Da una manciata di ore è iniziata la Free Agency 2022-2023, e già i colpi in cascina sono numerosi. Non ci sarà spazio per ripercorrerli tutti con approfondimenti ma cercherò di mettere più ordine possibile. Iniziamo dalle trade avvenute nell’ultimo periodo, e che sono al centro del turbine dopo lo show di Irving e la richiesta di essere ceduto da parte di Durant.

TRADES

Jerami Grant dai Pistons ai Trail-Blazers:

Portland spende una prima scelta futura per acquisire un ottimo giocatore. Sarà abbastanza per convincere Lillard a rimanere? La risposta è dubbia, quello che si sa è che i Trail-Blazers hanno pronta un’offerta da due anni ulteriori a 100 milioni di dollari, e a quanto pare Lillard non è per niente convinto.

Christian Wood dai Rockets ai Mavs:

Prima trade che ha seguito quelle durante la notte del draft, di cui abbiamo già parlato. Jason Kidd ottiene il tanto necessario lungo di qualità, e si libera di giocatori di rotazione abbastanza inutili (Trey Burke, Boban Marjanovic, Marquese Chriss, Sterling Brown e l’interessante rookie Wendell Moore, poi girato da Houston ai TWolves). I Rockets, acquisendo un pacchetto di noccioline per Wood, sottolineano che il loro progetto futuro è incentrato sui giovani, tra cui il centro Sengun.

Royce O’Neal dai Jazz ai Nets

Nel giorno più buio degli ultimi anni per l’organizzazione nerobianca, ecco il classico nail in the coffin. Pochi minuti dopo la bomba mediatica della richiesta di trade effettuata da Durant direttamente al proprietario Joseph Tsai, e dopo aver ceduto l’anima (per quanto riguarda scelte future) per acquisire pochi mesi di servigi fallimentari hardeniani, ecco che Sean Marks cede una delle pochissime future scelte rimanenti per un giocatore di livello medio. Incomprensibile.

Dejounte Murray dagli Spurs ad Atlanta

Atlanta vuole essere competitiva, evidentemente. Formare un backcourt composto dal mago offensivo Trae Young e da una delle stelline emergenti, soprattutto difensivamente, della lega non sembra essere un brutto inizio. Rimangono molti dubbi sulla possibilità di convivenza di due giocatori che sono abituati a controllare per 15-16 secondi su 24 la palla a spicchi. San Antonio ha ricevuto in cambio Danilo Gallinari (subito tagliato per evitare di pagargli 21 milioni di stipendio), e una cascata di scelte future (3 prime e un diritto di pick swap). Per capire se ne sarà valsa la pena basterà attendere qualche mese.

Malcolm Brogdon dai Pacers ai Celtics

Marcus Smart lo aveva detto chiaramente “Non abbiamo bisogno di una true point-guard“. Risultato? La prima mossa di mercato è acquisire una PG. Con una trade a mio parere stratosferica, ai Celtics si accasa un tiratore e playmaker affermato, con buone capacità difensive perimetrali, in cambio di poco o nulla. Daniel Theis, Aaron Nesmith e una futura prima scelta (che sarà molto bassa a giudicare dalle fondamenta solidissime del progetto Celtic). Giù il cappello a Brad Stevens.

Rudy Gobert dai Jazz ai TWolves

Qui si tratta davvero di blockbuster. Gobert si unisce ai sorprendenti giovanotti di Minnesota e guadagna ai Jazz una quantità infinita di assets. Malik Beasley, Patrick Beverley, Walker Kessler, Jarred Vanderbilt, Leandro Bolmaro e 4 prime scelte future non protette (eccetto 2029, protetta top-5).

Una follia per un trentenne con evidenti limiti offensivi e che porta con sé numerosi dubbi riguardanti come riuscirà ad incastrarsi nel sistema offensivo di Chris Finch. Con KAT blindato per gli anni a venire e la stella nascente Anthony Edwards, Gobert va sicuramente a formare un big-3 (anche fisicamente). Le perplessità rimangono, e non sono poche. Per esempio: nel crunch time, giocheranno davvero insieme KAT e Gobert? Riusciranno ad essere la replica di quello che Williams e Horford sono stati questa stagione per Boston (premesso che Horford difensivamente è dieci volte meglio KAT, ma peggiore offensivamente)? Insomma, Flinch ha davvero una patata bollente tra le mani.

