miamwak86787La notizia del week end è stata la sconfitta netta di Miami in casa di Wake Forest, anche se col senno di poi  non è sembrato uno di quei risultati così sorprendenti.

Era da un po’ che gli Hurricanes stavano vivacchiando sugli allori, recuperando negli ultimi minuti partite spesso gestite male e poi essere la n° 2 del ranking peraltro implica che chi ti affronta dà il massimo. Il tutto si è tradotto in una classica gara “alla Miami”.

Sotto nel punteggio fino a metà del secondo tempo la truppa di Kenny Kadji ha spinto un po’ sull’acceleratore portandosi a -5 e palla in mano. Ma una persa sanguinosa, l’ennesima, si è tradotta in contropiede e schiacciata per Wake Forest, che da quel momento non si è più girata indietro. Attenzione perché Miami potrebbe trovare nuove motivazioni da questa sconfitta.

Con Indiana a riposo nel week end Gonzaga, Duke, Florida e Kansas hanno messo a segno le vittorie più convincenti.

La grande discussione negli Usa è: Gonzaga sarebbe così in alto nel ranking se giocasse in una Conference più forte? Domanda valida ma a cui non è possibile rispondere.

Va detto che delle due partite perse in stagione, una è esclusiva colpa di David Stockton (se ve lo state chiedendo… sì, il figlio di John), che ha fatto una delle peggiori rimesse mai eseguite consentendo il tiro della disperazione a Butler, ovviamente segnato (ma a quel punto è giusto che gli dei del basket ti puniscano). La sconfitta precedente risale all’8 dicembre, da allora sostanzialmente non hanno mai perso.

Duke che vince in casa contro Boston College non è una novità, mentre per i tifosi Blue Devils la novità è che Ryan Kelly sia prossimo al rientro (5 marzo la data prevista). Se l’ala grande dotata di tiro dovesse essere in forma sarebbe un innesto importante in vista del torneo.

Ed a proposito di ritorni, Trey Burke ha detto che (dopo aver parlato con il padre, che lo ha consigliato) giocherà anche l’anno prossimo a Michigan e non si dichiarerà elegibile per il prossimo draft.

I tifosi Wolverines stanno festeggiando da giorni sia questa decisione sia la definitiva (sperano) ripresa di Glenn Robinson III. Michigan non ha una difesa all’altezza (Jordan Morgan a parte) ma al torneo se si accendono, in attacco possono far male come nessuno.

I riflettori del week end però erano puntati su Georgetown che al di là della vittoria contro Syracuse ha messo in mostra una pazienza e un’attitudine all’esecuzione impressionante. E poi è vero che Otto Porter Jr ha azzeccato una partita mostruosa, ma è altrettanto vero che i suoi compagni non litigheranno sempre con il canestro come fatto vedere sabato.

Gli Hoyas hanno lanciato un segnale chiaro, “ci siamo anche noi”. E con quella difesa pensare che possano vincere 6 partite non è impossibile.

Kentucky ha vinto una bella partita contro Missouri e lo si è capito più dai sorrisi di Archie Goodwin che dalla vittoria in sè. La talentuosa guardia dei Wildcats è tornata a segnare da tre dopo una lunga serie di partite in cui era rimasto a secco dalla lunga distanza e i suoi compagni erano tutti con lui. E così nello spogliatoio di UK (che spesso sembra più un talent show per star Nba) hanno fatto breccia termini come “squadra” e “cuore”. E ora gli esperti di bracketology sono tornati a considerare Kentucky per il torneo.

Bella prova anche di North Carolina che ha avuto la meglio su Nc State. Il quintetto basso piace agli esperti, ma soprattutto ai tifosi, visto che sta dando buoni frutti. Nc State dal canto suo dopo la vittoria contro Duke di inizio stagione ha un po’ deluso le aspettative di chi pensava sarebbe stata una delle squadre guida della ACC.

Michigan State dopo essere stata incensata ha perso due partite consecutive, ma contro Indiana vendendo cara la pelle e fuori casa contro Ohio State. Bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

Gary Harris è un freshman con gli attributi quadratissimi (mezzo pieno), Branden Dawson e Keith Appling è ora che si facciano sentire in attacco (mezzo vuoto). Ecco, poi bisognerebbe chiedere a Appling anche come mai non abbia avuto granché voglia di difendere su Aaron Craft, che ha segnato tutti i canestri importanti contro gli Spartans.

Su Ohio State giudizio sospeso, troppi saliscendi nel corso dell’annata. Sono passati dalla debacle contro Wisconsin (tifosi ancora sotto shock), alle vittorie contro Minnesota e Michigan State. Non è il carattere che difetta, quello è sicuro.

A volte sembra proprio che manchi il talento offensivo e che la squadra giochi più sui nervi che sugli schemi. E in tutto questo l’italiano Amedeo Della Valle è sempre più perso in panchina. Su Twitter scrive che ama Ohio State alla follia, ma non ci sarebbe da stupirsi se, come dicono alcuni rumors, fosse un po’ scontento dello scarso minutaggio.

E’ sempre un piacere vedere quei giocatori che non saranno mai fenomeni, ma che sono leader veri, come Matthew Dellavedova il play di St Mary’s che ha ingaggiato una spingardata da 3 sfidando il quotatissimo Doug McDermott (giocatore stupendo, ma se a Creighton avesse anche una squadra intorno…) e ha chiuso il match con 19 punti.

Al di là della balistica quello che colpisce è vedere Dellavedova caricare i suoi in ogni momento, oppure zittirli, sgridarli o confortarli. Senza sosta, da leader vero. Uno di quelli che potrebbero sfondare in Europa.

Infine il tempo che i riflettori si accendessero su Colorado State che sono arrivate due sconfitte consecutive. Diciamo però che non sempre affronteranno uno come Kendall Williams che fa 10-13 da 3 punti.

Capitolo Cincinnati. Sean Kilpatrick deve essere andato in vacanza, e al suo posto ora gioca uno che non la metterebbe nemmeno in una vasca da bagno. Il suo 3-13 contro Pittsburgh, senza tiri liberi tentati, è desolante. E pensare che la guardia di Cincinnati era considerato draftabile.

Grande cuore di Virginia Commonwealth in rimonta in casa di Xavier. Ci hanno davvero creduto, canestro dopo canestro, anche quando erano sotto di 17. Meglio per loro anche perché se no avrebbero lasciato ulteriore spazio nella Atlantic 10 alla granitica Saint Louis, che nel frattempo è entrata nel ranking: quando la classe operaia va in paradiso.

Da www.ncaabasket.net (Twitter: @NcaaBasketNet)

 

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