Per i New York Knicks i playoff NBA 2025/26 erano già entrati nella storia col pluricelebrato ritorno alle Finals per la prima volta nel ventunesimo secolo. Dopo gara-4 sono vicinissimi a entrare nella leggenda.

La squadra allenata da Mike Brown aveva già compiuto l’impresa di rimontare 22 punti ai Cleveland Cavaliers in gara-1 delle finali di Conference. Reduce dalla sconfitta casalinga in gara-3, New York ha concesso il bis cancellando 29 punti di scarto in favore dei San Antonio Spurs e andando a vincere con il tap-in di uno straordinario OG Anunoby per il definitivo vantaggio Knicks a un secondo e mezzo dalla fine.

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Il comeback dei Knickerboxers è il più ampio mai registrato nella storia delle Finals (battuto il record dei Boston Celtics che rimontarono 24 punti ai Los Angeles Lakers nel 2008) ed è perfettamente esplicativo di quanto questa squadra sia in missione dall’inizio della postseason, decisa a portare l’atteso terzo Larry O’Brian Trophy nella Grande Mela e che ora è ad una sola gara di distanza dal completare l’opera.

Come avvenuto dopo la succitata vittoria sui Cavaliers si sono spese tante parole più a commento di come la squadra ospite abbia sprecato il proprio vantaggio che sui meriti di chi da quel vantaggio è sportivamente risorto. Nello specifico se nel caso di Cleveland si è rimarcato molto su come Kenny Atkinson abbia fatto scorrere la gara senza chiamare timeout o sui demeriti difensivi di James Harden, riguardo questa epica gara-4 delle finali possiamo mettere sul piatto la pessima gestione di De’Aaron Fox del pallone recuperato a dieci secondi dalla fine o l’insistere da parte degli Spurs nel cercare il tiro da tre che li aveva fatti volare nel primo tempo (14/26 dall’arco nei primi 28′) e li stava poi ammazzando nel secondo (3/17 dopo la pausa lunga)

Tutto questo fa sicuramente parte delle chiavi della sconfitta di San Antonio ma non deve passare in secondo piano nella maniera più assoluta quanto New York trovi sempre la forza per continuare a giocare e a crederci anche una volta toccato il quasi trentello di svantaggio.

La festa del Madison Square Garden al termine dell'epica rimonta di gara-4

La festa del Madison Square Garden al termine dell’epica rimonta di gara-4

Una forza che parte dalla difesa, con Karl-Anthony Towns che dopo gara-3 ha ripreso a marcare strettissimo Victor Wembanyama (3/14 dal campo per la stella Spurs nel secondo tempo) e Josh Hart a metterci quell’energia che a New York conoscono ormai da anni. In questo modo gli avversari iniziano già nella metà campo offensiva a percepire che qualcosa si sta iniziando a guastare, trovandosi con tutta la pressione sulle loro spalle quando i Knicks iniziano a segnare.NBA Finals Game 4: Knicks record rally gives them 3-1 series lead over Spurs - Los Angeles Times

E se contro i Cavs l’uomo rimonta era stato Jalen Brunson con la sua letale successione di canestri in faccia a James Harden questa volta i 36 del giocatore scelto da Dallas insieme a Luka Doncic (e poi buttato via senza ottenere nulla in cambio; thank you Nico) hanno trovato degna manforte da Anunoby, sempre più sulle orme di Andre Iguodala nelle finali del 2015 (o di Shawn Marion in quelle del 2011)

Il nativo di Londra che marca gli esterni e Wembanyama si prende i riflettori di uomo-vittoria col canestro decisivo volando sopra le teste dei rimbalzisti Spurs a correggere a canestro l’errore di Brunson da ben dietro l’arco dei tre punti, ma anche con una gara da 33 punti senza sbagliare al tiro pesante nel secondo tempo (5/5) L’assenza di Anunoby nelle gare decisive dei playoff dello scorso anno è un rimpianto gigantesco per i Knicks; se prima il motivo non fosse stato chiaro, ora è cristallino.

