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I primi verdetti sono arrivati, e hanno rispettato tutti i pronostici. Le prime quattro dell’Ovest (in ordine decrescente: Suns, Grizzlies, Warriors, Mavericks) hanno passato il turno. Forse allora la regular season un po’ di senso e valore ce l’ha.

In ogni caso, è stato un primo round prevedibile ma non privo di novità e indicazioni interessanti sulle squadre ancora in gioco, e anche su quelle ormai a Cancun insieme a LeBron e KD.

Iniziamo dunque ad affrontare i match-up futuri, dando comunque un rapido sguardo alle serie appena terminate.

PHOENIX SUNS (1) vs DALLAS MAVERICKS (4)

Questa credo sia la Serie a Ovest, con la S maiuscola. Non perché Memphis e Golden State siano due squadracce, sia chiaro. Sono semplicemente molto in difficoltà di fronte alla consapevolezza di dover dare una previsione… e non sapere che pesci pigliare.

Phoenix, dopo una stagione regolare astronomica, ha faticato più del previsto contro dei meravigliosi, meravigliosi New Orleans Pelicans sconfiggendoli solo 4-2. Sicuramente l’infortunio che ha tenuto fuori Booker per qualche partita non ha aiutato (da monitorare la sua salute per il futuro), ma i Suns non sono sembrati loro stessi.

Difensivamente, hanno mostrato troppe lacune: hanno sofferto eccessivamente la qualità combinata all’altezza di Brandon Ingram (27 punti di media e Rob Pelinka che si mangia le mani per aver dato via lui trattenendo Kuzma), e hanno concesso ben 15 rimbalzi a partita a Valanciunas.

Offensivamente, hanno sofferto maledettamente la difesa iper-aggressiva dei rookie terribili Herb Jones e Jose Alvarado. Sono stati salvati dalla partita perfetta di Chris Paul, che non smetterà mai di essere la point god, e dalla qualità che DeAndre Ayton, Cameron Johnson e Mikal Bridges hanno fornito nel periodo di assenza di Devin Booker.

Insomma, c’è ancora tanta strada da fare. Onore però a NOLA che dopo una partenza 2-14 è arrivata davvero vicina all’upset del decennio, pur senza la sua stella principale (ma siamo sicuri si debba rinnovarlo a 250 milioni per 5 anni? O forse è meglio scambiarlo per una scelta alta e ricostruire su un giocatore che sappia rimanere sano?)

Dallas è invece uscita da una battaglia contro dei deprimenti Utah Jazz. 4-2 è comunque un risultato onorevole, ma la squadra di Quin Snyder deve pensare seriamente ad un rebuild, che sembra l’unica soluzione per scuotere un po’ una franchigia che arriva ai playoff e soffoca. E sinceramente, per gusto personale, costruirei quella squadra attorno a Gobert piuttosto che Donovan Mitchell, un fantasma in difesa.

I Mavs invece hanno convinto, soprattutto in assenza del fenomeno Doncic. Paradossalmente, anzi, credo che l’assenza di Luka abbia giovato mentalmente a Dallas, e soprattutto al folletto micidiale che porta il nome di Jalen Brunson. I 41 punti in gara-2 gli faranno affrontare ogni partita dei playoff con la consapevolezza di avere molti assi nella manica.

Per Kidd, invece, il problema è stato molto più offensivo che difensivo… pur non essendo Utah una squadra letale difensivamente, Dallas ha faticato molto a produrre nella metà campo avversaria (per intenderci, 4 volte su sei ha segnato meno di 102 punti). Il grande problema è che i Suns hanno nelle loro potenzialità quelle di essere mortali in difesa, e se riusciranno a farlo nuovamente, per i Mavs sarà tutto ancora più in salita.

Sarà comunque la serie di Bridges su Doncic (almeno spero siano così accoppiati), e di Powell su Ayton (match-up più in equilibrio di quanto si possa credere. Sarà CP3 contro Brunson, Cam Johnson contro Bullock, Booker contro Dinwiddie. Stelle, giocatori di altissimo livello, gregari di lusso, panchine lunghe da entrambe le parti. Insomma, preparate i pop-corn e gli occhiali da sole per coprire le occhiaie.

Previsione: Suns in 6. Di istinto, senza una ragione razionale se non che mi fido più della difesa di Phoenix che dell’attacco di Dallas.

MEMPHIS GRIZZLIES (2) vs GOLDEN STATE WARRIORS (3)

Mi dispiace dirvelo, ma non credo questa sarà una serie particolarmente combattuta. Nelle mie previsioni a inizio playoff avrei dato vincenti i Grizzlies, ora non mi viene proprio.

Per quanto reduci dalla vittoria 4-2 sui giovanissimi e agguerriti T-Wolves (scambiate DeAngelo Russel per qualche giocatore davvero decisivo e sarete nella post-season per i prossimi anni), hanno dimostrato eccessiva incostanza. Si parla tanto di rimonte: tre di quelle quattro vittorie sono arrivate dopo che i Grizzlies erano stati sotto di almeno 20. Un dato celebrato, ma in realtà davvero preoccupante. Perché finché dall’altra parte hai Karl Anthony Towns, tanto forte in attacco quanto anello debole della difesa, o giocatori di prospettiva brillante (si pensi a Anthony Edwards, di cui sono innamorato) ma ancora non abituati al clima playoff, te la puoi cavare. Quando invece devi uscire da una fossa di 20 punti contro Curry, Poole, Thompson, Green… auguroni. Questo è il principale motivo per cui non mi fido e non posso fidarmi di Memphis.

In più, non bisogna ignorare che Jaren Jackson Jr., miglior difensore della squadra di Taylor Jenkins, ha giocato molto poco la scorsa serie perché spesso in foul trouble. Certo, i gregari di questa squadra sono di livello eccellente: Bane su tutti, ma anche Clarke, Brooks e Jones. Solo se Morant farà una serie emulando il mitico bubble Jimmy Butler e se i gregari contribuiranno a sufficienza, Memphis avrà possibilità di passare il turno. È, insomma, una vera prova di maturità

Gli Warriors arrivano lanciati, dopo aver asfaltato i Nuggets di Jokic 4-1. Prima di parlare di Golden State, una preghiera a coach Malone: capisco le assenze di Murray e Porter Jr., però sarebbe possibile circondare uno dei giocatori più forti del pianeta con gente anche solo decente?

Per quanto riguarda la squadra di Kerr, Poole e un ritrovato Thompson stanno sollevando molto peso dalle spalle di Curry, che è più libero di fare la differenza, Draymond Green è sempre un difensore stratosferico, e Wiggins fa bene il suo lavoro. Un’incognita è la profondità della rosa: Kuminga è troppo acerbo per una semifinale di conference, Payton e Porter troppo incostanti e inaffidabili. Oltre a questo: difesa eccellente, attacco con una potenza di fuoco senza eguali nella lega. E sugli Warriors non ho altro da aggiungere.

Previsione: Warriors in 5, perché uno sweep mi sembra troppo crudele.

Post By Filippo di Chio (39 Posts)

20 anni, folgorato fin da bambino dal mondo americano dei giganti NBA e dei mostri NFL, tifoso scatenato dei Miami Heat e - vien male a dirlo - dei Cincinnati Bengals. Molto desideroso di assomigliare ad un Giannis, basterebbe anche un Herro, ma condannato da madre natura ad essere un Muggsy Bogues, per di più scarso.

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