Una delle squadre più importanti di tutta la NBA, con tanta fama anche in Italia, è venuta a sfidare i Brooklyn Nets nella sera del 29 dicembre. Probabilmente citare solo un numero, il 30, dovrebbe far già intendere che squadra è stata ospitata al Barclays Center dai padroni di casa. Dalla parte opposta degli Stati Uniti, dalla magnifica Pacific Coast sono arrivati a far visita alla fredda New York i Golden State Warriors.
Se il meteo per arrivare a piedi all’arena non è stato dei migliori non si può dire lo stesso del periodo di stagione in cui le due squadre si sono affrontate. I Nets infatti, padroni di casa, si sono presentati con ben 4 vittorie nelle ultime cinque, i Warriors da favoriti ma con uno storico di 16 vittorie e 16 sconfitte che per ora non ha dato molti spunti su quelle che possano essere le reali ambizioni della squadra.
Prima del fischio d’inizio una cosa era quindi certa: l’imprevidibilità sarebbe stato l’elemento principale dell’incontro.
La situazione ai nastri di partenza
I Nets sono arrivati a questa partita in un ottimo periodo di forma. L’unica sconfitta nelle ultime cinque prima di quest’incontro è arrivata contro i Miami Heat qualche giorno fa, ma le recenti vittorie, di cui tre di fila nelle ultime tre, sono un ottimo segnale per il futuro della loro stagione.
In ballo per i Nets c’era la possibilità di andare ad ottenere una streak di almeno 4 vittorie di fila, evento che era successo l’ultima volta più di 3 anni fa. Nonostante partiti come sfavoriti, i Nets hanno dimostrato di saper tenere il passo di Golden State nonostante, alla fine, la differenza tecnica tra le due squadre si sia ampiamente vista.
I Warriors, come più o meno nello stesso punto la scorsa stagione, si sono presentati con uno storico che vede lo stesso numero di vittorie e sconfitte, con un unico trascinatore dal numero 30 che si è presentato con una media di 28,9 punti per partita, contro i 25,8 del rivale dei Nets Michael Porter Jr.
L’ultima volta che le due squadre si sono incontrate lo scorso marzo i Warriors hanno prevalso per due punti, con una prestazione mostruosa, non serve manco dirlo, proprio dello stesso Curry, che chiuse la serata con 40 punti da qualsiasi giorno in ufficio. Non sorprende che il boato più grande alle presentazioni delle squadre sia stato quindi proprio il suo.
Il racconto della partita
Parlare di inizio esplosivo sarebbe riduttivo per descrivere la partenza dei Nets. La squadra di casa è partita infatti col botto collezionando 18 punti al primo timeout, con protagonista Porter Jr. che ha ottenuto 8 di essi. In aggiunta a ciò, 12 di questi 18 punti sono arrivati da ben 4 triple, di cui due proprio di Porter Jr. e due di Demin, il giocatore di Brooklyn con caratteristiche più simili a quelle di Curry. Proprio quest’ultimo è invece protagonista di alcuni primi minuti completamente anonimi, in cui colleziona 0 punti e lascia i suoi Warriors a inseguire sotto di 10 punti.
Il secondo timeout viene chiamato dai Nets, con una situazione rimasta più o meno simile, con un vantaggio di Brooklyn di 9 punti. Anche Clowney trova nel mentre una tripla, a indicare come le soluzioni offensive siano passate tanto sui tiri da tre. Anche Demin infila un altro canestro da fuori area portandosi a quota 9, con troppi spazi concessi a lui dalla difesa dei Warriors.
Il primo quarto si chiude in una fase decisamente calante della squadra di Brooklyn, con un vantaggio quasi completamente riassorbito accorciato fino a a-2 punti dalla squadra di San Francisco. Opera di questa rimonta è principalmente la panchina, che ottiene 12 punti contro i soli 2 ottenuti da Thomas per i Nets. Curry chiude a soli 2 punti la prima porzione.
Il secondo quarto riprende con un po’ più di equilibrio ritrovato dopo la rimonta dei Warriors, con Curry che trova la sua prima attesissima tripla e porta brevemente in vantaggio Golden State prima che i Nets riprendano poi il comando con una tripla di Thomas, a quota 7 punti dalla panchina.
