Il 5 febbraio scorso è arrivata la trade deadline per la stagione NBA 2025-26; una finestra di mercato neanche lontanamente all’altezza della scorsa quando la trade di Luka Doncic (e Anthony Davis) sconvolse la lega tutta.
Quest’anno invece c’è meno di cui parlare; Giannis Antetokounmpo, che era dato come potenziale uomo mercato per l’inverno, resta per ora ai Bucks e la maggioranza degli affari riguarda contratti in scadenza. Con qualche eccezione di rilievo, come l’ennesimo trasferimento di James Harden e quello molto meno aspettato di Ivica Zubac.
Analizziamo quindi tutte le trade concluse in queste ultime settimane in ordine di tempo, seguendo l’elenco del sito ufficiale NBA e con l’eccezione del trasferimento di Trae Young a Washington che abbiamo già analizzato a suo tempo qui su Play.itUSA.
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Cleveland Cavaliers ricevono: Keon Ellis, Dennis Schroder, Emanuel Miller
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Chicago Bulls ricevono: Dario Saric, seconda scelta 2027 (da Sacramento), seconda scelta 2029 (da Sacramento)
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Sacramento Kings riceve: De’Andre Hunter
La protagonista della trade è senz’altro Cleveland che ha visto che le cose attualmente non funzionano benissimo nell’ottica di puntare a una deep run nei playoff (attualmente la squadra allenata da Kenny Atkinson è quarta in un Est non entusiasmante e guardando più ai Raptors che li inseguono che al primo posto di Detroit lontano 7.5 vittore) e scarica a Sacramento De’Andre Hunter per prendere in cambio Keon Ellis, ottimo difensore come l’ex Atlanta ma in scadenza e sul quale si può ragionare se tenerlo o puntare su altri.
Certo, nel pacchetto è compreso il contratto di Schroder che non è proprio bellissimo: il girafranchigie per eccellenza chiama infatti 28.9 milioni fino al 2028 (parzialmente garantito l’ultimo anno) e oltre ad aver superato la trentina, da tempo ormai non garantisce l’impatto che invece ha nella sua Nazionale dove è leader indiscusso. Da questo punto di vista l’affare può sembrare buono per i Kings che di fatto accolgono Hunter al posto del tedesco, ma in un contesto disfunzionale come il loro un giocatore di sistema, seppur importante, potrebbe non rendere come si spera in California.
Chicago fa da sparring partner ricevendo due seconde scelte e usando il contratto di Dario Saric per un affare ben più importante per la squadra che fu di Michael Jordan.
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Portland Trail Blazers ricevono: Vit Krejci
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Atlanta Hawks ricevono: Duop Reath, seconda scelta 2027, seconda scelta 2030
Trade marginale per la delusione dei tifosi Blazers che speravano in un mercato più fiorente e invece dovranno accontentarsi del tiratore Krejci in cambio di due seconde scelte e di Duop Reath che gli Hawks hanno già tagliato. Inutile rimarcare come non sarà certo un giocatore da 6.5 punti in carriera a cambiare le sorti di Portland.
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Detroit Pistons ricevono: Kevin Huerter, Dario Saric, 2026 swap pick protetto (da Minnesota)
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Chicago Bulls ricevono: Jaden Ivey, Mike Conley
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Minnesota Timberwolves ricevono: Cash considerations
Un affare importante per i Bulls che scelgono di puntare su Jaden Ivey; la quinta scelta 2022 verrà da problemi fisici importanti ma resta un giocatore giovane (ha ancora 24 anni) con voglia di riscatto e un contratto in scadenza quest’anno che gli sarà ovviamente da stimolo per fare quanto di meglio può per garantirsi un futuro solido. La sua acquisizione ha peraltro un costo assolutamente accettabile: a Detroit finisce infatti Kevin Huerter, che dai tempi di Atlanta non ha compiuto progressi ed è rimasto quello che era, un ottimo tiratore ma un difensore men che passabile e la cui affidabilità quando conta davvero (al di là di qualche canestro della vittoria in gare che però contavano il giusto) è ancora da verificare.