Intanto però: complimenti a Brian Windhorst di ESPN, che aveva predetto questa trade ben due giorni prima.

TRADE MINORI: 

  • I Grizzlies cedono De’Anthony Melton ai 76ers per la 23esima scelta di questo Draft
  • I Knicks cedono Nerlens Noel, Alec Burks, due seconde scelte ai Pistons per due future seconde scelte: classica mossa per liberare spazio salariale
  • Gli Wizards cedono Ish Smith e Kentavious Caldwell-Pope ai Nuggets per Monte Morris e Will Barton.
  • Gli Hawks scambiano Kevin Huerter ai Kings per Justin Holiday, Maurice Harkless e una futura prima scelta.

I RINNOVI

Nelle prime 12 ore di free agency 1.2 miliardi di dollari sono stati spesi in nuovi contratti; oggi siamo saliti a quota 2.5 miliardi e oltre. Come pronosticabile, la maggio parte proviene dai salatissimi rinnovi delle giovani stelle di alcune franchigie. Vediamo i principali e i migliori contratti:

I Denver Nuggets firmano Nikola Jokic: 5 anni, $264 milioni 

Supermax per il bi-MVP: per il giocatore più forte della lega è in arrivo il più grande contratto nella storia NBA.

I Memphis Grizzlies firmano Ja Morant: 4 anni, $226 milioni

Morant, dopo una stagione stellare da protagonista in una giovanissima Memphis, si porta a casa il massimo contratto post-rookie contract. Meritatissimo.

I Minnesota Timberwolves firmano Karl-Anthony Towns: 4 anni, $224 milioni 

Supermax discutibile, soprattutto a posteriori, dopo lo scambio che ha portato Gobert ai TWOlves. KAT rimane, però, il lungo più dotato offensivamente della lega, e un giocatore fondamentale per il recente successo della franchigia.

I Phoenix Suns firmano Devin Booker: 4 anni, $224 milioni 

Anche lui decisivo, anche lui fenomenale, anche lui letale offensivamente. Risultato: anche lui sempre più milionario.

I Chicago Bulls firmano Zach LaVine: 5 anni, $215 milioni

Contrattone per un giocatore giovane e dal potenziale mostruoso ma reduce da una stagione dietro le quinte, all’ombra della rinascita dalle ceneri di DeMar DeRozan, the king of the mid-range.

I Cleveland Cavaliers firmano Darius Garland: 5 anni, $193 milioni a salire con bonus fino a $231 milioni

Meritato, meritato: me-ri-ta-to. Una stagione da trascinatore, tanto da meritarsi la chiamata all’All-Star. Fautore di una risurrezione di Cleveland, grazie anche a coach Bickerstaff e alla coppia Allen-Mobley. Rinnovo più ricco nella storia della franchigia, strameritato. E per i curiosoni: tra 5 anni, alla fine del contratto, Garland avrà solo 27 anni.

I Washington Wizards firmano Bradley Beal: 5 anni, $251 milioni

Uno dei giocatori più dominanti offensivamente, una barcata di soldi per trattenerlo in una squadra che sta provando ad essere competitiva. Chissà se anche quest’anno, come gli scorsi tre, saranno percorsi da continue voci riguardo un Bradley Beal scontento.

I New Orleans Pelicans firmano Zion Williamson: 5 anni, $193 milioni

Tanti, tantissimi punti di domanda. Tre anni, 85 partite (dominando fisicamente). Contratto ultra-protetto con clausole che permettono ai Pelicans di non perdere la loro stellina e di non andare in bancarotta in caso di ulteriori infortuni. Certo, se Zion fosse sano, i Pels sarebbero contenders di alto livello.

I Portland Trail Blazers firmano Anfernee Simons: 4 anni, $100 milioni

Unico punto di luce della passata stagione: investimento quasi scontato per una franchigia senza più timoniere.

I Cleveland Cavaliers firmano Ricky Rubio: 3 anni, $18 milioni

Firma poco vistosa, ma fondamentale. Rubio, dopo una breve parentesi inattiva (infortunio al crociato) ai Pacers per la trade che ha portato in Ohio LeVert, torna ai Cavs. Uno dei maggiori contributori della crescita di Garland torna a casa: è più un rinnovo che una mossa da free agency.

I Golden State Warriors firmano Kevon Looney: 3 anni, $25.5 milioni

MVP dei playoff gialloblu. Rinnovo assolutamente cruciale dopo lo smantellamento della panchina in free agency (vedere dopo) e i denari da dover investire in Wiggins e Poole.

