campionati 2018 e 2019, Villanova e Virgina si ritrovano alla vigilia della March Madness fuori dalle considerazioni dei critici ed analisti a stelle e strisce, a causa di un campionato che ha messo in evidenza molteplici criticità; difese colabrodo, discontinuità latente, assenza di superstar e acciacchi seri e protocolli pandemici da rispettare hanno ridimensionato il valore di due roster deludenti rispetto alle previsioni iniziali!

I Wildcats hanno in tasca il miglior record della Big East in stagione regolare e il primo seed nel Big East Tournament, ma tutto ciò rappresenta soltanto fumo negli occhi alla luce di una annata sotto tono e ammaccata da infortuni gravosi, che la estromettono senza ombra di dubbio dalle contendenti per il titolo nazionale.

La Deuce Motion Offense qui a Villanova è solo un piacevole ricordo e a poco servono i sorrisi per la sorprendente crescita di Chris Arcidiacono, papabile starter da tabellone finale, dato che, se il problema alla caviglia di Justin Moore lo mette in dubbio per il prosieguo di torneo, nessuna perplessità lascia invece il season ending di Collin Gillespie, che toglie dai giochi il miglior giocatore della rosa al pari di Jeremiah Robinson-Earl, entrambi in lizza per il Player of the Year Award assieme all’ala georgiana di Seton Hall Sandro Mamukelashvili!

Il piccolo play è nettamente un floor leader e conduce altresì la lega per assist-to-turnover con un rate di 2.7, per cui la sua dipartita sottrae ai ragazzi di Jay Wright un three point shooter, passatore e tiratore da liberi coi fiocchi, ridimensionando perciò le peculiarità maggiori di un attacco sempre al top (113.5 OffRtg), a differenza di una retroguardia tuttora allo sbando e penosa nel contrastare la circolazione di palla e tiri dall’arco altrui ed esclusivamente di competenza a Robinson-Earl, top scorer ma oltretutto favoloso rim protector già nella campagna da freshman della propria metà campo, lasciando adesso le incombenze ai reduci Caleb Daniels, Cole Swider, Brandon Slater e soprattutto al senior Jermaine Samuels, a nostro avviso però incapaci di alzare il livello nelle due fasi del gioco.

I Cavaliers navigano a vista in vetta alla ACC, riagguantata in extremis con le due W su Louisville e Miami, ma hanno dato a vedere durante l’intero arco stagionale problematiche nette negli scontri coi power ranking opponent (1-3), palesando recentemente un attacco – di solito efficacie – stagnante fra l’altro nelle L con Florida State (16) e Virginia Tech (20), dove persino i transfer scoring leader Sam Hauser (forward) da Marquette e Trey Murphy III (guardia) da Rice sono saliti a turno sul banco degli imputati.

Questo è fonte massima di preoccupazione per coach Tony Bennett, dato che la grana prioritaria si pensava fosse solamente la difesa, tutto fuorchè da vertice al 98.4 di DefRtg e insufficiente pure nella striscia negativa attuale (Seminoles, Blue Devils e North Carolina State), dove il 49% dal campo e i 30 punti nel pitturato di media sono frutto di marcature concentrate specialmente nel ball movement e sugli esterni.

Il posizionamento fuori la top ten per NetRtg e Adjusted Defensive Efficiency spiegano un campionato al ribasso rispetto ai lustri del passato recente, quando la retroguardia era fonte di orgoglio e dava a Virginia un alone prossimo all’imbattibilità.

Se la point guard Kihei Clark e il centro Jay Huff sono la congiuntura con la cavalcata trionfale 2019, il resto della truppa è nuovo ed inesperto a livello di torneo finale, incluso il freshman Reece Beekman, mentre lo specialista da tre Tomas Woldetensae è ai box adesso  causa dei protocolli Covid.

L’approdo alle Final Four ad oggi sembra utopistico per due squadre limitrofe a Gonzaga e Baylor e dinanzi ad Iowa nelle originali preview da pre season, ma ora lontane perfino da Wolverines, Fighting Illini, Alabama e Houston, poco considerate in principio.

I Miraculum nella NCAA sono sempre dietro l’angolo, pariteticamente ai Sic Transit Gloria Mundi: quale locuzione verrà svelata dalla March Madness lo si saprà a breve!

Post By Lucio Di Loreto (262 Posts)

"Malato" di sport a stelle e strisce dagli anni 80! Folgorato dai Bills di Thurman Thomas e Jim Kelly, dal Run TMC e Kevin Johnson, dai lanci di Fernando Valenzuela e dal "fulmine finlandese". Sfegatato Yankees, Packers, Ravens, Spurs e della tradizione canadese dell'hockey.

Connect

Commenta

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.