Ci sono però a mio avviso buone possibilità che Huerter a Detroit possa funzionare; la pressione su di lui sarà minore in una squadra che ha attraversato gli anni del tanking cementando la propria efficienza e che ora comanda la Eastern Conference senza farsi troppi problemi nel sacrificare Ivey che sembrava poter diventare una pietra angolare del progetto e invece era attualmente di troppo anche a causa dei lunghissimi stop e del conseguente rientro nel corso di questa stagione in una formazione che funzionava benissimo già senza di lui. La fortuna non ha sicuramente sorriso a Ivey ma ora abbiamo un affare che può rendere felici sia lui che l’ex squadra.
Minnesota riceve cash considerations al posto del contratto di Conley, che però verrà poi riaccolto a furor di popolo dalla squadra dopo essere passato per Charlotte, tagliato e rifirmato a cifre più basse. Un espediente, quello utilizzato dai Wolves, noto come Andrew Bogut rule e che consente a Minnie di firmare un nuovo accordo con Conley in quanto dopo la trade con Chicago era già stato acquistato dagli Hornets e quindi poteva anche essere ingaggiato dalla squadra che lo aveva ceduto pochissimi giorni prima.
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Utah Jazz ricevono: Jaren Jackson Jr, Jock Landale, John Konchar, Vince Williams Jr.
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Memphis Grizzlies ricevono: Walter Clayton Jr, Kyle Anderson, Taylor Hendricks, Georges Niang, tre prime scelte future
Trade tra una squadra che è in rebuilding da tempo e una che invece inizia ufficialmente da ora la ricostruzione. I Jazz inchiostrano dopo anni un giocatore importante e il volto è quello di Jaren Jackson Jr., liberato da Memphis che prende atto della conclusione del ciclo con protagonisti lui e Ja Morant e si rimbocca le maniche per rimettere su una nuova squadra competitiva; certo, ora c’è la parte più difficile rappresentata dal dover cedere il contratto da 126 milioni di un Morant totalmente disfunzionale e ben poco ambito apparentemente da tutti.
Così i Grizzlies hanno trovato in Utah l’acquirente per l’accordo ancora più oneroso (peraltro firmato appena la scorsa estate) con Jackson che chiama 195 milioni fino al 2030; la contropartita è fatta dei giovani Hendricks e Clayton, di Niang in scadenza e già tagliato e di Kyle Anderson che costa poco e magari qualcosa può ancora dare. Ma soprattutto di tre prime scelte future, sacrificio di Utah necessario per arrivare a quello che come accennato può ancora considerarsi una stella, seppur meno lucente di quanto potesse sembrare.
JJJ non ha vinto nulla a Memphis ed è più idoneo al ruolo di grandissimo secondo violino che non a quello di vero giocatore franchigia; se i Jazz saranno in grado di affiancargli un grande esterno può portare la squadra di Salt Lake City a competere dopo gli anni di purgatorio successivi allo smantellamento della squadra di Donovan Mitchell e Rudy Gobert. Saranno quindi da analizzare le future mosse della dirigenza, una delle quali come vedremo già arrivata in questi giorni, per valutare appieno l’impatto di Jackson.
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Charlotte Hornets ricevono: Tyus Jones, due future seconde scelte
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Orlando Magic ricevono: Cash considerations
Affare di contorno: Jones è stato già ceduto a Dallas attualmente golosa di contratti in scadenza (e che nel frattempo avrà un play vero almeno per questi mesi) mentre Orlando riceve in cambio le sole cash considerations cedendo anche due seconde.
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Charlotte Hornets ricevono: Ousmane Dieng, seconda scelta 2029
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Oklahoma City Thunder ricevono: Mason Plumlee
Nulla da commentare neanche qui. Charlotte userà Dieng come pedina di scambio mentre OKC ha già tagliato Plumlee; resta la seconda del 2029 per gli Hornets.
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Oklahoma City Thunder ricevono: Jared McCain
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Philadelphia 76ers ricevono: prima scelta 2026, tre seconde scelte future
Oklahoma City acquista Jared McCain con l’intenzione di provare a svilupparlo; una trade sicuramente buona per il giocatore, che stava vivendo una stagione da sophomore da incubo a Philadelphia dove giocava quasi la metà dei minuti dell’anno da rookie e trova una squadra che non si è mai fatta troppi problemi a puntare sui giovani. I Sixers ricevono scelte da usare come pedine di scambio; forse si poteva ottenere qualcosa in più, anche se non troppo.
