1- Kerry Blackshear Jr (Florida Gators)

Michael White è uno dei migliori coach in America, ma questo aspetto sembra essere trascurato ogni anno. Ciò che potrebbe cambiare tale situazione è la presenza di Blackshear in quintetto, aggiunto dopo aver performato a Virginia Tech 15 Ppg e 7 Rpg lo scorso campionato e le double digit di questo precoce start sono lì per confermarlo. Era difatti lui il più ambito grad transfer della preseason, soprattutto per le spaventose percentuali (55%) dentro l’arco. I Gators adesso possono ambire senz’altro al viaggio primaverile ad Atlanta.

2- Admon Gilder (Gonzaga Bulldogs)

La caccia al titolo nazionale per Mark Few prosegue con un’altra formazione “powerhouse” qui a Gonzaga, che si avvarrà di un eccezionale tiratore del calibro di Gilder, sperando che le statistiche di due anni or sono a Texas A & M si possano ripetere. Prima di aver mancato un’intera stagione per infortunio infatti, la guardia 193 cm per 90kg aveva tirato col 40% le sue medie da tre, il 50 quelle dentro l’arco e l’82% dei tiri liberi. Finora è perfetto solo in quest’ultima specialità ma l’annata è solamente agli albori.

3- Nate Sestina (Kentucky Wildcats)

L’esperimento Reid Travis ha funzionato per John Calipari, che spera oggi con Sestina in un nuovo big splash a Kentucky per quel che riguarda l’inserimento di un graduate. La disciplina ed esperienza dell’ala centro sono le caratteristiche che il coach chiede per aiutare i vari Hagans, Maxey, Quickley e un po’ tutto il giovane core a disposizione, per dominare ancora il college basket. A Bucknell Nate aveva 15.8 Ppg e il 38% sui tentativi da tre. Si unisce anche ad EJ Montgomery, Nick Richards e le due 5-star recruits Keion Brooks e Kahlil Whitney, in uno spaventoso, profondo e tra i più forti frontcourt di tutta la nazione.

4- Shakur Juiston (Oregon Ducks)

L’avvento di Juiston sembra confermare le tattiche di Dana Altman, cioè sovrastare gli opponenti con atleti lunghi e talentuosi, quello che fruttò la Final Four run per il suo team nella stagione 2016/17. L’addizione di Shakur (ala di due metri e 100 kg), transfer da UNLV, arriva per aiutare il capo allenatore nel suo intento, nonostante però sia reduce da 8 soli incontri disputati l’anno passato. In precedenza era stato un junior college All-American con 14.6 punti e 10 rimbalzi a match per i Runnin’ Rebels.

5- Justin Pierce (North Carolina Tar Heels)

Sia Pearce che Christian Keeling – 38% sui tentativi da fuori arco l’anno scorso a Charleston Southern – dovrebbero permettere ai Tar Heels di competere ancora una volta per il titolo ACC con Roy Williams al timone. Justin è un grad transfer da William & Mary, playmaker di due metri per quasi 100 kg, da 15 punti, 9 rimbalzi e più di 4 assit per game nella passata stagione e che finora porta dalla panchina l’adrenalina e le varianti giuste (12 pti e quasi 9 reb) lasciando il proscenio titolare ai vari Anthony, Black, Brooks e Bacot.

6- Chris Clarke (Texas Tech Red Raiders)

Uno dei più controversi atleti del panorama giovanile prende il nome di Chris Clarke, sospeso nella stagione 2018/19 per motivi non divulgati e possessore recentemente di un carico di droga, successivamente ritiratogli. Le percentuali al tiro da dentro l’arco a Virginia Tech degli anni precedenti lasciano però pensare che l’ala/guardia di quasi due metri possa essere di grande aiuto verso la rincorsa al titolo nazionale per Texas Tech. La strada per conquistare fiducia in Chris Beard è lunga alla luce del suo recente passato e finora lascia il proscenio a Jahmius Ramsey, TJ Holyfield e il nostro Davide Moretti.

7- Lamont West (Missouri State Bears)

I Missouri State di Dana Ford hanno concluso 16-16 la passata stagione rimanendo ora pure orfani di tre vecchi starters, ma il transfer market è stato benevolo con loro, grazie all’addizione di Lamont West, forward da 6-8 giunta da West Virginia e già sugli scudi in quintetto per 20 minuti a partita e in doppia cifra. E’ reduce da sette match con 20+ punti la scorsa stagione e con lui, Cook e Da Silva il titolo della Missouri Valley Conference sarà nel mirino per tutto l’arco dell’anno.

8- Luwane Pipkins (Providence Friars)

Dopo la lunga corte di Michigan in offseason, Ed Cooley ha esteso il suo accordo con Providence, con la quale ha conseguito 5 consecutivi NCAA Tournaments prima di chiudere 7-11 in partite Big East lo scorso anno. L’arrivo di Pipkins arricchisce il quintetto base di una piccola e rapida point guard (16 Ppg e 5.2 Apg ad Umass) da accoppiare alle stelle Alpha Diallo e Nate Watson, quest’ultimo purtroppo out ora per problemi al ginocchio.

9- Jason Carter (Xavier Musketeers)

Mediocre la prima stagione a Xavier per l’head coach Travis Steel, che riparte però con un power forward e probabile double-figure spot insieme ad altri tre prospetti (Naji Marshall, Tyrique Jones e Paul Scruggs), i quali potrebbero garantirgli molte chance per arrivare al tournament NCAA! Carter viene con ottime referenze da Ohio, dove ha conseguito medie a punti e rimbalzo da 16.5 e 6.7 per game e il suo avvento qui serve per migliorare la profondità del programma ed alzare l’asticella dei Musketeers al secondo anno di Steel.

10- Jaevin Cumberland (Cincinnati Bearcats)

L’arrivo di Jaevin Cumberland a Cincinnati assumeva enorme importanza alla luce dell’infortunio al piede di suo cugino Jarron e per la possibilità di poterlo sostituire. Il recupero del secondo e AAC giocatore dell’anno 2018/19 non sta invece precludendo gli aiuti dalla panchina del primo, che giunge da Oakland con un ottimo biglietto da visita (17.2 Ppg e 40% da fuori) e che si sta finora ripetendo ai suoi ottimi standard.

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