A 4 minuti dal termine del secondo quarto circa la situazione rimane ancora in equilibrio, con Curry che si iscrive ufficialmente e finalmente al match portandosi a 10 punti con un’altra tripla. Golden State ritrova il vantaggio con 6 dei suoi 8 giocatori partiti dalla panchina a segno, a confermare quanto sia stato un fattore determinante in quest’incontro. Brooklyn rimane aggrappata a Golden State grazie a Porter Jr., che si porta a 17 punti ed evidenzia, e non poco, quanto si faccia sentire la sua presenza in campo.
Gli ultimi minuti vedono un altro leggero calo dei Nets, che chiudono a -2 all’intervallo coi Warriors avanti per 59-57. Demin ritrova un’altra tripla e si porta a 12, aiutando un po’ Porter Jr. a ottenere punti importanti per la squadra. Per i Warriors il contributo più importante lo da Payton II, con 8 punti e Jackson-Davis, con 9. Il risultato alla metà rispecchia pienamente ciò che si è visto in campo, con Curry che chiude il secondo quarto in panchina con una prestazione finora non memorabile.
I primi 5 minuti del terzo quarto vedono la risposta di Brooklyn, che ritrova subito il vantaggio con Porter Jr., sempre protagonista con altre due triple e primo ad andare a+20 punti. Anche Claxton rientra bene dagli spogliatoi ottenendo 10 punti che aiutano i Nets a rimanrer aggrappati alla squadra californiana. Dall’altra parte, molto atteso, comincia lo show delle triple di Curry, che infiamma eccome tutto il pubblico del Barclays Center.
A 3 minuti dalla fine del terzo quarto Curry arriva a 2o punti, mentre Porter Jr. e Demin dall’altra parte continuano a rispondere lasciando Brooklyn a +2. Golden State risponde a sua volta, ritrovando il vantaggio grazie al miglior quarto di Butler III, che si porta a 21 e al diventa momentaneamente il miglior marcatore dei suoi. Il terzo quarto si chiude così 89 a 85.
L’ultimo quarto inizia con un altra tripla del numero 30, che si porta a quota 23 estendendo a 6 punti il vantaggio dei Warriors, il più ampio di tutto l’incontro. Il timeout per i Nets risulta quindi inevitabile, prima che il momentum dei rivali prenda piede.
A 8 minuti dal termine Clowney ottiene una bella tripla riaccendendo le speranze di Brooklyn, che rimane comunque indietro a -6. Il distacco raggiunge un totale di 12 punti, per poi essere ridotto di nuovo a 6 dai Nets. Nonostante Curry e Butler si siano fermati in questa fine di terzo quarto, la panchina continua a fare il suo lavoro, arrivando a 7 dei 8 non titolari con almeno 4 punti a referto. Un’altra tripla di Demin per Brooklyn riporta la squadra a -4 a poco più di un minuto dal termine, ma proprio alla fine un calo difensivo concede tre canestri di fila a Golden State, che sigla la vittoria finale col risultato di 120-107.
Il commento post partita
Dopo un bell’incontro i Warriors, con un tifo particolarmente acceso nonostante la distanza da San Francisco, ottengono una vittoria meritata che li porta a 17 vittorie stagionali. I Nets hanno dimostrato di saper rimanere al passo delle squadre con tasso tecnico più elevato, ma la stanchezza finale è stato un fattore che ha contribuito tanto alla sconfitta.
Nella conferenza post-partita ho chiesto al coach Steve Kerr cosa ne pensasse dell’apporto dei giocatori partiti dalla panchina a quest’incontro, elemento che ho reputato fondamentale in questa vittoria della squadra di San Francisco. Kerr ha confermato come il lavoro della panchina sia stato ottimo sia nelle giocate difensive sia a livello di energia portata, elemento di cui può essere soddisfatto in vista del resto della stagione.
Dopo che altri due giocatori dei Warriors, Melton e Jackson-Davis, hanno presenziato alla conferenza finale, era arrivato il momento del giocatore più atteso: Steph Curry.
Tra le domande porse Curry ha parlato con orgoglio del grande tifo e dei canti “MVP!” dal pubblico di Brooklyn, oltre al nuovo ruolo come head coach delle New York Liberty dell’assistant coach dei Warriors Chris DeMarco, a cui lo stesso Curry e tutta la squadra sono affezionati.
Amante degli Stati Uniti, a cui ho dedicato un blog(@ParlandodiUSA), e dei suoi sport, passo volentieri il tempo scrivendo articoli sulla NFL e sul campionato di college NCAA, oltre che sul basket femminile.