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Cleveland Cavaliers ricevono: James Harden
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Los Angeles Clippers ricevono: Darius Garland, seconda scelta futura
Per l’ennesima volta James Harden non è contento del contesto in cui si trova e chiede la cessione nel momento peggiore per farlo dal punto di vista dei Clippers, quello in cui dopo mesi a perdere la squadra sembrava potersi riaffermare quantomeno per l’accesso ai playoff. Il giudizio finale spetta sempre al campo, ma dato che qui siamo chiamati a un’analisi preventiva personalmente sarò diretto e scrivo che per quanto mi riguarda non è un buon affare per i Cleveland Cavaliers.
Che Darius Garland sarebbe stato ceduto era nell’aria da molto tempo; la point guard dell’Indiana era protagonista nel primo nucleo dei Cavs che li ha portati a formare una squadra competitiva ma i suoi limiti difensivi, una certa fragilità fisica e la convivenza non sempre idilliaca (tecnicamente parlando) con Donovan Mitchell avevano fatto in modo che il sacrificato per migliorare la squadra dovesse essere lui. L’acquisto di Harden però attualmente, con rispetto parlando per il pedigree del Barba (mai nobilitato da titoli NBA però) non sembra davvero dare la possibilità ai Cavaliers di convincere Mitchell che fanno sul serio.
Harden ha 36 anni, una player option da esercitare nel 2026-27 da 42 milioni e arriva a Cleveland con la solita ambizione di essere il protagonista, così come era andata a Brooklyn, a Philadelphia e ai Clippers. Di conseguenza non solo si è scambiato un difensore mediocre come Garland con uno storicamente pessimo come Harden, ma si è firmato un giocatore che apparentemente può dare contributo d’esperienza ma di fatto molla sempre la baracca appena può e uno scorer (sempre più anziano) che con Mitchell rischia, per usare un termine tecnico, di fare scopa.
In attesa che i fatti mi smentiscano con la nascita della coppia meraviglia Harden-Mitchell (ma finora non è andata così col Barba) resta il fatto che i Clippers acquistano sì un giocatore che a 26 anni ha pregi e difetti definiti, come accennato, e con 126 milioni da pagare fino al 2028 ma che di contro può cogliere l’opportunità di rilanciarsi ad alti livelli e di affiancare Kawhi Leonard per portare i Clippers quanto più in alto possibile. Considerando che al di là dei successi delle ultime settimane nella Los Angeles meno blasonata più di qualcuno aveva già dato la stagione per persa, non è tutto sommato un brutto affare.
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Memphis Grizzlies ricevono: Eric Gordon.
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Philadelphia 76ers ricevono: swap delle seconde scelte per il 2032, diritti per Justinian Jessup
Fa piacere per lui che il 37enne Eric Gordon abbia ancora un impiego in NBA, ma è in scadenza e i Grizzlies lo hanno rilevato ovviamente per quello. Tra l’altro dando in cambio praticamente nulla.