I Milwaukee Bucks firmano Bobby Portis: 4 anni, $49 milioni

Portis è fondamentale nelle dinamiche dei Bucks: è stato pagato come tale.

Gli Oklahoma City Thunder firmano Luguentz Dort: 5 anni, $87.5 milioni

In mezzo alla nuova ondata giovanile, grazie al deposito militare di prime scelte possedute da OKC, Dort è una garanzia difensiva. Pagato tanto, pagato giustamente.

Altri rinnovi:

  • Mitchell Robinson, 4 anni e $60 milioni, ai New York Knicks
  • Jusuf Nurkic, 4 anni e $70 milioni, ai Portland Trail Blazers
  • Ivica Zubac, 3 anni e $33 milioni, ai Los Angeles Clippers
  • Nicolas Batum, 2 anni e $22 milioni, ai Los Angeles Clippers
  • Tyus Jones, 2 anni e $30 milioni, ai Memphis Grizzlies 
  • Gary Harris, 2 anni e $26 milioni, agli Orlando Magic
  • Mo Bamba, 2 anni e $21 milioni, agli Orlando Magic
  • Marvin Bagley III, 3 anni e $38 milioni, ai Detroit Pistons
  • Chris Boucher, 3 anni e $35.25 milioni, ai Toronto Raptors
  • Taurean Prince, 2 anni e $16 milioni, ai Minnesota Timberwolves
  • Patty Mills, 2 anni e $14.5 milioni, ai Brooklyn Nets
  • Nic Claxton, 2 anni e $20 milioni, ai Brooklyn Nets
  • Victor Oladipo, 1 anni e $11 milioni, ai Miami Heat
  • Dwayne Dedmon, 2 anni e $9.6 milioni, ai Miami Heat
  • Thadddeous Young, 2 anni e $16 milioni, ai Toronto Raptors
  • Cody Martin, 4 anni e $32 milioni, ai Charlotte Hornets

LE FIRME IN FREE AGENCY

Pochi sono i grandi nomi che (per ora) hanno cambiato canotta, pochissimi quelli che davvero possono cambiare le sorti delle franchigie e rigettarli nella lotta per il titolo.

John Wall ai LA Clippers: 2 anni, $13.5 milioni

13 milioni di ragioni per sperare che Wall risorga dalle ceneri e torni anche solo una brutta copia di quello di cinque anni fa, quando l’ormai ex-Rockets e Wizards non era ancora piagato da infortuni. La squadra di Ty Lue guadagna un pezzo di tutto rispetto (unito al rientro di Kawhi e di Paul George) per tentare, questa volta davvero, di agguantare il titolo.

 

P.J. Tucker ai Philadelphia 76ers: 3 anni, $33.2 milioni

37 anni e non sentirli: P.J. Tucker. Difensivamente asfissiante, offensivamente letale dalla sua classica corner-three. Un bulldog che ha contrbuito ai recenti successi di Bucks e Heat e che proverà a replicarsi al fianco di Embiid e Harden, suo vecchio compagno di squadra al tempo dei Rockets.

Gary Payton II ai Portland Trail Blazers: 3 anni, $28 milioni

Da candidarsi per una posizione come video coordinator ad anni di gavetta in G-League all’opportunità datagli dagli Warriors a 30 milioni di dollari: The American Dream. Perfetto 3&D per una squadra che di difesa l’anno scorso ne ha avuta davvero pochina.

Bruce Brown ai Denver Nuggets: 2 anni, $13 milioni

Giocatore che si è affermato nella scorsa stagione come ottimo role player. Il tiro da tre, se continua a migliorare, può diventare un’arma da aggiungere alla sua presenza fisica.

Danilo Gallinari ai Boston Celtics: 2 anno, $ 13 milioni (secondo anno è una player option)

Il sogno del Gallo si è avverato: vestire verdebianco. Finalmente il nostro Danilo è in una contender, a cui può ancora fare comodo la sua abilità offensiva. Rimane, però, un punto debole difensivo quando in quintetto.

Joe Ingles ai Milwaukee Bucks: 1 anno, $6.5 milioni

Ritorna dall’infortunio al crociato, senza necessità di essere decisivo (com’era ai Jazz). Sarà usato come un role player specialista da tre, e sarà letale. Una delle migliori firme fino a questo momento.