OG Anunoby, match winner di gara-4, con Karl-Anthony Towns

OG Anunoby, match winner di gara-4, con Karl-Anthony Towns

Partiamo però dall’inizio di gara-4 che come ormai noto a tutti lasciava presagire ben altra gara e forse ben altro indirizzamento per la serie. Sull’onda del sacco del Garden nell’episodio precedente delle Finals i San Antonio Spurs vanno in doppia cifra di vantaggio dopo neanche tre minuti, non trovano troppa opposizione da una difesa Knicks sul perimetro che ancora doveva iniziare a giocare e segnano 41 punti nel solo primo quarto con 12 punti di Devin Vassell (ma saranno solo 6 nei restanti tre quarti) e Wembanyama a punire qualsiasi tentativo di sbilanciare i difensori, con tanto di fallo duro immediato su Towns come a voler lanciare un segnale. D’altra parte sono le Finals, c’è da aspettarsi un confronto difensivo senza esclusione di colpi.

Il copione non cambia nel secondo quarto: se le iniziative di Brunson sembrano quantomeno tenere a galla l’attacco dei Knicks, la sparatoria ospite continua con San Antonio che mette 8 bombe su 16 e Dylan Harper, perfetto dal campo nella seconda frazione di gioco con 2/2 da due e 3/3 da tre, mette il famigerato +29 a 3′ dall’intervallo lungo.

Il massimo vantaggio viene rinnovato da De’Aaron Fox per l’81-52 a 9’30” dal termine del terzo quarto. San Antonio sembra avere la partita in pugno anche se Victor Wembanyama viene pescato in flagrant 1 dopo una gomitata in faccia a Towns, è ancora lunghissima ma la prospettiva di tornare in Texas avendo pareggiato le due sconfitte casalinghe inizia a farsi concreta. New York tocca il fondo, ma risale proprio da lì.

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Questa volta è la difesa Spurs ad essere pigra sul perimetro e Anunoby e Josh Hart, due che proprio tiratori puri non sono, iniziano a capirlo riportando i Knicks sotto i venti di scarto. La squadra di casa dimezza lo svantaggio con l’alley oop di Brunson per Mitchell Robinson (87-72 Spurs a 2’45” dall’ultimo intervallo) e riprende a pressare forte Stephon Castle che in gara-3 si era ritrovato e che ha nuovamente faticato ieri notte (2/7 dal campo, 5 falli e 3 perse) Sebbene il vantaggio di San Antonio sia ancora abbondante col +15 di fine terzo quarto il rientro della squadra di casa è nell’aria.

La pressione di cui parlavamo è pesantissima sui giovani Spurs che cercano ostinatamente quei canestri da tre punti che li avevano portati sopra e che ora piallano puntualmente i ferri del Garden, New York va in singola cifra di svantaggio dopo un’eternità cestistica con un infuocato Anunoby e con Towns che di pura voglia aggredisce il ferro, non ha alcun timore dei tentacoli di Wembanyama e segna il 97-88 con metà ultimo quarto da giocare.

Mike Brown sceglie di giocarsi il decisivo quarto quarto buttando nella mischia Jose Alvarado al posto di un Mikal Bridges non in giornata (7 punti con 3/9) e il portoricano di Brooklyn ripaga con un finale in cui non sbaglia nessuno dei 3 tiri presi (2 da tre punti) e serve Anunoby liberissimo in angolo con i difensori Spurs tutti impegnati a chiudere il lato di Josh Hart. L’ex Raptors brucia ancora la retina e con 4 minuti e mezzo da giocare New York è vicinissima sul 99-95 in favore di San Antonio.

Mitch Johnson chiama timeout e al ritorno in campo trova una tripla di Fox potenzialmente pesante per l’immediato +7 Spurs ma Alvarado e il mai troppo celebrato talento di Brunson tengono New York a contatto. I cambi difensivi portano sempre Wembanyama sul point guard del New Jersey che come aveva fatto con Harden punisce e imbuca il -1 Knicks sul 103-104 a 2’20” dal termine; il wild ending è servito.