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Brooklyn Nets ricevono: Hunter Tyson, seconda scelta 2032
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Denver Nuggets ricevono: seconda scelta 2026 (la meno favorevole tra quelle di Atlanta e Los Angeles Clippers)
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Brooklyn Nets ricevono: Josh Minott
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Boston Celtics ricevono: Cash considerations
Ogni tanto ricordiamoci con empatia e solidarietà di quelle squadre come i Brooklyn Nets, con un disperato bisogno di migliorare, i cui tifosi attendono la trade deadline come Natale e che si ritrovano in mano Hunter Tyson, prontamente aggiunto alla schiera di tagliati stipendiati dai Nets che conta attualmente otto (!!) giocatori, e Josh Minott, 3.2 punti in carriera dopo tre anni e mezzo (alzati dall’ultimo anno in cui ha avuto qualche minuto in più ai Celtics, che però l’hanno ceduto appena possibile)
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Charlotte Hornets ricevono: Xavier Tillman Sr., cash considerations
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Boston Celtics ricevono: seconda scelta 2030
Un bel contratto in scadenza per gli Hornets (di contro molto attivi in vista di questa deadline) per un giocatore che ogni tanto sembra poter dare qualcosa e poi puntualmente torna a scaldare la panchina (da culto il suo 24% dal campo nella scorsa stagione)
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Atlanta Hawks ricevono: Jock Landale
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Utah Jazz ricevono: Lonzo Ball, due seconde scelte future (da Cleveland)
Delusione per Atlanta che dopo la cessione di Trae Young sembrava più determinata in questo mese di mercato soprattutto con la caccia a un centro. Certo, qualcosa di più sostanzioso è arrivato e ne parleremo più avanti, ma dopo aver corteggiato Anthony Davis e Daniel Gafford sotto canestro gli Hawks dovranno accontentarsi di Jock Landale, alla quinta squadra in cinque anni e arrivato dopo essere stato già ceduto da Memphis.
L’australiano ha avuto il debutto che non ti aspetti segnando alla sua seconda gara in maglia Hawks addirittura una doppia doppia con 26 punti, 11 rimbalzi e 5/8 da tre punti in faccia a Utah che l’ha ripudiato ma resta un giocatore da 6.5 punti e 3.9 rimbalzi (pochissimi per chi come Atlanta ne ha bisogno) in carriera e che ha alzato tale media soprattutto in squadre senza ambizioni come i Grizzlies di quest’anno. Va però detto che Landale è in scadenza (e questo la dice lunga su prestazioni come quella contro i Jazz) e quindi la caccia a un centro più valido potrebbe essere solo rimandata.
Utah è ben felice di sobbarcarsi il contratto in scadenza di ciò che resta di Lonzo Ball e si intasca anche due seconde perchè i lavori in corso non sono affatto conclusi con l’acquisto di Jaren Jackson Jr.
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Toronto Raptors ricevono: Chris Paul
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Brooklyn Nets ricevono: Ochai Agbaji, seconda scelta 2032
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Los Angeles Clippers ricevono: diritti su Vanja Marinkovic (da Brooklyn)
Toronto scarica il contratto di Agbaji per scendere sotto la luxury tax e accoglie quello di Chris Paul, che si trova in una situazione piuttosto imbarazzante. Scaricato dai Clippers in quello che doveva essere l’anno della sua last dance, appena arrivata la trade che lo avrebbe mandato in Canada tutti hanno pensato che Paul sarebbe stato subito ceduto o scambiato. Così però ad oggi non è, e Paul è ancora ufficialmente un giocatore dei Raptors.
Al di là di ciò che sarà degli ultimi mesi da giocatore NBA di una delle point guard più importanti degli anni Duemila, l’accordo sorride soprattutto ai Clippers che evitano di pagare 7 milioni per tenere Paul a libro paga mentre Brooklyn si sobbarca il succitato contratto in scadenza di Agbaji; ennesima mossa marginale, ovviamente, dato che parliamo di un giocatore in teoria offensivo, in pratica da soli 4.3 di media quest’anno.
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Los Angeles Lakers ricevono: Luke Kennard
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Atlanta Hawks ricevono: Gabe Vincent, seconda scelta 2032
Scambio tra contratti in scadenza che dice meglio probabilmente agli Atlanta Hawks, i quali potranno usufruire dei servigi di Gabe Vincent per gli ultimi mesi della stagione potendo contare sul suo apporto di difesa ed esperienza; a mio avviso un’estensione non sarebbe una cattiva idea per la formazione allenata da Quin Snyder specie se Vincent riuscirà a restare fisicamente integro (quest’anno è sceso in campo 29 volte su 50 gare)
Di contro i Lakers, che avevano bisogno di migliorare nell’immediato per una rincorsa al titolo che non la vede molto accreditata (per usare un eufemismo) acquistano un tiratore da quasi il 50% da tre ma anche un difensore men che passabile, l’ennesimo in una squadra che è 24esima per defensive rating. La gestione del supporting cast di Luka Doncic e LeBron James in casa Los Angeles continua ad essere un problema e il fatto che la squadra di JJ Redick sia più vicina al centro classifica che alle prime posizioni (quinta con 31-19, i Suns settimi hanno perso solo due partite in più e vinto le stesse gare) ne è la dimostrazione.
