È iniziata come in pochi si aspettavano. Con un boato – letteralmente – partito dalle tribune del Frost Bank Center di San Antonio alla prima tripla di Jalen Brunson, una manciata di secondi dopo la palla a due. Con un tabellone che, al suono della quarta sirena, recita 105-95 per i New York Knicks. Poco conta se hanno avuto una settimana per far scemare l’agonismo, dopo essersi sbarazzati dei Cleveland Cavaliers. Poco conta se gli Spurs avevano appena buttato fuori i favoriti e campioni in carica.

Sul parquet si entra cinque contro cinque. Ogni singola sera. New York lo sapeva e lo sa. È dal 23 aprile che non perde una partita, ha vinto sette (SETTE) match di Playoff fuori casa di fila. E ora?

La cronaca della partita

Come pronosticabile, San Antonio porta sul parquet i cavalli di razza che gli hanno permesso di conquistarsi le Finals. Castle e Fox dal backcourt, con ampio spazio dalla panchina per Dylan Harper. Wemby al centro affiancato da Vassell e Champagnie. I Knicks risponde con i soliti: Brunson, Bridges, Anunoby, Hart e KAT. Tra l’altro presentati, con una mossa destinata a invecchiare male, con la musichetta di sottofondo dei cartoni animati per bambini. Grazie dj, come se non avessero sufficienti moti

Il primo quarto scivola via abbastanza rapidamente. New York mettono il muso avanti, gli Spurs pazienti attendono. Erodono. Contro-sorpassano quando mancano cinque minuti alla fine della prima frazione di gioco e accelerano toccando quota +8 al primo intervallo corto.

Il vantaggio rimane per tutta la durata del terzo quarto. I Knicks tentano rientrare in partita, una volta ci riescono piazzando il sorpasso sul 40-39, ma vengono puntualmente rispediti al mittente dalle triple di un ottimo Champagnie e da un Harper in stato di grazia. All’intervallo lungo si va sul 55-48 per gli Spurs, e con la netta sensazione che la squadra di Mitch Johnson sia in controllo del match. Anche perché Victor Wembanyama ha sì bussato qualche volta, a non è ancora entrato definitivamente in partita nella metà campo offensiva. E perché, dall’altra, Jalen Brunson sembra non riuscire a mordere (ed è stato costretto a rientrare – brevemente – negli spogliatoi per quello che sembra un fastidio al ginocchio dopo un contatto di gioco).

Il terzo quarto prende il via, e il copione sembra esattamente lo stesso. A 6.30 dalla fine della frazione, una tripla pesantissima di Dylan Harper porta il vantaggio sul +14. Manca ancora tantissimo, ma gli strumenti analitici non credono alla rimonta Knicks: la vittoria degli Speroni è data al 92,6%. Poi la marea gira di 180 gradi. In tre minuti New York si riporta a -3 e chiude il quarto in perfetto pareggio. Il quarto quarto non frena la furia dei newyorchesi. Anunoby è una macchina, piazza due triple di fila e lancia i blu-arancio. Brunson torna in cattedra dopo diversi minuti di assenza e silenzio, e con 11 punti consecutivi risponde canestro per canestro a Wemby, che finalmente attacca a testa bassa. A un minuto dalla fine sono i tiri liberi, una difesa impeccabile e gli errori in attacco degli Spurs, a trasformare un -3 in un irrecuperabile -10 per i padroni di casa. 1-0 e palla a due tra due giorni.

Le prestazioni dei singoli giocatori: Wemby e Brunson “limitati”, KAT e OG decisivi

Protagonisti sponda Spurs sono ovviamente Wembanyama, con 26 punti e 12 rimbalzi. Ma con una prestazione neanche lontanamente avvicinabile a quelle contro OKC. La percentuale dal campo recita 28,6%, i tiri dalla lunetta sono 13. La ricetta cucinata da Mike Brown è evidente: meglio un giro alla lunetta che una schiacciata in testa. Difensivamente, New York può fornire (e ha fornito) tante soluzioni. Il matchup più usato è quello con KAT, che però ha dimostrato di soffrire un po’ la rapidità di gambe. Ecco che, soprattutto nelle primi fasi della partita, OG Anunoby era sempre pronto in agguato ad allungare le braccia e disturbare la fase di palleggio dell’Alieno.

Molto bene l’ormai solito Champagnie, con un 50% da tre, e un fenomenale Dylan Harper da 16 punti e 8 rimbalzi come sesto uomo. Stephon Castle da compitino, Fox e Vassell quasi non pervenuti così come tutta la panchina grigiobianca.

Dall’altra parte, la firma sulla partita è ovviamente quella di Jalen Brunson: 30 punti con il 38,7% dal campo e un quarto quarto da vero leader, nonostante il dolore al ginocchio. Fondamentali in attacco anche Shamet (13 punti) e – nel loro piccolo – anche McBride e Alvarado, capaci di muovere la retina con triple pesanti nei momenti più delicati della partita. A un Bridges un po’ sottotono, ha compensato OG Anunoby con una prestazione difensivamente magistrale e con due triple che hanno pesato come macigni sul risultato finale. Josh Hart è stato il solito cagnaccio: solo 3 punti costellati però con 15 rimbalzi (15!!), 6 assist, 4 rubate e una stoppata. E poi c’è KAT. Autore di Playoff fino a qui splendidi, in entrambe le metà del campo. È andato in doppia doppia contro Wemby per la terza volta nelle quattro partite stagionali. Lo ha attaccato e lo ha messo in difficoltà facendo una delle poche cose che si possono fare contro un bestione di 2.24m: spalla bassa sul petto, palla a terra e layup. Vediamo come il francese risponderà

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