Prima Josh Hart si divora il sorpasso in contropiede (errore per il quale ringrazierà poi Anunoby affermando che lo ha salvato dal “rimpianto di una vita”) poi commette fallo su Wembanyama che però a sua volta sente il peso della situazione e fa 0/2 ai tiri liberi; la palla in attacco va ovviamente a Brunson, stavolta il cambio porta in marcatura Stephon Castle che sembra tenere, ma poi si prende in faccia il canestro del sorpasso che fa esplodere il Madison Square Garden. Per la prima volta dopo 46 minuti e 30 secondi i New York Knicks sono avanti.

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Non è finita però, un minuto e mezzo è un gran bel lasso di tempo nel nostro sport e lo sappiamo tutti. NY avrebbe il pallone per i due possessi di scarto ma stavolta la difesa Spurs funziona e costringe Brunson all’infrazione di 24”; Stephon Castle subisce fallo da Hart dopo l’errore di Fox che cercava un sorpasso veloce con 32” da giocare e riporta avanti San Antonio ai tiri liberi. Trenta secondi in cui può decidersi la serie, inaugurati dal vantaggio San Antonio sul 105-106.

L’attacco dei Knicks finisce di nuovo con Brunson nella morsa della difesa che butta verso il ferro un pallone oscurato da Wembanyama; Fox si scaraventa sulla spicchia e riesce a controllarla, ma invece di tenerla in mano aspettando che arrivi un fallo decide di provare un layup in contropiede con Anunoby che aveva rimontato su di lui. Certo, è sempre facile commentare questo tipo di situazioni scrivendo da casa, ma gli estremi per parlare di pasticcio dell’ex Sacramento Kings a mio avviso ci sono tutti.

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New York ha però solo dieci secondi per cercare il canestro della vittoria. Hart ne impiega la metà per superare la metà campo, poi Brunson deve tirare, va corto, OG Anunoby capisce prima di tutti dove andrà il rimbalzo e butta la palla nel cesto. I Knicks si prendono gara-4, sentenza definitiva dopo che l’ultima rimessa con un secondo e mezzo da giocare di San Antonio porta solo a un lob di Harper che Castle riceve quando è ormai chiuso da Josh Hart. Finale 107-106 per i New York Knicks, 3-1 nella serie e anello NBA lontano solo una partita.

Un epilogo che ovviamente sorride a NY ma che rappresenta soprattutto un duro colpo potenziale al morale di San Antonio in vista del prosieguo della serie che ora tornerà in Texas per gara-5. Non solo per come si è sviluppata la sconfitta ma anche considerando che alla fine ciò che in gara-3 aveva ripreso a funzionare è nuovamente evaporato nella partita successiva, Wembanyama è apparso ancora una volta condizionato da una difesa alla morte su di lui e il vantaggio enorme era stato alla fine accumulato grazie a percentuali irreali da tre punti propiziate anche da una difesa Knicks che non ha iniziato con l’aggressività per una finale e che infatti ha chiuso la strada verso il canestro appena ha iniziato a carburare. Tant’è vero che nel secondo tempo gli Spurs hanno segnato dal campo solo 8 volte in tutto, a fronte di 9 palle perse.

Come abbiamo affermato più volte su questi schermi questo non offusca la straordinaria stagione di un gruppo che ha riportato in alto San Antonio dopo pochi anni e che avrà occasione con tutta probabilità di vincere, e anche tanto, in futuro. Ad oggi però New York è padrona della serie; mi sbilancio in un pronostico personale (scusandomi coi tifosi che leggono…) scrivendo che San Antonio riuscirà a trovare la vittoria in gara-5 e poi i Knicks festeggeranno l’anello NBA davanti al loro pubblico nella partita successiva.

Al di là di previsioni tanto facili a dirsi quanto destinate ad essere smentite dal campo nella maggioranza dei casi attualmente l’epilogo più probabile per la stagione NBA 2025-26 è comunque quello di una New York festante per il terzo anello atteso più di mezzo secolo. Staremo a vedere se San Antonio troverà la forza di ribaltare quello che sembra un esito già scritto come New York l’ha trovata stanotte per vincere una partita già persa.

 

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