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Toronto Raptors ricevono: Trayce Jackson-Davis
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Golden State Warriors ricevono: seconda scelta 2026 (da Los Angeles Lakers)
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Chicago Bulls ricevono: Guerschon Yabusele, cash considerations
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New York Knicks ricevono: Dalen Terry
Due affari di contorno: un giovane poco costoso per Toronto, una seconda per Golden State, un trentenne in scadenza (e per il quale l’Eurolega inizia ad essere un’opzione per l’anno prossimo) per Chicago e una pedina per la prossima trade per New York.
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New York Knicks ricevono: Jose Alvarado
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New Orleans Pelicans ricevono: Dalen Terry, due seconde scelte future, cash considerations
Un’ottima presa per i Knicks che inchiostrano Jose Alvarado, nativo di Brooklyn e apprezzato finora per la sua grinta e anche per una certa capacità di salire di livello nei momenti caldi; un personaggio e un giocatore che meritava una chance ad alti livelli che arriva con merito in una New York le cui ambizioni sono chiarissime da anni e i cui Knickerboxers peraltro avevano anche bisogno di una point guard votata alla difesa. Dettaglio non da poco, Alvarado non costa neanche molto: solo 9 milioni per il prossimo anno e mezzo.
New Orleans si accontenta del 23enne in scadenza Dalen Terry per un progetto che non si sa bene dove voglia andare e a cosa possa portare; un curioso caso (neanche troppo raro, per la verità) di squadra penultima nella Western Conference ma col cap ingolfato da contrattoni come quelli di Jordan Poole e Dejounte Murray e l’eterna incognita Zion Williamson, un mese un All Star, quello dopo una zavorra. Sicuramente il carneade Terry (tre anni a Chicago a poco più di 11′ di media) e due seconde scelte non cambieranno le carte in tavola.
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Charlotte Hornets ricevono: Coby White, Mike Conley
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Chicago Bulls ricevono: Ousmane Dieng, Collin Sexton, seconda scelta 2029 (meno favorevole tra New York e Denver) seconda scelta 2031 (da New York) seconda scelta 2031 (da Denver)
Alla fine le mosse secondarie di Charlotte portano all’acquisizione di Coby White come giocatore di punta dalla trade deadline. Potenzialmente un affare più che positivo per gli Hornets che accolgono l’ex Bulls nel pieno di una striscia vincente da 9 gare e che stanno lentamente costruendo una squadra che abbia lontanamente un senso dopo anni di confusione; certo, è sempre un contesto dominato dal confusionario LaMelo Ball ma il rinforzo immediato degli esterni con White può dare a Charlotte concrete possibilità di lotta playoff, impensabili fino a pochi mesi fa.
Chicago realizza la pluripreventivata cessione di quello che di fatto era il suo prezzo pregiato e che malgrado questo si sapeva che non sarebbe stato rinnovato, lasciando alla sua squadra di destinazione l’onere della trattativa. In maglia Bulls arrivano Ousmane Dieng, subito girato altrove (leggete la prossima trade) e Collin Sexton che l’anno prossimo libererà 19 milioni, non pochi.
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Milwaukee Bucks ricevono: Nigel Hayes-Davis, Ousmane Dieng
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Phoenix Suns ricevono: Cole Anthony, Amir Coffey
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Chicago Bulls ricevono: Nick Richards
Altra trade che coinvolge expiring contracts. Il giro di Dieng finisce ai Bucks che attenderanno la fine del suo contratto così come per il 32enne Hayes-Davis pronto ad ascoltare offerte dall’Europa; riguardo al basket giocato va leggermente meglio a Phoenix che perlomeno avrà a disposizione un buon esterno di fatica come Anthony che però da tempo è in declino (a Milwaukee solo 6.7 punti di media, mai in quintetto) e comunque scadrà in estate così come Coffey. Dulcis in fundo, Chicago accoglie i 5 milioni parzialmente garantiti di Richards e il rebuilding continua.