Jalen Brunson ai New York Knicks: 4 anni, $104 milioni

Ha sfruttato bene gli infortuni di Doncic per mettersi in mostra: capacità offensive elevate, agilità sopraffina e discreta tenuta difensiva. 25 milioni e passa all’anno sono però tanti, e i Knicks potrebbero trovarsi presto pentiti di questo investimento scriteriato. Spero di essere smentito…

Andre Drummond ai Chicago Bulls: 2 anni, $6.6 milioni

Un buon centro, pagato veramente veramente poco. Ottima presa dei Bulls per un vice-Vucevic.

Mercato gialloviola di LeGM

Uno dei migliori dell’anno scorso, Malik Monk, scappa da LA per rovinarsi la carriera a Sacramento (2 anni, $19 milioni dopo un anno a solo $5 milioni con i Lakers). La filosofia di Pelinka sembra cambiare: spazio ai giovani. Ecco allora Lonnie Walker IV (1 anno, $6.5 milioni), Troy Brown (1 anno, $1.8 milioni) e Juan Toscano-Anderson (ottima opzione strappata a Golden State a solo $1.6 milioni per un anno). Certo, il contrattone da $47 milioni di Westbrook blocca il mercato dei grandi nomi, ma chissà se si sblocca la trattativa Irving…

JaVale McGee ai Dallas Mavericks: 3 anni, $21 milioni

Dallas ha capito che doveva investire sui lunghi. Wood via trade, JaValone via free agency: acquisti mirati e giusti. Peccato aver perso Dragic (a Chicago: 1 anno, $2.9 milioni), ma non è sicuramente una situazione irreparabile. Tutt’altro…

Minnesota attivissima:

Dopo il rinnovo multimilionario di KAT e la mega-trade per Gobert, ecco le firme di Bryn Forbes (1 anno, $1.8 milioni per un giocatore con il 41% dalla distanza) e Kyle Anderson (2 anni, $18 milioni). Come di preciso KAT, SloMo Anderson e Gobert possano stare insieme sul parquet è un mistero, ma, come si dice, diamo tempo al tempo.

Altre firme interessanti:

  • Delon Wright, 2 anni a $16 milioni, agli Washington Wizards
  • Donte DiVincenzo, 2 anni a $9.3 milioni, ai Golden State Warriors
  • Damion Lee,1 anno ai Phoenix Suns
  • Otto Porter, 2 anni a $12.4 milioni, ai Toronto Raptors
  • Isaiah Hartenstein, 2 anni a $16 milioni, ai New York Knicks
  • Danuel House Jr., 2 anni a $8.5 milioni, ai Philadelphia 76ers

 

One thought on “NBA Free Agency 2022: un primo recap

  1. Se Boston avesse avuto Gallinari e Brogdon alle Finali le loro probabilità di vincere il titolo si sarebbero impennate notevolmente. Mi sa che la dirigenza Celtics ha pensato ciò e l’anno prossimo ci riproverà con 2 pedine di sostanza e qualità medio-alta.
    Bronson secondo me è un giocatore eccezionale, ha cuore, intelligenza cestistica altissima e personalità, tutte caratteristiche di un TOP player, quanto lo ha pagato New York, ma è un giocatore che ti vince le partite? La mia risposta è NI, cioè non mi sorprenderebbe se migliorasse ancora, ma non mi sembra quel giocatore che ti gioca quei 2 o 3 possessi in isolamento nei finali punto a punto facendoti vincere la gara. I Knicks potrebbero essersi messi in casa sì un ottimo giocatore, ma non quello che ti cambia le sorti della franchigia e ne avranno bisogno di almeno altri 2 per puntare a qualcosa. I T-wolves si sono creati 2 Torri sotto canestro che renderanno difficile ogni avventura da quelle parti. Atlanta con Murray prende tanto talento e un giocatore già pronto, per me è il colpo dell’estate. Più che freeagency è stata la corsa al RINNOVO e tutte le squadre che hanno rinnovato le loro stelle hanno fatto benissimo.
    (da tifoso Mavs): Wood in pratica per panchinari fissi mi pare una buona presa, Jaaval può essere molto utile, ma ancora una volta Dallas si dimostra poco attrattiva per i f.a. di peso, non capisco come mai, banalmente Dragic pensa di andare a lottare per il titolo a Chicago? mah, secondo me hai sbagliato coro Goran, peggio per te.

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