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Chicago Bulls ricevono: Rob Dillingham, Leonard Miller, seconda scelta 2026 (meno favorevole tra Denver e Golden State), seconda scelta 2027 (da Cleveland), seconda scelta 2031 (più favorevole tra Minnesota e Golden State), seconda scelta 2032 (più favorevole tra Phoenix e Houston)
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Minnesota Timberwolves ricevono: Ayo Dosunmu, Julian Phillips
Buon affare per i Minnesota Timberwolves che al prezzo del solito corredo di seconde scelte si assicurano per quest’anno un rinforzo per il backcourt di tutto rispetto come Dosunmu al suo anno migliore con 15 punti di media e il 50% dal campo. Sicuramente un upgrade rispetto a Rob Dillingham che nel suo anno da sophomore sta facendo progressi, ma non rapidi quanto è invece necessario a una squadra che vuole competere al titolo come quella guidata in campo da Anthony Edwards e in panchina da Chris Finch.
Dillingham potrà continuare a crescere a Chicago che continua le sue manovre di contorno. Insieme a lui uno sparring partner come Miller e le succitate quattro seconde.
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Boston Celtics ricevono: Nikola Vucevic, seconda scelta 2027
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Chicago Bulls ricevono: Anfernee Simons, seconda scelta 2026
Potenzialmente una trade che accontenta alla grande entrambe le squadre. Boston nobilita il suo mercato invernale con l’importante presa di Nikola Vucevic che ai Celtics potrà coprire il ruolo che era stato di Al Horford: triple per aprire il campo, esperienza e presenza a rimbalzo.
Un ottimo innesto quindi per i verdi del Massachussetts che se riusciranno a rinnovare il montenegrino a cifre ragionevoli potranno potenzialmente rilanciarsi l’anno prossimo col ritorno di Jayson Tatum e giocarsi le proprie carte in questa stagione che vede Boston seconda a Est malgrado sia azzoppata del numero 0.
Chicago continua invece a rivoluzionare il suo backcourt e a Jaden Ivey affianca Anfernee Simons, più libero ai Bulls di esprimere il suo potenziale offensivo; è vero, il suo arrivo ha portato finora 2 sconfitte, ma in un ottica di sviluppo più a lungo termine può funzionare bene. E se così non fosse, a fine anno scade anche lui.
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Indiana Pacers ricevono: Ivica Zubac, Kobe Brown
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Los Angeles Clippers ricevono: Bennedict Mathurin, Isaiah Jackson, prima scelta 2026, prima scelta 2029, seconda scelta 2028
Un accordo piuttosto inaspettato quello che coinvolge Ivica Zubac, centro di lungo corso e uno dei più amati dal pubblico dei Los Angeles Clippers che però lascia la California per accasarsi a Indiana. Dal punto di vista Pacers una trade che non mi convince: Zubac dovrà infatti inserirsi nella pallacanestro veloce di Rick Carlisle e questo inserimento potrebbe essere più lungo del previsto, anche volendo usare questi ultimi mesi senza Tyrese Haliburton e in cui non c’è pressione di vincere su una squadra ultimissima a Est.
Di usare il croato come pedina di scambio non se ne parla neanche dato il suo contratto che prevede 58.6 milioni fino al 2028 (terzo più oneroso dopo Haliburton e Siakam) e quindi è chiaro che la trade è finalizzata alla permanenza di Zubac a Indianapolis. Vedremo come andrà, ma le premesse non mi sembrano esaltanti, anche considerando che è stato sacrificato Bennedict Mathurin che invece nel sistema Pacers aveva la sua importanza (anche se fisicamente fragile)
I Clippers si aggiudicano, oltre a Mathurin e al non costosissimo Isaiah Jackson, ben due prime scelte di cui una, quella dei Pacers di quest’anno, che si prevede anche alta. L’addio a Zubac è doloroso, siamo d’accordo, ma nel momento in cui si è deciso di farne a meno la contropartita può considerarsi di tutto rispetto.
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Atlanta Hawks ricevono: Jonathan Kuminga, Buddy Hield
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Golden State Warriors ricevono: Kristaps Porzingis
Una delle delusioni più cocenti di questa trade deadline: i Warriors sembravano piuttosto accreditati ad aggiudicarsi Giannis Antetokounmpo e invece la caccia al Greek Freak è rimandata a quest’estate con l’arrivo (al suo posto?) di Kristaps Porzingis in scadenza da Atlanta.
L’unicorno lettone non sembra avere più molto da dare ad alti livelli; il suo anello lo ha vinto seppur da comprimario di lusso ai Celtics, anche quest’anno è stato più in abiti civili che in campo ed è molto difficile che la situazione cambi a San Francisco dove presumibilmente le voci sulla caccia ad Antetokounmpo continueranno costanti in questi ultimi mesi del contratto in scadenza dell’ex Knicks.
Perlomeno i Warriors riescono a cedere Jonathan Kuminga che da mesi era sul mercato e non godeva più della fiducia dell’ambiente; come molti altri giocatori promettenti o pseudo tali, Kuminga avrà un’occasione di rilancio ad Atlanta dove approda insieme a Buddy Hield che invece farà anche agli Hawks quello che ha sempre fatto in carriera: ottimo tiratore, mediocre uomo squadra e difensore. I punti ad Atlanta però tutto sommato servono quindi alla squadra di Snyder non va affatto male.
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Dallas Mavericks ricevono: Khris Middleton, AJ Johnson, Tyus Jones (da Charlotte), Marvin Bagley III, prima scelta 2026 (da Oklahoma City), prima scelta 2030 (da Golden State), tre seconde scelte (da Washington)
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Washington Wizards ricevono: Anthony Davis, Jaden Hardy, D’Angelo Russell, Dante Exum
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Charlotte Hornets ricevono: Malaki Branham
Non si può evitare di partire dalle solite considerazioni riguardanti Dallas. A un anno dalla trade considerata la peggiore della storia NBA, la contropartita di Luka Doncic è oggi ufficialmente costituita da Max Christie (che peraltro ai Mavericks sta andando bene) da tre contratti in scadenza, da un sophomore alla terza squadra in un anno e mezzo e da sei scelte, di cui una, quella di Oklahoma City, che sarà molto, ma molto in basso.
Ciò detto, obiettivamente a Dallas non poteva andare molto meglio. Il contrattone di Anthony Davis, che come prevedibile ha passato l’anno a Dallas a farsi curare (anche perchè fu ributtato in campo prima del recupero da uno dei suoi numerosissimi infortuni) pesa ora sul cap dei Washington Wizards che come avvenne con Porzingis liberano i Mavericks di un fardello pesante e senza neanche appioppare ai texani contratti capestro come quello, all’epoca, di Davis Bertans.
Le parole di circostanza di Davis sul suo voler puntare a un titolo si sono già scontrate con la realtà visto che per quest’anno difficilmente lo rivedremo in campo. I Wizards continuano a remare a vista, accoppiando AD con Trae Young; in teoria due All Star, in pratica quello che oggi è un non difensore e statpadder conclamato come Young e un eterno infortunato sempre più anziano. Magari gli astri si allineano e i due, come per Harden-Mitchell a Cleveland, danno vita a un duo meraviglia ma attualmente non ci metterei la mano sul fuoco.
Poco da dire anche sulle rispettive contropartite. Washington accoglie l’eterna zavorra D’Angelo Russell, il contratto in scadenza di ciò che resta di Dante Exum e un incompiuto come Jaden Hardy mentre Dallas si riempie di expiring contracts cercando di mettere una pezza sui danni di Nico Harrison (a tal proposito, per non parlare sempre delle stesse cose, ricordo che Dallas sta ancora pagando JaVale McGee…) Tanto spazio salariale ma una free agency in arrivo non troppo appetibile; la strada per la redenzione è ancora lunghissima e passa per la scadenza anche di Klay Thompson (2027) e Kyrie Irving (2028).
Sotto la copertura di un tranquillo (si fa per dire) insegnante di matematica si cela un pazzo fanatico di tutto ciò che gira intorno alla spicchia, NBA in testa. Supporter della nazionale di Taiwan prima di scoprire che il videogioco Street Hoop mentiva malamente, in seguito adepto della setta Mavericks Fan For Life.

